Sull’impiego delle giovani, un conto è averle in panchina, come in effetti hanno pressoché tutti, un conto è utilizzarle di più o di meno. Una graduatoria della media stagionale di minuti a partita concessi alle giocatrici in età giovanile (annata 1998-seguenti) dalle prime 8 squadre del girone Nord fornisce questa classifica (controllare è legittimo, ho sommato in fretta, ma non sarà fallato di molto):
1) Vicenza 105,7; 2) Marghera 101,1; 3) Costa 69,8; 4) Castelnuovo 49,4; 5) Crema 45,8; 6) Sanga 45,1; 7) Geas 38,2; 8) Alpo 9,4.
Notiamo insomma che le due avversarie più dirette delle masnaghesi, Geas e Alpo, si collocano in fondo alla graduatoria. Ergo, di cosa Pirola si vanterebbe inopportunamente nel confronto?
Il franco utente sembra però sminuire questa statistica, avvisando: “Infine osservo che una cosa è schierare una 2002 qualsiasi, un'altra è poter mettere in campo ragazze che sono ai vertici delle loro generazioni, magari con scudettini e nazionaline alle spalle”. Già, ma occorre notare, a proposito di quella graduatoria, che Vicenza la capeggia grazie a Brcaninovic, top ’99 d’Europa (un po’ meglio di Del Pero e Meroni di Costa, pur brave), e Marghera è seconda col suo formidabile nucleo 2000-01 che ha vinto scudettini, a differenza delle coetanee di Costa. Quanto alle 2002, l’anno scorso si gridava giustamente al prodigio per Panzera del Geas, perché in effetti non era scontato che, pur essendo la miglior 14-15enne d’Italia, avesse spazio e rendimento in A2; ora invece sembra di dover capire che se giocano le 2002 di Costa, con un anno in più della Panzera di allora, sia un fatto banale.
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