domenica 15 gennaio 2023

A2 Nord: i big match premiano Costa e Sanga

Vittoria di Costa sorprendente non tanto il risultato, giacché si tratta della quarta che batte la prima, ma il modo in cui è maturato. Dopo due quarti finiti 30-28 sembrava che la partita si stesse incanalando senza troppi sussulti dalla parte più attesa, quella di Castelnuovo, che toccava due volte il +11, una nel terzo e una all'inizio del quarto. Costa non riusciva a sviluppare quel giuoco ad alto ritmo che sulla carta pareva la sua arma principale da mettere sul piatto contro una compagine più esperta e superiore nel giuoco a difesa schierata e a ritmi compassati.

Invece, inopinatamente, Castelnuovo segnava la miseria di 5 punti dal 31' in avanti, lasciandosi infilzare dalla giovine banda avversaria, la quale ha avuto il merito di gestire benissimo gli ultimi palloni ma che, in precedenza, dopo aver ricucito da meno 11 a meno 1 aveva mancato una serie abbondante di occasioni per il sorpasso. Era lecito pensare che, se lo sfidante fallisce nel premere il grilletto quando ha a disposizione la tempia del più forte, quest'ultimo alla fine si risvegli e gliela faccia pagare. Invece no, perché Costa ha sorpassato a -30" con un taglio ben eseguito sulla linea di fondo da parte di E.Villa, altrettanto ben servita da Bernardi (se non erro); dopodiché l'ex di turno Baldelli ha cavato un fallo su arresto e tiro a centro area e ha segnato i due liberi; poteva essere la stoccata della veterana, invece dopo il timeout Costa ha costruito un'altra buona azione, conclusa da Bernardi in entrata sul lato destro, però francamente in entrambi questi due canestri di Costa c'è stata una difesa non "da Castelnuovo", perlomeno non da squadra che era 12-0 prima di perdere con Udine nel turno scorso e adesso appunto con Costa.
Vero è che mancava il pilastro Gatti che proteggendo l'area avrebbe potuto rendere più difficile questi approdi avversari al ferro, ma le piemontesi avevano a disposizione materiale sufficiente per evitare un epilogo del genere.
Castelnuovo è parsa a corto di condizione nel finale. Forse hanno inciso gli infortuni e problemi fisici vari per cui qualcuna non è ancora entrata in forma e altre invece si sono spremute per sopperire alle assenze nella prima parte. O magari non c'entra nulla di tutto questo, considerando che a Udine non era stato il finale il problema ma l'inizio (meno 13 dopo un quarto). Però il campanaccio d'allarme c'è.
Dal lato di Costa penso che sia un bel passo avanti sul piano della maturità: a inizio stagione avrebbe avuto bisogno di una prova sugli 80 punti, o almeno 70, per battere una Castelnuovo, ancor più a casa sua. Invece ieri l'ha portata casa con il 34% da 2 e il 29% da 3 con 57 punti.

In precedenza l'altro big match del girone ha visto Milano battere Udine e quindi, col senno di poi (cioè la sconfitta di Castelnuovo un paio d'ore poscia), ritrovarsi solitaria al comando.
Ho assistito dal vivo agli ultimi due quarti, quelli meno scoppiettanti offensivamente dopo il frizzante 40-39 della prima metà.
Dopo un +9 procacciato da uno sprazzo di tiro da fuori di Novati, Udine ha stretto bene la difesa, limitando i servizi a Van der Keijl che aveva dominato i primi due quarti (nel duello fra super-torri di quasi 2 metri contro Turmel). E' arrivata così due volte al pareggio (56-56 al 30', 58-58 al 32') ma mai al sorpasso: caratteristica confermata da questo Sanga è di avere sì dei cali nell'arco della partita, ma di saper sempre reagire. L'errore di Udine a mio parere è stato di forzare qualche tiro di troppo, soprattutto con Bacchini e Ronchi, quando sembrava avere il pallino della partita in mano: così il momento migliore è passato senza riuscire a prendere il comando, mentre il Sanga, che ha continuato ad attaccare con pazienza (a costo di commettere alcune infrazioni di 24"), a lungo andare ha aperto un paio di crepe decisive nel muraglione friulano, mandando a canestro VdK e Toffali, mentre a Udine non è più riuscito nulla: 13-6 lo stitico parziale dell'ultimo quarto. Finale 69-62 con 2-0 per Milano negli scontri diretti e prima sconfitta per Udine dopo 12 vittorie di fila, striscia iniziata appunto dopo il k.o. all'esordio con le longobarde.

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