mercoledì 13 novembre 2019

Champions Cup U16 - commento sulle gemelle Villa

Penso che l'Unione Europea su reclamo delle avversarie di Costa farà una legge che impone al massimo una Villa in campo per volta. Giocare contro ambo insieme, a livello giovanile (vedremo in futuro se anche in senior), è come avere a che fare con 4 avversarie.

Cioè, difficile oggettivare la cosa ma la sensazione è diversa da quando si ha a che fare con le normali (si fa per dire) giocatrici di talento. C'è qualcosa di quantitativamente abnorme nella loro produzione, più la gemellarità che si sostiene a vicenda.

PS: provo a spiegarmi meglio. In 15 anni che seguo il femminile ho visto, ovviamente, tanti talenti giovanili. Anche superiori alle Villa. Ho visto Zanda ragazzina librarsi nell'etere con il suo jumper scolpito da Michelangelo. Tempo prima vidi Martina Crippa che travolgeva le avversarie come Obelix coi romani.
Ho visto, di recente, Panzera 14enne, ho visto Zanardi. Ho visto anche perdere le Villa, in partite importanti come la finale regionale Join U13 o la finale scudetto U14.

Ma non ho mai visto due macchine del genere, nel senso di due che mi dessero questa doppia sensazione:
- a) che potrebbero giocare 100 partite a stagione, da 100 minuti l'una, totale 10.000 minuti, e giocherebbero con la stessa intensità e la stessa voglia ogni singolo minuto di quei 10.000. E non avrebbero nemmeno l'aria stanca, alla fine.
b) se le facessero giocare ora in Wnba, ovviamente le asfalterebbero, ma loro entrerebbero in campo con la stessa faccia, e farebbero lo stesso gioco, di quando affrontano le coetanee.

E’ proprio questo che le rende macchine. Zandalasini, il massimo esempio di talento giovanile nell’ultimo decennio in Lombardia, si limitava a distillare divinità quando era strettamente necessario. Anche le altre big giovanili ogni tanto si concedono pause. Persino di Dio si racconta che il settimo giorno si riposò.

Le Villa, invece, che siano in A1, punto a punto, contro un’americana (per ora solo Matilde, ok) o nelle giovanili sul +90 a 30 secondi dalla fine contro un’onesta ragazzotta dell’Elite lombarda, saranno sempre lì ad aggredirla per rubar palla e poi schizzare come un flipper a tutto campo.

A volte ho il sospetto che le abbia create in laboratorio Bicio Ranieri, novello Frankenstein, perché sono l’incarnazione dello stile di gioco che Costa ha fabbricato in questi ultimi anni. Non solo per l'aggressione e ripartenza a tutto campo, ma anche per il prendersi tiri a difesa schierata senza remora alcuna alla prima opportunità utile.
Le altre loro giocatrici “si conformano” a quello stile, le Villa “sono” quello stile.

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