Nel settore privato è giusto che ci siano differenze in base a quanto gli imprenditori decidono di spendere per le proprie società. Ma nel pubblico sarebbe "giustificata" la disparità di trattamento a livello di nazionali perché un settore femminile contribuisce meno di quello maschile?
Allora secondo questa logica, applicata anche nell'altra direzione, al villaggio olimpico i ginnasti uomini dovrebbero dormire in una topaia mentre le femmine in suite da 5 stelle, visto che il 90% (o giù di lì) dei tesserati della ginnastica sono donne. Persino per le nazionali di pallavolo dovrebbe valere questa discriminazione: 70% tesserate donne, andando a memoria.
Ma che discorso sarebbe? Chi rappresenta l'Italia deve avere lo stesso trattamento dalla propria federazione, sia maschio o femmina. Vedrai che appena lo sosterrà qualcuno che non si chiami Zandalasini sarai d'accordo. Solo che siccome lo dice lei che ti fa venire l'orticaria, sembra uno scandalo.


