domenica 12 maggio 2019

[A2] Resoconto di Costa-Moncalieri (semif., ritorno)

Ieri mi sono recato ad assistere a Costa-Moncalieri, ritorno della semifinale Nord. La pioggia torrenziale scesa all'improvviso nel tragitto era un chiaro segnale divino; bisognava capire a favore di chi. Temperatura crollata a 11 gradi sulle pendici di Costa ov'è ubicato il palazzetto; più caliente com'è ovvio l'interno, anche se all'inizio il nutrito tifo ospite sembrava più carico, forte del +8 dell'andata, rispetto al pubblico di casa che forse temeva un replay della scottatura dell'anno passato, quella clamorosa con Alpo. Che ora, guarda la sorte, sarà avversaria in finale.

Una delle migliori partite dell'anno per intensità e incertezza, anche se non si è arrivati all'ultimo tiro. Vantaggi alterni nei primi due quarti, il primo a punteggio bassissimo (10-11), il secondo più ricco di realizzazioni, anche perché gli arbitri dapprima fischiavano poco o nulla, poi invece concedevano abbondanza di tiri liberi.
Emergeva subito che Costa s'era ben preparata sulla nota dolente dell'andata, cioè il controllo dei rimbalzi difensivi. Cosa non facile contro i muscoli di Moncalieri. Ma l'obiettivo era centrato: tra rimbalzi e recuperi, la bilancia del numero dei possessi, e quindi dei tiri, passava dalla parte biancorossa, al contrario dell'andata.
Altra scelta difensiva masnaghese, permanente, è stata la zona: ha pagato perché le torinesi, salvo uno sprazzo di 3 triple a fine 2° quarto, hanno tirato male da fuori.
Le padrone di casa non riuscivano a tradurre tutto ciò in fuga perché a loro volta tiravano maluccio: da sotto pagando la serata storta di Vente (di solito precisa, stavolta 2/11), da fuori con qualche tiro affrettato ma probabilmente anche voluto per alzare i ritmi, sapendo che se si passeggiava era a tutto vantaggio delle ospiti.

L'equilibrio iniziava a rompersi nel 3° quarto. Complice un tecnico a Katshitshi, duramente rampognata da coach Terzolo, Costa scappava sul +9 (cioè per la prima volta in vantaggio nel doppio confronto), con Rulli, Picotti e una Baldelli dinamo inesauribile. Moncalieri ricuciva a -2 con grande prontezza, trovando varchi nella zona dal fronte centrale. Costa spendeva troppi falli per aggressività sul palleggio, regalando un 8/10 ai liberi alle piemontesi che respiravano dopo un'apnea allarmante.
Dal 44-42 intorno al 27', però, iniziava un 11-4 nel finale di 3° quarto, decisivo per orientare la sfida. Baldelli, onnipresente, serviva un assist a Tibè e colpiva con una tripla; allo scadere poi la 2002 Balossi trovava il siluro del 55-46, ovvero di nuovo oltre la soglia-qualificazione. Boato generale; di qui in avanti il pubblico si fa sesto uomo.

Nell'ultimo quarto Moncalieri non tornava mai sotto la fatal quota degli 8 punti. Grigoleit, inevitabilmente il riferimento primario, appariva stanca, mangiandosi qualche canestro da sotto (bestiale però nel complesso con 17 punti e 17 rimbalzi); dalle altre solo lampi occasionali di Berrad, Trucco e Conte. Vane le rotazioni incessanti di Terzolo, quasi un cambio ogni azione, 12 gettate in mischia su 12 a referto.
Per Costa 9 utilizzate ma ormai tutte in gas, comprese Spinelli (altra 2002 preziosa nel momento della verità, così come in precedenza la 2001 Frustaci, svezzata a Mariano dal "guru" Paganelli insieme a Meriem Nasraoui ora di stanza a Latina) e Longoni, autrici d'una tripla a testa per il 67-53 a 3'15" dal termine.

Nel finale mischie selvagge, il 5° fallo di Rulli, ma anche un tecnico alla panchina di Moncalieri. Il forsennato forcing delle ospiti ma ancora un'inesauribile Baldelli con 5 degli ultimi 7 punti delle sue; in totale 28, monumentale. La sommatoria produceva un 7 pari che lasciava inalterato quel +14 (74-60) qualificando Costa.

Costa ha concesso un magro 9/26 dal campo a Moncalieri nella ripresa, contro il suo 15/31. Alla distanza è riuscita, a mio immodesto parere, a far emergere la sua maggior qualità attenuando i punti di forza altrui, segnatamente il predominio fisico. Moncalieri invece non è riuscita a fermare Baldelli. E probabilmente anche l'esperienza di un gruppo che da 3 anni frequenta i playoff di A2, contro una neopromossa che ha bruciato le tappe, è venuta fuori nel momento decisivo.

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