sabato 28 gennaio 2023

C'è un calo del livello nelle giovanili di Costa?

C'è da fare una considerazione di fondo: qualunque ciclo magico finisce prima o poi, come è finito quello del Geas dei tempi di Zandalasini e compagne. Il livello di Costa in quelle annate era pazzesco, essere all'altezza per chi arriva dopo è quasi impossibile.

L'elemento che va notato, però, è che questo apparente calo (che andrà però verificato nella vetrina nazionale, non diamolo per certo) avviene in corrispondenza dell'"apertura delle frontiere" del vivaio di Costa, e cioè nel momento in cui sono andate a pescare talenti anche da fuori regione, e quindi in teoria il livello poteva ulteriormente alzarsi.

PS: attenzione però che sullo sviluppo dei talenti delle ultime annate, almeno dal 2006 in avanti, pesa il lungo periodo di Covid che ha danneggiato qualsiasi tipo di lavoro.

A1: vittoria cruciale per Valdarno su Brescia

Nella drammatica sfida salvezza, S. Gianni Valdarno batte Brescia 82-79 e riesce così ad agganciare la rivale, sorpassandola grazie agli scontri diretti (all'andata aveva perso di 1).

Decisiva Garrick con 29 punti; per Brescia 21 Molnar, 19 Johnson e 17 Zanardi (con 4/16 ma 11 rimbalzi e 5 assist).
Partita che svolta a inizio ripresa dopo che nei primi due quarti erano state davanti le longobarde. Le quali nel finale tentano il controsorpasso ma sul +1 Garrick segna i due liberi del punteggio finale.

venerdì 27 gennaio 2023

Coppe europee: nuova frittata in trasferta per Venezia

Nuova frittata in trasferta per Venezia nei playoff di Eurocup. Dopo quella con Sassari, peraltro già rimediata nel finale dell'andata, stavolta le lagunari si... spiaggiano in Israele, nel palazzone sovradimensionato (evidentemente lo stesso della squadra maschile) dell'Elitzur Holon, classica squadra di livello medio/mediocre ma comunque competitiva grazie a un pugno di americane che sanno il fatto loro.

In realtà sembrava tutto liscio per Venezia, che esercitava una chiara supremazia fino all'intervallo, 33-44 dopo aver toccato poco prima un +12. Brillante la penetrazione centrale di M.Villa allo scadere, così come era maiuscola la prova fin lì del talento longobardo.
Ancora per 4 minuti andava tutto secondo copione, 37-49 al 24', poi l'inopinato spegnersi della luce per la Reyer, che da lì incassava un rovinoso 46-19. Cosa racconta la scatola nera del disastro? Innanzitutto uno sbando difensivo che concedeva canestri dalla media e da sotto (parziale di 10-0), cioè soluzioni facili per ridare fiducia a una squadra che fin lì non sembrava averne molta. Di riflesso, Venezia perdeva costrutto in attacco, anche se in qualche modo stornava il sorpasso almeno fino alla fine del 3° quarto, quando Holon metteva la testa avanti ma Villa replicava subito con un gran "coast to coast" in accelerazione sulla sirena (58-59).
Ma il crollo era solo rimandato. Un altro 10-0 in 3'40" di inizio 4° periodo lanciava al vantaggio definitivo Holon. Lampante il divario di energia, con le Usa di Holon dominanti in penetrazione e a rimbalzo offensivo. A quel punto c'era solo da limitare i danni in vista del ritorno, e il 74-67 a 2' e rotti dalla fine poteva essere un affare accettabile, vista la mala parata; ma le orogranata combinavano un'altra frittata subendo un 9-1 comprendente un paio di “perle” come un passaggio di apertura (da rimbalzo difensivo o da rimessa, non ricordo) regalato alle avversarie, e il canestro finale incassato sulla sirena, da rimessa, dopo che Kuier aveva segnato un libero a 1” dalla fine.
Insomma un 83-68 tecnicamente inspiegabile guardando alle potenzialità delle due squadre e anche a quello che è stata la partita per due quarti e mezzo. Senza dubbio Venezia paga l’assottigliamento del roster causa infortuni, però è mancata sul più bello in giocatrici-chiave, segnatamente le straniere.
I mezzi per ribaltare la suddetta frittata ci sono, ma è il secondo campanaccio d’allarme di fila dopo quello con Sassari (se vogliamo doppio, cioè l’andata di Eurocup e il recente k.o. in campionato).

lunedì 23 gennaio 2023

Proposta (boutade) di finale scudetto in gara unica

 Dopo l'accorciamento della finale a 3 gare per la fretta di finire (causa partenze-Wnba): approfittiamone per lanciare una finale in gara unica al Forum di Assago. Diecimila spettatori, incasso diviso a metà fra le finaliste, diretta su RaiSport, non dico Raiuno.

Secondo me ci arriveremmo, ai diecimila (purché i prezzi non siano proibitivi), perché, in partita unica, si concentrerebbe l'interesse di tutti i tifosi delle due squadre, che sono almeno 3000 a testa (ipotizziamo Schio e Bologna, o Venezia), in più altri 4000 per via dell'"evento speciale" li tireremmo dentro dalle altre parti d'Italia. Alla fine Milano è un posto dove uno viene volentieri perché dice: vabbe', spendo un po' ma oltre alla partita mi faccio lo shopping e vedo du' monumenti.

sabato 21 gennaio 2023

A1: acuti di Sassari e Bologna nei big match

Grande W per la V: Bologna-Schio 94-80. Sopra quota 20 tutto il trio Rupert-Dojkic-Zandalasini. Da notare che mancava Parker.

Continua il volo di Sassari: battuta Venezia nella rivincita della serie di Eurocup.
Sarei curioso di sapere chi è il pusher di straniere per Sassari, perché ogni anno propone sempre roba buona, anzi ottima.
Di fatto stanno facendo una stagione brillante con 4 straniere, Carangelo, più Toffolo e Ciavarella come unici cambi.

venerdì 20 gennaio 2023

Ravelli a cuore aperto sui suoi guai

Intanto anche Ashley Ravelli a cuore aperto, però in inglese, lingua in cui evidentemente la ragazza italo-americana si esprime con più naturalezza:


Story of an athlete.

Part 1.
I am not quite sure why I am saying all of this right now but it has been sitting with me for sometime, I usually keep my thoughts for myself but this one just keeps coming up.
So maybe it needs to be heard.

About a year ago I decided to change teams, it was one of the toughest decision I ever made but I knew it needed to be done. Things were happening off the court, things were happening on the court and they all affected me as a person and as a player. Truth is I lost it, I lost the fire that for 22 years until then was inside me every single time I stepped on the court. Whether it was a workout, a practice, a lift, that fire was there.
Once I realised that I kind of felt like I needed to go back, take a step back. So I decided to go down in A2, I decided to go play with familiar faces that knew me and could have helped me, I decided to get closer to home. Obviously the club that I was playing for didn’t truly understand my choice, even though I explained more than once that it had nothing to do with them and it was me. I wasn’t well, my mental wasn’t well. I would barely sleep. They decided to let me go but to “punish” me because I wasn’t respecting the contract, but that’s a story for another time.

Once I got to my new team I could finally breathe but that didn’t last long. A series of events in the new team happened. I still wasn’t performing, the fire was still gone but at least I was having fun. For those who think it’s easier to play in a lower division, it is NOT. You have to completely adjust your game because it’s just a different basketball.


Part 2.
Season ended and for anybody that knows me know that summer is my favourite time. I get to work on my game!!! I was motivated, I was excited, and all I wanted to do was to just get my fire back. I was ready.
But then life happens, again, I had to get surgery on my knee, and unfortunately I am still not back, though I see the light. However this is also a story for another time.

All this really just to say that you never know what’s behind an athlete’s choice, a bad game, or a bad season, so please just be mindful of that. Be mindful that we are people, we are not machines. We need to be well mentally in order to perform at the best of our capabilities. We are all so quick to judge and not too often quick to listen, observe, and help.
Questa è la mia storia.

Commento alla lettera d'addio di Dacic

Fisico enorme, mani vellutate e comprensione del gioco. Poteva essere il miglior pivot d'Europa e la leader della Nazionale per un decennio, ma la lettera d'addio fa capire perché non è stata nulla di tutto questo, pur avendo avuto una rispettabile carriera.

Chi percepisce se stesso da una parte e il mondo insensibile, cattivo ecc. dall'altra, è chiaro che fa fatica nei rapporti con gli altri. Sì, va bene, le "bassezze umane", ce ne sono tante... Ma chi sei tu per metterti su un piedistallo e guardare il mondo dall'alto in basso?
E chi fa dipendere la propria dedizione a uno sport dalle condizioni esterne che trova in un ambiente, come emerge dalle sue parole, è inevitabile che non abbia la mentalità del giocatore-top. La frase chiave è: "Non ti ho mai dato tutta me stessa, ma perché spesso chi pretendeva di insegnarmi la tua arte, non meritava tutto di me." Invece il grande giocatore dà tutto a prescindere da chi si trova davanti. E' un ambiente di merda il basket femminile? Boh, può anche darsi. Ma è lo stesso in cui altre giocatrici hanno dato tutto per raggiungere il massimo livello, fregandosene se dovevano farlo per il Gino, Pino o Mariuccia del momento.
Evidentemente Dacic non aveva dentro di sé l'esigenza della grandezza assoluta. Altrimenti con i mezzi che aveva l'avrebbe raggiunta e mantenuta per anni e anni.
Ma poi, benedetta donna, nel momento dell'addio nessuna persona da ringraziare? Né un allenatore, né un dirigente, né una compagna che ti siano state vicine o almeno utili per aver avuto la carriera che ha avuto? Amen.

Ci è voluto un bel po’!


E nemmeno adesso sono sicura di riuscire a trovare le parole adatte per dirti addio. Non è come le altre volte in cui ti maledivo e poi ti invocavo a suon di canestri, sacrifici e sudore.

Questa volta non ho più un orario da rispettare, un infortunio da recuperare, una sconfitta da debellare dalla mente e dalla classifica.
C’è molto, molto amaro in questo mio saluto a te, pallacanestro, c’è anche tanta poesia però, tanta vita.

Non è mai stato un colpo di fulmine, e non l’ho mai negato, mai nascosto. Sei stata un’occasione, un’opportunità, qualcosa che prima dei 15 anni non ho mai nemmeno avvicinato, e poi di punto in bianco sei diventata la mia quotidianità, amore e odio.

Ti ho dedicato un libro e nonostante ci sia ancora tantissimo, troppo da dire, lascio la tua pagina in bianco, alla fine ti ho sempre detto tutto in faccia, con amore e anche a denti stretti. Mi tengo i ricordi che vale la pena ricordare, il resto sono lezioni che sinceramente, non imparerò mai! Non le imparerò perché non ho intenzione di infliggere quelle stesse cose a nessuno, più che lezioni le prenderò come moniti, per ricordarmi sempre, a prescindere dal rancore, dal dolore, di scindere il bene dal male. Il primo da elargire sempre, il secondo se subito e usato allo stesso modo, è un male sprecato.

Non ti ho mai dato tutta me stessa, ma perché spesso chi pretendeva di insegnarmi la tua arte, non meritava tutto di me.

Tu non hai colpe, le ha chi ti usa mancandoti di rispetto, dimenticando il vero valore che uno sport deve portare ovunque con se.

La Terra ha da poco concluso un altro giro intorno al Sole, siamo nel 2023, e più mi guardo attorno più temo che la tua vera anima si sta perdendo per sempre. Io posso dire di averla intravista, per pochi, brevi attimi della mia carriera. Mi hai fatto conoscere persone che questo sport lo hanno portato alle altezze e al rispetto che merita. Altri hanno fatto in modo che ti odiassi, ma in fondo io continuavo a vedere il tuo potenziale, e non riuscivo a smettere di giocarti.

Credo che basti, mia pallacanestro, potrei scrivere in eterno perché amo così tanto le parole, hanno lo stesso potenziale che hai tu, sono potenti, ma troppo spesso sono incomprese da questo mondo analfabeta e incapace di sentire. Ecco, senza ombra di dubbio ti ho sentito, ti ho apprezzato nei momenti e nei luoghi in cui ti sei manifestata nel pieno della tua bellezza che mescolava un umano sentire e un divino essere.

Mi hai reso la Donna che sono oggi, plasmandola con venti e tempeste, mi sono rialzata quando hai messo alla prova il mio fisico, ma sopratutto quando bruciavi la mia mente. Mi hai insegnato a risorgere, a non accontentarmi, a essere me stessa per quanto esserlo sia maledettamente scomodo a questo mondo, mi hai dato disciplina e con il tempo, l’esperienza di saper scegliere i miei limiti, senza sentirmi in dovere di valicarli se ero io a non volerlo.

Scegliendomi mi hai insegnato a scegliermi, ad amare i miei sogni e a non smettere di sognarli. Nel dolore ho trovato la mia forza, nella felicità quanto sia effimera e quanto vada assaporata quando c’è, nell’odio ho rafforzato il mio amore, nella lontananza ho imparato che il ritorno è l’unico vero viaggio, perché tornavo sempre diversa, ero un vaso che non si colmava mai ma che continuava a fare spazio per il nuovo, per altra vita.

Ti ho forse compresa nel tuo modo più puro, più istintivo, dove regole fatte, per chi non sapeva sentirti, non bastavano per il modo in cui ti sentivo io, e si sa, chi viene visto danzare spesso viene chiamato pazzo da chi la musica non riesce a sentirla.

Ti ricorderò per quella che per me sei stata: semplicità, leggerezza, divertimento, valori, vita. Per tutto il resto che ho provato non posso incolpare te, in fondo tu, sei un gioco, la stoltezza umana esula dalle tue corde, tu suoni una musica che non comprende le bassezze umane.

Grazie! Dubi out!

domenica 15 gennaio 2023

A2 Nord: i big match premiano Costa e Sanga

Vittoria di Costa sorprendente non tanto il risultato, giacché si tratta della quarta che batte la prima, ma il modo in cui è maturato. Dopo due quarti finiti 30-28 sembrava che la partita si stesse incanalando senza troppi sussulti dalla parte più attesa, quella di Castelnuovo, che toccava due volte il +11, una nel terzo e una all'inizio del quarto. Costa non riusciva a sviluppare quel giuoco ad alto ritmo che sulla carta pareva la sua arma principale da mettere sul piatto contro una compagine più esperta e superiore nel giuoco a difesa schierata e a ritmi compassati.

Invece, inopinatamente, Castelnuovo segnava la miseria di 5 punti dal 31' in avanti, lasciandosi infilzare dalla giovine banda avversaria, la quale ha avuto il merito di gestire benissimo gli ultimi palloni ma che, in precedenza, dopo aver ricucito da meno 11 a meno 1 aveva mancato una serie abbondante di occasioni per il sorpasso. Era lecito pensare che, se lo sfidante fallisce nel premere il grilletto quando ha a disposizione la tempia del più forte, quest'ultimo alla fine si risvegli e gliela faccia pagare. Invece no, perché Costa ha sorpassato a -30" con un taglio ben eseguito sulla linea di fondo da parte di E.Villa, altrettanto ben servita da Bernardi (se non erro); dopodiché l'ex di turno Baldelli ha cavato un fallo su arresto e tiro a centro area e ha segnato i due liberi; poteva essere la stoccata della veterana, invece dopo il timeout Costa ha costruito un'altra buona azione, conclusa da Bernardi in entrata sul lato destro, però francamente in entrambi questi due canestri di Costa c'è stata una difesa non "da Castelnuovo", perlomeno non da squadra che era 12-0 prima di perdere con Udine nel turno scorso e adesso appunto con Costa.
Vero è che mancava il pilastro Gatti che proteggendo l'area avrebbe potuto rendere più difficile questi approdi avversari al ferro, ma le piemontesi avevano a disposizione materiale sufficiente per evitare un epilogo del genere.
Castelnuovo è parsa a corto di condizione nel finale. Forse hanno inciso gli infortuni e problemi fisici vari per cui qualcuna non è ancora entrata in forma e altre invece si sono spremute per sopperire alle assenze nella prima parte. O magari non c'entra nulla di tutto questo, considerando che a Udine non era stato il finale il problema ma l'inizio (meno 13 dopo un quarto). Però il campanaccio d'allarme c'è.
Dal lato di Costa penso che sia un bel passo avanti sul piano della maturità: a inizio stagione avrebbe avuto bisogno di una prova sugli 80 punti, o almeno 70, per battere una Castelnuovo, ancor più a casa sua. Invece ieri l'ha portata casa con il 34% da 2 e il 29% da 3 con 57 punti.

In precedenza l'altro big match del girone ha visto Milano battere Udine e quindi, col senno di poi (cioè la sconfitta di Castelnuovo un paio d'ore poscia), ritrovarsi solitaria al comando.
Ho assistito dal vivo agli ultimi due quarti, quelli meno scoppiettanti offensivamente dopo il frizzante 40-39 della prima metà.
Dopo un +9 procacciato da uno sprazzo di tiro da fuori di Novati, Udine ha stretto bene la difesa, limitando i servizi a Van der Keijl che aveva dominato i primi due quarti (nel duello fra super-torri di quasi 2 metri contro Turmel). E' arrivata così due volte al pareggio (56-56 al 30', 58-58 al 32') ma mai al sorpasso: caratteristica confermata da questo Sanga è di avere sì dei cali nell'arco della partita, ma di saper sempre reagire. L'errore di Udine a mio parere è stato di forzare qualche tiro di troppo, soprattutto con Bacchini e Ronchi, quando sembrava avere il pallino della partita in mano: così il momento migliore è passato senza riuscire a prendere il comando, mentre il Sanga, che ha continuato ad attaccare con pazienza (a costo di commettere alcune infrazioni di 24"), a lungo andare ha aperto un paio di crepe decisive nel muraglione friulano, mandando a canestro VdK e Toffali, mentre a Udine non è più riuscito nulla: 13-6 lo stitico parziale dell'ultimo quarto. Finale 69-62 con 2-0 per Milano negli scontri diretti e prima sconfitta per Udine dopo 12 vittorie di fila, striscia iniziata appunto dopo il k.o. all'esordio con le longobarde.

giovedì 12 gennaio 2023

Coppe europee: il rocambolesco finale di Bourges-Bologna

L'ultimo minuto va raccontato, perché è stata un'odissea (16 minuti di durata reale):


- Yvonne Anderson segna in entrata, sorpasso Bourges (72-71)
- Parker prende fallo e fa 2/2 ai liberi, controsorpasso Virtus (72-73) a -53"
- dopo azione elaborata di Bourges, quando mancava poco allo scadere dei 24", Steinberga trova fallo in entrata e fa 1/2, pareggio (73-73 a -32")
- timeout Bologna; alla ripresa, con rimessa in zona d'attacco, Zandalasini passa verso Dojkic ma Michel intercetta e va a segnare in contropiede (75-73 a -28")
- Dojkic prende fallo, potrebbe pareggiare ma fa 1/2 col secondo libero che entra ed esce di sfiga (75-74); Rupert prende il rimbalzo ma sbaglia la correzione a -17"
- fallo sistematico di Laksa su Anderson; dopo lungo conciliabolo gli arbitri vanno a rivedere l'azione e danno antisportivo: Anderson fa 1/2 (da notare i cori del pubblico per lei, dopo che lo scorso anno quegli stessi tifosi l'avevano presa di mira in finale di Eurocup), 76-74 a -6"
- rimessa Bourges, Zandalasini spinge Anderson; altro conciliabolo tra gli arbitri, vanno di nuovo all'instant replay e di nuovo danno antisportivo; Anderson fa di nuovo 1/2 (77-74)
- ancora rimessa Bourges, fallo su Steinberga, stavolta normale; fa 2/2 a -5" (79-74), Zanda sbaglia da 3 sulla sirena ma ormai non contava più, finisce così.

Insomma per la Virtus un altro finale con rimpianti boia, pagando la mancanza di un play di livello internazionale che metta ordine nelle fasi calde, o perlomeno che tenga palla senza gettarla alle ortiche, e la faccia arrivare coi tempi giusti alle compagne, anziché dover improvvisare come capita. Una Carangelo, senza bisogno di scomodare le super-big mondiali, sarebbe servita eccome.

PS: inutile dire che l'atmosfera a Bourges era da evento di alto livello, come del resto succede d'abitudine nei palazzetti spagnoli e francesi che si vedono in Eurolega.

domenica 8 gennaio 2023

2022: gli Oscar dell'anno solare

- Miglior partita (Italia): Schio-Bologna 88-81, finale Coppa Italia

- Miglior partita (mondo): tutta la serie di semifinale tra Las Vegas e Seattle (3-1) con il duello tra A'ja Wilson e Breanna Stewart, il canto del cigno di Sue Bird, un supplementare in G3 e le altre 3 gare mai con più di 5 punti di scarto
- Miglior partita (giovanile/mondo): Lituania-Spagna 78-75, finale Europeo U18
- Miglior partita (giovanile/Italia): Roma Team Up-Libertas Trieste 60-58, finale-scudetto U15
- Miglior partita vista dal vivo: Sanga Milano-Crema 61-70, semifinale A2 Nord, gara-2

- Impresa dell'anno (Italia/A1&nazionali): Bologna che elimina Venezia in semifinale ribaltando la serie da 0-1 dopo l'esonero di Lardo e il subentro di Gianolla
- Impresa dell'anno (Italia/A2): Sanga Milano batte Crema in gara-1 di semifinale (unica sconfitta di Crema in tutta la stagione)
- Impresa dell'anno (Europa): Sopron campione d'Eurolega battendo il Fenerbahce a Istanbul in finale davanti a 9.500 spettatori
- Impresa dell'anno (mondo): Cina medaglia d'argento al Mondiale con un gioco moderno ed entusiasmante
- Impresa dell'anno (giovanile/Italia): Italia U20 medaglia di bronzo all'Europeo

- Miglior giocatrice (mondo): A'ja Wilson (mvp stagione regolare Wnba; titolo Wnba; mvp Mondiale)
- Miglior giocatrice (Europa): scelta difficile, vista la poca gloria ai Mondiali per le nazionali europee; Gabby Williams per aver vinto l'mvp delle F4 di Eurolega, fatto la semifinale in Wnba e discreta figura con la Francia
- Miglior giocatrice (Italia): Cecilia Zandalasini
- Miglior giocatrice (giovanile/mondo): Juste Jocyte (mvp Europeo U18)
- Miglior giocatrice (giovanile/Italia): Matilde Villa

- Prestazione individuale dell'anno (senior/mondo): Breanna Stewart (Seattle), 42 punti con 8/14 da 2, 6/8 da 3, 8/10 ai liberi, 7 rimbalzi nella sconfitta in G4 di semifinale contro Las Vegas
- Prestazione individuale dell'anno (senior/Italia): Laura Spreafico (Costa), 29 punti con 7/10 da 3 nella vittoria a Bologna (stagione regolare, ritorno)
- Prestazione individuale dell'anno (giovanile/mondo): Juste Jocyte (Lituania), 28 punti + 9 rimbalzi + 7 assist in finale Europeo U18
- Prestazione individuale dell'anno (giovanile/Italia): Isabel Hassan (Roma Team Up), 25 punti + 23 rimbalzi in finale scudetto U15

- Il meglio: i 16.000 spettatori della finale mondiale Usa-Cina; il gioco ai limiti della perfezione in certi frangenti degli Usa ai Mondiali; la liberazione di Brittney Griner; il canto del cigno di Lauren Jackson con i 30 punti nella finale per il bronzo mondiale; il ritorno del pubblico al 100% di capienza da maggio; il ritorno di Europei & finali scudetto giovanili; i 3500 (secondo me di più) spettatori a Bologna per gara-4 di finale scudetto (seppure a ingresso gratuito)

- Il peggio: il caos dei rinvii e recuperi per Covid nei primi mesi dell'anno, soprattutto in A1; il bando della Russia dalle competizioni (non per la legittimità, che non discuto, ma per gli effetti sul movimento russo); l'incarcerazione di Brittney Griner; la rinuncia di Costa Masnaga all'A1 (per il tramonto dell'utopia di un nucleo di giovani fatte in casa che arriva due volte di fila ai playoff); il tracollo di Venezia in finale di EuroCup

sabato 7 gennaio 2023

L'Aiasp e la spina delle statistiche

L'AIASP (Associazione statistici pallacanestro) ha pubblicato 3 giorni fa il post su Facebook che riporto qui sotto, riferito a S. Giovanni Valdarno-Ragusa, e vengono citati anche errori negli assist di Crema-Virtus Bologna.

Sostanzialmente, al di là delle imprecisioni sui tiri dal campo/rimbalzi/palle perse, gli errori grossi sono negli assist. Ma non c'è la tesi del complotto per gonfiare le cifre delle "solite raccomandate", bensì semplicemente, come si vede, c'è imperizia nel registrarli, cioè ne beccano uno ogni 3 o 4... A quanto pare è difficile memorizzare due informazioni in un colpo solo, cioè chi ha tirato e chi ha passato la palla. Vedi Gina che tira e fa canestro, ok, ma crisbio, chi le gliel'ha passata? Mannaggia, chi se lo ricorda. E quindi l'assist non compare.

A proposito delle statistiche, risulta che a metà novembre la Lega ha inviato alle società una circolare firmata dal presidente Protani, in cui raccomandava di non concedere più l'accredito ad addetti a statistiche non autorizzati, che fanno rilevazioni abusive mentre l'unico servizio autorizzato è quello di Genius Sport.

lunedì 2 gennaio 2023

Milazzo va chiamata in Nazionale?

Ho sempre sostenuto la tesi per cui la Nazionale non dev'essere la somma delle giocatrici di miglior rendimento in campionato ma la miglior squadra possibile, e come ben sai una buona squadra è fatta da prime punte e da elementi di utile complemento.

Detto questo, è evidente che l'Italia attuale ha un problema di carenza di prime punte, ma secondo te si può credibilmente sostenere che Milazzo risolverebbe questo problema? Se mi citi Sottana (per quanto forse non sia più quella di qualche anno fa) posso darti ragione, ma Milazzo a livello internazionale può fare la protagonista?
Altra cosa è dire che Milazzo meriterebbe la convocazione più di Attura (ad esempio) perché sta giocando molto meglio di lei. Questo è un criterio, sul quale non sono d'accordo per i motivi detti sopra, però non è per forza sbagliato. Dico però che non ci cambia le sorti avere Milazzo o avere Attura, solo perché Milazzo sta facendo più di Attura in questo campionato.
Se poi succede che Lardo chiama Milazzo e non Attura (o chi per essa) perché Milazzo ha giocato meglio durante l'anno, per me va bene ma non trovo minimamente scandaloso se avviene il contrario, perché Attura (e altre) hanno dimostrato di essere utili nel collettivo della Nazionale durante le partite di qualificazione.

Milazzo sta facendo ottime cose, ma questo non ci dice nulla sul fatto che in un contesto di tutt'altro tipo come le competizioni internazionali saprebbe fornire lo stesso rendimento. Siamo al solito discorso: la Nazionale dev'essere un premio per chi fa meglio in campionato, indipendentemente dalla squadra in cui gioca, a costo di mettere insieme 12 prime punte, oppure dev'essere la selezione di chi, con ruoli diversi (cioè alcune protagoniste e altre gregarie), può meglio fornire qualcosa alla causa?