giovedì 14 novembre 2019

Nazionale: dopo la sconfitta con la Rep. Ceca

Ahò, oggi male, ma anche con Crespi abbiamo perso malamente la prima in casa e poi ci siamo qualificati (vedo ora che l'ha appena ricordato l'utente Pierpa).
Rimpiangere Crespi ormai non ha senso, dopo il caso Masciadri aveva tutto e tutti contro, a meno di un grande risultato agli Europei che non è giunto, anzi è giunto un passo del gambero.

Serve a poco il classico “toto nomi” che scatta a ogni sconfitta della Nazionale (in qualsiasi sport). In cui sembra sempre che chi è andato in campo sia una chiavica mentre gli assenti avrebbero salvato la patria ma per misterioso buio mentale del c.t. di turno non sono stati chiamati.

In una situazione in cui ci si ritrova a giocare una partita ufficiale senza aver potuto preparare nulla, è inevitabile che si riparta dalle solite note. Far bene uno scorcio di campionato non è sufficiente a dare garanzie di rendimento in un contesto completamente diverso.
Il problema è che chiami Tizia o chiami Caia, la mediocrità sostanziale rimane. Non è che si faccia schifo, ma si resta a metà del guado, con l’eterno problema delle lunghe, che ci costringe a un non-gioco perimetrale in cui si tira sovente al piccione, ma non per cattiva volontà, bensì perché se dai la palla dentro finisce che te la ricacciano fuori senza nulla di costruito.

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