Nuova frittata in trasferta per Venezia nei playoff di Eurocup. Dopo quella con Sassari, peraltro già rimediata nel finale dell'andata, stavolta le lagunari si... spiaggiano in Israele, nel palazzone sovradimensionato (evidentemente lo stesso della squadra maschile) dell'Elitzur Holon, classica squadra di livello medio/mediocre ma comunque competitiva grazie a un pugno di americane che sanno il fatto loro.
In realtà sembrava tutto liscio per Venezia, che esercitava una chiara supremazia fino all'intervallo, 33-44 dopo aver toccato poco prima un +12. Brillante la penetrazione centrale di M.Villa allo scadere, così come era maiuscola la prova fin lì del talento longobardo.Ancora per 4 minuti andava tutto secondo copione, 37-49 al 24', poi l'inopinato spegnersi della luce per la Reyer, che da lì incassava un rovinoso 46-19. Cosa racconta la scatola nera del disastro? Innanzitutto uno sbando difensivo che concedeva canestri dalla media e da sotto (parziale di 10-0), cioè soluzioni facili per ridare fiducia a una squadra che fin lì non sembrava averne molta. Di riflesso, Venezia perdeva costrutto in attacco, anche se in qualche modo stornava il sorpasso almeno fino alla fine del 3° quarto, quando Holon metteva la testa avanti ma Villa replicava subito con un gran "coast to coast" in accelerazione sulla sirena (58-59).
Ma il crollo era solo rimandato. Un altro 10-0 in 3'40" di inizio 4° periodo lanciava al vantaggio definitivo Holon. Lampante il divario di energia, con le Usa di Holon dominanti in penetrazione e a rimbalzo offensivo. A quel punto c'era solo da limitare i danni in vista del ritorno, e il 74-67 a 2' e rotti dalla fine poteva essere un affare accettabile, vista la mala parata; ma le orogranata combinavano un'altra frittata subendo un 9-1 comprendente un paio di “perle” come un passaggio di apertura (da rimbalzo difensivo o da rimessa, non ricordo) regalato alle avversarie, e il canestro finale incassato sulla sirena, da rimessa, dopo che Kuier aveva segnato un libero a 1” dalla fine.
Insomma un 83-68 tecnicamente inspiegabile guardando alle potenzialità delle due squadre e anche a quello che è stata la partita per due quarti e mezzo. Senza dubbio Venezia paga l’assottigliamento del roster causa infortuni, però è mancata sul più bello in giocatrici-chiave, segnatamente le straniere.
I mezzi per ribaltare la suddetta frittata ci sono, ma è il secondo campanaccio d’allarme di fila dopo quello con Sassari (se vogliamo doppio, cioè l’andata di Eurocup e il recente k.o. in campionato).
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