martedì 4 dicembre 2007

[B1] - Resoconto di Varese-Costamasnaga

Panchine bollenti qui al nord [dopo l'esonero di Michele De Tisi a Carugate]: ieri sera si è dimesso Paolo Ganguzza, coach di Varese: pare che la squadra si sia espressa contro di lui.

Proprio sabato sera il Comitato aveva fatto un’altra gita fuori porta a Varese per la partita con la capolista Costamasnaga. A dire il vero le aspettative di me medesimo non erano granché dopo il fiacchissimo spettacolo di 2 settimane prima tra Varese e Valmadrera, e dopo l’ulteriore prova cadaverica delle cosiddette “bosine” ad Albino.
Invece è stato tutto il contrario: se l’altra volta era una di quelle che ti fanno domandare perché c… perdi tempo col basket femminile, questa è stata una da fare innamorare: ben giocata, finale thrilling, spiace solo per l’amatissima Gaia Angelo, ma per il resto difficile chiedere di più a una B1.

Il che mi ha ispirato questa profondissima riflessione: mi sa che verso il 2020, vedendo una partita scadente, mi verrà da dire: “ma 15 anni fa si giocava molto meglio” o “quelle sì che erano giocatrici”, perché mi ricorderò solo di partite come questo Varese-Costa, o come Geas-Crema dei 3 supplementari, o il derby Geas-Carugate dell’anno scorso… invece le ciofeche come Varese-Valmadrera le avrò rimosse. Così, secondo me, gli “anziani” di oggi si sono dimenticati delle volte che le loro amate Bocchi, Piancastelli, Bozzolo e miti vari hanno fatto pietà, e si ricordano solo le pagine gloriose. Magari mi sbaglio, eh. Però ci scommetto che un po’ è vero.

O forse, chissà, la partita di sabato mi è piaciuta perché ero in quello stato d’animo semi-euforico di quando ci si libera da un pesante fardello… No, non mi riferisco alla famiglia, mollata a casa tra le proteste, ma a un eccesso di pasticcini ingurgitati durante il pomeriggio, con conseguenti e lancinanti dolori nell’ultimo tratto di autostrada e nell’attraversamento di Varese per arrivare al Campus (sede occasionale della partita al posto del PalaWhirlpool), che sfiga vuole sia dalla parte opposta della città per chi arriva da Milano. Il calvario per fortuna è terminato nei bagni del palazzetto, ai cui gestori faccio i complimenti perché erano davvero pulitissimi.
[PS: questo excursus personale è ispirato all’inimitabile modello di Ezio Parisato su Imbecilli.it, in particolare ai suoi racconti di viaggio dagli Europei giovanili in posti improbabili come la Slovacchia. Io al massimo vado fino a Varese, ma ognuno fa quel che può].

Ma andiamo alla partita, che è meglio. Varese è evidentemente a suo agio nella palestra dove ha sempre giocato, probabilmente ha voglia di rifarsi della beffa tremenda dell’andata (superata da 3 liberi di Tacchini allo scadere dopo 39’59” avanti), aggredisce Costa con buoni raddoppi in area su Turri che all’inizio è l’unica a segnare di Costa (8 punti nel 1° quarto), ma sarà presto gravata di 3 falli. Per il resto Costa sparacchia senza mira da 3 e si fa bucare ripetutamente dal trio Catella-Angelo-Vaccaro. La nostra “Gaiuz”, che piazza due belle penetrazioni, si vede subito che è molto più pimpante di 2 settimane prima: a fine partita raccontava di aver fatto dosi massicce di palestra per ritrovare la forma. Così a fine 1° quarto è 19-12 Varese (che, da notare, oltre a Manera è stata mollata di recente anche da Pescatore: ovvero gli acquisti estivi sono andati a farsi benedire, e di volontà loro).

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Timeout di Frigerio che cerca di scuotere le sue dal torpore iniziale.

Nel 2° quarto, dopo l’uscita di Turri, Costa si mette a zona, sperando di speculare sulle note carenze di Varese nel tiro pesante. Ma stavolta le locali sono in serata anche da fuori, e con una buona difesa lanciano due contropiedi in fila di Sechi: +14 sul 26-12. Si fa sentire anche “Miciona” Gatti. La giovanissima Molteni (classe ’90) sblocca Costa, ma Varese risponde con una tripla ancora di Sechi, per poi però andare incontro a uno dei suoi proverbiali blackout. Non basta un missilone dell’appena rientrata Catella, perché nell’ultima azione Varese combina un pasticcio di quelli che la rendono tristemente famosa: tecnico al coach ospite Frigerio, equivoco di Gatti che crede che fosse fallo su di lei e va in lunetta senza che nessuna compagna si opponga; Ganguzza sbraita e, manco a dirlo, la pivottona fa 0/2; rimessa Varese, palla persa, contropiede di Costa sulla sirena: 36-28. Col senno di poi, un segnale.

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Uno dei due contropiedi consecutivi di Sechi per il massimo vantaggio di Varese.

Nel 3° quarto Varese torna a +12 con una tripla di Grotto, ma ormai Costa è entrata in partita, va più convinta in area a cercare falli (utili Viganò e Tavecchio dalla panchina al posto di Turri e Cancian), la rimonta è progressiva nonostante Angelo trovi un paio di bei canestri dei suoi, in elevazione, come poche giocatrici sanno fare. Poveraccia, deve cantare e portare la croce perché fa 40’ da play ma deve anche segnare, perché è l’unica a metterla in questo frangente per le sue: Varese non riesce a servire Gatti, imbrigliata dalla zona tanto che alla fine coach Ganguzza deve toglierla. Poi ne segna due di fila Vaccaro, “di rapina” in area, ma a fine periodo Costa è lì incollata (49-48).

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Gaia Angelo nel suo marchio di fabbrica, la sospensione.

Il sorpasso è nell’aria e infatti arriva subito all’inizio del 4° quarto (49-52), mentre Varese dà segni di cedimento con due perse di fila e svarioni difensivi che fan segnare Costa da sotto. Ma Varese stasera è viva e ripassa subito avanti: bombe di Grotto e Sechi, poi gran penetrazione di Angelo che trova un varco in aria tra le avversarie e deposita non si sa come a tabellone: il Comitato si esalta. Ma Costa fa capire perché è capolista, trova sempre il modo di replicare con Fumagalli e Viganò: quest’ultima fa un gran bel movimento con appoggio in estensione, canestro e fallo per il 59-59 a 4’ dalla fine. Ancora Gaia, divina, da 3: 62-59. Ma Tacchini, diabolica, risponde: 62-62 a –3’. Davvero una gran partita, come si diceva. E Grotto trova una nuova tripla per lanciare Varese: poi Catella aggiunge un libero ed è 66-62 a 2’ dalla fine. Costa sbaglia un paio di occasioni e Varese potrebbe (quasi) chiudere, ma Sechi si mangia un canestro da sotto, riuscendo però a prendere il rimbalzo e riaprire palla; però Grotto sbaglia pure lei il colpo del k.o.

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La difesa di Angelo su Chiarelli.

Ultimo minuto thrilling. Sale in cattedra la più giovane, Molteni: tripla frontale a –30”: 66-65. Palla persa da Varese, Fumagalli ha l’occasione del sorpasso ma sbaglia dalla media; gazzarra a rimbalzo, contesa e la freccia indica Varese. Costa deve quindi fare fallo a –12” su Grotto, che fa 0/2: dato che Varese ha ancora 2 falli da spendere prima del bonus, l’ordine dalla panchina è di fare fallo e Angelo esegue (troppo presto, peraltro), ma gli arbitri non perdonano la grazia da bufalo con cui si getta su Molteni: antisportivo!! Mani nei capelli, urlacci e imprecazioni generalizzate. La 17enne di Costa non se la fa addosso, anzi: segna i due liberi senza manco sfiorare un ferro. Sorpasso e rimessa Costa. Fallo immediato, ma non c’è ancora il bonus. Infrazione però sulla successiva rimessa: palla a Varese. La riceve Catella, che però non sa che fare, butta lì un passaggio che nessuno può prendere: il tempo scade, 66-67, festa Costa (ormai a un passo dalla poule-playoff), dramma Varese che perde la quinta di fila, l’ennesima volata e nel bilancio con Costa raccoglie 0 punti in 2 partite in cui è stata sotto sì e no un minuto complessivo!

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Da sinistra: Viganò importante dalla panchina, Gatti non ha inciso, Molteni decisiva.

Non a caso a fine partita Frigerio, un po’ maramaldo, ridacchia che non vuol farsi vedere da Ganguzza perché teme che lo morda. Il coach di Varese invece, dopo essere rimasto affranto in panchina per una decina di minuti, si eclissa nel piazzale del palazzetto a fumare. Viene rintracciato dal qui scrivente una ventina di minuti dopo, ma di parlare ne ha poca voglia (ovviamente). Più di uno mormora sulla sua gestione del finale, ma è solo colpa sua se una fa 0/2 ai liberi, un’altra sbaglia il tempo del fallo e lo commette antisportivo, e un’altra, pur esperta, getta l’ultima palla nel nulla?
Certo, se il rapporto con le giocatrici si era guastato irrimediabilmente era giusto cambiar manico, e forse qualche urlo di troppo da parte del “Gangu” serviva solo a confondere ulteriormente le idee a ragazze in comprensibile crisi di fiducia. Chiaro però che è un peccato che pochi mesi dopo aver condotto la squadra in B1, debba farsi da parte.

[Nota a margine sui tabellini: qualche discrepanza tra il Comitato e quello ufficiale: noi abbiamo Angelo a 14 e invece la danno a 10 (ma è giusto il nostro, crediamo: a meno che non sappiamo più distinguere Gaiuz dalle compagne…); Molteni a 19 per noi e 17 per gli altri. Comunque Mvp la ragazzina.]

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