martedì 21 febbraio 2023

A1: Brescia nei guai; l'inutile 2° tempo di Geas-Bologna

 Domenica in A1, oltre al colpo di Crema a Ragusa (siciliane senza due straniere, Juskaite e Vitola, quest'ultima recuperabile, la prima no), che fa sognare addirittura i playoff alle longobarde di sud-est (meno 2 da S. Martino, prossima avversaria: situazione pepata), e fa venire incubi-playout a Faenza (nonostante super-Pam Pam Pallas) e Moncalieri, c'era un Campobasso-Brescia diventato quasi drammatico per le longobarde dell'est-quasi Veneto. Infatti alla vigilia le suddette apprendevano con sconforto la notizia dell'impresa di S. Gianni Valdarno su S. Martino. Il che significava scivolare a meno 2 dal penultimo posto, più scontri diretti a sfavore e con una partita in più (avendo già giocato in anticipo con Schio).

La risposta di Brescia, dal punto di vista caratteriale, è stata encomiabile, avendo lottato fino all'ultimo centimetro; la sorte però non ha sorriso (e Campobasso è talmente abbonata alle volate, quest'anno, che ormai le fa col pilota automatico); da meno 13 nel 3° quarto c'è stata una rimonta bresciana col sorpasso a 2' dalla fine, autrice una Zanardi da 24 punti, 7 rimbalzi, 6 assist, 31 di valutazione a 18 anni non ancora compiuti e in una partita "spalle al muro".

Tra parentesi, non male se pensiamo che a gennaio, quando si diffuse la notizia (vera o presunta) di un suo "burnout" con astensione temporanea dall'attività, qualche forumista qui la dipinse come irrimediabilmente guastata, o poco ci mancava. Well, se tutte fossero guastate così, avremmo un mondo migliore.
Fatto sta però che Zanardi è riuscita a fare le pentole ma non i coperchi, perché Parks ha segnato 5 punti decisivi, e l'adolescente-prodezza ha avuto 2 liberi sul meno 3 a 1 secondo e mezzo dalla fine; ovviamente ha segnato il primo e sbagliato apposta il secondo per far prendere il rimbalzo a qualche compagna, il che è in effetti successo, ma il tiro è avvenuto a tempo scaduto e in ogni caso non era entrato.

Tirar delle somme: Brescia dovrà vincere almeno 2 delle sue ultime 5 partite, il tutto ammesso e non concesso che Valdarno resti a secco. Complicato.

Tornando al duello tra S. Martino e Crema per l'8° posto, va notato come il trend della prima sia in vistoso calo e quello della seconda in ascesa verticale. Tant'è che le Lupe sono corse ai ripari sul mercato. Ma tutto può ancora cambiare in 6 giornate; non è detto che i rispettivi momenti di forma durino fino in fondo (vale anche per Faenza e Moncalieri); e poi chi non arraffa la salvezza adesso, rischia la pellaccia ai playouts.

- Personalmente mi sono recato al PalaNat di Sesto per l'appuntamento di lusso fra il Geas e la Virtus Bologna multistelle. Solo che, per cause, non potevo giungere prima dell'intervallo. Confidavo in un certo equilibrio, per quanto m'immaginassi che un vantaggio felsineo si sarebbe, presto o tardi, materializzato.
Non pensavo che la partita sarebbe già stata morta e sepolta, allorquando percorrevo gli ultimi metri dal vetusto, ma di gloria onusto, scatolone di Falck.
Peccato che il tabellone sciorinasse un 24-50, per Bologna chiaramente, che indicava un funerale anticipato a ogni speranza di vedere una partita viva. Apprendevo del bombardamento operato a tappeto soprattutto da Rupert (in maschera protettiva) e Zandalasini, autrici di 4 e 3 triple rispettivamente. In totale la Virtus aveva un bestiale 11/19 da 3 all’intervallo.

Tanto per acclimatarmi m’imbattevo nei genitori della mia antica musa Masha Maiorano, poi nel vulcanico Cristiano Garbin, il conduttore della trasmissione streaming “Passo e tiro” nonché cronista del sito All Around, al quale dicevo: “Be’, magari il Geas fa come contro Ragusa, rimontando una ventina di punti…”. Risposta: “Sì, ma questa è la Virtus Bologna”. E poi, aggiungo io, 26 punti non sono una ventina e basta.

Per non dover subito ammettere di aver sciupato benzina per nulla, con quello che costa, mi sono detto: “Va be’, se il Geas non rimonta, almeno mi godo lo spettacolo delle stelle Virtus che vorranno sciorinare delizie per 40 minuti, non solo per 20”. Macché. Chi glielo faceva fare, a babbo già morto, di dannarsi l’anima per vincere di 40 anziché di 20, tanto più che mercoledì c'è l'Eurolega? Tiri da 3 pigri che non entravano più, palle perse banali, la miseria di 21 punti in 20 minuti. Mi sono piaciute André per la concretezza e la lotta a rimbalzo in attacco, Pasa e Orsili che avevano voglia di dimostrare ancora qualcosa nei loro minuti in campo. Per il resto, poco o nulla ma ovviamente non si può giudicare il secondo tempo senza tener conto del primo.
Da parte del Geas qualche sprazzo, soprattutto di Moore e Panzera, ma nulla di sufficiente a riaprire anche solo vagamente la partita. Per cui a fine terzo quarto, nonostante la suddetta Virtus al piccolo trotto, era ancora 36-60 il punteggio. Finiva 53-71 dopo un ultimo quarto di rara insulsaggine.

E’ stato lì che ho capito l’importanza di essere zen, altrimenti lo scorno per il viaggio a vanvera avrebbe potuto indurmi al nervosismo. Invece, essendo diventato zen, ho apprezzato la vera nota lieta dell’evento, e cioè l’ambiente. Pienone notevole (400 spettatori la cifra indicata sul live score di Lega, ma secondo me si arrivava a 500) con esponenti di spicco del Geas del passato recente (Ercoli, F. Cassani, Gambarini tra quelle che ho notato) e soprattutto tante ragazzine che festose a fine partita attendevano come dive le giocatrici, di ambo le squadre, per farsi firmare autografi. 3_3
Sicché mi son detto: “Toh, vedi che anche intorno al basket femminile ci può essere quest'aria da evento”. Il problema attualmente irrisolto è come fare in modo che i 500 diventino 1000 e poi 2000, ma comunque c’era gente giovane entusiasta e contenta di essere al femminile (cioè non solo ultraquarantenni che rimpiangono i tempi andati, o gente che credeva di andare a una partita di qualche altro sport ma per sbaglio è finita al basket), l’ho vista ed essendo zen ho potuto apprezzarla. Anche grazie a Nonino, nel quale mi sono imbattuto nel dopopartita e che, commentando la polemica dopo Sanga-Broni, mi ha raccomandato serenità e distacco zen nelle diatribe forumistiche.

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