domenica 3 marzo 2019

Coppa Italia A1: trionfa Ragusa

Oggi vince la favorita: Ragusa 77-61 Sesto.
Break profondo già nel 2° quarto, il Geas non si rassegna, memore delle rimonte già compiute, ma la Passalacqua, a differenza di Venezia ieri, non lascia aperta la porta.
Devastante Hamby, 26 punti e 14 rimbalzi.
Seconda coppa per Ragusa; la Sicilia potrebbe fare un clamoroso bis con Palermo in A2 ma per ora è solo un dettaglio.
Importante invece che Ragusa lancia la sua candidatura a favorita per lo scudetto, perché dopo i tentennamenti d'inizio stagione ora è la squadra più in forma e convincente, grazie all'innesto di Romeo ma non solo.

Il Geas torna da S. Martino con una nuova dimensione. Snobbata nei pronostici (anche comprensibilmente), ha dimostrato non solo qualità tecnica ma anche un carattere e una solidità mentale che finora aveva palesato solo in alcuni guizzi casalinghi ma pressoché mai lontano da casa e mai contro le "big" assolute.
Rispetto a quando la vidi proprio contro Ragusa in gennaio, ora ci sono punti più fermi: sono tornate in condizione tutte e tre le straniere; è stato definito che Arturi è la regista titolare e Verona il cambio (anche perché Arturi stessa è salita di forma); è stato sfrondato qualche dualismo nei cambi, cioè Panzera in e Galbiati out; Barberis in e Schieppati out (anche se rimane in roster).
Se trasporta questa sua versione in campionato, c'è una candidata in più per quel quarto biglietto in semifinale che, dopo il tracollo di Napoli, è più che mai aperto a molte (Broni, Lucca, S. Martino e volendo essere ecumenici anche Vigarano).

Il Geas inoltre rimette sulla mappa del basket femminile di vertice se stesso (senza risalire all'ultimo trofeo vinto, 1978, ricordiamo la semifinale-playoff 2011) e una Lombardia che, può sorprendere ma gli anni passano veloci, non conquista trofei di A1 dallo scudetto+supercoppa della Comense 2004.

L'A1, bisogna dirlo, esce con qualche ammaccatura in meno dopo quelle che aveva a seguito del crash di Napoli. Otto squadre in grado di offrire uno spettacolo dignitoso, e una competitività all'altezza, ci sono. Quando non si sa già da prima chi vince è sempre un bene.
Inoltre, se elenchiamo i nomi di Gruda, Quigley, Lavender, Hamby, Harmon, Sanders, Steinberga, non avremo il top del top come nei gloriosi anni '80, però è una bella batteria di straniere di livello internazionale. Le italiane non recitano da protagoniste assolute, è ampiamente risaputo, però un po' di vitalità s'è vista anche qui.

Grave, però, non aver avuto la copertura televisiva nemmeno per la finale. Ok, la concomitanza con la Coppa di A2, eccetera. Ma ci saremmo accontentati anche di una modesta differita, non per gli appassionati incalliti che si saranno indubbiamente connessi in streaming, ma per far vedere in giro la partita che assegnava il secondo trofeo più importante della stagione.

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