lunedì 27 maggio 2019

Commento su Galbiati dopo lo spareggio-promozione perso

Galbiati fa degli errori ed ecco che parte il revisionismo storico sull'intera carriera... Galbiati è come un motociclista che spinge sempre al massimo, anche in curva: se mantiene il controllo va più forte delle altre, se supera il limite cade più spesso. Ma in A2 ha fatto 2 promozioni in 3 anni recenti. Alla fine qui stiamo parlando di un pallone in meno che è entrato a Costa e di 4 punti in meno nello spareggio, altrimenti Alpo in almeno uno dei due casi era promossa.

giovedì 23 maggio 2019

Finali Uisp lombarde (Gottardi e Frantini)

Finali Uisp lombarde: Silvia Gottardi riesce nell'impresa di vincere il titolo maschile Over 45 pur non essendo né maschio né over 45 (è successo davvero, non è una battuta). Dopo mille traversie fisiche (caviglia scassata nella prima partita del 2017/18) ha ripreso con i veterani della sua ultima società di militanza, il Bfm Milano.

Nella finale femminile, invece, Michela Frantini con le sue Vipers Sedriano, che erano imbattute per tutta la stagione, perde 62-60 contro Melzo. Un inciampo per l'ex capitana Geas (24 punti nella partita in questione) alla vigilia delle elezioni comunali ad Arluno, in cui è candidata a consigliere. Frantini ha giocato in Uisp con la ferocia di chi ha qualcosa da dimostrare, viaggiando a 25-30 punti di media. Evidentemente non ha tempo per allenarsi con la continuità richiesta dalle categorie superiori ma starebbe ancora bene in B e pure in A2.

Playout A2 - il punto

Elite Roma retrocessa. Ha avuto il suo colpo in canna nel primo turno ma l'ha mancato per un punto, contro S. Martino che ha confermato di avere grandi attributi; poi per l'Elite era chiaro che al secondo turno, contro Ponzano o Nico, sarebbe stata nettamente sfavorita. Paradossalmente l'Athena, finita dietro le concittadine, in stagione regolare, ha avuto più fortuna a finire nel tabellone con Savona e infatti è 1-0; deve ancora salvarsi però di sicuro ha più chances di quante ne ha avute l'Elite contro Nico.

martedì 21 maggio 2019

Promozione Costa (segue)

Qualche ora fa ho scritto la cronaca di ciò che avrei visto nella sua interezza se fossi stato presente e seduto come un cristianaccio normale. Ma per essere seduto avrei dovuto giungere almeno mezz'ora prima dell'inizio, nel palazzetto masnaghese appollajato su una collina, il quale non ha capienza siderale: 300 e rotti. Se c'era il doppio della gente, sabato, non mi stupirei (ma contarli non sarà mai possibile). Arrivando, per inderogabili motivi, a due minuti dalla fine del 2° quarto, mi ritrovavo in una bolgia dantesca, un sovraffollamento da treno delle Ferrovie Nord, con gente una sopra l'altra, almeno 3 file in piedi e chi stava dietro vedeva il campo come si può vedere il mare dall'ultima fila di una spiaggia di Riccione, cioè piccoli frammenti che ogni tanto appaiono da casuali spiragli nella calca.

Una persona di senno, non potendo giungere in orario, sarebbe rimasta a casa, guardandosi comodo la diretta di Sportitalia. Ma volevo esserci nel momento dell'estremo assalto alla gloria da parte di un club che ho seguito nella buona e nella cattiva sorte, e per cattiva sorte non intendo l'allucinante k.o. con Alpo di 12 mesi fa, quella è robetta, bensì quando, nel 2012/13, in seguito al trambusto societario del Geas di cui era divenuta satellite, Costa s'era ritrovata con discrete pezze al didiè, salvandosi in extremis dalla retrocessione con chi? Con il giovane Gabriele Pirola, che sembrava catapultato per caso, perso per perso, e invece è diventato il condottiero della grande ascesa; o meglio, lui sul campo e Bicio Ranieri come factotum che tira ogni filo. In questo lasso di tempo ho visto Costa diventare la prima potenza giovanile d'Italia e scalare i gradini delle categorie senior, dai bassifondi dell'allora "A3" all'elite dell'A2. Mi mancava solo di veder coronato tutto ciò con l'ascesa nell'empireo dell'A1.

Sopportare qualche disagio, insomma, era sacrosanto. Escursione termica impressionante fra gli 11 gradi dell'esterno, in questo maggio subpolare, e i probabili 30-35 dell'interno, nella tonnara di corpi che si respirano addosso. Già sentivo odori preoccupanti di gente sudata.
Dopo aver assistito agli ultimi 2 minuti del 2° quarto dalle scale vicine all'ingresso principale, transumavo nell'intervallo alla ricerca di spazi. Le uniche postazioni per operatori mediatici, apparentemente, erano accaparrate da Sportitalia: in un angolo a bordo campo i commentatori, in cima alla tribuna centrale (nonché unica) la telecamera principe. Attraversando le gradinate inciampavo giustappunto in una specie di borsone piazzato dal cameraman per delimitare il suo spazio. "Secondo lei, cosa l'ho messo a fare?", mi chiedeva costui dopo il cozzo, che lo costringeva a rimetterlo a posto. :ph34r:

Non mi fossilizzavo in una discussione, in quanto erano già passati 2 dei 10 minuti d'intervallo, il lasso di tempo in cui potevo migliorare la mia postazione, magari approfittando di chi era sciamato fuori a fumare o semplicemente respirare. Ma i brianzoli non sono mica fessi: s'era mosso il 10% scarso. Gli altri tutti inchiodati al loro inestimabile posto con vista-campo. Tentavo allora una sortita sulle scale del retro, da cui s'arriva all'accesso posteriore sul campo. Lì all'esterno s'era piazzato il furgone di Sportitalia, la cui postazione intravedevo al di là della porta a vetri, purtroppo chiusa dall'interno. Inutili i tentativi di farmi udire bussando: più facile sentire uno che parla a bassa voce in autostrada, piuttosto che i miei colpi sulla porta in mezzo a quel bordello.
Tornavo quindi di sopra, incuneandomi tra la folla nella balconata del lato opposto all'ingresso principale (quello vicino alla panchina di casa, per intendersi). Terza o quarta fila in piedi, dietro un canestro, visuale libera su circa un quinto del campo. Con un po' di mestiere e il play-by-play sul cellulare ricostruivo comunque la maggior parte delle azioni. Ma le condizioni erano atroci.

Come un miraggio, scorgevo d'un tratto, sulla balconata opposta, una postazione-tavolo cui erano sedute alcune sagome fra cui quella che, ero quasi sicuro nonostante la distanza, era la madre di Masha Maiorano, che conosco da 15 anni suppergiù (sia l'ex gloria del basket italico, sia sua madre, intendo).
Con coraggio leonino decidevo quindi, nell'intercapedine di 2 minuti fra fine terzo e inizio 4° quarto, di transumare nuovamente, passando dall'esterno del palazzetto, sino alla balconata opposta, lato panchina ospite, in cerca del salvifico tavolo cui sedersi in virtù del ruolo d'operatore mediatico.
Fendendo la folla, giungevo appena in tempo alla suddetta postazione. Lì, visione celestiale, m'accorgevo che non solo la madre di Masha Maiorano era in quel punto del carnaio, ma pure la figlia, attualmente trasferitasi a Bologna per scelta di vita. E non solo l'antica musa ispiratrice di questo forum era colà, ma anche un "parterre deluxe" comprendente le sorelle Mistò e Sara Polato, altre ex-Costa, reduci da una sfortunata stagione a Varese.

L'euforia di tali visioni non m'impediva di constatare, con scorno, che il tavolo era una fregatura: c'era sì da sedersi, ma sedendoti non vedevi veramente un cazzo, in quanto lo striscione di uno sponsor copriva tutta la ringhiera della balconata in quel settore. In pratica si scorgeva a malapena la metà opposta del campo. Il tavolo, insomma, serviva solo come deposito per appoggiarvi materiale (infatti trovavo una tortina alla fragola, mangiucchiata), oppure per crollarci sopra in caso di malore.
Mi ricavavo quindi una nicchia in piedi, tutto sommato sopportabile, da cui assistevo all'ultimo vibrante quarto. La fuga di Costa a +13, il rimontone di Alpo, il finale-thriller con la frustata di Frustaci che fa lo scalpo ad Alpo, e l'estremo disperato tentativo di Galbiati. Poi la festa ch'esplodeva. Nell'osservarla dall'alto, sottolineavo a Maiorano: "I primi mattoni di questa promozione li hai messi anche tu". E valeva, ovviamente, anche per le altre ex, comprese quelle dei tempi più remoti della scalata, ad esempio quelle che nel 2007 vinsero la B regionale con la leggendaria Yadi Rios.

Passati alcuni minuti, calmato ogni stress, scendevo anch'io nella festosa calca, dove mi complimentavo con coach Pirola e il suo vice Pierangelo Rossi detto Pier Rossi, il patron Fabrizio Ranieri detto Bicio, e incontravo, rullo (o Rulli) di tamburi, il grande Carlo Besana, utente di lunga data di questo forum, ex patron di varie società liguri ma anche, tre decenni or sono, proprio di Costa. E ora commosso nel vedere il suo antico club tornare in A1 dopo una generazione.
Momenti belli, indubbiamente. C'era, sia nell'incontro con Maiorano e le altre ex, sia in questi personaggi di varie epoche di Costa, ma anche in tutto lo sciame di gente in festa sul parquet inondato di coriandoli, spumanti, pezzi d'ogni materiale, quel lato umano e quel senso della costruzione di una storia negli anni, che la nostra A2 femminile sa regalare.

lunedì 20 maggio 2019

[A2] - Resoconto di Costa-Alpo (finale ritorno): Costa promossa

Un po' di cronaca di gara-2 di finale A2 Nord per chi non l'ha vista dal vivo o su Sportitalia.

Davanti a 600 spettatori (se mai fosse possibile contarli), scatto immediato delle padrone di casa sul 10-3, poi 19-10 verso fine 1° quarto. Vantaggio costante nel 2° periodo, tranne un riavvicinamento di Alpo sul -3 (35-32 al 18'): Balossi e Rulli rimettono un +7 sul tabellone all'intervallo.
Tra le chiavi per Costa i rimbalzi offensivi: saranno 17 alla fine, producendo altrettanti punti, mentre Alpo ne segnerà solo 5 su seconde opportunità.
In avvio di ripresa, gran duello fra Rulli e Zampieri a suon di canestri dalla media; di nuovo le veronesi tornano a -3 (44-41), di nuovo Costa riparte, anzi vola oltre la doppia cifra di margine con un finale di 3° periodo da applausi (rocambolesco "salvataggio collettivo" che diventa assist per Rulli: 60-49). A inizio ultimo quarto la B&P sembra addirittura poter sferrare il k.o. anticipato: 65-52 al 31'. Illusione: Alpo produce una fiammata pazzesca, 18 punti in 5', e pareggia (70-70, ovvero +2 nel doppio confronto). Lì forse l'unico vero passaggio a vuoto della B&P, con difesa un po' distratta sulle penetrazioni di Vespignani e bucata dalle fiondate da fuori di Dell'Olio.
Anche qualche fallo di troppo, concedendo ben 27 tiri liberi ad Alpo contro i 14 guadagnati.

Ma nel momento più critico Costa riprende in mano la partita: resterà sempre avanti negli ultimi 3'30" in cui viaggia sul filo di quei 2 punti da ribaltare. Rulli su rimbalzo d'attacco fa 79-76 a -1'20"; pesante l'uscita per 5 falli di Dell'Olio (solo 11 minuti in campo ma 9 punti senza sbagliare quasi nulla, sarebbe servita come l'oro nell'ultimo minuto) ma Balossi combina un'ingenuità commettendo fallo su Vespignani dopo aver sbagliato un tiro (comunque preso, come altri in precedenza, con personalità da veterana).
"Vespino" mette solo un libero: 79-77 ovvero parità nel doppio confronto. Mancano circa 40 secondi e nulla si è deciso dopo 79'20" di sfida tra le due compagini. Azione elaborata di Costa. Frustaci, classe 2001, fa un primo tentativo, un po' velleitario, in sottomano rovesciato e viene "murata"; sulla palla arrivano, per l'ennesima volta, per prime le masnaghesi; la stessa giovine stavolta fa una giocata tanto semplice quanto efficace: finta, palleggio-arresto-tiro da 4 o 5 metri sul lato destro: e Frustaci... frusta la retina,81-77 a -20".

Boato, pandelirio eccetera, ma anche fiato trattenuto per l'ultimo assalto di Alpo. Anche perché sanno tutti com'è andata l'anno scorso (6 punti di Alpo in 5 secondi e vittoria di 1 nella finale Nord)... Fantasmi che aleggiano. Ma è gran difesa masnaghese: Zampieri prova a penetrare dal fronte ma è respinta; ricaccia fuori la palla in qualche modo, finisce sui piedi di Galbiati che perde secondi preziosi, poi deve forzare in entrata dalla sinistra: difficile, non va; palla fuori, sarebbe rimessa Alpo, ma scade il tempo: Costa vince, la festa senza freni inibitori per il ritorno in A1 dopo 23 anni può cominciare.

Per Costa enorme Rulli, 28 punti e 12 rimbalzi, lei che causò, 12 mesi or sono, con una rimessa fuori controllo, il canestro decisivo di Alpo in quella fatal partita. Ha aspettato con pazienza la rivalsa (ammesso che l'oro mondiale 3 vs 3 non l'avesse consolata), se l'è presa. Baldelli ancora in forma strepitosa: 19 punti, maluccio da 2 ma 5/8 da 3 e comunque è una minaccia incessante per la difesa. Le altre di Costa non da urlo ma comunque tutte funzionali, nessuna negativa: Vente 13 punti, tenuta in panca nel finale ma preziosa per partire forte; Balossi male al tiro e qualche fallo inutile ma 9 punti e 8 assist a 17 anni in una finale, meglio prenderla che lasciarla.
Per Alpo grande Zampieri, 20 punti, ottima Vespignani nel secondo tempo, importante Galbiati per ricucire all'inizio (poi un po' calata). Di Dell'Olio s'è detto: molto bene nei minuti ch'è stata in campo ma s'è autoeliminata coi falli. Così-così Scarsi ma soprattutto sono mancate Ramò e Pertile, 2 punti a testa, poco impatto sulla partita, per così dire, cioè ci hanno pure provato poco.

E dunque qual è stata la differenza tra l'anno scorso e quest'anno? Oggettivamente parlando, solo un canestro, un pallone che 12 mesi fa entrò in modo rocambolesco e quest'anno no. Tra l'harakiri-bis e il trionfo, un sottilissimo confine. Eppure, assicuro che l'impressione è stata diversa. Di una Costa più autoritaria e compatta, meno sull'orlo del crac sotto pressione com'era lo scorso anno ogni volta che s'arrivava in volata. Avanti dall'inizio alla fine pur senza mai chiuderla, e in effetti rischiando grossissimo. Se Galbiati invece di sbagliare segna, si parla di Alpo in A1 e Costa a inseguire la redenzione nello spareggio con Bologna. Però Galbiati sbaglia perché nel momento decisivo la difesa di Costa è perfetta, mentre l'anno scorso Zampieri segna la tripla perché Costa serve la rimessa da fondo sul piatto d'argento. Quando s'affrontano due squadre di pari livello, la differenza può farla la sorte, sì, ma anche come la orienti quando conta. Ecco perché Costa l'anno scorso pianse e stavolta ride.

Aggiornamenti playoff B lombarda + finali nazionali Join the Game

In B lombarda, gare-1 di semifinale a Lodi su Mantova e a Milano Stars su Bfm nel derby.

Nel Join the Game, potere romano alle finali nazionali a Jesolo: in U14 vince il Basket Roma in finale sulla Reyer, in U13 l'Alfa Omega Ostia sempre sulla Reyer. Che si consola con la vittoria nella "Coppa Italiana U20", ma ai fini Fip non conta come scudetto, quindi l'aggancio al Geas come vivaio più titolato d'Italia è rimandato.

domenica 12 maggio 2019

[A2] Resoconto di Costa-Moncalieri (semif., ritorno)

Ieri mi sono recato ad assistere a Costa-Moncalieri, ritorno della semifinale Nord. La pioggia torrenziale scesa all'improvviso nel tragitto era un chiaro segnale divino; bisognava capire a favore di chi. Temperatura crollata a 11 gradi sulle pendici di Costa ov'è ubicato il palazzetto; più caliente com'è ovvio l'interno, anche se all'inizio il nutrito tifo ospite sembrava più carico, forte del +8 dell'andata, rispetto al pubblico di casa che forse temeva un replay della scottatura dell'anno passato, quella clamorosa con Alpo. Che ora, guarda la sorte, sarà avversaria in finale.

Una delle migliori partite dell'anno per intensità e incertezza, anche se non si è arrivati all'ultimo tiro. Vantaggi alterni nei primi due quarti, il primo a punteggio bassissimo (10-11), il secondo più ricco di realizzazioni, anche perché gli arbitri dapprima fischiavano poco o nulla, poi invece concedevano abbondanza di tiri liberi.
Emergeva subito che Costa s'era ben preparata sulla nota dolente dell'andata, cioè il controllo dei rimbalzi difensivi. Cosa non facile contro i muscoli di Moncalieri. Ma l'obiettivo era centrato: tra rimbalzi e recuperi, la bilancia del numero dei possessi, e quindi dei tiri, passava dalla parte biancorossa, al contrario dell'andata.
Altra scelta difensiva masnaghese, permanente, è stata la zona: ha pagato perché le torinesi, salvo uno sprazzo di 3 triple a fine 2° quarto, hanno tirato male da fuori.
Le padrone di casa non riuscivano a tradurre tutto ciò in fuga perché a loro volta tiravano maluccio: da sotto pagando la serata storta di Vente (di solito precisa, stavolta 2/11), da fuori con qualche tiro affrettato ma probabilmente anche voluto per alzare i ritmi, sapendo che se si passeggiava era a tutto vantaggio delle ospiti.

L'equilibrio iniziava a rompersi nel 3° quarto. Complice un tecnico a Katshitshi, duramente rampognata da coach Terzolo, Costa scappava sul +9 (cioè per la prima volta in vantaggio nel doppio confronto), con Rulli, Picotti e una Baldelli dinamo inesauribile. Moncalieri ricuciva a -2 con grande prontezza, trovando varchi nella zona dal fronte centrale. Costa spendeva troppi falli per aggressività sul palleggio, regalando un 8/10 ai liberi alle piemontesi che respiravano dopo un'apnea allarmante.
Dal 44-42 intorno al 27', però, iniziava un 11-4 nel finale di 3° quarto, decisivo per orientare la sfida. Baldelli, onnipresente, serviva un assist a Tibè e colpiva con una tripla; allo scadere poi la 2002 Balossi trovava il siluro del 55-46, ovvero di nuovo oltre la soglia-qualificazione. Boato generale; di qui in avanti il pubblico si fa sesto uomo.

Nell'ultimo quarto Moncalieri non tornava mai sotto la fatal quota degli 8 punti. Grigoleit, inevitabilmente il riferimento primario, appariva stanca, mangiandosi qualche canestro da sotto (bestiale però nel complesso con 17 punti e 17 rimbalzi); dalle altre solo lampi occasionali di Berrad, Trucco e Conte. Vane le rotazioni incessanti di Terzolo, quasi un cambio ogni azione, 12 gettate in mischia su 12 a referto.
Per Costa 9 utilizzate ma ormai tutte in gas, comprese Spinelli (altra 2002 preziosa nel momento della verità, così come in precedenza la 2001 Frustaci, svezzata a Mariano dal "guru" Paganelli insieme a Meriem Nasraoui ora di stanza a Latina) e Longoni, autrici d'una tripla a testa per il 67-53 a 3'15" dal termine.

Nel finale mischie selvagge, il 5° fallo di Rulli, ma anche un tecnico alla panchina di Moncalieri. Il forsennato forcing delle ospiti ma ancora un'inesauribile Baldelli con 5 degli ultimi 7 punti delle sue; in totale 28, monumentale. La sommatoria produceva un 7 pari che lasciava inalterato quel +14 (74-60) qualificando Costa.

Costa ha concesso un magro 9/26 dal campo a Moncalieri nella ripresa, contro il suo 15/31. Alla distanza è riuscita, a mio immodesto parere, a far emergere la sua maggior qualità attenuando i punti di forza altrui, segnatamente il predominio fisico. Moncalieri invece non è riuscita a fermare Baldelli. E probabilmente anche l'esperienza di un gruppo che da 3 anni frequenta i playoff di A2, contro una neopromossa che ha bruciato le tappe, è venuta fuori nel momento decisivo.

Aggiornamento playoff A2

Playoff A2: Crema sfiora la rimonta-miracolo ma passa Alpo. A 2'25" dalla fine si era sul 76-59, ovvero superata di 1 punto la quota-qualificazione. Ma Alpo reagisce con uno 0-7 che risulta decisivo: Crema non torna più sopra il necessario +16. Finisce 78-66.

giovedì 9 maggio 2019

Aggiornamenti playoff turchi + playoff A2

Zanda col suo Fenerbaccio è battuta in gara 1 di finalturca dal Cukurova che ha 41 punti da Chelsea Gray.

Tornando all'A2, si registra il ritorno di fiamma di Alpo, che era arrivata in calando ai playoff e invece, dopo aver liquidato Udine, ha rifilato 16 punti a Crema, che erano 24 all'intertempo.
Altra squadra che sta riemergendo fortissima è Palermo, che ha ammazzato Civitanova nella culla. Vero è che le maxi-rimonte vanno di moda (semifinali di Cèmpionz calcistica) ma le pur balde marchigiane non potranno fare un nuovo miracolo.

mercoledì 8 maggio 2019

Finale scudetto - Ragusa vince G3

Visto che m'ero lagnato per la qualità scadente di gara-2 di finale, va detto che ieri è stata bella sia come andamento che come giuoco. Momento decisivo quando Crippa ha segnato dall'angolo la tripla del +2 scledense, a circa 2 minuti dalla fine se non ricordo male, ma di là Gianolla con personalità che non si compra al magazzeno ha risposto con la contro-tripla; da lì Ragusa è rimasta avanti sino in fondo.
L'impressione è che Schio ne abbia di più, cioè che Ragusa debba maggiormente tirarsi il collo per reggere. Però è anche collettivo più oliato. Schio dà sempre l'impressione che i pezzi pur pregiati non si sommino mai completamente.
Ieri forse c'era anche, per Ragusa, la difficoltà di trovarsi ai piedi d'una montagna (3 partite da vincere) mentre Schio fiutava la cima a un passo, specie quando si è arrivati alla volata finale. Ora sull'1-2 questo aspetto psicologico potrebbe essere diverso. Ma non sappiamo se la benzina di Ragusa sia in riserva lampeggiante oppure abbia ancora quanto basta per un secondo ribaltone da 0-2 consecutivo.
Nota finale per il pubblico: spiace vedere ampi spazi vuoti per una finale. Comprensibile che i siculi non volessero vedere Schio festeggiare l'ennesimo trionfo a loro discapito; l'auspicio è che per gara-4 gli spalti siano colmi se non addirittura straboccanti.

martedì 7 maggio 2019

Playoff A2 - prospettive semifinali

Iniziano le semifinali di A2: Costa-Moncalieri, Crema-Alpo al Nord (andata sul campo della seconda nominata); Palermo-Civitanova, Campobasso-Bologna al Sud.
Direi pronosticabile solo Palermo favorita (con "calembour" calcistico visto il nome dello stadio storico del capoluogo siculo), ovviamente con tutte le cautele del caso. Il resto, lo dice la stagione, è 50-50.

domenica 5 maggio 2019

Playoff A2 - riassunto G2 quarti

Emozioni nel ritorno dei quarti di A2. Bologna recupera tutto nell'ultimo quarto il -9 dell'andata su Valdarno, vincendo di 11 dopo un supplementare.
E' invece Civitanova a fare il botto, vincendo di 1 a La Spezia (dopo il +1 anche all'andata), pure qui con un clamoroso ribaltone nell'ultimo periodo: era +12 ligure al 30'. Grande la 2001 Orsili con 26 punti e soprattutto la giocata decisiva scippando Pam Pam Packovski in pressing e andando a depositare il canestro della vittoria.
Palermo tiene a bada Faenza vincendo di 2 (partiva da +11).

Sul canestro di Zandalasini in G2 senifinale turca

A ben guardare, la sovrimpressione televisiva è sbagliata rispetto al cronometro reale (che si vede sopra il canestro). Ma far scadere i 24" non aveva senso: il Gala avrebbe chiamato timeout rimettendo quindi da metà campo con 2" a disposizione sul meno 1. Situazione difficile ma non certo peggiore dei 3,5" con 3 punti da recuperare partendo da fondo campo, ovvero quello che si è verificato dopo il canestro.
Tirare era giusto, anche perché se sbagliava, ora che prendevano il rimbalzo le avversarie scadeva praticamente il tempo. Segnando da 3, la partita era chiusa. L'errore è stato pestare la linea con la punta del piede, ma non è un errore di scelta.

Anche il campionato francese ha problemi con la tv

Ci lamentiamo dei guai della nostra A1, e spesso non a torto; ma occhio a questa imbarazzante vicenda riguardante la massima serie francese. In pratica pare che: i diritti tv sono stati dati a un'emittente di nome RMC che non solo non dà nulla ma anzi viene pagata dai clubs; le partite trasmesse sono poche e mal pubblicizzate; nei giorni scorsi in un "magazine" di quell'emittente hanno mostrato immagini delle peggiori azioni di una partita accompagnandole con scherno e risate degli ospiti in studio. Per cui ora monta la protesta.
Interessante che, nella nota di cui sotto, ci si lamenta del fatto che il basket non starebbe approfittando del boom in corso per gli sport femminili. Sembra di essere di qua delle Alpi e invece si è di là...

COMMUNIQUE : L’union des Clubs de Ligue Féminine de Basket dit stop au mépris et se mobilise pour une médiatisation juste et respectueuse du basket féminin.

A l’occasion de l’émission Buzzer sur RMC Sports 2 du 29 avril, Pierre Ammiche a tenu des propos sexistes, vulgaires et insultants pour notre sport, les clubs et les joueuses qui font notre championnat. Déjà auteurs de propos insultants envers les supporters du club de Graveline et du basket masculin français en février dernier, voyons là au minimum un propos dépourvu d’intelligence et de respect.
Au cours de cette chronique douteuse, des images dégradantes, accompagnées des ricanements des personnes présentes sur le plateau, montrant « un bêtisier du match » comme seul résumé, ne font que confirmer malheureusement le peu de considération voire le mépris avec lequel cette chaîne traite notre sport depuis la signature du contrat de droits entre eux, la LNB et la FFBB.
Aujourd’hui l’Union des Clubs de Ligue Féminine de Basket dit STOP au mépris.
SOYONS FACTUELS.
Les clubs de LFB ne sont bénéficiaires d’aucun droit TV. Pire encore, la diffusion en webtv repose sur un investissement annuel de 20 000 euros par club pour les seuls matchs de LFB.
Cette saison RMC aura diffusé au maximum une quinzaine de matchs de LFB, sans rendez-vous récurrent, sans moyens de commentaires dans les salles par souci d’économies, sans ligne éditoriale assumée sinon ces commentaires vulgaires et scandaleux.
Ainsi, le basket féminin et la stratégie de « son » diffuseur officiel ne mériteraient pas la même évolution que d’autres sports féminins tel que souligné par le rapport du CSA de 2017 relatif à la diffusion de la pratique sportive féminine à la télévision :
- Un poids des retransmissions sportives en augmentation
- Plus de visibilité du sport féminin à la télévision
- Une diffusion de plus en plus rentable
- Une corrélation positive entre médiatisation et pratique sportive.
Enfermés dans un contrat de mariage forcé, le basket féminin regarde passer le train de l’évolution spectaculaire d’autres sports.
Plus récemment, le 9 février dernier à l’occasion de l’opération Sport féminin toujours, un sondage ODOXA a révélé que près de 8 Français sur 10 souhaitent voir davantage de sport féminin à la télévision, l'estimant aussi intéressant et spectaculaire que le sport masculin mais que pour 88 % des sondés, le sport féminin n'est pas suffisamment médiatisé, alors qu'il est jugé aussi intéressant (83 %) et spectaculaire (73 %) que l'équivalent masculin.
Alors OUI, STOP AU MEPRIS, AU SEXISME ET A LA VULGARITE, le basket féminin, ses joueuses, ses clubs et l’ensemble des supporters et pratiquants méritent le respect et une fenêtre médiatique.
Ne comptez pas sur nous pour alimenter un faux débat basket masculin vs basket féminin. C’est bien le basket français dans son ensemble qui souffre d’une médiatisation trop faible et peu valorisante, un vrai paradoxe compte-tenu de la dimension spectaculaire de ce sport. Par ailleurs, l’ancrage et l’importance sur les territoires des clubs professionnels est également sans commune mesure avec la médiatisation qui en est faite.
D’autre part, comme l’a souligné Madame la Ministre des Sports en mars dernier, nous ne pouvons plus admettre de nous voir reprocher depuis trop longtemps que le sport féminin devrait être plus performant pour être mieux médiatisé et plus vendeur pour attirer les annonceurs et le public. Cet argument ne tient plus. Comme nous l’avons exprimé devant le président de la Fédération Française de Basket le 8 avril dernier nous voulons avoir notre mot à dire sur la médiatisation de notre sport et les négociations futures des accords relatifs à notre sport.
Il en va d’une responsabilité historique à 5 ans des Jeux Olympiques en France pour un sport collectif qui fournit à la France depuis plus de 20 ans l’un des plus beaux palmarès internationaux par la force de l’engagement de clubs, de leurs joueuses, de leurs entraîneurs, de leurs bénévoles et un engouement populaire non démenti dans les salles.
Nous souhaitions, au-delà du Président de la Fédération, de la direction de RMC Sport, du CSA, du ministère des Sports et de l’égalité hommes-femme, partager avec vous notre indignation mais aussi notre détermination.

sabato 4 maggio 2019

Playoff A2 - il punto dopo G1 quarti + resoconto Sanga-Costa

Sull'avvio dei playoff di A2: gare-1 deludentemente squilibrate al Nord, frizzanti invece al Sud. Al Nord per la verità, scrutando nell'andamento delle sfide, si nota che in tutte e quattro c'era ampiamente partita per 3 quarti, ma poi nell'ultimo la squadra di casa ha ceduto, anche di schianto in 3 casi (Milano, Udine, Castelnuovo). Sembrava che l'insidia della formula fosse per le meglio classificate (che rischiavano la trappola all'andata) e invece si è ritorta contro le sfavorite, che hanno beccato passivi pesanti e sono praticamente fuori, mentre con la formula canonica sarebbero semplicemente 0-1 con una nuova possibilità di riaprire la serie.

Per quanto mi concerne ho assistito a Sanga-Costa. Davanti a un pubblico stimabile fra le 200 e le 250 unità (gremito ma non ultra-esaurito il PalaGiordani meneghino), Milano s'è generosamente profusa nei primi due quarti, menando le danze con una difesa intensa (spesso a zona) ed efficaci assalti al ferro in penetrazione con Guarneri e Royo Torres. Costa spadellava da 3 punti e pagava i falli precoci di Vente, che ha giocato solo 9 minuti. Massimo vantaggio casalingo però non oltre il +4.
Nella ripresa ribaltone totale dei rapporti di forza, con Costa che dapprima prende il controllo dei rimbalzi guadagnando secondi e terzi tiri (Rulli sugli scudi), poi apre finalmente la scatola da 3 e a quel punto la grandinata sotterra Milano, totalmente in asfissia d'energie. Bestiale il 13-45 della seconda metà gara.
Il Sanga ha fatto un po' come quegli atleti che, in una gara di corsa in cui sono sfavoriti, provano il tutto per tutto tirandosi il collo per stare davanti all'inizio, ma il rischio non paga e finiscono per crollare, piazzandosi molto peggio di quanto meriterebbero. Ma dal punto di vista morale sono più romantici rispetto ai calcolatori che puntano a prenderne il meno possibile, rinunciando dapprincipio a vincere.
Ovviamente il -28 sarebbe ribaltabile al ritorno solo se Costa non si presentasse alla partita, nel senso letterale, non metaforico. Ma alla fine è normale che Costa vada avanti e il Sanga sia contento dei playoff acciuffati in extremibus dopo aver rischiato a lungo i playout.

Al Sud l'andamento della stagione, soprattutto l'ultima parte, suggeriva che i valori si fossero ricompattati rispetto alla classifica. Cioè che le differenze fra le squadre fossero minime. L'andata l'ha confermato; potenzialmente tutti e 4 i risultati potrebbero ribaltarsi, anche se Palermo ha messo una bella impronta con il +11 a Faenza in quella che era forse la serie più attesa. Coach Ballardini non ha potuto schierare... se stessa, acciaccata. Curiosamente, per quasi tutta la stagione Faenza è stata profondissima nell'organico e Palermo cortissima. Ora invece Palermo ha quasi più giocatrici da ruotare (anche se Coppa ha tenuto in panca Novati e quasi del tutto Cutrupi).
Per il resto 3 vittorie in casa. Spezia riparte da quasi pari (-1), complicato per Bologna da -9 con Valdarno dei due diavoli argentini Rosset e Gonzalez (ma pure Di Costanzo), però in terra di tortellini si ricordano bene come ribaltarono il -11 nella finale col Geas di 2 anni fa. Comunque Valdarno è uno squadrone, dopo i "lifting" di mercato.
Più sorprendente il -10 di Campobasso. Ma le molisane sono in calo perdurante da inizio 2019, mentre Umbertide è la sorpresa della stagione (insieme a Spezia, sia pur su livelli diversi). Non ha quasi mai cifre eclatanti di singole, ma il collettivo è quadrato, anzi cubico. Tutto molto interessante.

Finale scudetto - il punto dopo G2

Schio 2-0 in finale scudetto. Un 65-47 senza storia dall'inizio, dopo il 23-4 nel primo quarto. Ragusa sembra essere rimasta inchiodata al calo nella seconda parte di gara-1. C'è l'inquietante dubbio che abbia esaurito la benza. Le siciliane sono state la squadra migliore fra gennaio e aprile, ma il potenziale è pur sempre inferiore a quello di Schio: dipendono da un numero più limitato di elementi-chiave, che se non girano non hanno alternative.
A essere sinceri, oggi si è visto un campionario di azioni imbarazzanti per una finale-scudetto. Anche da parte di Schio, ma ovviamente di meno. Gente che inciampa da sola, che perde la palla facendosela rimbalzare addosso mentre palleggia; lanci in contropiede fuori misura di metri; play che palleggiano avanti e indrè per poi tirare da 3 allo scadere dei 24" senza colpire il ferro, ma non di poco: di un paio di metri, come se mancasse la forza. Non dico che sia stato tutto così, ma televisivamente parlando, tra l'andamento a senso unico e queste perle all'incontrario, c'era da far scappare la platea.
Vediamo se il ritorno a casa ricarica Ragusa, cosa che al momento sembra improbabile ma non sarebbe la prima volta che in una serie-playoff i morenti si rianimano e i dominatori s'afflosciano.