lunedì 20 maggio 2019

[A2] - Resoconto di Costa-Alpo (finale ritorno): Costa promossa

Un po' di cronaca di gara-2 di finale A2 Nord per chi non l'ha vista dal vivo o su Sportitalia.

Davanti a 600 spettatori (se mai fosse possibile contarli), scatto immediato delle padrone di casa sul 10-3, poi 19-10 verso fine 1° quarto. Vantaggio costante nel 2° periodo, tranne un riavvicinamento di Alpo sul -3 (35-32 al 18'): Balossi e Rulli rimettono un +7 sul tabellone all'intervallo.
Tra le chiavi per Costa i rimbalzi offensivi: saranno 17 alla fine, producendo altrettanti punti, mentre Alpo ne segnerà solo 5 su seconde opportunità.
In avvio di ripresa, gran duello fra Rulli e Zampieri a suon di canestri dalla media; di nuovo le veronesi tornano a -3 (44-41), di nuovo Costa riparte, anzi vola oltre la doppia cifra di margine con un finale di 3° periodo da applausi (rocambolesco "salvataggio collettivo" che diventa assist per Rulli: 60-49). A inizio ultimo quarto la B&P sembra addirittura poter sferrare il k.o. anticipato: 65-52 al 31'. Illusione: Alpo produce una fiammata pazzesca, 18 punti in 5', e pareggia (70-70, ovvero +2 nel doppio confronto). Lì forse l'unico vero passaggio a vuoto della B&P, con difesa un po' distratta sulle penetrazioni di Vespignani e bucata dalle fiondate da fuori di Dell'Olio.
Anche qualche fallo di troppo, concedendo ben 27 tiri liberi ad Alpo contro i 14 guadagnati.

Ma nel momento più critico Costa riprende in mano la partita: resterà sempre avanti negli ultimi 3'30" in cui viaggia sul filo di quei 2 punti da ribaltare. Rulli su rimbalzo d'attacco fa 79-76 a -1'20"; pesante l'uscita per 5 falli di Dell'Olio (solo 11 minuti in campo ma 9 punti senza sbagliare quasi nulla, sarebbe servita come l'oro nell'ultimo minuto) ma Balossi combina un'ingenuità commettendo fallo su Vespignani dopo aver sbagliato un tiro (comunque preso, come altri in precedenza, con personalità da veterana).
"Vespino" mette solo un libero: 79-77 ovvero parità nel doppio confronto. Mancano circa 40 secondi e nulla si è deciso dopo 79'20" di sfida tra le due compagini. Azione elaborata di Costa. Frustaci, classe 2001, fa un primo tentativo, un po' velleitario, in sottomano rovesciato e viene "murata"; sulla palla arrivano, per l'ennesima volta, per prime le masnaghesi; la stessa giovine stavolta fa una giocata tanto semplice quanto efficace: finta, palleggio-arresto-tiro da 4 o 5 metri sul lato destro: e Frustaci... frusta la retina,81-77 a -20".

Boato, pandelirio eccetera, ma anche fiato trattenuto per l'ultimo assalto di Alpo. Anche perché sanno tutti com'è andata l'anno scorso (6 punti di Alpo in 5 secondi e vittoria di 1 nella finale Nord)... Fantasmi che aleggiano. Ma è gran difesa masnaghese: Zampieri prova a penetrare dal fronte ma è respinta; ricaccia fuori la palla in qualche modo, finisce sui piedi di Galbiati che perde secondi preziosi, poi deve forzare in entrata dalla sinistra: difficile, non va; palla fuori, sarebbe rimessa Alpo, ma scade il tempo: Costa vince, la festa senza freni inibitori per il ritorno in A1 dopo 23 anni può cominciare.

Per Costa enorme Rulli, 28 punti e 12 rimbalzi, lei che causò, 12 mesi or sono, con una rimessa fuori controllo, il canestro decisivo di Alpo in quella fatal partita. Ha aspettato con pazienza la rivalsa (ammesso che l'oro mondiale 3 vs 3 non l'avesse consolata), se l'è presa. Baldelli ancora in forma strepitosa: 19 punti, maluccio da 2 ma 5/8 da 3 e comunque è una minaccia incessante per la difesa. Le altre di Costa non da urlo ma comunque tutte funzionali, nessuna negativa: Vente 13 punti, tenuta in panca nel finale ma preziosa per partire forte; Balossi male al tiro e qualche fallo inutile ma 9 punti e 8 assist a 17 anni in una finale, meglio prenderla che lasciarla.
Per Alpo grande Zampieri, 20 punti, ottima Vespignani nel secondo tempo, importante Galbiati per ricucire all'inizio (poi un po' calata). Di Dell'Olio s'è detto: molto bene nei minuti ch'è stata in campo ma s'è autoeliminata coi falli. Così-così Scarsi ma soprattutto sono mancate Ramò e Pertile, 2 punti a testa, poco impatto sulla partita, per così dire, cioè ci hanno pure provato poco.

E dunque qual è stata la differenza tra l'anno scorso e quest'anno? Oggettivamente parlando, solo un canestro, un pallone che 12 mesi fa entrò in modo rocambolesco e quest'anno no. Tra l'harakiri-bis e il trionfo, un sottilissimo confine. Eppure, assicuro che l'impressione è stata diversa. Di una Costa più autoritaria e compatta, meno sull'orlo del crac sotto pressione com'era lo scorso anno ogni volta che s'arrivava in volata. Avanti dall'inizio alla fine pur senza mai chiuderla, e in effetti rischiando grossissimo. Se Galbiati invece di sbagliare segna, si parla di Alpo in A1 e Costa a inseguire la redenzione nello spareggio con Bologna. Però Galbiati sbaglia perché nel momento decisivo la difesa di Costa è perfetta, mentre l'anno scorso Zampieri segna la tripla perché Costa serve la rimessa da fondo sul piatto d'argento. Quando s'affrontano due squadre di pari livello, la differenza può farla la sorte, sì, ma anche come la orienti quando conta. Ecco perché Costa l'anno scorso pianse e stavolta ride.

Nessun commento:

Posta un commento