sabato 30 novembre 2019
[A2] Riassunto breve di Carugate-Sanga
Dinnanzi ai miei modesti occhi il Sanga conquista il derby a Carugate, conducendo quasi tutta la partita. Da -19 al 27' le padrondicasa imbastiscono una rimonta fino a -4 e palla in mano a metà ultimo quarto, ma poi non segnano più negli ultimi 5 minuti e Milano riallunga, 58-69. Sugli scudi le ex Guarneri e Beretta ma un po' tutta la squadra; Lussana l'arma in più dalla panca. Per Carugate bene-bene nessuna, non male sicuramente Schieppati e Canova, alterna ma non da bocciare Gambarini, penalizzata dai fallli Tomasovic (non un fattore stasera), imprecise Diotti e la rientrante Maffenini, pur caparbie nel provarci.
sabato 23 novembre 2019
[A1] Resoconto di Costa-Geas
Sono testè tornato da Costa, dove il Geas s'è aggiudicato la prima edizione in A1 di questo derby nord-lombardo.
Antefatto: percorsa la salita per il palazzetto masnaghese, sotto la dura pioggia di novembre, chi trovo all'ingresso? Una giovine bionda con l'aria imbronciata e le stampelle: Martina Kacerik. Qual visione. Ma qual pena, anche.
Partita interessante, combattuta, mai prevedibile, anche se a mio parere nessuna delle due squadre si è espressa al suo meglio.
Al 27' l'ultimo vantaggio di Costa, poi sempre avanti un Geas che alla distanza fa meglio valere i suoi punti di forza. Domina in fase di possesso-palla (ovvero bilancio perse-recuperi) e riesce così ad avere una decina di tiri in più, che a parità di percentuali, non esaltanti, fanno la differenza.
In più Sesto ha 3 prove realizzative a quota 20 o dintorni (Williams, Brunner e Verona) contro le due di Costa (Frost e Villa). Potremmo dire che decide in negativo l'evanescenza di Davis, 1 punto con 0/6, 7 perse e -7 di valutazione. Ma anche Rulli e Baldelli non sono riuscite a far molto. Più corretto è dire che il Geas ha preparato la partita per farla decidere dalle sue top e per bloccare il più possibile le top di Costa, ed è riuscito in entrambi gli obiettivi.
Ha fatto cionondimeno fatica perché ha sciupato parecchio, specie ghiotti contropiedi, perché a Costa non è mancata la "garra" e perché Villa è stata paranormale. Gli archivi storici dicono che qualcuno ha esordito in A1 più precocemente di lei, ma se è esistito qualcuno che prima di compiere 15 anni ha segnato 21 punti nella massima serie, fatecelo sapere che non lo conosciamo. Bisogna scomodare gli altri sport per trovare qualcosa di simile: Jennifer Capriati che a 14 anni fu semifinalista al Roland Garros di tennis, Nadia Comaneci che a 14 anni dominò la ginnastica alle Olimpiadi di Montreal (giusto i primi due esempi che mi vengono in mente, ovviamente ce ne sono altri).
Chiaro che in parte la teenager-prodigio s'è infilata negli spazi lasciati liberi dalle attenzioni difensive sestesi concentrate su altre, ma ha fatto canestri assurdi, non certo regalati. Dei "passo e tiro" da manuale, e altra roba di tecnica pura. Più una stoppata a Williams che non ha senso logico, se si guarda il fisico dell'americana e quello suo. E' talento, quello. In più c'è una testa da paura, per cui la tipa ha sempre la stessa espressione d'assoluta nonchalance, sia che maciulli malcapitate coetanee, sia che se la veda con americane tutte muscoli e professioniste da una decina d'anni. E poi, ogni volta che la vedi sembra migliorata rispetto alla volta prima.
C'è da verificare se nell'economia della stagione questo ribaltamento gerarchico per cui la top americana ti fa 1 punto e la teenager 21 sia giovevole a Costa, ma per l'intanto è un trionfo del vivaio masnaghese, che in 3 anni ha portato una sua ragazza dall'Under 13 al ventello in A1 contro un'avversaria da metà alta di classifica.
Sul fronte Geas va apprezzata Verona, che dopo aver preso scudisciate dall'indemoniata Villa, roba che poteva abbattere l'autostima, s'è confermata agonista di vaglia (giacché se non lo sei non vinci un Europeo U20 col canestro decisivo) e ha segnato 7 punti con l'aggiunta di due assist nel momento cruciale dell'ultimo quarto. Brunner un martello (4/6 sia da 2 che da 3) rilevando il testimone da Williams che aveva dominato il primo tempo; Arturi garanzia di saggezza, Ercoli ha fatto il suo, non bene le altre (Oroszova out dopo un contrasto duro, ma non stava combinando granché). Panzera non so se avesse problemi fisici, ma è risultata inconsistente come mai m'era capitato di vederla (0 punti con 0/4 e 5 perse in 22 minuti).
Per Costa, di quelle finora non nominate, non m'è spiaciuta Spinelli, anche se è calata alla distanza, mentre Pavel ha fatto cose discrete, ma s'è anche mangiata canestri da sotto, come già l'avevo vista fare in partite precedenti.
Certo sarebbe stato epocale, considerando la (sana) rivalità tra i vivai delle due società nell'ultimo decennio, se Costa avesse vinto il derbissimo con mvp la propria giocatrice più giovane. Ma già così ha avuto una bella cassa (di risonanza), visto che si parla più della prestazione della bebè che dell'esito della partita.
Certo ne è passata d'acqua sotto i ponti da quando, a inizio decennio, il Geas prestò le sue giovani a Costa per fare la B1 (o A3 che dir si voglia). Nelle prime 7 giornate, Costa ha già dato minuti veri (cioè a partite pienamente aperte) a 7 giovani del suo vivaio (dal 2001 al 2004), per un totale di 387 minuti e 93 punti realizzati.
I dati del Geas al riguardo sono concentrati appunto nella Panzera Rosa, che consta di 193 minuti per 62 punti; a parte lei sono stati concessi 3 minuti totali a due giovani, per 2 punti realizzati.
Certamente bisogna tener conto degli obiettivi diversi di classifica, giacché il Geas lotta intorno alla quinta-sesta piazza e Costa per salvarsi. Chissà se il fu utente Duepuntozero, il quale tre stagioni fa, quando le due compagini duellavano in A2, si professava sicuro che Costa avesse un budget quadruplo di quello del Geas, ora farebbe gli stessi conti. Presumo di no.
Il vento magari cambierà nuovamente in futuro. Sta di fatto che al momento un genitore ambizioso di una figlia di talento, osservando dall'esterno, potrebbe dire: "Figa, a Costa anche senza bisogno di essere fenomeni assoluti alla Panzera ti fanno giocare sul serio in A1".
Anche se, per la verità, dopo i due recenti casi di trasferimento di talenti da Sesto a Costa (Spinelli, che era in campo sabato e ha segnato 7 punti, e Toffali), quest'estate s'è verificata un'inversione direzionale, con la quotata 2003 Valli che ha lasciato le colline brianzole per le distese post-industriali dell'ex Stalingrado d'Italia. E' stata proprio l'annata 2003 a segnare il passaggio di testimone nella leadership lombarda. Sì, anche la 2002 a livello di talenti; ma come risultati fu la '03 a strappare lo scettro con il famoso scudetto U14 del 2017. Con l'aiuto delle 2004 di cui le Villa sono simbolo pregnante, in quanto essendo residenti a Lissone avrebbero potuto portare i loro talenti a Sesto e invece hanno preso direzione nord.
La presidenza Nonino darà nuovo impulso a un vivaio non certo inaridito ma al momento surclassato da quello di Costa?
L'aver mandato le giovani in B a Bresso potrebbe essere il segnale di voler accelerare la loro maturazione per il futuro della prima squadra sestese. Da buon amante delle grappe, Nonino proverà a distillare una nuova epoca giovanile nel segno del Geas.
Antefatto: percorsa la salita per il palazzetto masnaghese, sotto la dura pioggia di novembre, chi trovo all'ingresso? Una giovine bionda con l'aria imbronciata e le stampelle: Martina Kacerik. Qual visione. Ma qual pena, anche.
Partita interessante, combattuta, mai prevedibile, anche se a mio parere nessuna delle due squadre si è espressa al suo meglio.
Al 27' l'ultimo vantaggio di Costa, poi sempre avanti un Geas che alla distanza fa meglio valere i suoi punti di forza. Domina in fase di possesso-palla (ovvero bilancio perse-recuperi) e riesce così ad avere una decina di tiri in più, che a parità di percentuali, non esaltanti, fanno la differenza.
In più Sesto ha 3 prove realizzative a quota 20 o dintorni (Williams, Brunner e Verona) contro le due di Costa (Frost e Villa). Potremmo dire che decide in negativo l'evanescenza di Davis, 1 punto con 0/6, 7 perse e -7 di valutazione. Ma anche Rulli e Baldelli non sono riuscite a far molto. Più corretto è dire che il Geas ha preparato la partita per farla decidere dalle sue top e per bloccare il più possibile le top di Costa, ed è riuscito in entrambi gli obiettivi.
Ha fatto cionondimeno fatica perché ha sciupato parecchio, specie ghiotti contropiedi, perché a Costa non è mancata la "garra" e perché Villa è stata paranormale. Gli archivi storici dicono che qualcuno ha esordito in A1 più precocemente di lei, ma se è esistito qualcuno che prima di compiere 15 anni ha segnato 21 punti nella massima serie, fatecelo sapere che non lo conosciamo. Bisogna scomodare gli altri sport per trovare qualcosa di simile: Jennifer Capriati che a 14 anni fu semifinalista al Roland Garros di tennis, Nadia Comaneci che a 14 anni dominò la ginnastica alle Olimpiadi di Montreal (giusto i primi due esempi che mi vengono in mente, ovviamente ce ne sono altri).
Chiaro che in parte la teenager-prodigio s'è infilata negli spazi lasciati liberi dalle attenzioni difensive sestesi concentrate su altre, ma ha fatto canestri assurdi, non certo regalati. Dei "passo e tiro" da manuale, e altra roba di tecnica pura. Più una stoppata a Williams che non ha senso logico, se si guarda il fisico dell'americana e quello suo. E' talento, quello. In più c'è una testa da paura, per cui la tipa ha sempre la stessa espressione d'assoluta nonchalance, sia che maciulli malcapitate coetanee, sia che se la veda con americane tutte muscoli e professioniste da una decina d'anni. E poi, ogni volta che la vedi sembra migliorata rispetto alla volta prima.
C'è da verificare se nell'economia della stagione questo ribaltamento gerarchico per cui la top americana ti fa 1 punto e la teenager 21 sia giovevole a Costa, ma per l'intanto è un trionfo del vivaio masnaghese, che in 3 anni ha portato una sua ragazza dall'Under 13 al ventello in A1 contro un'avversaria da metà alta di classifica.
Sul fronte Geas va apprezzata Verona, che dopo aver preso scudisciate dall'indemoniata Villa, roba che poteva abbattere l'autostima, s'è confermata agonista di vaglia (giacché se non lo sei non vinci un Europeo U20 col canestro decisivo) e ha segnato 7 punti con l'aggiunta di due assist nel momento cruciale dell'ultimo quarto. Brunner un martello (4/6 sia da 2 che da 3) rilevando il testimone da Williams che aveva dominato il primo tempo; Arturi garanzia di saggezza, Ercoli ha fatto il suo, non bene le altre (Oroszova out dopo un contrasto duro, ma non stava combinando granché). Panzera non so se avesse problemi fisici, ma è risultata inconsistente come mai m'era capitato di vederla (0 punti con 0/4 e 5 perse in 22 minuti).
Per Costa, di quelle finora non nominate, non m'è spiaciuta Spinelli, anche se è calata alla distanza, mentre Pavel ha fatto cose discrete, ma s'è anche mangiata canestri da sotto, come già l'avevo vista fare in partite precedenti.
Certo sarebbe stato epocale, considerando la (sana) rivalità tra i vivai delle due società nell'ultimo decennio, se Costa avesse vinto il derbissimo con mvp la propria giocatrice più giovane. Ma già così ha avuto una bella cassa (di risonanza), visto che si parla più della prestazione della bebè che dell'esito della partita.
Certo ne è passata d'acqua sotto i ponti da quando, a inizio decennio, il Geas prestò le sue giovani a Costa per fare la B1 (o A3 che dir si voglia). Nelle prime 7 giornate, Costa ha già dato minuti veri (cioè a partite pienamente aperte) a 7 giovani del suo vivaio (dal 2001 al 2004), per un totale di 387 minuti e 93 punti realizzati.
I dati del Geas al riguardo sono concentrati appunto nella Panzera Rosa, che consta di 193 minuti per 62 punti; a parte lei sono stati concessi 3 minuti totali a due giovani, per 2 punti realizzati.
Certamente bisogna tener conto degli obiettivi diversi di classifica, giacché il Geas lotta intorno alla quinta-sesta piazza e Costa per salvarsi. Chissà se il fu utente Duepuntozero, il quale tre stagioni fa, quando le due compagini duellavano in A2, si professava sicuro che Costa avesse un budget quadruplo di quello del Geas, ora farebbe gli stessi conti. Presumo di no.
Il vento magari cambierà nuovamente in futuro. Sta di fatto che al momento un genitore ambizioso di una figlia di talento, osservando dall'esterno, potrebbe dire: "Figa, a Costa anche senza bisogno di essere fenomeni assoluti alla Panzera ti fanno giocare sul serio in A1".
Anche se, per la verità, dopo i due recenti casi di trasferimento di talenti da Sesto a Costa (Spinelli, che era in campo sabato e ha segnato 7 punti, e Toffali), quest'estate s'è verificata un'inversione direzionale, con la quotata 2003 Valli che ha lasciato le colline brianzole per le distese post-industriali dell'ex Stalingrado d'Italia. E' stata proprio l'annata 2003 a segnare il passaggio di testimone nella leadership lombarda. Sì, anche la 2002 a livello di talenti; ma come risultati fu la '03 a strappare lo scettro con il famoso scudetto U14 del 2017. Con l'aiuto delle 2004 di cui le Villa sono simbolo pregnante, in quanto essendo residenti a Lissone avrebbero potuto portare i loro talenti a Sesto e invece hanno preso direzione nord.
La presidenza Nonino darà nuovo impulso a un vivaio non certo inaridito ma al momento surclassato da quello di Costa?
L'aver mandato le giovani in B a Bresso potrebbe essere il segnale di voler accelerare la loro maturazione per il futuro della prima squadra sestese. Da buon amante delle grappe, Nonino proverà a distillare una nuova epoca giovanile nel segno del Geas.
sabato 16 novembre 2019
Champions Cup U16: Costa battuta in finale
Stavolta non ce n'è: 45-84 per lo Spartak.
Vedremo dai commenti se è stata più una prova mostruosa delle russe o una sottotono delle masnaghesi, rispetto alla vittoria nel girone. Diciamo che contro il top del top (ma in Italia quante ce n'è? Forse nessuno) riemerge il piccolo difetto dell'annata 2004 di Costa, cioè di avere un certo dislivello dietro le Villa e la terza punta (che in questo caso è Caloro al posto della Barzaghi d'un tempo).
Mat. Villa premiata come mvp del torneo. Inserimento di Osazuwa fra le menzioni d'onore e non di Eleo.Villa, scelta bizzarra a guardar le cifre ma non avendo potuto visionare bisogna fidarsi dei giudizi della commissione...
Vedremo dai commenti se è stata più una prova mostruosa delle russe o una sottotono delle masnaghesi, rispetto alla vittoria nel girone. Diciamo che contro il top del top (ma in Italia quante ce n'è? Forse nessuno) riemerge il piccolo difetto dell'annata 2004 di Costa, cioè di avere un certo dislivello dietro le Villa e la terza punta (che in questo caso è Caloro al posto della Barzaghi d'un tempo).
Mat. Villa premiata come mvp del torneo. Inserimento di Osazuwa fra le menzioni d'onore e non di Eleo.Villa, scelta bizzarra a guardar le cifre ma non avendo potuto visionare bisogna fidarsi dei giudizi della commissione...
giovedì 14 novembre 2019
Nazionale: dopo la sconfitta con la Rep. Ceca
Ahò, oggi male, ma anche con Crespi abbiamo perso malamente la prima in casa e poi ci siamo qualificati (vedo ora che l'ha appena ricordato l'utente Pierpa).
Rimpiangere Crespi ormai non ha senso, dopo il caso Masciadri aveva tutto e tutti contro, a meno di un grande risultato agli Europei che non è giunto, anzi è giunto un passo del gambero.
Serve a poco il classico “toto nomi” che scatta a ogni sconfitta della Nazionale (in qualsiasi sport). In cui sembra sempre che chi è andato in campo sia una chiavica mentre gli assenti avrebbero salvato la patria ma per misterioso buio mentale del c.t. di turno non sono stati chiamati.
In una situazione in cui ci si ritrova a giocare una partita ufficiale senza aver potuto preparare nulla, è inevitabile che si riparta dalle solite note. Far bene uno scorcio di campionato non è sufficiente a dare garanzie di rendimento in un contesto completamente diverso.
Il problema è che chiami Tizia o chiami Caia, la mediocrità sostanziale rimane. Non è che si faccia schifo, ma si resta a metà del guado, con l’eterno problema delle lunghe, che ci costringe a un non-gioco perimetrale in cui si tira sovente al piccione, ma non per cattiva volontà, bensì perché se dai la palla dentro finisce che te la ricacciano fuori senza nulla di costruito.
Rimpiangere Crespi ormai non ha senso, dopo il caso Masciadri aveva tutto e tutti contro, a meno di un grande risultato agli Europei che non è giunto, anzi è giunto un passo del gambero.
Serve a poco il classico “toto nomi” che scatta a ogni sconfitta della Nazionale (in qualsiasi sport). In cui sembra sempre che chi è andato in campo sia una chiavica mentre gli assenti avrebbero salvato la patria ma per misterioso buio mentale del c.t. di turno non sono stati chiamati.
In una situazione in cui ci si ritrova a giocare una partita ufficiale senza aver potuto preparare nulla, è inevitabile che si riparta dalle solite note. Far bene uno scorcio di campionato non è sufficiente a dare garanzie di rendimento in un contesto completamente diverso.
Il problema è che chiami Tizia o chiami Caia, la mediocrità sostanziale rimane. Non è che si faccia schifo, ma si resta a metà del guado, con l’eterno problema delle lunghe, che ci costringe a un non-gioco perimetrale in cui si tira sovente al piccione, ma non per cattiva volontà, bensì perché se dai la palla dentro finisce che te la ricacciano fuori senza nulla di costruito.
mercoledì 13 novembre 2019
Champions Cup U16 - commento sulle gemelle Villa
Penso che l'Unione Europea su reclamo delle avversarie di Costa farà una legge che impone al massimo una Villa in campo per volta. Giocare contro ambo insieme, a livello giovanile (vedremo in futuro se anche in senior), è come avere a che fare con 4 avversarie.
Cioè, difficile oggettivare la cosa ma la sensazione è diversa da quando si ha a che fare con le normali (si fa per dire) giocatrici di talento. C'è qualcosa di quantitativamente abnorme nella loro produzione, più la gemellarità che si sostiene a vicenda.
PS: provo a spiegarmi meglio. In 15 anni che seguo il femminile ho visto, ovviamente, tanti talenti giovanili. Anche superiori alle Villa. Ho visto Zanda ragazzina librarsi nell'etere con il suo jumper scolpito da Michelangelo. Tempo prima vidi Martina Crippa che travolgeva le avversarie come Obelix coi romani.
Ho visto, di recente, Panzera 14enne, ho visto Zanardi. Ho visto anche perdere le Villa, in partite importanti come la finale regionale Join U13 o la finale scudetto U14.
Ma non ho mai visto due macchine del genere, nel senso di due che mi dessero questa doppia sensazione:
- a) che potrebbero giocare 100 partite a stagione, da 100 minuti l'una, totale 10.000 minuti, e giocherebbero con la stessa intensità e la stessa voglia ogni singolo minuto di quei 10.000. E non avrebbero nemmeno l'aria stanca, alla fine.
b) se le facessero giocare ora in Wnba, ovviamente le asfalterebbero, ma loro entrerebbero in campo con la stessa faccia, e farebbero lo stesso gioco, di quando affrontano le coetanee.
E’ proprio questo che le rende macchine. Zandalasini, il massimo esempio di talento giovanile nell’ultimo decennio in Lombardia, si limitava a distillare divinità quando era strettamente necessario. Anche le altre big giovanili ogni tanto si concedono pause. Persino di Dio si racconta che il settimo giorno si riposò.
Le Villa, invece, che siano in A1, punto a punto, contro un’americana (per ora solo Matilde, ok) o nelle giovanili sul +90 a 30 secondi dalla fine contro un’onesta ragazzotta dell’Elite lombarda, saranno sempre lì ad aggredirla per rubar palla e poi schizzare come un flipper a tutto campo.
A volte ho il sospetto che le abbia create in laboratorio Bicio Ranieri, novello Frankenstein, perché sono l’incarnazione dello stile di gioco che Costa ha fabbricato in questi ultimi anni. Non solo per l'aggressione e ripartenza a tutto campo, ma anche per il prendersi tiri a difesa schierata senza remora alcuna alla prima opportunità utile.
Le altre loro giocatrici “si conformano” a quello stile, le Villa “sono” quello stile.
Cioè, difficile oggettivare la cosa ma la sensazione è diversa da quando si ha a che fare con le normali (si fa per dire) giocatrici di talento. C'è qualcosa di quantitativamente abnorme nella loro produzione, più la gemellarità che si sostiene a vicenda.
PS: provo a spiegarmi meglio. In 15 anni che seguo il femminile ho visto, ovviamente, tanti talenti giovanili. Anche superiori alle Villa. Ho visto Zanda ragazzina librarsi nell'etere con il suo jumper scolpito da Michelangelo. Tempo prima vidi Martina Crippa che travolgeva le avversarie come Obelix coi romani.
Ho visto, di recente, Panzera 14enne, ho visto Zanardi. Ho visto anche perdere le Villa, in partite importanti come la finale regionale Join U13 o la finale scudetto U14.
Ma non ho mai visto due macchine del genere, nel senso di due che mi dessero questa doppia sensazione:
- a) che potrebbero giocare 100 partite a stagione, da 100 minuti l'una, totale 10.000 minuti, e giocherebbero con la stessa intensità e la stessa voglia ogni singolo minuto di quei 10.000. E non avrebbero nemmeno l'aria stanca, alla fine.
b) se le facessero giocare ora in Wnba, ovviamente le asfalterebbero, ma loro entrerebbero in campo con la stessa faccia, e farebbero lo stesso gioco, di quando affrontano le coetanee.
E’ proprio questo che le rende macchine. Zandalasini, il massimo esempio di talento giovanile nell’ultimo decennio in Lombardia, si limitava a distillare divinità quando era strettamente necessario. Anche le altre big giovanili ogni tanto si concedono pause. Persino di Dio si racconta che il settimo giorno si riposò.
Le Villa, invece, che siano in A1, punto a punto, contro un’americana (per ora solo Matilde, ok) o nelle giovanili sul +90 a 30 secondi dalla fine contro un’onesta ragazzotta dell’Elite lombarda, saranno sempre lì ad aggredirla per rubar palla e poi schizzare come un flipper a tutto campo.
A volte ho il sospetto che le abbia create in laboratorio Bicio Ranieri, novello Frankenstein, perché sono l’incarnazione dello stile di gioco che Costa ha fabbricato in questi ultimi anni. Non solo per l'aggressione e ripartenza a tutto campo, ma anche per il prendersi tiri a difesa schierata senza remora alcuna alla prima opportunità utile.
Le altre loro giocatrici “si conformano” a quello stile, le Villa “sono” quello stile.
sabato 2 novembre 2019
[A1] Resoconto di Costa-Broni
Sono tornato un'ora fa dalla partita in questione, appunto il derby longobardo Costa-Broni, e sì, l'estrema sintesi è che nel momento più buio, con la sua squadra a -11 intorno al 7' del terzo quarto, il coach casalingo Seletti ha avuto il coraggio (che rischiava d'esser definito follia in caso di sconfitta, e invece merita l'etichetta di colpo di genio) di togliere Jori Davis e Giulia Rulli per mettere Matilde Villa e Martina Spinelli (poco dopo rilevata da Allievi). Si tenga presente che Davis ha sciorinato una prova da 19 punti e 6 assist in 21 minuti, cioè non è che stesse giocando malaccio; Rulli un po' spenta ma pur sempre una colonna della squadra. Ebbene, com'è come non è, dopo quella mossa Costa ha recuperato tutto e ha vinto in volata.
Seletti ha tenuto il quintetto Baldelli-Frost-Pavel-Villa-Allievi (14 punti a testa per le prime tre, determinanti) per tutto l'ultimo quarto, salvo il cambio Allievi-Davis a -1'20" dalla fine; l'americana è stata poi cruciale con una tripla, un assist e due liberi nell'8-0 che ha ribaltato la tripla di Spreafico potenzialmente decisiva a -1'20".
Ma tutta la partita è stata imprevedibile, con una serie di parziali e controparziali:
- 13 a 3 per Costa all'inizio
- 2 a 19 per Broni nella parte centrale del 2° quarto
- 9 a 0 per Costa tra prima e dopo l'intervallo
- 6 a 18 per Broni nella parte centrale del 3° quarto (per il max vantaggio come detto sul 45-56 al 27')
- 18 a 4 per Costa per il sorpasso, 63-60 a 3'30" dalla fine
- 2 a 7 per Broni, ultimo vantaggio ospite sul 65-67
- 8 a 0 finale per Costa
Broni ha la valida attenuante dell'indisponibilità di Tikvic, ma la partita l'aveva in mano, e se l'è fatta sfilare appunto dal quintetto "alternativo" di Seletti. Costa non è riuscita ad evitare quei momentacci di crisi soprattutto difensiva che l'avevano zavorrata nelle prime 4 partite, ma stavolta li ha vissuti in tempo utile per potersi riprendere (cioè non alla fine ma nella parte centrale), ed è arrivata in fondo con più energie. Grande carica collettiva e anche grande spinta dal pubblico. I Viking bronesi, sarà che ero seduto dalla parte opposta, ma mi son parsi un po' più fiacchi del solito. Non ho visto il grande capo Gregory alla loro guida.
Seletti ha tenuto il quintetto Baldelli-Frost-Pavel-Villa-Allievi (14 punti a testa per le prime tre, determinanti) per tutto l'ultimo quarto, salvo il cambio Allievi-Davis a -1'20" dalla fine; l'americana è stata poi cruciale con una tripla, un assist e due liberi nell'8-0 che ha ribaltato la tripla di Spreafico potenzialmente decisiva a -1'20".
Ma tutta la partita è stata imprevedibile, con una serie di parziali e controparziali:
- 13 a 3 per Costa all'inizio
- 2 a 19 per Broni nella parte centrale del 2° quarto
- 9 a 0 per Costa tra prima e dopo l'intervallo
- 6 a 18 per Broni nella parte centrale del 3° quarto (per il max vantaggio come detto sul 45-56 al 27')
- 18 a 4 per Costa per il sorpasso, 63-60 a 3'30" dalla fine
- 2 a 7 per Broni, ultimo vantaggio ospite sul 65-67
- 8 a 0 finale per Costa
Broni ha la valida attenuante dell'indisponibilità di Tikvic, ma la partita l'aveva in mano, e se l'è fatta sfilare appunto dal quintetto "alternativo" di Seletti. Costa non è riuscita ad evitare quei momentacci di crisi soprattutto difensiva che l'avevano zavorrata nelle prime 4 partite, ma stavolta li ha vissuti in tempo utile per potersi riprendere (cioè non alla fine ma nella parte centrale), ed è arrivata in fondo con più energie. Grande carica collettiva e anche grande spinta dal pubblico. I Viking bronesi, sarà che ero seduto dalla parte opposta, ma mi son parsi un po' più fiacchi del solito. Non ho visto il grande capo Gregory alla loro guida.
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