giovedì 5 ottobre 2006

Peluche League - commento alla 2. giornata

[NB: la prima giornata fu posticipata per il rinvio di una partita nel girone Sud]

[NB-2: nel corso dell'anno, il nome della competizione fu cambiato improvvisamente in Peluche League; da adesso dunque la chiamiamo così]


L'anno scorso arrivò ultimo. Quest'anno, se le prime impressioni sono giuste, se la gioca per vincere. Stiamo parlando di Delio, che ottiene la sua prima palma di vincitore di tappa innanzitutto grazie a una straordinaria Perseu, che si candida a miglior marcatrice della stagione, degna erede di Benedetta Bagnara. E' presto per dirlo, ma le premesse sono queste, e il patron delle Lady Mules gode.
Ma Delio ha anche operato bene sul mercato. Sceglieva in una posizione non favorevolissima, la sesta, eppure è riuscito a portare a casa un duo di lunghe come Mezgec (la conoscevano in pochi perchè appena arrivata dalla Slovenia, mo' la conoscono già tutti....) e Ribeiro, quest'ultima meno forte ma comunque utile nella circostanza. Ma sorprende anche Margiò ed ecco che si concretizza un meritato successo di tappa.
Secondo il campione in carica, Tignuzzo. Il parmigiano ha visto il suo "dream team" venire spolpato dai trasferimenti estivi, ma aveva un organico talmente forte che le superstiti gli bastano per restare a galla nonostante ben 4 elementi del suo roster non giochino. Ottime Azzellini e soprattutto Mariani, bene anche Rossi, ma la sorpresa è Girardelli, che "regalata" a Tignuzzo dal Comitato nelle assegnazioni d'ufficio (mannaggia che autolesionismo) lo ripaga con una buona prova.
Sul gradino più basso del podio Pox & One. Anche lui, come Tignuzzo, è falcidiato dalle assenze, ma trova ottime cose da Scanzani e Consorti, più qualche spicciolo dalle altre, e tanto basta alle Poxemons per ottenere un importante piazzamento. E' chiaro che quest'anno, con le migliori giocatrici sparpagliate in 10 squadre anziché in 6, possono bastare 2 o 3 exploit di singole per emergere.
Grandissimo equilibrio nelle posizioni di rincalzo. Si distacca dal gruppo Back to the Future, da alcuni indicato come favorito per il trionfo finale, ma che nell'occasione delude in alcuni elementi, in primis Caracciolo. In pratica solo Valerio fa appieno il suo dovere, andando in doppia cifra, ma il valore medio della squadra è buono (Occhipinti, Chiarella, Tarantino), sicché sarà difficile che le Futures vadano sotto una soglia minima di 50 punti durante l'anno.
Nella bagarre tra il 5° e il 9° posto, con 5 squadre in un fazzoletto di 5 punti (fanno la differenza più i bonus-vittoria che i punti segnati), si piazzano nell'ordine Scintilla, con le sicurezze Santonastaso e Barisoni ma anche la sorpresa Salvaggio (male però le play), Kikka, in cui praticamente fa tutto il colpo gobbo di mercato Sara Giorgi (con un aiuto da Striulli), Puntello, che regola al supplementare (cioè grazie ai punti delle escluse: fortunato il "puntellatore" a fare l'en-plein di bonus-vittoria in una giornata in cui le sue hanno segnato pochissimi punti) Codue, che scopre di aver fatto un grande acquisto in Jessica Cergol (ok anche Gorla, ma il nulla quasi totale dalle lunghe), e infine il Peluche Team, in cui Fumagalli non può fare pentole e coperchi se le lunghe-Geas perdono segnando poco come in questo caso, anche perchè delle 5 giocatrici scelte solo Pianezzola dà un contributo.
Clamorosa debacle, a chiudere, per Mio Mao, che incappa in un record negativo di punti non riuscendo a sopperire all'assenza di Zampieri: tragiche le altre trevigiane, e del resto le sorti delle Kittens sono strettamente legate a quelle della formazione veneta. In questo caso affondano insieme. Ma siamo solo all'inizio della competizione e il primo obiettivo (avere equilibrio) sembra già raggiunto...

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