martedì 23 ottobre 2007

Peluche League: intervista d'inizio stagione a Meursault

- Presidente Meursault, com’è il bilancio di questa Rumba delle Scelte 2007?
«Positivo, altrochè. Abbiamo incassato 350 milioni di euro tra gadget, salsicce e diritti televisivi. Ci potremo persino permettere di darne lo 0,05% in beneficenza. Ringrazio tutti per la partecipazione, dai proprietari ai semplici tifosi, oltre ovviamente alle nostre amatissime giocatrici».

- Qualche problema c’è stato, però…
«Intende le solite gazzarre politiche? Be’, ma quelle ci sono sempre, non facciamo una tempesta in un bicchiere d’acqua. Pensi che ora ho grane con gli ambientalisti perché dicono che abbiamo rovinato lo splendido sito naturale di Redecesio… Ma quale sito? Erano solo sterpaglie piene di rifiuti e sozzume».

- Veramente intendevamo la serie di ricorsi e ritocchi agli organici che hanno imperversato nei giorni successivi.

«Inevitabili incidenti di percorso dovuti alla mancata pubblicazione dei roster sul sito di Lega. Ma i nostri patron sono stati bravi lo stesso, certo qualcuno ha pasticciato ma non era mica facile districarsi con informazioni di fortuna. Ora comunque è tutto a posto».

- E dunque quando conosceremo i risultati delle prime 2 giornate già disputate?
«Presto, presto, lo prometto. Tenete conto che i computer del Comitato funzionano a carbonella… quando funzionano».

- In generale chi vede in pole position per il titolo della Peluche League, quest’anno?
«Il favorito naturale è Back to the Future: è riuscito a mantenere praticamente intatta la squadra che già l’anno scorso era andata vicina alla vittoria. Da Valerio a Caracciolo a Occhipinti, da Tarantino a Trevisan… è stato fortunato perché nessuna di queste ha lasciato l’A2, ma anche lungimirante perché l’anno scorso le ha prese giovani. Ha perso Corà ma spostando Valerio in play ha compensato più che bene.

- Le possibili contendenti?
«Non so, c’è molta incertezza, sono uscite tante protagoniste perché l’85 era un’annata buona e le solite “sirene” dell’A1 hanno sedotto varie giovani. In più è retrocessa Treviso portandoci via parecchie ragazze di valore. Vedo bene Pox & One perché ha tenuto Crippa, Scanzani e De Biase e ha scelto bene con Pavia, anche se crea dualismo in play con Scanzani. Se cresce Profetti risolve il tallone d’Achille delle lunghe, dove Pox ha scommesso sul recupero di Sara Giorgi. Un altro che mi pare rinforzato è Puntello, che ha tenuto gente forte come Zambarda, De Gianni e Freschi e può aver pescato bene con Fabris e Fabbri. Con un po’ di fortuna può essere l’outsider.

- Quindi le “grandi” tradizionali non le vede bene?
«Ovviamente spero per loro di sbagliarmi, ma non mi convincono, almeno per ora. Per Delio non sarà facile rimpiazzare Perseu e Mezgec, ovvero 30-40 punti in due ogni volta. Gli sono rimaste poche certezze: Vicenzotti e S. Cergol sono buone, Scibelli avrà un ruolo più importante, ma non mi pare da titolo. Quanto a Tignuzzo, anche lui è stato colpito da perdite pesanti come Mariani e Chiara Rossi. Punta molto su Racca ma non mi pare affidabile, mi sembra più produttiva Azzellini, ma serve anche un boom di Carangelo, che però è una ’92. Scintilla, poi, ha fatto la scelta apparentemente incomprensibile di non confermare Mini e Brunetti, le due più forti tra quelle rimaste dopo l’addio di Santonastaso... Boh, forse hanno chiesto un aumento... Per Visconti vale il discorso su Racca. Il resto sono giovincelle. Sono perplesso, ma lei è un’ottima conoscitrice di giocatrici, per cui può tirar fuori qualche sorpresa. Se non altro può arrivare in pole position per Striulli al mercatino di riparazione…

- Mio Mao potrà rifarsi delle delusioni dell’anno scorso?
«Per ora temo di no. E mi dispiace perché è un patron molto appassionato e generoso, al di là delle sue discutibili fedi politiche. Ma certo non è fortunato, perché in estate ha perso Maggi, Conti e Meneghin, le sue tre più forti. Ha fatto scommesse interessanti in fase di scelte costruendo una squadra giovanissima, ma è chiaro che non potrà essere subito competitivo. L’unica certezza per ora mi sembra Clelia Corsi.

- E le nuove, possono già inserirsi nella lotta?
«Sì, le vedo solide. Se il livello non è particolarmente alto, possono lottare già per le prime posizioni. Terra Sarda ha sfruttato i “regali” Mini-Brunetti da Scintilla, ha preso Contestabile che può far bene, da valutare la crescita di Sandri che è stata la prima scelta assoluta. Ma ha già 3-4 giocatrici affidabili, un numero che spesso basta e avanza. Sasso29 ha un organico abbastanza profondo, senza stelle a parte forse Bove e magari Russo. La sorpresa può essere Filippetti. Non mi convincono però le sue play.

- Dulcis in fundo, è d’obbligo chiederle cosa potrà fare il Peluche Team.
«Dico subito che non possiamo accontentarci di un anno di transizione, nonostante le perdite di Fumagalli e Calastri che erano le nostre due migliori. Non possiamo perché Milano è una piazza esigente, che non si accontenta di un piazzamento. E poi perché puntiamo sulla crescita di Arturi e Marulli che hanno un ruolo molto più importante nel Geas, crediamo di aver pescato bene nelle scelte con Giordano. C’è da capire che ruolo avranno Caccialanza e Pianezzola nei propri team, mentre da Costanza Giorgi attendiamo soprattutto bonus vittoria visto che Pontedera è uno squadrone. Purtroppo devo ammettere che con Nelc rischiamo di aver preso l’unica straniera di A2 che fa la panchinara fissa… un po’ di rammarico per il bidone, ma saremo competitivi lo stesso».

- Ha destato scalpore la scelta di sostituire Masha Maiorano con Michela Frantini come testimonial della Peluche League.
«Capisco lo stupore della plebe, ma semplicemente il contratto d'immagine con Maiorano è scaduto e non è stato rinnovato. Il Comitato ha preferito puntare su un nuovo volto, che tra l'altro gioca in A2 e pure dalle parti di Milano, perciò lo si è ritenuto più consono».

- Tutto qui? Niente motivazioni personali?

«Il Comitato non si fa mai condizionare da fattori extracestistici».

- Certo, certo. Per chiudere: in caso di crisi del suo governo, si andrà a nuove elezioni nel Comitato?
«Quali elezioni? Le elezioni sono abolite».

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