Parecchio in ritardo ma approfitto del weekend di sosta in A1...
Sabato 1 ho assistito alla disfida tra le compagini di Costa Masnaga e Torino, scontro direttissimo (si partiva da pari punti) per allontanarsi il più possibile dall'ultimo posto, ovvero da Battipaglia che nel frattempo cadeva con Vigarano.
All'ingresso del palazzetto, un volantino in distribuzione (quello poi diffuso sui vari canali web della società) ricordava, guastando l'umore agli astanti, che negli attuali chiari di luna la salvezza va conquistata tanto sul campo quanto fuori. Mi riferisco ovviamente all'appello del club masnaghese per trovare sovvenzionatori in vista del prossimo anno. Viene in mente di quando l'imprenditore Marson, circa 3 anni or sono, proclamava che col suo supporto Costa sarebbe entrata in Europa nel giro di un biennio. Ma ultimamente il patron di "Mia" è dedito soprattutto (o quasi solo) a Cantù maschile, insomma orbita in un'altra galassia.
L'ideale sarebbe uno come il "finanziatore anonimo" che salvò il Geas nell'autunno 2018, cioè uno che caccia la grana e non mette becco nella gestione. Ovvero il quasi impossibile.
Messo da parte il documentaccio, c'è una partita non priva d'interesse.
Primo quarto oscillante pur nell'equilibrio (5-0, poi 7-11, poi 17-15): per Costa spicca prima Baldelli, poi Davis, poi Rulli con impatto immediato dalla panchina. Per Torino il piano A, ma anche B e C, appare fin da subito quello di alimentare Johnson-Walker dentro l'area. La non altissima ma volumetrica americana è un'iradiddio per le molto meno volumetriche lunghe di Costa (ma Pavel poteva far meglio): usa bene il corpo, è agile in rapporto alla stazza, sa come farsi trovare dalle compagne. Finirà con 28 punti. Il problema per Torino è che resterà l'unica opzione valida della serata, stante la giornata spenta di Brcaninovic, l'unica altra giocatrice di talento superiore alla media, nella compagine piemontese.
Nel 2° quarto ancora sugli scudi la coppia superclassica Rulli-Baldelli per le padrondicasa. Ma c'è anche uno sprazzo-giovani con Villa e Allievi, che coincide col massimo vantaggio sul 31-21 al 18'. Qualche sbavatura di troppo, però, frena Costa, che cattura frotte di rimbalzi offensivi ma sciupa da sotto, e anche dalla lunetta è imprecisa. Così, una scaltra giocata di Barberis (una delle due lombarde fra le ospiti: l'altra è la grande ex Del Pero), canestro-e-fallo allo scadere, manda le ospiti all'intervallo sotto solo di 5 (31-26).
Clamorosa produzione a rimbalzo di Frost: già 16 in due quarti. Giocatrice che piace per la dedizione totale al collettivo: pretende pochissimi palloni, fa la differenza difendendo e ripulendo i tabelloni. Un'umiltè non comune nelle americane.
Il 3° quarto è il più favorevole a Torino, almeno all'inizio. Pur gravata di 3 falli, Johnson-Walker resta ben salda in campo e capitalizza ogni pallone che tocca in area, sia quelli forniti dalle compagne sia quelli che si procaccia da sola coi rimbalzi in attacco. Segna 11 punti nella frazione, quasi da sola porta avanti le figlie della Mole, anche se solo per brevissimi frangenti. Costa finisce con un 4-0 ispirato dall'infante Villa, la quale segna in arresto e tiro, poi stoppa Milazzo. Al 30' è 49-46.
All'inizio dell'ultimo periodo Costa rischia di pagare i problemi di falli delle lunghe: Rulli e Spinelli con 4, e Pavel che fin lì era imbambolata. Viene da pensare: mo' Johnson-Walker spacca tutto ancora più di prima. Va all'opposto: la difesa di casa trova argini al molosso americano, i servizi alla quale diventano troppo prevedibili e intercettabili; Pavel si sblocca al momento buono, con due canestri di fila. Altri due bersagli li aggiunge Frost, la quale dopo aver toccato quota 20 nei rimbalzi (finirà con 22) si rende utile anche coi punti. Si va sul 58-49 al 33' e già la partita è sul punto di rompersi.
Ma chi dà la spallata decisiva? La più giovine, la più leggera, la più funambolica, ovvero Matilde Villa, la quale inventa dal nulla un "coast to coast" concluso con un'entrata rovesciata per uccellare la chiusura di Brcaninovic. La quale per onestà avrebbe dovuto fermarsi, raccogliere il pallone e chiedere alla ragazza: "scusa, mi fai rivedere come hai fatto?". Con quello si va sul 60-49 e può essere già una sentenza.
Ma l'azione-shock scuote Torino, che segna con Brcaninovic e, da 3, Milazzo, ovvero due delle più sottotono. Ma risponde subito Villa, anche lei tripla, su buona circolazione di Costa: 64-54. Mancano 4'30".
Ci prova Barberis a riaprirla, con un elegantissimo giro dorsale ed entrata, 64-57. Ma Johnson-Walker, come detto, viene arginata mentre di là segnano Frost, dalla lunetta Pavel su assist di Davis, e poi ancora lei, feroce, Villa con una tripla in "step back" da 8 metri sullo scadere dei 24 secondi: 71-59 a 1'10" dalla fine, ma anche se mancava di più, dopo questa era "tutti a casa".
In verità c'era ancora interesse per la differenza-canestri: all'andata +7 Torino. Ma le suddite degli Agnelli non ne hanno proprio più, e finisce 72-59. Villa top scorer per le sue con 14. Bottino pieno per Costa che può concedersi anche una speranziella di risalire sulla zona-salvezza diretta, 4 punti sopra.
Torino, per quel che s'è visto nell'occasione (ma lo dice anche la classifica), sembra la maggior pericolante insieme a Battipaglia. Ok, era indisponibile Salvini; ok, Brcaninovic e Stejskalova possono far meglio, però Costa, che pure è della stessa fascia, ne ha di più. Idem Bologna ora che Harrison va a rullo. Palermo è 4 punti sopra Torino.
Postilla finale sul duello Villa-Milazzo, stravinto dalla prima. Maligna battuta vocifera che la pur brava siciliana, dopo il trattamento-Villa, abbia chiesto alla sorella Oriana, da poco diventata suor Chiara Luce in un convento di clausura: "Scusa, non è che vi avanza un posticino per me?". :ics:
Freddure a parte, in realtà all'andata Milazzo dominò la partita (22 punti), sta viaggiando a oltre 12 di media, in generale il suo lo sta facendo ampiamente. Diciamo che nell'occasione non dev'essere stato piacevole per l'autostima venire arata da una 15enne. Tuttavia c'è da ricordare una cosa: a sua volta Milazzo fu ragazzina-prodigio, già con minutaggio importante a 16-17 anni alla corte di Coppa, in un'epoca in cui c'era molto meno spazio in A1 per le giovani rispetto ad ora. A 19 anni era già oltre i 13 di media, cioè più di adesso. La questione dunque è quanto poi la precoce di turno riesca a migliorare nel corso della sua carriera.
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