Ormai è passata quasi una settimana e tutti hanno la testa al virus, ma tant'è, avevo ancora in canna questo arretrato...
Domenica 16, in un pomeriggio moderatamente soleggiato, mi sono recato a Costa Masnaga, per la stimolante sfida-salvezza fra la compagine locale e la prestigiosa, ancorchè pivella nel femminile, Virtus Bologna. Squadre appaiate in classifica, reduci ambo da una sconfitta nell'infrasettimanale: più onorevole quella felsinea col Geas (tripla dell'overtime fallita allo scadere da Micovic), rovinosa quella delle longobarde nel derby a Broni, -23 alla fine ma anche -40 nel terzo quarto. Con l'impressione, tuttavia, che fosse un episodio più che un sintomo di calo, visti i risultati positivi del periodo precedente lo stop per le nazionali.
Giungevo in ampio ritardo, causa impegni, e mal me ne incoglieva. La collocazione oraria, infatti, forse più comoda per la massa rispetto al consueto sabato sera, aveva favorito un afflusso di pubblico ancor più massiccio della media: esaurite non solo le tribune ma anche le scale tra un settore e l'altro, almeno 100 persone in piedi, fra le quali s'aggiungeva il sottoscritto, impiccato in un mezzo metro quadro individuato libero nell'angolo di una balconata, nel mezzo dei giovani del vivaio, maschi e femmine (i quali un po' guardano la partita, un po' il rispettivo cellulare, ma immagino sia la norma per gli adolescenti odierni; anzi è già positivo che ogni tanto si distraggano dallo schermo per vedere azioni di giuoco...).
La fo lunga con le premesse per coprire i primi 13 minuti di partita, che non ho veduto.
Ricostruivo poi il seguente canovaccio:
- partenza garibaldina per Costa, avanti per tutto il primo quarto, in particolare 15-7 dopo 7 minuti con Villa già a 9 punti;
- Bologna ricuciva con Salvadores e Harrison ma riallungava sul finire del tempo Davis con due canestri di fila;
- a inizio 2° quarto, uscita per infortunio di Micovic, che lasciava in braghe il reparto-italiane di Bologna, già orbo di D'Alie. Il fattore si è sentito parecchio, nell'economia della partita: alla fine sarà di 39-9 per Costa il conto dei punti italici.
- sul momento, però, buona reazione di Bologna che trovava il sorpasso sul 25-26, proprio mentre giungevo nell'impianto adagiato su uno dei colli masnaghesi.
Duello di sorpassi per qualche minuto. Villa riprende a martellare: due canestri in fila (arcobaleno in controtempo dal palleggio e ricezione a centro area). Ma Harrison in questo frangente è inarrestabile da sotto (Pavel già gravata di falli); si fa sentire anche Tava con la tripla del 31-33 al 16', che però resterà il massimo (si fa per dire) vantaggio per la Virtus.
Finale di 2° quarto tutto di marca-Costa con 5 punti d Rulli, 4 di Frost e, infine, una tripla di Villa su buona circolazione contro la zona. La stessa adolescente poi chiude bene sull'entrata di Salvadores allo scadere e si va al riposo sul 43-37.
Buone sensazioni per Costa che sembra aver scordato rapidamente la magra a Broni. Clamorosi i 16 punti di Villa all'intervallo (6/9 dal campo). Bologna aggrappata alle iniziative individuali delle pur eccellenti Salvadores (11 al riposo) e Harrison (già 17 con 5/5 da 2 e 5/6 ai liberi). Percentuali di squadra circa pari, ma qualche possesso in più per Costa grazie ai recuperi. Questo il punto alla pausa.
Terzo quarto di stallo. Bologna si adegua in difesa su Villa (fatto inaudito in tempi recenti: una difesa di A1 cura come prima minaccia una bebè di 15 anni; ma inevitabile visto il soqquadro che stava combinando) e Costa tira male da 3, tipo 0/6 nella frazione, e trova pochi sbocchi se non occasionali. Uno di questi è una magia di Villa, che sullo scadere dei 24", costretta ormai a prendersi lei il tiro, converge dalla zona destra del perimetro verso il centro dell'area e lì, sull'aiuto difensivo, scocca una palombella di sinistro che s'insacca per il 48-39 al 22' (è l'azione del video che ho linkato qualche giorno fa; lo incollo qui sotto, a mo' d'intermezzo nella prolissa cronaca:
Orbene, si vedono "tiri della domenica" anche più clamorosi e acrobatici; tuttavia questo non era un tiro della domenica, ma la giocatrice appariva averlo eseguito con la naturalezza di chi ce l'ha nel proprio repertorio di base.
Io dico che il 75% delle attuali giocatrici italiane di A1, nonostante magari giochi a basket da prima che la tipa nascesse, non è in grado di eseguire un'azione del genere. Ma questo sia detto a merito di Villa più che a biasimo delle altre; il problema è quando vedi una cospicua quota di giocatrici di A1 non riuscire a eseguire cose ben più semplici, cioè appena oltre il livello di difficoltà più elementare...
Chiusa parentesi. Dopo quel lampo, come dicevamo, Costa fatica in attacco; segna solo 8 punti in 8 minuti. Ma in difesa riesce a mettere la museruola a Harrison, scegliendo, come dirà coach Seletti, di circondare lei lasciando libera Begic, nella convinzione che quest'ultima non sia in grado di fare altrettanti sfracelli dell'americana. Il che in effetti è vero, ma la croata segna 3 canestri nel quarto; altri due ne aggiunge la stessa Harrison e tre Salvadores, di cui un'entrata allo scadere, anche se sbaglia il libero supplementare del pareggio; è dunque 57-56 al 30'.
Ultimo quarto, in cui Bologna pagherà la coperta corta, rispetto a una Costa che ha energie da tante. In primis ancora lei, MatiVilla, la quale, forse offesa da un passi di partenza fischiatole, torna a segnare con un'accelerazione sul lato destro che ciula l'intera difesa bolognese. Segnale negativo per la Virtus, segnale di carica per le padrone di casa, che infatti allungano sul 66-58 al 33' con Pavel, Frost e Davis.
La differenza è che il trio straniero delle longobarde s'innesta su un telaio italiano altrettanto incisivo, mentre le tre forestiere felsinee sono pressoché sole, nonostante Tassinari e Tava quantomeno ci provino; la piemontese realizza la tripla del 69-64 che, a 3'40" dalla fine, rianima le speranze ospiti, dopo che Pavel s'era mangiata il +10 da sotto.
Ennesimo finale casalingo in volata, quindi, per Costa? Sì e no, perché a Bologna escono triple-chiave per portarsi a meno di un possesso di distanza: dall'angolo con Tassinari a 3' dalla fine, poi a -15 secondi con Cabrini che aveva ampio spazio (ma la sua serata al tiro si completa con uno 0/6).
Non bastano quindi 7 punti di Salvadores nel finale. Costa riallunga (finale 77-70) con 3 liberi sul fallo sistematico, di cui uno di Villa che chiude la sua prestazione con 21 punti, 6/7 da 2, 2/6 da 3, ma anche 7 rimbalzi e 3 assist. Ne ha 16 Davis, 13 Rulli e Frost, 9 Pavel, mentre Bologna ha Salvadores a 25, Harrison a 23, Begic a 13, il resto della squadra solo 9.
Bilanci. Vista così, la Virtus è modesta. Ma con D'Alie, e Micovic a pieno servizio, ha evidentemente altra consistenza. Del resto già senza D'Alie ha portato il Geas (una delle squadre più in forma) all'ultimo tiro.
Per Costa la questione è se troverà più consistenza in trasferta, dove finora ha vinto solo una volta (proprio a Bologna). In casa, sarà il suo campo particolare, sarà il pubblico che aiuta, ma è competitiva con tutte. Ora il suo calendario è anomalo: le 3 partite caserecce rimanenti sono con le 3 "big", quindi o cambia marcia lontano da casa o rischia di far zero da qui a fine stagione regolare.
Su Villa-maravilla, come chiamavano in Spagna l'omonimo calciatore, :B): aggiungo alla cronaca le seguenti considerazioni:
1) ogni elogio mi pare meritato, sia perché qui c'è poco da inventare o da ingigantire, rispetto ai fatti concreti sciorinati dalla medesima (mvp della Next Gen e mvp di uno scontro diretto di A1 nel giro di 30 ore circa); sia perché, riflettevo andandomene a casa dopo la partita, cosa siamo in grado di offrire a queste ragazze in cambio di ciò che fanno? Se un 15enne maschio, fatte le proporzioni, segnasse due volte 21 punti in A1, come lei ha fatto, starebbe già pregustando futuri ingaggi, a 6 cifre se non 7, in Eurolega o financo in Nba, esibendosi davanti a migliaia di persone, non qualche centinaio quando va bene. Allo stato attuale, Villa non sa neanche se la sua società potrà tirare avanti in A1 l'anno prossimo (visto il recente comunicato d'allarme). Eppure non è che si sbatta di meno, lei come altre, rispetto al coetaneo maschio. Villa & colleghe "under" erano alla quarta partita in 4 giorni dopo l'infrasettimanale di A1 e le due di Next Gen. Lasciamo perdere il discorso sulla sua apparente resistenza paranormale (in fondo, pure le colleghe Spinelli e Allievi non sembravano stanche; si sa che da giovini si è inesauribili), ma è per dire: queste tipe ci mettono una dedizione totale, in cambio di poco di tangibile; almeno non facciamo i tirchi con i complimenti.
2) sorprende la rapidità dei progressi della ragazza. Naturalmente era già nota come talento precoce eccetera, ma a inizio giugno 2019, per dire, nella finale scudetto U18 era un buon cambio, niente più. Logicamente sotto il livello delle top della categoria (Madera, 4 anni più grande, ma anche Spinelli o Balossi o Frustaci). Com'è possibile che ora sembri meglio di quelle più grandi di lei di Costa e pure meglio di molte veterane di A1? Ok, ha fatto importanti esperienze internazionali in azzurro durante l'estate, ma il balzo di qualità resta in buona parte inspiegabile.
3) dal punto di vista di chi assiste, lo sport è anche emozione. Qualcosa che va al di là dei semplici fatti. A parità di prestazioni, lo si vede in tutte le discipline e a tutti i livelli, alcuni emozionano più di altri. Federer, per dire, emoziona più di Djokovic; Senna emozionava più di Prost. Razionalmente è ingiusto, ma lo sport fosse razionale come un lavoro da impiegato, verrebbe la stessa voglia di seguirlo? Matilde Villa, lo si vede dalle reazioni del pubblico ma anche da come ha fatto presa la sua storia raccontata sui media, fa parte della categoria di chi emoziona. Una ragazzina locale, con l'apparecchio ai denti e un fisico certo elastico, certo inesauribile ma leggero come fil di ferro, è un Davide che batte Golia con giocate di puro talento tecnico abbinato a una faccia di bronzo con pochi o nulli eguali. Sì, uno può anche reagire puntando il dito su alcune sue magagne o sostenendo che "ai suoi tempi" ce n'erano almeno 50 come lei in ogni annata, oppure (non del tutto a torto) che finora Villa ha approfittato di piani-partita avversari concentrati sulle compagne veterane. Tutto ciò è molto razionale. Ma si può altrettanto legittimamente lasciarsi emozionare e godersela.
Magari domani verrà sculacciata dalla coppia Verona-Arturi in quel di Sesto (qualora si riesca a giocare, vista l'emergenza), e anche le altre squadre non si lasceranno più uccellare; ma se succede, embè, quale gloria si potrà attribuire a chi batte una quindicenne esordiente? Mentre tutto ciò che continuerà a fare sarà tanto di guadagnato. Il tempo delle aspettative, delle pressioni su di lei, arriverà casomai in futuro. Magari nell'estate azzurra. Non ora.
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