Petrucci non deve dire di aver sbagliato, aumenterebbe la confusione. Ma uno esperto come lui avrebbe dovuto fiutare l’aria di magagna (che era fiutabilissima, per motivi già scritti qui), fare un tavolo a tre con Crespi e Masciadri e dire: “Patti chiari, tu Crespi hai l’obbligo di trovare almeno mezzo secondo in campo per Masciadri, e tu Masciadri non rompi se è mezzo secondo anziché venti minuti a partita aperta”, oppure: “Patti chiari, tu Masciadri ti accontenti della convocazione, che mi par di capire Crespi non ti avrebbe dato per motivi tecnici, e la celebrazione con gli applausi te la facciamo in una partita solo per te, ma adesso l’unica cosa è qualificarsi”.
In ogni caso era da prevenire, ormai il danno è fatto.
Oltretutto Petrucci conosce benissimo i suoi polli, e sa che non sono esattamente due caratteri flessibilissimi, perché si dice tanto di Crespi, però anche Masciadri è dotata di un certo amor proprio, al punto da battibeccare in diretta, anni or sono, con Max Mascolo perché voleva che le si attribuisse uno scudetto in più, vinto a 15 anni o giù di lì giocando forse mezzo minuto (non è che questo sia una colpa, lo dico io che rompevo i coglioni se sul referto di una partita mi avevano segnato un punto in meno dandolo al più scarso della squadra, po’raccio). Crespi doveva essere incazzato come un biscione perché quella si era autoconvocata, lei incazzata perché si capiva lontano un miglio che quello la considerava una pensionata. Quindi il rischio di frittata era altissimo.
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