Se non ci fosse questa smania di dare addosso ai governanti del basket per ogni alito di vento contrario, si potrebbe inquadrare il fenomeno-calcio femminile nella corretta prospettiva.
La scorsa settimana l'Atletico Madrid femminile ha fatto 60.000 spettatori per una partita di campionato. Forse colpa di una Federbasket spagnola guidata da incapaci? C'è un Jean Petruche colpevole in Francia, un Johannes Von Petrusch in Germania? Tutti posti dove il calcio femminile è in ascesa verticale negli ultimi anni. E che dire dell'America? Era colpa del commissioner dell'Nba se quello è stato il primo paese dove la pedata in gonnella ha iniziato a fare numeri grossi?
La questione è che il calcio ha imparato a travasare anche nel femminile la sua popolarità di massa. Il calcio e i club più famosi sono religione per milioni di persone. I 35 o 40mila di oggi a Torino erano lì per la religione del calcio e della Juventus, non per il calcio femminile di per sé.
E' un potenziale che nessun altro sport può avere, facesse anche una promozione della madonna come forse possiamo dire del volley, dove i top club sono Conegliano, Novara, Casalmaggiore, insomma piccoli centri che catalizzano interesse nella loro cerchia e un po' di pubblico generico in tv, ma non la massa.
E' lo stesso meccanismo per cui il Galatasaray di basket femminile, lo abbiamo visto lo scorso anno, se va in finale (cioè se c'è il grande evento) riempie un palazzo da 11.000. Ma sono tifosi del club Galatasaray, non del basket femminile di per sé.
Fortunatamente (per la nostra malandata nicchia, anche se è una cazzata) in Italia il pensiero dell'homo medius è lo stesso di Collovati, quando ha detto che le donne non devono pensare alla tattica o robe del genere (ma piuttosto ai fornelli, non so se ha detto pure questo ma l'avrà sicuramente pensato). Ma è solo questione di tempo. Se i club calcistici di serie A continuano a investire nel femminile, prima o poi il tifoso milanista, juventino, interista ecc. troverà normale andare a vedere le donne nei riempitivi tra una partita maschile e l'altra.
C'è solo da capire se questo boom ci toglie qualcosa così come c'ha tolto (e molto) il boom del volley. Ma si tratta di fenomeni molto differenti. Le colpe di Fip e Lega nostrane sono altro paio di maniche, altro tipo di argomento. Altrimenti prendiamocela con tutte le Federbasket mondiali ma va da sé che non ha senso.
Possiamo, e dobbiamo, chiamare in causa Fip e Lega per essersi fatte sverniciare dal volley femminile ben più di quanto la moda di questi ultimi decenni (favorevole al volley) lo giustificasse. Qui infatti si nota in Italia un fenomeno con pochi eguali all'estero. Ma con l'ascesa del calcio femminile, che è un fenomeno di portata mondiale (e anzi, l'Italia è in ritardo), non c'entrano nulla.
PS: peraltro non è che la normalità del calcio femminile in Italia, almeno per ora, siano i 40.000 spettatori. Oggi era il grande evento, partita decisiva per lo scudetto, grande rivalità Juve-Fiorentina in una domenica senza serie A maschile. Ma di solito giocano in stadiuoli di periferia. Così come la normalità del rugby italiano non sono i 30 o anche 50-60mila del 6 Nazioni, ma meno gente che nei nostri palazzetti del basket maschile.
PPS: Ho l'impressione che la Wnba abbia già raggiunto il suo massimo potenziale. Marketing migliore non potrebbe avere (essendoci l'Nba dietro), livello più alto è impossibile... Forse potrebbe individuare piazze in grado di portare maggior affluenza di pubblico ma la sostanza di essere un fenomeno di nicchia non cambia.
D'altronde anche la lega calcistica donne, laggiù, non mi pare in una fase di crescita.
Sul calcio donne in Italia, sicuramente ha una grande chance con i Mondiali di quest'estate, ma bisogna vedere come si attesterà la normalità. Che la Juve sia in grado di attirare 40.000 spettatori per il "main event" non è così stupefacente. Tutte le settimane ho qualche dubbio (anche su 5-10.000).
Risultano 9 squadre per la NWSL (la lega calcistica) e 6000 spettatori di media, dato quest'ultimo in crescita, contro 12 squadre e 7000 di media per la WNBA, dato quest'ultimo in calo ma pur sempre ancora superiore.
L'"analisi costi-benefici" in stile-Tav non sono in grado di farla, cioè chi perda o guadagni più soldi (sarebbe probabilmente il dato più importante, perché non è che 500 spettatori in più o in meno cambino la vita di una lega).
Per completezza, bisogna notare che l'attuale NWSL è nata nel 2013 come rimpiazzo per la WPS, durata solo dal 2008 al 2011, a sua volta successora della defunta WUSA (2000-2003). Insomma si può dire che adesso le cose per il calcio "pro" americano stanno andando meglio, ma c'è un'instabilità ricorrente.
PS: un indicatore social, certo non probante di chissà che: su Instagram la Wnba ha 594.000 followers, la lega calcistica solo 174.000.
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