domenica 27 maggio 2018

Spareggio A1/A2: Vigarano si salva all'overtime

Pazzesco. Da parte mia imprevedibile, se non per la generica considerazione che in partita secca tutto può succedere. Va ricordato che Faenza non era né la migliore squadra di A2, né una delle prime 4 o 5, ma settima nel suo girone, cioè tredicesima assoluta. Paradossalmente, per 3 quarti questa è stata la partita per lei più facile fra le 5 disputate in questi playoff. Poi il mondo è tornato a girare dalla parte normale.
Certo le lacrime di Bagnara alla fine, di chi si è tolta un peso boia dalle spalle, danno l'idea della negatività che aveva addosso Vigarano, zimbello di tutti se avesse perso.

Intanto bisogna dire che questa formula dei playoff di A2, criticata da certuni, ha prodotto emozioni quant'altri mai.

domenica 20 maggio 2018

Aggiornamento A2 (Faenza allo spareggio)

Faenza batte Alpo 61-57 nello spareggio fra le vincenti dei playoff di A2 e va allo spareggio con Vigarano, perdente dei playout di A1.
Straordinaria Faenza dal 7° posto di stagione regolare; e a tal proposito sarebbe clamoroso se la settima di A2 (anzi, la settima di un girone di A2, che equivarrebbe al 13° posto assoluto) battesse la decima di A1...

Ballardini, a parte vederla dal vivo in varie partite contro il Geas sia in A1 sia in A2, la incontrai una volta in borghese al torneo misto di Binzago, un luglio tipo del 2009, dove era venuta insieme a Zanon, che è della zona. Giusto il tempo di una stretta di mano, se non ricordo, ma mi parve affabile. Come tutte le tipe di personalità, però, se fuma ti brucia.

venerdì 18 maggio 2018

In difesa di una dichiarazione di Pirola

Sull’impiego delle giovani, un conto è averle in panchina, come in effetti hanno pressoché tutti, un conto è utilizzarle di più o di meno. Una graduatoria della media stagionale di minuti a partita concessi alle giocatrici in età giovanile (annata 1998-seguenti) dalle prime 8 squadre del girone Nord fornisce questa classifica (controllare è legittimo, ho sommato in fretta, ma non sarà fallato di molto):
1) Vicenza 105,7; 2) Marghera 101,1; 3) Costa 69,8; 4) Castelnuovo 49,4; 5) Crema 45,8; 6) Sanga 45,1; 7) Geas 38,2; 8) Alpo 9,4.
Notiamo insomma che le due avversarie più dirette delle masnaghesi, Geas e Alpo, si collocano in fondo alla graduatoria. Ergo, di cosa Pirola si vanterebbe inopportunamente nel confronto?
Il franco utente sembra però sminuire questa statistica, avvisando: “Infine osservo che una cosa è schierare una 2002 qualsiasi, un'altra è poter mettere in campo ragazze che sono ai vertici delle loro generazioni, magari con scudettini e nazionaline alle spalle”. Già, ma occorre notare, a proposito di quella graduatoria, che Vicenza la capeggia grazie a Brcaninovic, top ’99 d’Europa (un po’ meglio di Del Pero e Meroni di Costa, pur brave), e Marghera è seconda col suo formidabile nucleo 2000-01 che ha vinto scudettini, a differenza delle coetanee di Costa. Quanto alle 2002, l’anno scorso si gridava giustamente al prodigio per Panzera del Geas, perché in effetti non era scontato che, pur essendo la miglior 14-15enne d’Italia, avesse spazio e rendimento in A2; ora invece sembra di dover capire che se giocano le 2002 di Costa, con un anno in più della Panzera di allora, sia un fatto banale.

giovedì 17 maggio 2018

Ancora sulla sconfitta di Costa

Sono d’accordo sul fatto che la dipendenza dal tiro da 3 è rischiosa, sono d’accordo sul fatto che il coinvolgimento offensivo del pivot Mahlknecht sia stato talvolta insufficiente.
Tuttavia l’utente Duepuntozero (il quale negli ultimi giorni ha criticato Schio perché dà troppo la palla al pivot e Costa perché dà troppo poco la palla al pivot: ma giustamente ci ricorda che la virtù sta nel mezzo) quando dice

Ecco perché sia nella stagione scorsa sia quest'anno, Costa ha giocato alcune partite "mangiandosi" addirittura le sue avversarie. Quelle di fascia medio bassa. Quando l'orchestra entra nel flusso ("flow", diciamo meglio noi Templari) sono cavoli amari per le sventurate.
Poi però ci sono due varianti: 1) la cattiva giornata delle costensi; che naturalmente capita, non si tratta di macchine; 2) dall'altra parte c'è una squadra cazzuta che o sa impedire la frenesia fromboliera costense o sa che cosa fare dei possessi in più in attacco. E allora cominciano i guai. Se c'è una cosa ondivaga, nel mondo del basket femminile, è proprio la percentuale del tiro da tre. Ci sono giornate che proprio non entra mai. O molto meno. Gli esempi costensi sono tanti. Lì cominciano molti problemi non sempre di facile soluzione. La discontinuità è il risultato finale.

mi pare rimasto indietro allo scorso anno, quando in effetti Costa bastonava sovente le medio-scarse salvo poi cedere troppo spesso negli scontri diretti. In questa stagione, in realtà, Costa ha avuto una continuità di risultati quasi pari a quella del Geas, modello di continuità per eccellenza; e non ha avuto un differenziale di scarti, fra partite facili e difficili, superiore a quello della compagine sestese, alfiera del giuoco classico.
Costa, nella regular, ha fatto 2-0 con Alpo, 1-1 con Crema, Castelnuovo e Milano, 2-0 con Vicenza, Marghera e Udine, ovvero l’identico ruolino del Geas contro le squadre della fascia-playoff, con la differenza che le sestesi ne hanno persa una con Alpo e vinte ambo con Milano.
I 6 punti in meno in classifica si sono creati con i due scontri diretti (di cui uno a posizioni già decise) e con la sconfitta a Bolzano, cioè una squadra di zona-salvezza. Tutte partite perse dalla compagine masnaghese nell’ultimo minuto se non all’ultimissimo tiro, così come a Milano e a Crema.
Ma non per colpa del tiro da 3 (anche se, certo, uno può pur dire “se tiravano meno da 3 e davano più la palla a Mahlknecht le vincevano di 10 o di 20”; ma allora io dico “se c’era Visconti nell’ultimo mese certe partite non le perdevano”), bensì per reiterata incapacità di risolvere le partite punto a punto. Il che è una grave pecca ma non è questione di tiro da 3 né di discontinuità.

mercoledì 16 maggio 2018

Costa e la maledizione dei finali in volata

Questa con Alpo, nella finale dei playoff di A2 Nord, è per Costa la sesta partita persa su 6 finite all'ultimo minuto, di cui 3 con tiri da 3 all'ultimo secondo e una, col Geas, per un tiro libero sempre all'ultimo secondo.
La sfiga è che gli avversari facciano sempre canestro sull'ultimo tiro, la colpa è aver porto la testa alla ghigliottina con azioni di questo genere, nel giro di 3 settimane: a Crema sul +3, fallo affrettato mandando in lunetta le avversarie, un libero dentro, rimbalzo perso sul secondo libero, tripla allo scadere; a Sesto sul +1, fallo tecnico per tocco della palla su rimessa avversaria, poi fallo su giocatrice che stava tirando sbilenca da 10 metri (poi se fosse fallo o non fallo, mi astengo dal giudicarlo); oggi, rimessa da fondo regalata, da cui è scaturita la tripla di Zampieri.
Difficile trovare un dato comune a queste tre disgrazie, se non il fatto che sono avvenute dopo consistenti rimonte che forse hanno prosciugato la lucidità.

Rulli ha fatto moltissimo per la rimonta: era dappertutto in difesa, si buttava su ogni rimbalzo in attacco, a un certo punto si è anche fatta male a una caviglia (credo) ma è rientrata dopo un minuto; purtroppo evidentemente è arrivata cotta nel finale commettendo gravi errori, di cui il primo, doppio (appoggio sbagliato da sotto e fallo di frustrazione), era stato ampiamente rimediato da Costa, il secondo (la rimessa lanciata nel vuoto anziché alla compagna a fianco) è stato fatale.

domenica 13 maggio 2018

Gara-5 finale scudetto: Schio campione, blackout tv

Grottesca interruzione del collegamento tv sul più bello, cioè poco dopo l'inizio dell'ultimo quarto: Sportitalia, per ingannare il tempo, propone per 3 volte di fila la rubrica dei trailer cinematografici, comprendente un film sui supereroi, uno su dei cani parlanti e quello su Berlusconi. Dopodiché parte una trasmissione da studio con gli highlights calcistici della giornata. Nessuno dice niente, né "scusate" né "riprenderemo appena possibile".
Quando ormai, passati almeno 10 minuti, ogni speranza sta per cadere, riparte il collegamento da Schio e Gandini, lui sì gentiluomo, si scusa per l'interruzione dovuta alla pioggia. Così almeno si sono visti gli ultimi 2 minuti e la festa scledense.

In ogni caso il modo in cui è finita potrà aver soddisfatto ciascuno dei nostri amici utenti: chi ce l'ha con Zanda farà notare che non è stata granché decisiva, chi ce l'ha con Vincent potrà sostenere che Schio ha vinto ma non convinto, chi considerava Recupido un raccomandato dalla fidanzata s'inventerà qualche motivo per cui "se faceva così invece che cosà aveva vinto Ragusa: scudetto gettato", l'utente Scheggia non mi ricordo cosa sosteneva ma in ogni caso si è dimostrato che aveva ragione lui.
Io invece che sono un fan di Formica dico che il suo infortunio è stato la vera chiave. Cioè, in realtà non lo sono, ma debbo pur avere una teoria da dimostrare azzeccata, e di sicuro non si può smentire che senza la giocatrice dalle dimensioni non consone al cognome, Ragusa abbia perso.

Uno dei momenti televisivamente più godibili, nella travagliata diretta di ieri, è stato quando Zandalasini ha segnato allo scadere del terzo quarto e nel replay si è visto nitidamente Roberto Galli, suo agente, esultare sullo sfondo, mentre nelle inquadrature precedenti lo si scorgeva impassibile.

Ennesima citazione dotta dell'"Area comunicazione" di LBF, che inizia così la cronaca di gara-5:

Possiamo scomodare il filosofo Giovan Battista Vico, perchè ancora una volta la rivalità sia pur recente tra Schio e Ragusa ha confermato che la storia si ripete.

Un cerchio che si chiude, direi, dopo la celebre citazione "Non è questione di quantità ma di qualità" (se non ricordo male), attribuita a Platone (sempre se non ricordo male), con cui si plaudeva alla riduzione del campionato a 10 compagini, la scorsa estate.

Aggiornamento playoff A2 (3° turno)

Grande vecchia Ballardini, con 23 ha la miglior valutazione delle sue di Faenza che sbancano anche Palermo, completando una settimana da leonesse: 3 vittorie in trasferta, contro S. Gianni Valdarno-Bologna-Palermo, ovvero le 3 meglio classificate del girone Sud (dietro la già promossa Empoli), e vanno allo spareggio con la vincente del Nord, che sarà decretata martedì.

Nei playout salve Carugate e Selargius.

venerdì 11 maggio 2018

Torneo di Binzago (3): mini-aggiornamento

Flash dal torneo misto di Binzago.

Ieri si è conclusa la fase eliminatoria con una rocambolesca qualificazione per la squadra di Frà Gambarini (che vediamo nella foto sotto, scattata in palestra dove ci si è rifugiati per pioggia; di solito si gioca all'aperto): doveva vincere di almeno 31 punti, ha fatto +33. Quasi come l’eroica Milano (maschile) di D’Antoni e Meneghin della rimonta del 1986 da -31 in Coppa Campioni.

Nei quarti di finale, che si giuocano oggi e domani, sono in corsa varie starlettes di A1 e A2, tra cui appunto Gambarini, Micia Gatti, Sara Canova, Marta Scarsi, Claudia Colli, giovani del Sanga (Quaroni, Giulietti, Perini, Trianti, Taverna), Ludovica Rossini.

Mi sento di pronosticare che qualcuna di loro vincerà e qualcun'altra perderà.

Punto sulla finale scudetto (dopo gara-4)

Le critiche al "non giuoco" di Schio mi ricordano, almeno in parte, quelle alla Juve di Allegri, almeno fino a un paio di settimane fa, prima che vincesse lo scudetto e demolisse il Milan in finale di Coppa Italia (peraltro anche Schio ha vinto la Coppa Italia in carrozza, a suo tempo). A me il problema pare soprattutto un calo di condizione. C'è anche difficoltà ad adattarsi, per una squadra costruita per rivaleggiare coi pesi massimi d'Eurolega, a una Ragusa che è piuttosto una cavalleria leggera.

Recupido, che sino a un paio di settimane fa era, almeno secondo qualche utente di questo forum, un incapace miracolato grazie alla liaison amorosa col capitano di Ragusa, ha poi vinto gara-5 a Venezia e da lì ha spiccato il volo.

Da sottolineare poi che Ragusa sarà, probabilmente, priva di Formica nella decisiva gara-5, il che significa non avere il minimo cambio per le lunghe e giocare in 7.

Diciamo che a livello italiano non è chiaro quali campanelli d'allarme avrebbero dovuto suonare per Schio, considerando che in stagione regolare ha vinto 20 partite su 22 (+6 punti sulla seconda), vinto la Supercoppa e la Coppa Italia con una ventina di punti di scarto, eccetera. A livello europeo è stata la solita stagione di tutti gli anni, fra le prime 8, né di più né di meno.
Dopodiché, il discorso sul gioco è sempre alquanto arbitrario... le critiche si possono sempre trovare, basta evidenziare alcuni elementi e nasconderne altri. Di certo c'è che se Schio perde lo scudetto contro una squadra che ha vinto 7 partite in meno durante la stagione, è un fallimento.

mercoledì 9 maggio 2018

Aggiornamento playoff A2 (2° turno)

Serata di playoff A2, tranne Costa-Crema che si gioca domani [NB: poi ha vinto Costa]
Gran colpo di Faenza di Ballardini a Bologna, cui non è bastato, evidentemente, il pur pregevole video canoro ("We believe we can do it once again"); passa anche Palermo del santone Santino.
Al Nord gran thriller tra Alpo e Castelnuovo: le piemontesi con rimonta bestiale sorpassano ma restano a secco negli ultimi 3'45" e Alpo vince con Mancinelli a 5" dalla fine. Non basta una partita della Madonna (28 punti).
A me questa formula "tutto e subito" piace. Sicuramente meglio di quel brodo allungatissimo che fu lo scorso anno, un mese e mezzo per poi vedere l'unica promossa farsi da parte...

C lombarda: il "biscotto" fantasma

Durante le finali di C lombarda dei giorni scorsi, da parte di Pontevico sono state pubblicate esternazioni su un presunto "biscotto" ai loro danni. Non proprio la società ufficialmente, ma alcune tesserate e amici. Si ventilava che all'ultima giornata, approfittando di sapere già quale scarto servisse, San Gabriele e Canegrate, in virtù del loro legame di qualche anno fa, si mettessero d'accordo per fregare Pontevico. Invece poi il Sanga ha vinto netto e Pontevico è salita.
Inutile dire che le esternazioni, avvenute su Facebook, contenevano le solite tiritere sulla federazione truffaldina (in quanto il programma iniziale delle partite conteneva un errore ed era stato modificato), i complotti sempre a favore degli altri e a danno proprio, eccetera.
Ma presumo che esternatori ed esternatrici saranno convinti di aver coraggiosamente lottato contro il malaffare e sventato la sicura truffa grazie alla loro azione.

lunedì 7 maggio 2018

Playoff A2: infortuni per Costa

Costa perde i pezzi nel settore ali/lunghe: dopo Visconti, k.o. anche Tibè che si frattura una mano (mi pare) dopo meno di 2 minuti in campo nella partita di ieri. Tocca alla 2002 Spinelli, che ben ha risposto contro Udine con 10 punti e 5/9 al tiro.

domenica 6 maggio 2018

Replica a un attacco a Zandalasini

Come si fa a dire che Zandalasini abbia scelto Minnesota per evitare il confronto con le coetanee e non finire in una squadra da titolo? A parte che mi risulta che Zandalasini, da regolamento Wnba, fosse free agent in quanto non scelta nel draft del 2016, che era il suo, perché le non americane diventano sceglibili a 20 anni, non a 22 come le americane. Quindi tu inverti l'ordine degli avvenimenti: non ha evitato il draft scegliendo Minnesota, ma ha scelto Minnesota dopo che chiunque poteva sceglierla nel 2016 e non l'ha fatto. Ma anche se fosse stato possibile quello che sostenevi, c'era una contraddizione. O veniva scelta da una squadra non da titolo, ma allora aveva vinto il confronto con le coetanee venendo scelta prima di loro, oppure perdeva il confronto venendo scelta dopo, ma allora finiva in una squadra da titolo, visto che le squadre migliori scelgono dopo. Attacchi Zandalasini per una cosa e il suo contrario, ecco perché ti annulli da solo.

Come si fa, poi, a dire che "la ragazza e il suo entourage" abbiano scelto il Geas per gonfiare il palmares? Superficiale e falsato sei tu, con i tuoi attacchi per regolare conti personali o dar sfogo alle turbe psichiche, non certo io. A 13 anni una sceglie una società per gonfiarsi il palmares? A 13 anni una sceglie una società per le prospettive di crescita, cosa che il Geas offriva ampiamente e infatti così si è dimostrato. Tra parentesi, il palmares l'ha creato in ampia parte lei, visto che Sesto non aveva ancora vinto nessuno degli scudetti giovanili dell'epoca recente, prima che Zandalasini arrivasse.

Anche la scelta di Schio, come si fa a dire che sia stata fatta per gonfiarsi il palmares? Ovvio, se vai a Schio hai alte probabilità di vincere, ma nel 2014 scegliere Schio con davanti Macchi e altri fenomeni era ad alto rischio di scaldare la panchina, quando poteva fare già la protagonista in un'A1 meno importante, come sarebbe stato più conveniente secondo vari addetti ai lavori. Situazione simile con Minnesota. Dove Zanda vince senza avere spazio, e allora tu festoso fai notare "Ecco! Non ha giocato!"; ma se avesse giocato avresti gracchiato il solito ritornello: "Ecco! Complotto planetario dell'entourage! Spazio garantito senza meritarlo". Tipico del bilioso, che qualsiasi cosa faccia il suo bersaglio, tac, gira la frittata per sversargli addosso la sua bile. Purtroppo per lui, però, siccome la bile si nota lontano un miglio, tutto quanto sversa perde valore dopo mezzo secondo.

venerdì 4 maggio 2018

Sul livello di gara-1 di finale scudetto (Schio-Ragusa)

Secondo me il problema principale non è il gioco noioso di Schio (e tra l'altro, a proposito, Pietro Vincenzo, alias Pierre Vincent, nell'intervista del dopopartita ha detto che le sue a tratti hanno corso troppo, non aspettando a sufficienza Bubù Yacoubou, quindi in gara-2 dovranno andare ancora più piano), ma il fatto che troppe giocatrici italiane, appena c'è da fare qualcosa di un attimino più difficile dell'appoggio a canestro da mezzo metro (che peraltro non sempre realizzano), sistematicamente o rinunciano o s'incartano. Il novero dell'eccellenza è ridottissimo, eppure parliamo dei due top team d'Italia.

giovedì 3 maggio 2018

Tornei giovanili: brillano le gemelle Villa

Impazzano sui prosceni italici e internazionali le già decorate gemelle Villa di Costa (furono in quintetto ideale alle finali scudetto U14 dello scorso anno).
Nelle ultime due settimane sono state "mvp" al torneo internazionale U15 di Wasquehal (Francia), o meglio lì solo una delle due è stata premiata, ma non so se la giuria fosse in grado di distinguere, poi del torneo U14 di Ostia, antipasto delle finali nazionali di categoria. Le tipe sono del novembre 2004, se non erro, e non certo di quelle che s'avvantaggiano di uno sviluppo fisico più precoce delle coetanee. Ovviamente non faccio proiezioni future di nessun tipo, salvo che nella migliore delle ipotesi diventeranno le nuove Dotto, o le nuove Eldebrink per dar respiro internazionale, nella peggiore delle ipotesi nulla.

Occhio: non è che se celebro qualche fenomeno giovanile è perché penso che diventi per forza una gran giocatrice senior. Vivo in una nichilistica contemplazione del presente.