domenica 26 febbraio 2023

Sulla polemica di Zandalasini per il diverso aereo fra nazionale maschile e femminile

Nel settore privato è giusto che ci siano differenze in base a quanto gli imprenditori decidono di spendere per le proprie società. Ma nel pubblico sarebbe "giustificata" la disparità di trattamento a livello di nazionali perché un settore femminile contribuisce meno di quello maschile? 

Allora secondo questa logica, applicata anche nell'altra direzione, al villaggio olimpico i ginnasti uomini dovrebbero dormire in una topaia mentre le femmine in suite da 5 stelle, visto che il 90% (o giù di lì) dei tesserati della ginnastica sono donne. Persino per le nazionali di pallavolo dovrebbe valere questa discriminazione: 70% tesserate donne, andando a memoria.

Ma che discorso sarebbe? Chi rappresenta l'Italia deve avere lo stesso trattamento dalla propria federazione, sia maschio o femmina. Vedrai che appena lo sosterrà qualcuno che non si chiami Zandalasini sarai d'accordo. Solo che siccome lo dice lei che ti fa venire l'orticaria, sembra uno scandalo.

Coppe europee: ancora k.o. esterno Venezia, rischio Schio

 Ramla-Venezia (Eurocup, andata quarti). Si confermano le sofferenze in trasferta per la Reyer in questi playoff; l'auspicio è che il "non c'è due senza tre" valga anche per le rimonte al ritorno. In fondo, delle 3 partite perse dalle lagunari, questa è stata la più equilibrata (con Sassari rappezzò lo scarto solo nel finale, con Holon al contrario affondò negli ultimi minuti). In un palazzetto piuttosto piccolo e rumoroso, poteva andare peggio come poteva andare meglio, perché nel 2° quarto Venezia toccava il +10 (27-37), poco dopo uno slalom in entrata di M.Villa, e all'intervallo era 31-39. Ma nel frattempo si era fatta male Kuier e la coperta, già orba (da lungo tempo) di Cubaj e Santucci, diventava corta, specie in difesa. 49 punti subiti dopo l'intervallo ribaltavano le sorti. Buona reazione veneziana al primo sorpasso (da 47-45 al 53-58 di fine 3° periodo), ma nell'ultimo, dopo un lungo testa-a-testa, prendevano il sopravvento le israeliane, non senza episodi contestati da ambo le parti (cacciata Babkina, tecnico a M.Villa, tecnico alla panchina di casa). Non bene per Venezia alcuni canestri-chiave incassati dalla media o in entrata; nell'ultimo mezzo minuto metteva qualche pezza Shepard con due liberi e un canestro su rimbalzo offensivo sulla sirena (80-75).

L'impressione è che Venezia come squadra sia superiore, nonostante le suddette assenze; Ramla si è retta sulla vena di 3 elementi, soprattutto Austin (29 punti e 16 rimbalzi; poi Baron 19, Clark 14) mentre la Reyer ha avuto 5 donne in doppia cifra ma nessuna prova eclatante, anche se quella di M.Villa, in rapporto all'età, merita una menzione d'onore.
Nel ritorno al Taliercio il meno 5 è ampiamente ribaltabile ma guardando oltre, in questo momento le altre 3 probabili semifinaliste (Galatasaray, Lione, Villeneuve) paiono più forti. Giusto però dire "al momento" perché se Venezia recupera almeno Santucci e Kuier può essere un altro discorso. Intanto c'è da arrivarci, in semifinale.

- Mechelen-Schio (Eurolega). Il mistero è come abbia fatto il Famila a rischiare di perdere, non tanto perché le belghe sono ultime in classifica, ma perché dopo il break del 3° quarto (48-62) era ancora tutto saldamente in controllo a 5-6 minuti dalla fine (+14). Poi la luce che si spegne per le arancio e la fiducia che sale per Mechelen, già ampiamente eliminata ma con l'occasione di un colpo di prestigio. Negli ultimi 6 minuti Schio segnava solo 4 punti con Mabrey. Si arrivava sul 71-72 e palla alle belghe dopo una lunga consultazione arbitrale al monitor per una rimessa contestata. Palla che però Mechelen perdeva. Non essendo in bonus, le padrone di casa perdevano secondi preziosi per spendere due falli; al terzo andava in lunetta Mabrey che falliva ambo i lanci; c'erano però solo 5 secondi per l'azione belga, e Schio tutto sommato difendeva bene impedendo che il tiro arrivasse prima della sirena.
73-74 e scivolone evitato per le suddite di Cestaro, le quali si giocheranno il fattore-campo nei playoffs all'ultima giornata con Sopron in casa, con ogni probabilità il 2° posto perché difficilmente Mersin farà harakiri in casa con la stessa Mechelen, anche se mai dire mai visto che Sopron ha appena perso in casa con Landes che è penultima.

- Bologna-Szekszard (Eurolega). Qui poco da dire, trentello senza storia, equamente suddiviso (+15 a metà gara, 89-59 alla fine). 22 di Laksa. La Virtus si conferma nettamente meglio delle ultime due della classe, col rimpianto di aver perso 4 volte in volata con Bourges e Valencia, le quali passano come terza e quarta: con la forma attuale di Bologna forse oggi si avrebbero risultati diversi. Ma ormai è andata. Sorte vuole che quest'anno non ci sia il travaso da Eurolega a Eurocup e dunque finirà al prossimo turno la stagione europea delle felsinee.

venerdì 24 febbraio 2023

Rinviata D'Alie in tv, ma ci sono le Villa sulla Gazza

Sembra che ieri sera ci sia stato un intoppo alla presenza annunciata di RaeLin D'Alie alla trasmissione di vasto consumo "I soliti ignoti". Probabilmente era stata comunicata una data inesatta, la quale risulta ora il 5 marzo. Poco male.

Intanto, un altro grande successo mediatico per il nostro basket femminile, che si dimostra disciplina che tira. Infatti sulla Gazzetta dello Sport di oggi, nell'ambito di alcune pagine speciali sulla moda sportiva, ecco le gemelle più famose al mondo (alla pari ovviamente delle Dotto e delle Togliani, così non s'offende nessuno), testimonials di Tombolini:



martedì 21 febbraio 2023

A1: Brescia nei guai; l'inutile 2° tempo di Geas-Bologna

 Domenica in A1, oltre al colpo di Crema a Ragusa (siciliane senza due straniere, Juskaite e Vitola, quest'ultima recuperabile, la prima no), che fa sognare addirittura i playoff alle longobarde di sud-est (meno 2 da S. Martino, prossima avversaria: situazione pepata), e fa venire incubi-playout a Faenza (nonostante super-Pam Pam Pallas) e Moncalieri, c'era un Campobasso-Brescia diventato quasi drammatico per le longobarde dell'est-quasi Veneto. Infatti alla vigilia le suddette apprendevano con sconforto la notizia dell'impresa di S. Gianni Valdarno su S. Martino. Il che significava scivolare a meno 2 dal penultimo posto, più scontri diretti a sfavore e con una partita in più (avendo già giocato in anticipo con Schio).

La risposta di Brescia, dal punto di vista caratteriale, è stata encomiabile, avendo lottato fino all'ultimo centimetro; la sorte però non ha sorriso (e Campobasso è talmente abbonata alle volate, quest'anno, che ormai le fa col pilota automatico); da meno 13 nel 3° quarto c'è stata una rimonta bresciana col sorpasso a 2' dalla fine, autrice una Zanardi da 24 punti, 7 rimbalzi, 6 assist, 31 di valutazione a 18 anni non ancora compiuti e in una partita "spalle al muro".

Tra parentesi, non male se pensiamo che a gennaio, quando si diffuse la notizia (vera o presunta) di un suo "burnout" con astensione temporanea dall'attività, qualche forumista qui la dipinse come irrimediabilmente guastata, o poco ci mancava. Well, se tutte fossero guastate così, avremmo un mondo migliore.
Fatto sta però che Zanardi è riuscita a fare le pentole ma non i coperchi, perché Parks ha segnato 5 punti decisivi, e l'adolescente-prodezza ha avuto 2 liberi sul meno 3 a 1 secondo e mezzo dalla fine; ovviamente ha segnato il primo e sbagliato apposta il secondo per far prendere il rimbalzo a qualche compagna, il che è in effetti successo, ma il tiro è avvenuto a tempo scaduto e in ogni caso non era entrato.

Tirar delle somme: Brescia dovrà vincere almeno 2 delle sue ultime 5 partite, il tutto ammesso e non concesso che Valdarno resti a secco. Complicato.

Tornando al duello tra S. Martino e Crema per l'8° posto, va notato come il trend della prima sia in vistoso calo e quello della seconda in ascesa verticale. Tant'è che le Lupe sono corse ai ripari sul mercato. Ma tutto può ancora cambiare in 6 giornate; non è detto che i rispettivi momenti di forma durino fino in fondo (vale anche per Faenza e Moncalieri); e poi chi non arraffa la salvezza adesso, rischia la pellaccia ai playouts.

- Personalmente mi sono recato al PalaNat di Sesto per l'appuntamento di lusso fra il Geas e la Virtus Bologna multistelle. Solo che, per cause, non potevo giungere prima dell'intervallo. Confidavo in un certo equilibrio, per quanto m'immaginassi che un vantaggio felsineo si sarebbe, presto o tardi, materializzato.
Non pensavo che la partita sarebbe già stata morta e sepolta, allorquando percorrevo gli ultimi metri dal vetusto, ma di gloria onusto, scatolone di Falck.
Peccato che il tabellone sciorinasse un 24-50, per Bologna chiaramente, che indicava un funerale anticipato a ogni speranza di vedere una partita viva. Apprendevo del bombardamento operato a tappeto soprattutto da Rupert (in maschera protettiva) e Zandalasini, autrici di 4 e 3 triple rispettivamente. In totale la Virtus aveva un bestiale 11/19 da 3 all’intervallo.

Tanto per acclimatarmi m’imbattevo nei genitori della mia antica musa Masha Maiorano, poi nel vulcanico Cristiano Garbin, il conduttore della trasmissione streaming “Passo e tiro” nonché cronista del sito All Around, al quale dicevo: “Be’, magari il Geas fa come contro Ragusa, rimontando una ventina di punti…”. Risposta: “Sì, ma questa è la Virtus Bologna”. E poi, aggiungo io, 26 punti non sono una ventina e basta.

Per non dover subito ammettere di aver sciupato benzina per nulla, con quello che costa, mi sono detto: “Va be’, se il Geas non rimonta, almeno mi godo lo spettacolo delle stelle Virtus che vorranno sciorinare delizie per 40 minuti, non solo per 20”. Macché. Chi glielo faceva fare, a babbo già morto, di dannarsi l’anima per vincere di 40 anziché di 20, tanto più che mercoledì c'è l'Eurolega? Tiri da 3 pigri che non entravano più, palle perse banali, la miseria di 21 punti in 20 minuti. Mi sono piaciute André per la concretezza e la lotta a rimbalzo in attacco, Pasa e Orsili che avevano voglia di dimostrare ancora qualcosa nei loro minuti in campo. Per il resto, poco o nulla ma ovviamente non si può giudicare il secondo tempo senza tener conto del primo.
Da parte del Geas qualche sprazzo, soprattutto di Moore e Panzera, ma nulla di sufficiente a riaprire anche solo vagamente la partita. Per cui a fine terzo quarto, nonostante la suddetta Virtus al piccolo trotto, era ancora 36-60 il punteggio. Finiva 53-71 dopo un ultimo quarto di rara insulsaggine.

E’ stato lì che ho capito l’importanza di essere zen, altrimenti lo scorno per il viaggio a vanvera avrebbe potuto indurmi al nervosismo. Invece, essendo diventato zen, ho apprezzato la vera nota lieta dell’evento, e cioè l’ambiente. Pienone notevole (400 spettatori la cifra indicata sul live score di Lega, ma secondo me si arrivava a 500) con esponenti di spicco del Geas del passato recente (Ercoli, F. Cassani, Gambarini tra quelle che ho notato) e soprattutto tante ragazzine che festose a fine partita attendevano come dive le giocatrici, di ambo le squadre, per farsi firmare autografi. 3_3
Sicché mi son detto: “Toh, vedi che anche intorno al basket femminile ci può essere quest'aria da evento”. Il problema attualmente irrisolto è come fare in modo che i 500 diventino 1000 e poi 2000, ma comunque c’era gente giovane entusiasta e contenta di essere al femminile (cioè non solo ultraquarantenni che rimpiangono i tempi andati, o gente che credeva di andare a una partita di qualche altro sport ma per sbaglio è finita al basket), l’ho vista ed essendo zen ho potuto apprezzarla. Anche grazie a Nonino, nel quale mi sono imbattuto nel dopopartita e che, commentando la polemica dopo Sanga-Broni, mi ha raccomandato serenità e distacco zen nelle diatribe forumistiche.

domenica 19 febbraio 2023

Riassunto del sabato

Risultato pesantissimo il colpo di S.G. Valdarno a S. Martino, nella corsa a scampare alla retrocessione diretta. Per le tosche ora è come un +4 sulla diretta rivale Brescia, visti gli scontri diretti a favore.

In A2 Nord colpo di Carugate su Udine, la quale si conferma in calo: quarta sconfitta su 6 giornate nel ritorno. Da notare che a Carugate mancava la regista titolare Diotti: in campo 35' la super-tascabile 2003 Usuelli, la quale nell'azione decisiva scippa palla a Ronchi che stava per andare a segnare il pareggio in contropiede. Poi sul meno 3 a pochi secondi dalla fine, stramba idea di Bacchini (se non erro, visto che lo streaming si è perso l'inquadratura) che va a tirare da 2, comunque sbagliando, anziché provare la tripla. Udine l'aveva rimessa in piedi con la zone-press nell'ultimo quarto ma non è bastato.
Milano vince un combattuto derby con Broni.
Costa risolve in volata la trasferta contro una battagliera Treviso.
Si conferma in forte risalita Alpo.

In A2 Sud vincono le bigs: Patti, Empoli, Battipaglia. Contro quest'ultima non basta una Pepo Gonzalez da 30 punti, 6 recuperi, 6 assist e 11 falli subiti. Cifra forse da record nei rimbalzi per Battipaglia: 71 totali, di cui 28 in attacco (!).

A livello giovanile, nel classico e prestigioso torneo internazionale di Sopron è sconfitta in semifinale Costa U15, per mano delle francesi di Pays de la Loire (credo sia una selezione e non un vero e proprio club).

sabato 18 febbraio 2023

In diretta: turbolenze in tribuna durante Sanga-Broni

Derby di A2 Sanga-Broni bello vivace anche in tribuna. Qui un accenno di rissa tra un Viking bronese (a sinistra) e un normale spettatore milanese; altri bronesi intervengono ad allontanare l'agitato compagno di tifo. Partita sospesa per qualche attimo.





venerdì 17 febbraio 2023

Il poco apprezzato miglioramento dai tempi del Covid

A quest'epoca lo scorso anno eravamo in pieno caos tra mille rinvii, recuperi quando capitava, classifica finale col quoziente canestri, scambi di accuse tra società che si rinfacciavano di simulare tatticamente l'indisponibilità per casi-Covid...

Ma per uno strano fenomeno antropologico, è come se il periodo della pandemia fosse stato rimosso dalla capoccia di tutti, non dico solo nello sport ma in generale. Si è ripartiti da com'era prima del Covid, contrariamente a quanti profetizzavano che "la vita normale non sarebbe mai più tornata".

martedì 14 febbraio 2023

Nazionale: perché può essere la volta buona e perché no

Premessa: “la volta buona” per quale risultato, parlando ovviamente di Eurobasket 2023? Per una medaglia o, come opzione di riserva, la qualificazione al Preolimpico 2024, che risulta essere - salvo smentita - appannaggio delle prime 5 dell’Europeo, oppure prime 6 se fra queste c’è la Francia (organizzatrice dei Giochi), com’è probabile. Non possiamo accontentarci di meno, del solito “né carne né pesce”, “abbiamo seminato per il futuro”, “tra due anni ci prendiamo la rivincita”.


Perché sì

- Non manca molto: nel 2017 siamo arrivati ai quarti, nel 2019 e '21 ci siamo fermati agli ottavi (o "barrages" che dir si voglia): abbiamo vissuto questi risultati con l'amaro in bocca ma in realtà indicano che non c'è un abisso tra noi e un risultato soddisfacente. Non è scontato qualificarsi sempre agli Europei per chi non fa parte delle "solite note" dell'elite, se guardiamo alla lista di chi rimarrà a casa. Lista di cui abbiamo spesso fatto parte nel decennio 2001-2011.

- Maturazione: il gruppo non è identico (ovviamente) a quello di due anni fa, ma è in forte continuità, a partire dal c.t.; non abbiamo dovuto ricostruire equilibri com’era avvenuto le volte precedenti. Gli elementi portanti sono nell’età giusta, non acerbe né in fase calante per invecchiamento.

Lunghe: due degli elementi più migliorati sono sotto canestro: Keys e André, quindi il nostro reparto più debole non è poi così debole. C’è l’incognita su Cubaj; se arrivasse al meglio all’appuntamento il discorso sarebbe ancora più valido.

Zandalasini: nelle sue giornate migliori, è all'altezza di chiunque in Europa; nelle sue giornate standard è comunque un riferimento.

- Motivazioni/unità di intenti: qui dovremmo essere al top, anche se lo diciamo quasi tutte le volte alla vigilia e poi finisce in lacrime perché “lo splendido gruppo” non basta. E anche se, come vogliamo vincere noi, così pure le altre, banale dirlo; però magari qualcuna ha la panza più piena e noi sicuramente no.

- Concorrenza indebolita: lo metto per ultimo ma questo per me è un punto fondamentale, anche se poi sarà da verificare sul campo. Di sicuro non c'è la Russia (che di solito arriva davanti a noi, quindi è come guadagnare automaticamente una posizione), non ci sono squadre medio-buone come Bielorussia, Lituania, Ucraina, la Bosnia se avesse avuto Jones. E le più forti sono in ribasso, come hanno mostrato i Mondiali, a meno che trovino una quadra veloce al ricambio generazionale (il che non è impossibile, soprattutto per Spagna e Francia, mentre sembra più difficile per Belgio e Serbia). Bisognerà vedere gli organici definitivi ma così a spanne, se dovessimo collocare l'Italia guardando banalmente al valore dei roster, non la vediamo sotto il quinto posto, tra le 16 qualificate.

Perché no

- Disabitudine alle alte quote: è passato talmente tanto tempo dall’ultimo grande risultato che ci manca il “know how” in materia. Anche se forse non ha senso estenderlo alle epoche precedenti questa generazione di giocatrici: il fatto che 20 anni fa o 15 anni fa siamo andati male non c’entra nulla con queste ragazze. Anche se forse l’eterno mantra di dover tornare a vincere dopo mille anni aggiunge pressione.

- Pochi test veri: questo è un elemento più concreto. Negli ultimi 2 anni, cioè dopo l’Europeo ’21, abbiamo giocato una sola vera partita punto a punto, con la Slovacchia all'andata, mentre le migliori tra le altre squadre hanno accumulato esperienza ulteriore tra Olimpiadi e Mondiali, oppure hanno avuto qualche partita più impegnativa rispetto alle nostre semi-inutili con Lussemburgo e Svizzera. Non vorrei che lo pagassimo quando, quasi di colpo, ci troveremo dentro la partita-spartiacque tra successo e fallimento e magari le gambe tremeranno e le triple non entreranno a pioggia come col Lussemburgo.

- Leader alternative: abbiamo tante giocatrici brave, questo non si discute, ma non elementi al livello di Zandalasini come leadership tecnica (non dico caratteriale), specie quando il livello si alza. Per intenderci, quello che sarebbe stata Sottana, e che forse sarà M. Villa in futuro se mantiene le promesse, ma non oggi. Non vorrei che nelle situazioni cruciali si vedesse un “palla a Zanda, pensaci tu”, cosa che porterebbe solo danni a meno di giornate di grazia assoluta della suddetta.

- Perimetro. Se il vuoto nelle lunghe si è in parte risolto, rimane un altro ruolo carente, di cui si parla solitamente poco: una guardia vera e propria, cioè una in grado sia di colpire da fuori sia in entrata, di cui Iagupova è il massimo esempio (lei peraltro non ci sarà), ma anche una Johannès, o la spagnola Conde (anche se quest’ultima forse è più ala piccola, ma comunque una perimetrale). Altrimenti succede che ci affidiamo troppo alle triple dei play. Per il tiro nel ruolo di 2-3 dovremmo avere Spreafico; non so se Penna rientrerà in qualche modo; e dubito anche su Pan, perlomeno con un ruolo determinante.

- Reazione alle avversità: il gruppo è storicamente emotivo e Lardo ha pregi, ma non quello (temo) di saper raddrizzare la barca quando le cose vanno male, a costo di attuare terapie d’urto (cioè stravolgere gerarchie, snebbiare con le cattive chi sta facendo male, eccetera), vedi la sua apparente passività durante la sciagura di 2 anni fa con la Svezia. Non so se siamo più vulnerabili sul piano mentale che su quello tecnico, ma rivedere scene come quelle di due anni fa sarebbe ben più doloroso che vederci battuti per semplice inferiorità tecnica.

lunedì 13 febbraio 2023

A2: rocambolesco finale in Udine-Costa + Nazionali: eliminate Ucraina e Lituania

Rocamboleschi gli ultimi secondi di Udine-Costa. A risultato ormai acquisito in favore di Costa, si lottava per la differenza-canestri; Udine da meno 14 riusciva con un 5-0 a tornare sotto i 10 di margine (cioè lo scarto dell'andata); Brossmann pestava la linea di fondo sull'ultima azione di Costa; fallo sistematico su Bovenzi a 1" e mezzo. La tascabile di Udine segnava il primo libero per il meno 8. 

A quel punto l'impressione è che le sia arrivata istruzione di sbagliare apposta il secondo, cosa che avrebbe tolto a Costa ogni chance di segnare (salvo un miracolo da 20 metri), ma la palla dopo 2 o 3 rimbalzi sul ferro finiva dentro. Così Costa ha potuto chiamare timeout e rimettere da metà campo. Palla ricevuta da Villarruel, finta, tripla allo scadere che entra di tabella: punteggio finale 59-69, quindi pareggiata la differenza canestri, e Costa esulta e s'abbraccia come se quel tiro fosse valso la vittoria nella partita.

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Ingiustizia di una formula che punisce Ucraina e Lituania, la cui colpa è stata solo quella di finire nel girone di ferro con la Francia, togliendosi ovviamente punti e differenza-canestri a vicenda, mentre la Slovacchia ha dovuto solo liquidare Svizzera e Lussemburgo nel girone-burla dell'Italia per qualificarsi. Così non avremo né Jocyte né Iagupova agli Europei.

Fuori anche la Bosnia che aveva vissuto un momento di gloria grazie a Jonquel Jones nella scorsa edizione.

venerdì 10 febbraio 2023

Come si formano i gruppi giovanili nelle grandi società

Le giocatrici che, nelle grosse società, partono dal mini e arrivano in fondo sono una piccola minoranza. Man mano lasciano spazio a quelle più forti prese da fuori.

Faccio un piccolo esempio allegando il confronto tra il roster del Geas 2003 quando erano Esordienti (2015) e il roster del Geas che ha fatto le ultime finali nazionali U19 (2022), quindi con limite di età 2003. Sfido a trovare un nome della lista a sinistra che faccia parte anche della lista a destra.



giovedì 2 febbraio 2023

Coppe europee: gran rimonta Venezia, big match perso Schio

EuroCup, ritorno ottavi: Venezia-Holon

Sembra evidente che se non c'è il brivido, Venezia non si diverte. Dopo essersi già complicata la vita nel turno scorso con Sassari, stavolta contro le discrete, ma nulla più, israeliane di Holon ha dovuto ribaltare il meno 15 dell'andata, impresa che già nel terzo quarto era compiuta, sostanzialmente nel giro di una dozzina di minuti di fuoco (cioè dal 26-24 di metà 2° quarto al 59-38 verso il 29'), ma che poi ha rischiato di venire vanificata in un finale rocambolesco.
Nell'ultimo quarto la Reyer navigava sempre sopra la soglia della qualificazione (65-45 al 34', 72-52 al 36' su tripla di Delaere). Poi non riusciva ad ammazzare la partita, perdendo smalto in attacco, ma comunque ribadiva il +20 a 1' dalla sirena con due liberi di Pan (76-56).
Come abbia fatto, da lì, Venezia a rischiare l'eliminazione è difficile da rendersene conto, perché non ha commesso errori clamorosi, né palle perse da mani nei capelli; dopo un rimbalzo in attacco convertito a canestro da Holon, c'è stata però la roulette dei tiri liberi in cui Shepard ha fatto 1/2 e soprattutto Kuier 0/2, con in mezzo un 2/2 israelita, sicché sul 77-60 le ospiti hanno avuto l'ultima palla e l'hanno gestita piuttosto bene, liberando Lucet per una tripla dal fronte destro. Poteva benissimo entrare (anche se Holon era 2/19 dall'arco fin lì) e sarebbe stata una beffa quasi inspiegabile per Venezia, dopo aver dominato sostanzialmente 65 minuti su 80 della doppia sfida. Ma è andata sul ferro. Legittima festa, più sollievo che trionfo, per la Reyer, ma importa la sostanza, e cioè la qualificazione ai quarti. Dove l'avversaria sarà un'altra giudea, Ramla.
Inutile dire che se ha fatto così fatica a superare due turni, la Reyer non sembra in grado di portare a casa il trofeo. Ma nulla vieta che d'ora innanzi le orogranata riprendano il passo autoritario della prima fase (quando si erano guadagnate la testa di serie n°1 del tabellone), specie una volta rientrate Santucci e Cubaj.
Intanto si ringrazia la sorte per aver fatto uscire quella tripla allo scadere, e Shepard per la prestazione da 24 punti, unica sopra le righe per la Reyer, anche se male non ha giocato nessuna; contributi piuttosto omogenei dalle altre.
Risultano 865 spettatori al Taliercio, tutto sommato non malaccio. E' una squadra divertente da seguire, quella lagunare, ma pazzerella.


Eurolega: Mersin-Schio

Schio perde (non definitivamente) la chance di primato solitario e anche la differenza canestri; all'andata aveva vinto di 4. Stavolta però Mersin è parsa avere più costrutto rispetto alle slegate individualità del confronto precedente; il trio Bonner (soprattutto: 20 punti e 10 rimbalzi)-Hayes-Gray ha preso in mano la situazione. A Schio è mancato invece proprio qualcuno sopra le righe: sprazzi di classe di Mabrey, ma discontinui; le altre non sono andate oltre un onesto contributo.
In realtà la partita è stata a lungo equilibrata, con Schio che a inizio 3° quarto ha avuto la palla del sorpasso, poi è scivolata a meno 7 ma ha ricucito di nuovo con uno sprazzo "vintage" di Sottana.
A inizio ultimo quarto però è arrivato lo strappo vincente per le turche, fino a +15; caparbia Schio nel risalire a meno 7 ma ormai il tempo scarseggiava e Mersin ha arrotondato di nuovo lo scarto con un 5-0 nel minuto finale (79-67).
Notevole presenza di pubblico e atmosfera.