domenica 23 febbraio 2020
Coronavirus - prima reazione
Se lo stop è precauzionale in attesa di capir meglio la situazione (consideriamo che il virus è stato individuato in Lombardia appena venerdì), è un conto; ma se lo stop è considerato inevitabile in ogni zona dove vi sia presenza del virus (la quale spero non si estenda, ma è probabile di sì), secondo logica dovrebbe durare a tempo indeterminato, cioè finché il virus non sia debellato.
sabato 22 febbraio 2020
[A1] Resoconto di Costa-V. Bologna: un altro Villa-show
Ormai è passata quasi una settimana e tutti hanno la testa al virus, ma tant'è, avevo ancora in canna questo arretrato...
Domenica 16, in un pomeriggio moderatamente soleggiato, mi sono recato a Costa Masnaga, per la stimolante sfida-salvezza fra la compagine locale e la prestigiosa, ancorchè pivella nel femminile, Virtus Bologna. Squadre appaiate in classifica, reduci ambo da una sconfitta nell'infrasettimanale: più onorevole quella felsinea col Geas (tripla dell'overtime fallita allo scadere da Micovic), rovinosa quella delle longobarde nel derby a Broni, -23 alla fine ma anche -40 nel terzo quarto. Con l'impressione, tuttavia, che fosse un episodio più che un sintomo di calo, visti i risultati positivi del periodo precedente lo stop per le nazionali.
Giungevo in ampio ritardo, causa impegni, e mal me ne incoglieva. La collocazione oraria, infatti, forse più comoda per la massa rispetto al consueto sabato sera, aveva favorito un afflusso di pubblico ancor più massiccio della media: esaurite non solo le tribune ma anche le scale tra un settore e l'altro, almeno 100 persone in piedi, fra le quali s'aggiungeva il sottoscritto, impiccato in un mezzo metro quadro individuato libero nell'angolo di una balconata, nel mezzo dei giovani del vivaio, maschi e femmine (i quali un po' guardano la partita, un po' il rispettivo cellulare, ma immagino sia la norma per gli adolescenti odierni; anzi è già positivo che ogni tanto si distraggano dallo schermo per vedere azioni di giuoco...).
La fo lunga con le premesse per coprire i primi 13 minuti di partita, che non ho veduto.
Ricostruivo poi il seguente canovaccio:
- partenza garibaldina per Costa, avanti per tutto il primo quarto, in particolare 15-7 dopo 7 minuti con Villa già a 9 punti;
- Bologna ricuciva con Salvadores e Harrison ma riallungava sul finire del tempo Davis con due canestri di fila;
- a inizio 2° quarto, uscita per infortunio di Micovic, che lasciava in braghe il reparto-italiane di Bologna, già orbo di D'Alie. Il fattore si è sentito parecchio, nell'economia della partita: alla fine sarà di 39-9 per Costa il conto dei punti italici.
- sul momento, però, buona reazione di Bologna che trovava il sorpasso sul 25-26, proprio mentre giungevo nell'impianto adagiato su uno dei colli masnaghesi.
Duello di sorpassi per qualche minuto. Villa riprende a martellare: due canestri in fila (arcobaleno in controtempo dal palleggio e ricezione a centro area). Ma Harrison in questo frangente è inarrestabile da sotto (Pavel già gravata di falli); si fa sentire anche Tava con la tripla del 31-33 al 16', che però resterà il massimo (si fa per dire) vantaggio per la Virtus.
Finale di 2° quarto tutto di marca-Costa con 5 punti d Rulli, 4 di Frost e, infine, una tripla di Villa su buona circolazione contro la zona. La stessa adolescente poi chiude bene sull'entrata di Salvadores allo scadere e si va al riposo sul 43-37.
Buone sensazioni per Costa che sembra aver scordato rapidamente la magra a Broni. Clamorosi i 16 punti di Villa all'intervallo (6/9 dal campo). Bologna aggrappata alle iniziative individuali delle pur eccellenti Salvadores (11 al riposo) e Harrison (già 17 con 5/5 da 2 e 5/6 ai liberi). Percentuali di squadra circa pari, ma qualche possesso in più per Costa grazie ai recuperi. Questo il punto alla pausa.
Terzo quarto di stallo. Bologna si adegua in difesa su Villa (fatto inaudito in tempi recenti: una difesa di A1 cura come prima minaccia una bebè di 15 anni; ma inevitabile visto il soqquadro che stava combinando) e Costa tira male da 3, tipo 0/6 nella frazione, e trova pochi sbocchi se non occasionali. Uno di questi è una magia di Villa, che sullo scadere dei 24", costretta ormai a prendersi lei il tiro, converge dalla zona destra del perimetro verso il centro dell'area e lì, sull'aiuto difensivo, scocca una palombella di sinistro che s'insacca per il 48-39 al 22' (è l'azione del video che ho linkato qualche giorno fa; lo incollo qui sotto, a mo' d'intermezzo nella prolissa cronaca:
Orbene, si vedono "tiri della domenica" anche più clamorosi e acrobatici; tuttavia questo non era un tiro della domenica, ma la giocatrice appariva averlo eseguito con la naturalezza di chi ce l'ha nel proprio repertorio di base.
Io dico che il 75% delle attuali giocatrici italiane di A1, nonostante magari giochi a basket da prima che la tipa nascesse, non è in grado di eseguire un'azione del genere. Ma questo sia detto a merito di Villa più che a biasimo delle altre; il problema è quando vedi una cospicua quota di giocatrici di A1 non riuscire a eseguire cose ben più semplici, cioè appena oltre il livello di difficoltà più elementare...
Chiusa parentesi. Dopo quel lampo, come dicevamo, Costa fatica in attacco; segna solo 8 punti in 8 minuti. Ma in difesa riesce a mettere la museruola a Harrison, scegliendo, come dirà coach Seletti, di circondare lei lasciando libera Begic, nella convinzione che quest'ultima non sia in grado di fare altrettanti sfracelli dell'americana. Il che in effetti è vero, ma la croata segna 3 canestri nel quarto; altri due ne aggiunge la stessa Harrison e tre Salvadores, di cui un'entrata allo scadere, anche se sbaglia il libero supplementare del pareggio; è dunque 57-56 al 30'.
Ultimo quarto, in cui Bologna pagherà la coperta corta, rispetto a una Costa che ha energie da tante. In primis ancora lei, MatiVilla, la quale, forse offesa da un passi di partenza fischiatole, torna a segnare con un'accelerazione sul lato destro che ciula l'intera difesa bolognese. Segnale negativo per la Virtus, segnale di carica per le padrone di casa, che infatti allungano sul 66-58 al 33' con Pavel, Frost e Davis.
La differenza è che il trio straniero delle longobarde s'innesta su un telaio italiano altrettanto incisivo, mentre le tre forestiere felsinee sono pressoché sole, nonostante Tassinari e Tava quantomeno ci provino; la piemontese realizza la tripla del 69-64 che, a 3'40" dalla fine, rianima le speranze ospiti, dopo che Pavel s'era mangiata il +10 da sotto.
Ennesimo finale casalingo in volata, quindi, per Costa? Sì e no, perché a Bologna escono triple-chiave per portarsi a meno di un possesso di distanza: dall'angolo con Tassinari a 3' dalla fine, poi a -15 secondi con Cabrini che aveva ampio spazio (ma la sua serata al tiro si completa con uno 0/6).
Non bastano quindi 7 punti di Salvadores nel finale. Costa riallunga (finale 77-70) con 3 liberi sul fallo sistematico, di cui uno di Villa che chiude la sua prestazione con 21 punti, 6/7 da 2, 2/6 da 3, ma anche 7 rimbalzi e 3 assist. Ne ha 16 Davis, 13 Rulli e Frost, 9 Pavel, mentre Bologna ha Salvadores a 25, Harrison a 23, Begic a 13, il resto della squadra solo 9.
Bilanci. Vista così, la Virtus è modesta. Ma con D'Alie, e Micovic a pieno servizio, ha evidentemente altra consistenza. Del resto già senza D'Alie ha portato il Geas (una delle squadre più in forma) all'ultimo tiro.
Per Costa la questione è se troverà più consistenza in trasferta, dove finora ha vinto solo una volta (proprio a Bologna). In casa, sarà il suo campo particolare, sarà il pubblico che aiuta, ma è competitiva con tutte. Ora il suo calendario è anomalo: le 3 partite caserecce rimanenti sono con le 3 "big", quindi o cambia marcia lontano da casa o rischia di far zero da qui a fine stagione regolare.
Su Villa-maravilla, come chiamavano in Spagna l'omonimo calciatore, :B): aggiungo alla cronaca le seguenti considerazioni:
1) ogni elogio mi pare meritato, sia perché qui c'è poco da inventare o da ingigantire, rispetto ai fatti concreti sciorinati dalla medesima (mvp della Next Gen e mvp di uno scontro diretto di A1 nel giro di 30 ore circa); sia perché, riflettevo andandomene a casa dopo la partita, cosa siamo in grado di offrire a queste ragazze in cambio di ciò che fanno? Se un 15enne maschio, fatte le proporzioni, segnasse due volte 21 punti in A1, come lei ha fatto, starebbe già pregustando futuri ingaggi, a 6 cifre se non 7, in Eurolega o financo in Nba, esibendosi davanti a migliaia di persone, non qualche centinaio quando va bene. Allo stato attuale, Villa non sa neanche se la sua società potrà tirare avanti in A1 l'anno prossimo (visto il recente comunicato d'allarme). Eppure non è che si sbatta di meno, lei come altre, rispetto al coetaneo maschio. Villa & colleghe "under" erano alla quarta partita in 4 giorni dopo l'infrasettimanale di A1 e le due di Next Gen. Lasciamo perdere il discorso sulla sua apparente resistenza paranormale (in fondo, pure le colleghe Spinelli e Allievi non sembravano stanche; si sa che da giovini si è inesauribili), ma è per dire: queste tipe ci mettono una dedizione totale, in cambio di poco di tangibile; almeno non facciamo i tirchi con i complimenti.
2) sorprende la rapidità dei progressi della ragazza. Naturalmente era già nota come talento precoce eccetera, ma a inizio giugno 2019, per dire, nella finale scudetto U18 era un buon cambio, niente più. Logicamente sotto il livello delle top della categoria (Madera, 4 anni più grande, ma anche Spinelli o Balossi o Frustaci). Com'è possibile che ora sembri meglio di quelle più grandi di lei di Costa e pure meglio di molte veterane di A1? Ok, ha fatto importanti esperienze internazionali in azzurro durante l'estate, ma il balzo di qualità resta in buona parte inspiegabile.
3) dal punto di vista di chi assiste, lo sport è anche emozione. Qualcosa che va al di là dei semplici fatti. A parità di prestazioni, lo si vede in tutte le discipline e a tutti i livelli, alcuni emozionano più di altri. Federer, per dire, emoziona più di Djokovic; Senna emozionava più di Prost. Razionalmente è ingiusto, ma lo sport fosse razionale come un lavoro da impiegato, verrebbe la stessa voglia di seguirlo? Matilde Villa, lo si vede dalle reazioni del pubblico ma anche da come ha fatto presa la sua storia raccontata sui media, fa parte della categoria di chi emoziona. Una ragazzina locale, con l'apparecchio ai denti e un fisico certo elastico, certo inesauribile ma leggero come fil di ferro, è un Davide che batte Golia con giocate di puro talento tecnico abbinato a una faccia di bronzo con pochi o nulli eguali. Sì, uno può anche reagire puntando il dito su alcune sue magagne o sostenendo che "ai suoi tempi" ce n'erano almeno 50 come lei in ogni annata, oppure (non del tutto a torto) che finora Villa ha approfittato di piani-partita avversari concentrati sulle compagne veterane. Tutto ciò è molto razionale. Ma si può altrettanto legittimamente lasciarsi emozionare e godersela.
Magari domani verrà sculacciata dalla coppia Verona-Arturi in quel di Sesto (qualora si riesca a giocare, vista l'emergenza), e anche le altre squadre non si lasceranno più uccellare; ma se succede, embè, quale gloria si potrà attribuire a chi batte una quindicenne esordiente? Mentre tutto ciò che continuerà a fare sarà tanto di guadagnato. Il tempo delle aspettative, delle pressioni su di lei, arriverà casomai in futuro. Magari nell'estate azzurra. Non ora.
Domenica 16, in un pomeriggio moderatamente soleggiato, mi sono recato a Costa Masnaga, per la stimolante sfida-salvezza fra la compagine locale e la prestigiosa, ancorchè pivella nel femminile, Virtus Bologna. Squadre appaiate in classifica, reduci ambo da una sconfitta nell'infrasettimanale: più onorevole quella felsinea col Geas (tripla dell'overtime fallita allo scadere da Micovic), rovinosa quella delle longobarde nel derby a Broni, -23 alla fine ma anche -40 nel terzo quarto. Con l'impressione, tuttavia, che fosse un episodio più che un sintomo di calo, visti i risultati positivi del periodo precedente lo stop per le nazionali.
Giungevo in ampio ritardo, causa impegni, e mal me ne incoglieva. La collocazione oraria, infatti, forse più comoda per la massa rispetto al consueto sabato sera, aveva favorito un afflusso di pubblico ancor più massiccio della media: esaurite non solo le tribune ma anche le scale tra un settore e l'altro, almeno 100 persone in piedi, fra le quali s'aggiungeva il sottoscritto, impiccato in un mezzo metro quadro individuato libero nell'angolo di una balconata, nel mezzo dei giovani del vivaio, maschi e femmine (i quali un po' guardano la partita, un po' il rispettivo cellulare, ma immagino sia la norma per gli adolescenti odierni; anzi è già positivo che ogni tanto si distraggano dallo schermo per vedere azioni di giuoco...).
La fo lunga con le premesse per coprire i primi 13 minuti di partita, che non ho veduto.
Ricostruivo poi il seguente canovaccio:
- partenza garibaldina per Costa, avanti per tutto il primo quarto, in particolare 15-7 dopo 7 minuti con Villa già a 9 punti;
- Bologna ricuciva con Salvadores e Harrison ma riallungava sul finire del tempo Davis con due canestri di fila;
- a inizio 2° quarto, uscita per infortunio di Micovic, che lasciava in braghe il reparto-italiane di Bologna, già orbo di D'Alie. Il fattore si è sentito parecchio, nell'economia della partita: alla fine sarà di 39-9 per Costa il conto dei punti italici.
- sul momento, però, buona reazione di Bologna che trovava il sorpasso sul 25-26, proprio mentre giungevo nell'impianto adagiato su uno dei colli masnaghesi.
Duello di sorpassi per qualche minuto. Villa riprende a martellare: due canestri in fila (arcobaleno in controtempo dal palleggio e ricezione a centro area). Ma Harrison in questo frangente è inarrestabile da sotto (Pavel già gravata di falli); si fa sentire anche Tava con la tripla del 31-33 al 16', che però resterà il massimo (si fa per dire) vantaggio per la Virtus.
Finale di 2° quarto tutto di marca-Costa con 5 punti d Rulli, 4 di Frost e, infine, una tripla di Villa su buona circolazione contro la zona. La stessa adolescente poi chiude bene sull'entrata di Salvadores allo scadere e si va al riposo sul 43-37.
Buone sensazioni per Costa che sembra aver scordato rapidamente la magra a Broni. Clamorosi i 16 punti di Villa all'intervallo (6/9 dal campo). Bologna aggrappata alle iniziative individuali delle pur eccellenti Salvadores (11 al riposo) e Harrison (già 17 con 5/5 da 2 e 5/6 ai liberi). Percentuali di squadra circa pari, ma qualche possesso in più per Costa grazie ai recuperi. Questo il punto alla pausa.
Terzo quarto di stallo. Bologna si adegua in difesa su Villa (fatto inaudito in tempi recenti: una difesa di A1 cura come prima minaccia una bebè di 15 anni; ma inevitabile visto il soqquadro che stava combinando) e Costa tira male da 3, tipo 0/6 nella frazione, e trova pochi sbocchi se non occasionali. Uno di questi è una magia di Villa, che sullo scadere dei 24", costretta ormai a prendersi lei il tiro, converge dalla zona destra del perimetro verso il centro dell'area e lì, sull'aiuto difensivo, scocca una palombella di sinistro che s'insacca per il 48-39 al 22' (è l'azione del video che ho linkato qualche giorno fa; lo incollo qui sotto, a mo' d'intermezzo nella prolissa cronaca:
Orbene, si vedono "tiri della domenica" anche più clamorosi e acrobatici; tuttavia questo non era un tiro della domenica, ma la giocatrice appariva averlo eseguito con la naturalezza di chi ce l'ha nel proprio repertorio di base.
Io dico che il 75% delle attuali giocatrici italiane di A1, nonostante magari giochi a basket da prima che la tipa nascesse, non è in grado di eseguire un'azione del genere. Ma questo sia detto a merito di Villa più che a biasimo delle altre; il problema è quando vedi una cospicua quota di giocatrici di A1 non riuscire a eseguire cose ben più semplici, cioè appena oltre il livello di difficoltà più elementare...
Chiusa parentesi. Dopo quel lampo, come dicevamo, Costa fatica in attacco; segna solo 8 punti in 8 minuti. Ma in difesa riesce a mettere la museruola a Harrison, scegliendo, come dirà coach Seletti, di circondare lei lasciando libera Begic, nella convinzione che quest'ultima non sia in grado di fare altrettanti sfracelli dell'americana. Il che in effetti è vero, ma la croata segna 3 canestri nel quarto; altri due ne aggiunge la stessa Harrison e tre Salvadores, di cui un'entrata allo scadere, anche se sbaglia il libero supplementare del pareggio; è dunque 57-56 al 30'.
Ultimo quarto, in cui Bologna pagherà la coperta corta, rispetto a una Costa che ha energie da tante. In primis ancora lei, MatiVilla, la quale, forse offesa da un passi di partenza fischiatole, torna a segnare con un'accelerazione sul lato destro che ciula l'intera difesa bolognese. Segnale negativo per la Virtus, segnale di carica per le padrone di casa, che infatti allungano sul 66-58 al 33' con Pavel, Frost e Davis.
La differenza è che il trio straniero delle longobarde s'innesta su un telaio italiano altrettanto incisivo, mentre le tre forestiere felsinee sono pressoché sole, nonostante Tassinari e Tava quantomeno ci provino; la piemontese realizza la tripla del 69-64 che, a 3'40" dalla fine, rianima le speranze ospiti, dopo che Pavel s'era mangiata il +10 da sotto.
Ennesimo finale casalingo in volata, quindi, per Costa? Sì e no, perché a Bologna escono triple-chiave per portarsi a meno di un possesso di distanza: dall'angolo con Tassinari a 3' dalla fine, poi a -15 secondi con Cabrini che aveva ampio spazio (ma la sua serata al tiro si completa con uno 0/6).
Non bastano quindi 7 punti di Salvadores nel finale. Costa riallunga (finale 77-70) con 3 liberi sul fallo sistematico, di cui uno di Villa che chiude la sua prestazione con 21 punti, 6/7 da 2, 2/6 da 3, ma anche 7 rimbalzi e 3 assist. Ne ha 16 Davis, 13 Rulli e Frost, 9 Pavel, mentre Bologna ha Salvadores a 25, Harrison a 23, Begic a 13, il resto della squadra solo 9.
Bilanci. Vista così, la Virtus è modesta. Ma con D'Alie, e Micovic a pieno servizio, ha evidentemente altra consistenza. Del resto già senza D'Alie ha portato il Geas (una delle squadre più in forma) all'ultimo tiro.
Per Costa la questione è se troverà più consistenza in trasferta, dove finora ha vinto solo una volta (proprio a Bologna). In casa, sarà il suo campo particolare, sarà il pubblico che aiuta, ma è competitiva con tutte. Ora il suo calendario è anomalo: le 3 partite caserecce rimanenti sono con le 3 "big", quindi o cambia marcia lontano da casa o rischia di far zero da qui a fine stagione regolare.
Su Villa-maravilla, come chiamavano in Spagna l'omonimo calciatore, :B): aggiungo alla cronaca le seguenti considerazioni:
1) ogni elogio mi pare meritato, sia perché qui c'è poco da inventare o da ingigantire, rispetto ai fatti concreti sciorinati dalla medesima (mvp della Next Gen e mvp di uno scontro diretto di A1 nel giro di 30 ore circa); sia perché, riflettevo andandomene a casa dopo la partita, cosa siamo in grado di offrire a queste ragazze in cambio di ciò che fanno? Se un 15enne maschio, fatte le proporzioni, segnasse due volte 21 punti in A1, come lei ha fatto, starebbe già pregustando futuri ingaggi, a 6 cifre se non 7, in Eurolega o financo in Nba, esibendosi davanti a migliaia di persone, non qualche centinaio quando va bene. Allo stato attuale, Villa non sa neanche se la sua società potrà tirare avanti in A1 l'anno prossimo (visto il recente comunicato d'allarme). Eppure non è che si sbatta di meno, lei come altre, rispetto al coetaneo maschio. Villa & colleghe "under" erano alla quarta partita in 4 giorni dopo l'infrasettimanale di A1 e le due di Next Gen. Lasciamo perdere il discorso sulla sua apparente resistenza paranormale (in fondo, pure le colleghe Spinelli e Allievi non sembravano stanche; si sa che da giovini si è inesauribili), ma è per dire: queste tipe ci mettono una dedizione totale, in cambio di poco di tangibile; almeno non facciamo i tirchi con i complimenti.
2) sorprende la rapidità dei progressi della ragazza. Naturalmente era già nota come talento precoce eccetera, ma a inizio giugno 2019, per dire, nella finale scudetto U18 era un buon cambio, niente più. Logicamente sotto il livello delle top della categoria (Madera, 4 anni più grande, ma anche Spinelli o Balossi o Frustaci). Com'è possibile che ora sembri meglio di quelle più grandi di lei di Costa e pure meglio di molte veterane di A1? Ok, ha fatto importanti esperienze internazionali in azzurro durante l'estate, ma il balzo di qualità resta in buona parte inspiegabile.
3) dal punto di vista di chi assiste, lo sport è anche emozione. Qualcosa che va al di là dei semplici fatti. A parità di prestazioni, lo si vede in tutte le discipline e a tutti i livelli, alcuni emozionano più di altri. Federer, per dire, emoziona più di Djokovic; Senna emozionava più di Prost. Razionalmente è ingiusto, ma lo sport fosse razionale come un lavoro da impiegato, verrebbe la stessa voglia di seguirlo? Matilde Villa, lo si vede dalle reazioni del pubblico ma anche da come ha fatto presa la sua storia raccontata sui media, fa parte della categoria di chi emoziona. Una ragazzina locale, con l'apparecchio ai denti e un fisico certo elastico, certo inesauribile ma leggero come fil di ferro, è un Davide che batte Golia con giocate di puro talento tecnico abbinato a una faccia di bronzo con pochi o nulli eguali. Sì, uno può anche reagire puntando il dito su alcune sue magagne o sostenendo che "ai suoi tempi" ce n'erano almeno 50 come lei in ogni annata, oppure (non del tutto a torto) che finora Villa ha approfittato di piani-partita avversari concentrati sulle compagne veterane. Tutto ciò è molto razionale. Ma si può altrettanto legittimamente lasciarsi emozionare e godersela.
Magari domani verrà sculacciata dalla coppia Verona-Arturi in quel di Sesto (qualora si riesca a giocare, vista l'emergenza), e anche le altre squadre non si lasceranno più uccellare; ma se succede, embè, quale gloria si potrà attribuire a chi batte una quindicenne esordiente? Mentre tutto ciò che continuerà a fare sarà tanto di guadagnato. Il tempo delle aspettative, delle pressioni su di lei, arriverà casomai in futuro. Magari nell'estate azzurra. Non ora.
sabato 15 febbraio 2020
Frantini e Rios dominano in C
Curiosità. Dopo tanti discorsi sulle giovani parlo di una veterana (37 anni), Michela Frantini, l'ex Geas, Sanga, Carugate, Virtus Spezia, Varese eccetera, la quale sta viaggiando a 20,8 punti di media in C lombarda con l'Idea Sport Milano (ultima partita 33 nel big match contro Brignano delle ex albinesi Devicenzi e Vincenzi) e a 34,5 di media in Uisp con le Vipere Sedriano (di recente ne ha messi 45 in una gara). Già 664 punti realizzati in stagione, tanto per non perdere l'ossessione del canestro.
Chiaramente è solo uno dei vari esempi di veterane che starebbero tranquillamente ancora in B ma anche in A2, dal punto di vista tecnico. Ma soprattutto in A2 è un'epoca poco propizia alle over 30...
Aggiungo: merita una menzione anche un'altra grande ex del mitico Geas promosso in A1 nel 2008, ovvero Yadiletsy Rios Bueno, in arte solo Yadi Rios, la quale è tornata in campo alla veneranda età di 42 anni (classe '77) e sta viaggiando a 19,4 di media, anche lei in C longobarda ma nell'altro girone, in quel di Cantù.
PS: a prescindere da questi due casi, e parlando in generale, a volte viene un sospetto, cioè che almeno in parte, in A1 e A2 femminili negli ultimi anni sia avvenuto come quando in una ditta cacciano la manodopera veterana, qualificata e quindi costosa, sostituendola con stagisti sottopagati, ché tanto più o meno si campa lo stesso...
Chiaramente è solo uno dei vari esempi di veterane che starebbero tranquillamente ancora in B ma anche in A2, dal punto di vista tecnico. Ma soprattutto in A2 è un'epoca poco propizia alle over 30...
Aggiungo: merita una menzione anche un'altra grande ex del mitico Geas promosso in A1 nel 2008, ovvero Yadiletsy Rios Bueno, in arte solo Yadi Rios, la quale è tornata in campo alla veneranda età di 42 anni (classe '77) e sta viaggiando a 19,4 di media, anche lei in C longobarda ma nell'altro girone, in quel di Cantù.
PS: a prescindere da questi due casi, e parlando in generale, a volte viene un sospetto, cioè che almeno in parte, in A1 e A2 femminili negli ultimi anni sia avvenuto come quando in una ditta cacciano la manodopera veterana, qualificata e quindi costosa, sostituendola con stagisti sottopagati, ché tanto più o meno si campa lo stesso...
Next Gen Cup U18 - commenti sparsi
Geas domina la prima semifinale di Next Gen Cup: 92-54 su Mirabello. Purtroppo assenti i grossi calibri di A1 da ambo le parti, ma ovviamente le ferraresi ne hanno risentito di più.
Hanno organizzato quelli del maschile, han detto: volete venire anche voi del femminile? Gli si è detto sì e anche giustamente.
Poi se Costa ha portato quelle di A1 è evidente che con un po' di sacrificio potevano farcela anche le altre, almeno nella giornata di venerdì. Ma francamente non credo che se c'era il duello Natali-Panzera trovavamo nuovi investitori mentre così no...
Certamente se Villa e compagne di A1 di Costa erano puntuali in campo in questi due giorni, potevano farlo anche le altre.
Hanno organizzato quelli del maschile, han detto: volete venire anche voi del femminile? Gli si è detto sì e anche giustamente.
Poi se Costa ha portato quelle di A1 è evidente che con un po' di sacrificio potevano farcela anche le altre, almeno nella giornata di venerdì. Ma francamente non credo che se c'era il duello Natali-Panzera trovavamo nuovi investitori mentre così no...
Certamente se Villa e compagne di A1 di Costa erano puntuali in campo in questi due giorni, potevano farlo anche le altre.
domenica 9 febbraio 2020
[A1] Resoconto di Costa-Torino
Parecchio in ritardo ma approfitto del weekend di sosta in A1...
Sabato 1 ho assistito alla disfida tra le compagini di Costa Masnaga e Torino, scontro direttissimo (si partiva da pari punti) per allontanarsi il più possibile dall'ultimo posto, ovvero da Battipaglia che nel frattempo cadeva con Vigarano.
All'ingresso del palazzetto, un volantino in distribuzione (quello poi diffuso sui vari canali web della società) ricordava, guastando l'umore agli astanti, che negli attuali chiari di luna la salvezza va conquistata tanto sul campo quanto fuori. Mi riferisco ovviamente all'appello del club masnaghese per trovare sovvenzionatori in vista del prossimo anno. Viene in mente di quando l'imprenditore Marson, circa 3 anni or sono, proclamava che col suo supporto Costa sarebbe entrata in Europa nel giro di un biennio. Ma ultimamente il patron di "Mia" è dedito soprattutto (o quasi solo) a Cantù maschile, insomma orbita in un'altra galassia.
L'ideale sarebbe uno come il "finanziatore anonimo" che salvò il Geas nell'autunno 2018, cioè uno che caccia la grana e non mette becco nella gestione. Ovvero il quasi impossibile.
Messo da parte il documentaccio, c'è una partita non priva d'interesse.
Primo quarto oscillante pur nell'equilibrio (5-0, poi 7-11, poi 17-15): per Costa spicca prima Baldelli, poi Davis, poi Rulli con impatto immediato dalla panchina. Per Torino il piano A, ma anche B e C, appare fin da subito quello di alimentare Johnson-Walker dentro l'area. La non altissima ma volumetrica americana è un'iradiddio per le molto meno volumetriche lunghe di Costa (ma Pavel poteva far meglio): usa bene il corpo, è agile in rapporto alla stazza, sa come farsi trovare dalle compagne. Finirà con 28 punti. Il problema per Torino è che resterà l'unica opzione valida della serata, stante la giornata spenta di Brcaninovic, l'unica altra giocatrice di talento superiore alla media, nella compagine piemontese.
Nel 2° quarto ancora sugli scudi la coppia superclassica Rulli-Baldelli per le padrondicasa. Ma c'è anche uno sprazzo-giovani con Villa e Allievi, che coincide col massimo vantaggio sul 31-21 al 18'. Qualche sbavatura di troppo, però, frena Costa, che cattura frotte di rimbalzi offensivi ma sciupa da sotto, e anche dalla lunetta è imprecisa. Così, una scaltra giocata di Barberis (una delle due lombarde fra le ospiti: l'altra è la grande ex Del Pero), canestro-e-fallo allo scadere, manda le ospiti all'intervallo sotto solo di 5 (31-26).
Clamorosa produzione a rimbalzo di Frost: già 16 in due quarti. Giocatrice che piace per la dedizione totale al collettivo: pretende pochissimi palloni, fa la differenza difendendo e ripulendo i tabelloni. Un'umiltè non comune nelle americane.
Il 3° quarto è il più favorevole a Torino, almeno all'inizio. Pur gravata di 3 falli, Johnson-Walker resta ben salda in campo e capitalizza ogni pallone che tocca in area, sia quelli forniti dalle compagne sia quelli che si procaccia da sola coi rimbalzi in attacco. Segna 11 punti nella frazione, quasi da sola porta avanti le figlie della Mole, anche se solo per brevissimi frangenti. Costa finisce con un 4-0 ispirato dall'infante Villa, la quale segna in arresto e tiro, poi stoppa Milazzo. Al 30' è 49-46.
All'inizio dell'ultimo periodo Costa rischia di pagare i problemi di falli delle lunghe: Rulli e Spinelli con 4, e Pavel che fin lì era imbambolata. Viene da pensare: mo' Johnson-Walker spacca tutto ancora più di prima. Va all'opposto: la difesa di casa trova argini al molosso americano, i servizi alla quale diventano troppo prevedibili e intercettabili; Pavel si sblocca al momento buono, con due canestri di fila. Altri due bersagli li aggiunge Frost, la quale dopo aver toccato quota 20 nei rimbalzi (finirà con 22) si rende utile anche coi punti. Si va sul 58-49 al 33' e già la partita è sul punto di rompersi.
Ma chi dà la spallata decisiva? La più giovine, la più leggera, la più funambolica, ovvero Matilde Villa, la quale inventa dal nulla un "coast to coast" concluso con un'entrata rovesciata per uccellare la chiusura di Brcaninovic. La quale per onestà avrebbe dovuto fermarsi, raccogliere il pallone e chiedere alla ragazza: "scusa, mi fai rivedere come hai fatto?". Con quello si va sul 60-49 e può essere già una sentenza.
Ma l'azione-shock scuote Torino, che segna con Brcaninovic e, da 3, Milazzo, ovvero due delle più sottotono. Ma risponde subito Villa, anche lei tripla, su buona circolazione di Costa: 64-54. Mancano 4'30".
Ci prova Barberis a riaprirla, con un elegantissimo giro dorsale ed entrata, 64-57. Ma Johnson-Walker, come detto, viene arginata mentre di là segnano Frost, dalla lunetta Pavel su assist di Davis, e poi ancora lei, feroce, Villa con una tripla in "step back" da 8 metri sullo scadere dei 24 secondi: 71-59 a 1'10" dalla fine, ma anche se mancava di più, dopo questa era "tutti a casa".
In verità c'era ancora interesse per la differenza-canestri: all'andata +7 Torino. Ma le suddite degli Agnelli non ne hanno proprio più, e finisce 72-59. Villa top scorer per le sue con 14. Bottino pieno per Costa che può concedersi anche una speranziella di risalire sulla zona-salvezza diretta, 4 punti sopra.
Torino, per quel che s'è visto nell'occasione (ma lo dice anche la classifica), sembra la maggior pericolante insieme a Battipaglia. Ok, era indisponibile Salvini; ok, Brcaninovic e Stejskalova possono far meglio, però Costa, che pure è della stessa fascia, ne ha di più. Idem Bologna ora che Harrison va a rullo. Palermo è 4 punti sopra Torino.
Postilla finale sul duello Villa-Milazzo, stravinto dalla prima. Maligna battuta vocifera che la pur brava siciliana, dopo il trattamento-Villa, abbia chiesto alla sorella Oriana, da poco diventata suor Chiara Luce in un convento di clausura: "Scusa, non è che vi avanza un posticino per me?". :ics:
Freddure a parte, in realtà all'andata Milazzo dominò la partita (22 punti), sta viaggiando a oltre 12 di media, in generale il suo lo sta facendo ampiamente. Diciamo che nell'occasione non dev'essere stato piacevole per l'autostima venire arata da una 15enne. Tuttavia c'è da ricordare una cosa: a sua volta Milazzo fu ragazzina-prodigio, già con minutaggio importante a 16-17 anni alla corte di Coppa, in un'epoca in cui c'era molto meno spazio in A1 per le giovani rispetto ad ora. A 19 anni era già oltre i 13 di media, cioè più di adesso. La questione dunque è quanto poi la precoce di turno riesca a migliorare nel corso della sua carriera.
Sabato 1 ho assistito alla disfida tra le compagini di Costa Masnaga e Torino, scontro direttissimo (si partiva da pari punti) per allontanarsi il più possibile dall'ultimo posto, ovvero da Battipaglia che nel frattempo cadeva con Vigarano.
All'ingresso del palazzetto, un volantino in distribuzione (quello poi diffuso sui vari canali web della società) ricordava, guastando l'umore agli astanti, che negli attuali chiari di luna la salvezza va conquistata tanto sul campo quanto fuori. Mi riferisco ovviamente all'appello del club masnaghese per trovare sovvenzionatori in vista del prossimo anno. Viene in mente di quando l'imprenditore Marson, circa 3 anni or sono, proclamava che col suo supporto Costa sarebbe entrata in Europa nel giro di un biennio. Ma ultimamente il patron di "Mia" è dedito soprattutto (o quasi solo) a Cantù maschile, insomma orbita in un'altra galassia.
L'ideale sarebbe uno come il "finanziatore anonimo" che salvò il Geas nell'autunno 2018, cioè uno che caccia la grana e non mette becco nella gestione. Ovvero il quasi impossibile.
Messo da parte il documentaccio, c'è una partita non priva d'interesse.
Primo quarto oscillante pur nell'equilibrio (5-0, poi 7-11, poi 17-15): per Costa spicca prima Baldelli, poi Davis, poi Rulli con impatto immediato dalla panchina. Per Torino il piano A, ma anche B e C, appare fin da subito quello di alimentare Johnson-Walker dentro l'area. La non altissima ma volumetrica americana è un'iradiddio per le molto meno volumetriche lunghe di Costa (ma Pavel poteva far meglio): usa bene il corpo, è agile in rapporto alla stazza, sa come farsi trovare dalle compagne. Finirà con 28 punti. Il problema per Torino è che resterà l'unica opzione valida della serata, stante la giornata spenta di Brcaninovic, l'unica altra giocatrice di talento superiore alla media, nella compagine piemontese.
Nel 2° quarto ancora sugli scudi la coppia superclassica Rulli-Baldelli per le padrondicasa. Ma c'è anche uno sprazzo-giovani con Villa e Allievi, che coincide col massimo vantaggio sul 31-21 al 18'. Qualche sbavatura di troppo, però, frena Costa, che cattura frotte di rimbalzi offensivi ma sciupa da sotto, e anche dalla lunetta è imprecisa. Così, una scaltra giocata di Barberis (una delle due lombarde fra le ospiti: l'altra è la grande ex Del Pero), canestro-e-fallo allo scadere, manda le ospiti all'intervallo sotto solo di 5 (31-26).
Clamorosa produzione a rimbalzo di Frost: già 16 in due quarti. Giocatrice che piace per la dedizione totale al collettivo: pretende pochissimi palloni, fa la differenza difendendo e ripulendo i tabelloni. Un'umiltè non comune nelle americane.
Il 3° quarto è il più favorevole a Torino, almeno all'inizio. Pur gravata di 3 falli, Johnson-Walker resta ben salda in campo e capitalizza ogni pallone che tocca in area, sia quelli forniti dalle compagne sia quelli che si procaccia da sola coi rimbalzi in attacco. Segna 11 punti nella frazione, quasi da sola porta avanti le figlie della Mole, anche se solo per brevissimi frangenti. Costa finisce con un 4-0 ispirato dall'infante Villa, la quale segna in arresto e tiro, poi stoppa Milazzo. Al 30' è 49-46.
All'inizio dell'ultimo periodo Costa rischia di pagare i problemi di falli delle lunghe: Rulli e Spinelli con 4, e Pavel che fin lì era imbambolata. Viene da pensare: mo' Johnson-Walker spacca tutto ancora più di prima. Va all'opposto: la difesa di casa trova argini al molosso americano, i servizi alla quale diventano troppo prevedibili e intercettabili; Pavel si sblocca al momento buono, con due canestri di fila. Altri due bersagli li aggiunge Frost, la quale dopo aver toccato quota 20 nei rimbalzi (finirà con 22) si rende utile anche coi punti. Si va sul 58-49 al 33' e già la partita è sul punto di rompersi.
Ma chi dà la spallata decisiva? La più giovine, la più leggera, la più funambolica, ovvero Matilde Villa, la quale inventa dal nulla un "coast to coast" concluso con un'entrata rovesciata per uccellare la chiusura di Brcaninovic. La quale per onestà avrebbe dovuto fermarsi, raccogliere il pallone e chiedere alla ragazza: "scusa, mi fai rivedere come hai fatto?". Con quello si va sul 60-49 e può essere già una sentenza.
Ma l'azione-shock scuote Torino, che segna con Brcaninovic e, da 3, Milazzo, ovvero due delle più sottotono. Ma risponde subito Villa, anche lei tripla, su buona circolazione di Costa: 64-54. Mancano 4'30".
Ci prova Barberis a riaprirla, con un elegantissimo giro dorsale ed entrata, 64-57. Ma Johnson-Walker, come detto, viene arginata mentre di là segnano Frost, dalla lunetta Pavel su assist di Davis, e poi ancora lei, feroce, Villa con una tripla in "step back" da 8 metri sullo scadere dei 24 secondi: 71-59 a 1'10" dalla fine, ma anche se mancava di più, dopo questa era "tutti a casa".
In verità c'era ancora interesse per la differenza-canestri: all'andata +7 Torino. Ma le suddite degli Agnelli non ne hanno proprio più, e finisce 72-59. Villa top scorer per le sue con 14. Bottino pieno per Costa che può concedersi anche una speranziella di risalire sulla zona-salvezza diretta, 4 punti sopra.
Torino, per quel che s'è visto nell'occasione (ma lo dice anche la classifica), sembra la maggior pericolante insieme a Battipaglia. Ok, era indisponibile Salvini; ok, Brcaninovic e Stejskalova possono far meglio, però Costa, che pure è della stessa fascia, ne ha di più. Idem Bologna ora che Harrison va a rullo. Palermo è 4 punti sopra Torino.
Postilla finale sul duello Villa-Milazzo, stravinto dalla prima. Maligna battuta vocifera che la pur brava siciliana, dopo il trattamento-Villa, abbia chiesto alla sorella Oriana, da poco diventata suor Chiara Luce in un convento di clausura: "Scusa, non è che vi avanza un posticino per me?". :ics:
Freddure a parte, in realtà all'andata Milazzo dominò la partita (22 punti), sta viaggiando a oltre 12 di media, in generale il suo lo sta facendo ampiamente. Diciamo che nell'occasione non dev'essere stato piacevole per l'autostima venire arata da una 15enne. Tuttavia c'è da ricordare una cosa: a sua volta Milazzo fu ragazzina-prodigio, già con minutaggio importante a 16-17 anni alla corte di Coppa, in un'epoca in cui c'era molto meno spazio in A1 per le giovani rispetto ad ora. A 19 anni era già oltre i 13 di media, cioè più di adesso. La questione dunque è quanto poi la precoce di turno riesca a migliorare nel corso della sua carriera.
Preolimpico - commenti sparsi
Giallo Ibekwe, gioca con la Nigeria ma per Ragusa sarebbe infortunata. La società sicula non è contenta.
Serbia battuta 88-69 dagli Usa a Belgrado. Belgio battuto dal Canadà. Svezia, come già notato da alcuni, suonata dal Giappone.
Cina batte Spagna. E nello stesso girone la Sud Corea batte la Gran Bretagna, semifinalista a sorpresa nello scorso Europeo. Trarremo i bilanci alla fine ma potrebbe darsi che dovremo registrare un'ascesa asiatica ai danni del nostro continente, visto anche come il Nippone ha strapazzato la Svezia l'altro giorno.
Comunque va ricordato che questo torneo è poco selettivo: passano le prime 3 di ogni girone. Quindi alla Spagna basterà battere la GB nell'ultima giornata.
Crespi che batosta, 50-80 dal Canadà, che peraltro non è certo scarso.
Grida Gruda: 26 punti nella vittoria della Francia sul Brasile. Transalpone già qualificate.
Mannaggia, ma siamo nel 2020, tutti i discorsi sulla donna emancipata eccetera, e ci troviamo ancora le giocatrici che cambiano cognome per matrimonio? Valeriane Ayayi è diventata Valeriane Vukosavljevic, forse primo caso di giocatrice di colore con cognome slavo, ma questo è un dettaglio.
La Spagna batte la Gran Bretagna ed evita la clamorosa eliminazione. Britanniche fuori. Primo grave ed evidente (mah) effetto della Brexit, non ditelo a Beppe Severgnini o ci tira fuori una trentina di editoriali.
Diciamo che in generale l'Europa ha mostrato dei limiti. Le squadre che hanno passato il turno sono solo 4 (Spagna, Francia, Belgio, Serbia) e sono esattamente le uniche che in questo momento storico si staccano dalla mediocrità. Stavolta si sono infilate nella compagnia Svezia e Gran Bretagna grazie a circostanze ben sfruttate lo scorso anno, ma ce ne sono altre 6 o 7, compresi noi, sullo stesso piano. Il quale piano è però situato a un livello modesto, mentre altrove si cresce, vedi Canadà e asiatiche.
Serbia battuta 88-69 dagli Usa a Belgrado. Belgio battuto dal Canadà. Svezia, come già notato da alcuni, suonata dal Giappone.
Cina batte Spagna. E nello stesso girone la Sud Corea batte la Gran Bretagna, semifinalista a sorpresa nello scorso Europeo. Trarremo i bilanci alla fine ma potrebbe darsi che dovremo registrare un'ascesa asiatica ai danni del nostro continente, visto anche come il Nippone ha strapazzato la Svezia l'altro giorno.
Comunque va ricordato che questo torneo è poco selettivo: passano le prime 3 di ogni girone. Quindi alla Spagna basterà battere la GB nell'ultima giornata.
Crespi che batosta, 50-80 dal Canadà, che peraltro non è certo scarso.
Grida Gruda: 26 punti nella vittoria della Francia sul Brasile. Transalpone già qualificate.
Mannaggia, ma siamo nel 2020, tutti i discorsi sulla donna emancipata eccetera, e ci troviamo ancora le giocatrici che cambiano cognome per matrimonio? Valeriane Ayayi è diventata Valeriane Vukosavljevic, forse primo caso di giocatrice di colore con cognome slavo, ma questo è un dettaglio.
La Spagna batte la Gran Bretagna ed evita la clamorosa eliminazione. Britanniche fuori. Primo grave ed evidente (mah) effetto della Brexit, non ditelo a Beppe Severgnini o ci tira fuori una trentina di editoriali.
Diciamo che in generale l'Europa ha mostrato dei limiti. Le squadre che hanno passato il turno sono solo 4 (Spagna, Francia, Belgio, Serbia) e sono esattamente le uniche che in questo momento storico si staccano dalla mediocrità. Stavolta si sono infilate nella compagnia Svezia e Gran Bretagna grazie a circostanze ben sfruttate lo scorso anno, ma ce ne sono altre 6 o 7, compresi noi, sullo stesso piano. Il quale piano è però situato a un livello modesto, mentre altrove si cresce, vedi Canadà e asiatiche.
giovedì 6 febbraio 2020
L'addio olimpico di Sottana
Al via i tornei Preolimpici. Quello cinese è stato spostato in Serbia.
Italia, come ben sappiamo, assente. Giorgia Sottana, in un messaggio un po' enigmatico su Instagram, fa gli auguri alle partecipanti, tra cui la sua ghèrfrend Mestdagh, e dichiara chiuso per lei il sogno olimpico. Imminente addio alla Nazionale o semplice presa d'atto che a Parigi 2024 avrebbe 35 anni?
Italia, come ben sappiamo, assente. Giorgia Sottana, in un messaggio un po' enigmatico su Instagram, fa gli auguri alle partecipanti, tra cui la sua ghèrfrend Mestdagh, e dichiara chiuso per lei il sogno olimpico. Imminente addio alla Nazionale o semplice presa d'atto che a Parigi 2024 avrebbe 35 anni?
mercoledì 5 febbraio 2020
Pareri su Caloro, Natali, Panzera
Well, ho visto una volta a testa, in questa stagione, le tre giocatrici in questione.
Di Caloro mi ha colpito l'intraprendenza. Era la prima giornata di B, campionato in cui era esordiente (quantomeno a livello lombardo, non so se in Toscana si fosse già cimentata con le grandi), ma non aveva nessuna paura di prendersi le sue iniziative, soprattutto in avvicinamento a canestro. Del resto anche sulla scena internazionale (la Champions U16) ha mostrato personalità, almeno a giudicare da resoconti e cifre. Forse non ha una specialità particolare, nel senso che non eccelle in nulla (per ora) ma sa fare bene molte cose. E la personalità non si insegna.
Natali l'ho vista contro Costa: ottima padronanza dei fondamentali, più scolastica e meno genialoide di Villa (se vogliamo fare un paragone) ma solida. Non ha sbagliato praticamente nulla né nelle scelte né nelle esecuzioni. Nel senso che sarebbero stati tiri giusti da prendere anche se fossero usciti. Da applausi un'azione in post basso, con finta, giro dorsale e appoggio a canestro, che è finita giustamente negli highlights della Lega. Bene anche in arresto e tiro.
Anche Panzera l'ho vista contro Costa ed era in serata nera, di quelle in cui non riesce nulla, persino un contropiede solitario. Ingiudicabile nell'occasione. C'è da dire che rispetto a Natali, e anche a Villa e le altre di Costa, Panzera gioca in una squadra con legittime ambizioni d'alta classifica, per cui le è richiesto uno standard più alto di rendimento. Sì, ci può stare il rischio di non avere ancora un'identità precisa, però occhio: con tutti questi casi di precocità in giro (ben vengano, s'intende) rischiamo di pretendere che a 17 anni una sia già senza difetti.
Di Caloro mi ha colpito l'intraprendenza. Era la prima giornata di B, campionato in cui era esordiente (quantomeno a livello lombardo, non so se in Toscana si fosse già cimentata con le grandi), ma non aveva nessuna paura di prendersi le sue iniziative, soprattutto in avvicinamento a canestro. Del resto anche sulla scena internazionale (la Champions U16) ha mostrato personalità, almeno a giudicare da resoconti e cifre. Forse non ha una specialità particolare, nel senso che non eccelle in nulla (per ora) ma sa fare bene molte cose. E la personalità non si insegna.
Natali l'ho vista contro Costa: ottima padronanza dei fondamentali, più scolastica e meno genialoide di Villa (se vogliamo fare un paragone) ma solida. Non ha sbagliato praticamente nulla né nelle scelte né nelle esecuzioni. Nel senso che sarebbero stati tiri giusti da prendere anche se fossero usciti. Da applausi un'azione in post basso, con finta, giro dorsale e appoggio a canestro, che è finita giustamente negli highlights della Lega. Bene anche in arresto e tiro.
Anche Panzera l'ho vista contro Costa ed era in serata nera, di quelle in cui non riesce nulla, persino un contropiede solitario. Ingiudicabile nell'occasione. C'è da dire che rispetto a Natali, e anche a Villa e le altre di Costa, Panzera gioca in una squadra con legittime ambizioni d'alta classifica, per cui le è richiesto uno standard più alto di rendimento. Sì, ci può stare il rischio di non avere ancora un'identità precisa, però occhio: con tutti questi casi di precocità in giro (ben vengano, s'intende) rischiamo di pretendere che a 17 anni una sia già senza difetti.
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