- Benedetto sia Lucchesi, ma anche maledetto.
Perché se ci avesse avvisato prima, che erano le sue U16 il vero cavallo su cui puntare quest'estate, ci saremmo risparmiati (almeno in parte) molti rantoli e sofferenze. Credevamo infatti di aver esaurito, con quel 5° posto non certo pessimo ma con molti rimpianti, le cartucce spendibili per una medaglia. E di dover masticare amaro se non amarissimo, ovvero un piazzamento mediocre o addirittura una retrocessione, in quest'ultima kermesse dell'estate. Questo perché lui stesso, il coach delle tante glorie giovanili azzurre recenti, aveva avvisato tutti quanti: "L'Under 16 soffrirà tantissimo. Qualcuno dirà che metto le mani avanti, ma vi garantisco che soffrirà molto". Parole testuali (ma il concetto lo aveva già espresso in precedenza) da una puntata della trasmissione curata dall'utente Garbo per "All-Around", cui Lucchesi partecipò; si era, se non erro, ai primissimi di maggio.
Sembrava inevitabile credergli, anche perché, dopo che Lucchesi medesimo si era salvato nel modo più stentato e rocambolesco, con le U18 all'inizio dell'estate, non c'era da illudersi che stesse bluffando. Sono sicuro, del resto, che fosse sincero.Poco più di 3 mesi e mezzo dopo, ci ritroviamo con un bronzo che poteva addirittura essere un metallo più pregiato, considerando che all'Europeo turco di Izmir (Smirne per i classicisti) abbiamo perso al supplementare contro chi ha vinto l'oro, la Francia, in una fotocopia brutale di quanto avvenuto in U20, con la non lieve differenza che la botta di sfiga è giunta in semifinale e non nei quarti, sicché c'è stato modo di rimettere insieme i cocci e prenderci la medaglia.
- E dunque che è successo tra quella fosca previsione lucchesiana e la gioiosa cavalcata che ci ha portato sul podio d'Europa per l'ennesima volta? Che nel frattempo le finali nazionali U15 e U17 hanno fatto emergere qualcosa di più interessante del previsto (ma questa è solo un'ipotesi mia); e di sicuro lo staff è riuscito a trasformare le settimane di raduno in un gigantesco cantiere in cui, partendo dalle fondamenta, s'è costruita una casa solida che ha massimizzato i nostri pregi e nascosto i difetti, come da tradizione delle nostre nazionali giovanili nell'ultimo quindicennio, perlomeno quelle con i gruppi meno dotati dal punto di vista del talento fisico e tecnico. Identità difensiva (dopo i quarti eravamo a meno di 50 punti subiti di media), attacco bilanciato, con Baldassarre e Giacchetti prime punte ma con molta democrazia e intercambiabilità fra le top scorers. Si è creata cioè un'ideale via di mezzo fra i due estremi che avevano condizionato in negativo le spedizioni U20 (troppa dipendenza da alcune singole) e U18 (carenza di punti di riferimento sicuri).Poi è chiaro che c'è voluto anche un pizzico di fortuna (a parte ovviamente la semifinale) ma quella serve sempre nei tornei, tranne a chi domina in stile...Dream Team 1992, ma chi ci può riuscire a livello giovanile? Pochissimi e non certo noi.- Il nostro girone si è rivelato privo di corazzate, ma non certo scarso, visto che 3 squadre su 4 hanno poi superato gli ottavi. Israele, l'unica di livello inferiore, era l'avversaria ideale per debuttare prendendo fiducia; missione compiuta con un franco 82-55, già +17 all'intervallo, con la coppia campobassiana Giacchetti (23)-Baldassarre (16) protagonista insieme alla fromboliera Ostoni (13). Rassicurante: quantomeno siamo competitivi.Giunge poi una sconfitta in volata con la Croazia, squadra dall'impostazione pressoché opposta alla nostra: tutto in mano a 3 super-attaccanti (Bilic, Arnautovic e soprattutto la massiccia '08 Vukosa), curiosamente finite poi ai primi 3 posti della classifica marcatrici. Da meno 9 all'intervallo rimontiamo ma, nell'ultimo minuto, la Croazia va a +3 con un libero, noi facciamo 2/2 con Giacchetti ma perdiamo troppo tempo a spendere un fallo per andare in bonus, poi un altro per mandare in lunetta le avversarie, le quali fanno ancora 1/2 (56-58) ma c'è poco tempo per organizzare un buon tiro; la conclusione in arresto dalla media di Baldassarre (17 punti come Giacchetti) non è peraltro mal presa, ma non tocca neanche il ferro.Esito che torna ad alimentare il pessimismo qui in patria, giacché se perdiamo anche con la Polonia, la quale alla prima giornata ha battuto la Croazia di 2, finiamo terzi con un tabellone che ci darebbe in pasto alla Francia nei quarti (ammesso di superare gli ottavi): eviteremmo volentieri visto che è già successo nell'Euro U20.Ecco invece che la sorte ci strizza l'occhiolino, ovviamente non senza nostri meriti. Contro le polacche arranchiamo a lungo (meno 6 all'intervallo, meno 4 a fine 3° quarto), ma ribaltiamo tutto con un 16-8 nell'ultimo periodo, con la chiave difensiva che diventerà da lì in poi la nostra impronta. Da 49-49 in volata segna un canestro e poi un libero Zanetti; Gorini replica a un canestro polacco; sul 54-51 resistiamo e poi Hassan fissa il risultato (55-51) con un libero. Proprio la 2009 romana è la matadora di giornata: 18 punti e 16 rimbalzi; Cerè 8+11 rimba; Zanetti 9 punti. Il tutto in una serata in cui Giacchetti e Baldassarre collezionano 2/15 al tiro: qui l'altra chiave della nostra spedizione, come detto prima: non dipendere da nessuna.- E quindi? Si va al pallottoliere e si scopre che il nostro +4 ci regala il primato nel girone grazie al +2 in classifica avulsa contro lo 0 della Croazia e il -2 della Polonia. Ecco la divergenza dei destini fra U20 e U16: le Villa e compagne persero una partita ma con la squadra "sbagliata", finendo seconde e in bocca alla Francia; la sconfitta delle U16 viene invece sterilizzata e ci si ritrova con un tabellone non proprio al lattemiele, ma insomma promettente.
Va sfruttato, però, e non gettato alle ortiche. Il 15 e 16 agosto ci godiamo la doppia prova di solidità per le nostre nelle prime due partite a eliminazione diretta. Negli ottavi, contro la Grecia, tutto liscio con un 38-23 all'intervallo e un 56-35 finale dopo un secondo tempo da 18-12 in 20'; difesa ermetica, attacco buono finché c'era da spingere. Baldassarre 11 punti, Ostoni 9, D'Este 8+12 rimba.E quindi, primo obiettivo raggiunto: non finiamo nel tabellone-salvezza. Tutte le categorie ancora in Division A nel 2024. Ormai, però, abbiamo appetito; di tremori, umiltà strisciante e pronostici al ribasso abbiamo fatto un bel falò che arde nelle notti intorno a Ferragosto.Il quarto di finale con la Serbia è più duro, ma ben condotto dall'Italia, che va a +4 all'intervallo, poi a +9 all'ultimo riposino; qualche brivido quando siamo solo a +3 con 5'30" da giocare, ma riprendiamo le redini. Finiamo 53-46, ancora la difesa da ringraziare più di tutto. Hassan ha 14 punti, D'Este 8+10 rimba. Brave, crisbio, brave; siamo già ai Mondiali U17 del 2024: casse Fip, preparate l'esborso, visto che pure i maschi ci andranno, a differenza di quest'anno in U19.- Mentre la Finlandia fa fuori la Croazia di un punto nel quarto più equilibrato, salvo poi farsi massacrare dalla Spagna (crollando dopo aver retto alla pari due quarti), noi affrontiamo la semifinale "impossibile" con la Francia. La quale ha fatto +50 col Portogallo negli ottavi e +19 con la Polonia, che noi abbiamo battuto solo con gran fatica. Hanno 6 giocatrici accreditate tra l'1.84 e l'1.97. Eppure, come nelle U20 ci accorgiamo, piacevolmente sorpresi, che riusciamo a resistere a tutti i loro tentativi di fuga (18-12 al 10', 30-29 al 20', 44-43 al 30'). Col passare dei minuti cresce la sensazione di "déjà vu";
ma intanto siamo lì, la questione è solo cambiare il finale della storia rispetto alle "grandi".Riusciamo addirittura, in volata, a mettere la testa avanti, da 50-53 a 54-53. Nella roulette di episodi finali, la pestifera '09 Broliron segna in entrata il +2 francese, ma Giacchetti trova il guizzo, peraltro l'unico della sua partita, e pareggia a -3": 58-58, overtime.Incredibile come la storia si ripeta. Purtroppo non riusciamo a impedire che la Francia riprenda a fare l'andatura, costringendoci a inseguire (60-65, 63-67 su rimbalzo in attacco, costoso); e ancora con caparbietà arriviamo a un punto con una tripla di Baldassarre (66-67 a -1') ma non segniamo più; allo scadere Ostoni prova da 3 ma è difficile, va sul ferro: 66-69 per loro. Una balda Baldassarre chiude a 19 con 3/6 da 2 e 4/6 da 3; Hassan fa 10; ci tradisce offensivamente Giacchetti con 1/15 (anche se, come detto, quell'uno è valso il pareggio al 40'), pur con 8 assist all'attivo.- Viene da piangere sul latte versato ma è un pericolo da stornare immediatamente, perché se restiamo con testa e fisico alla fatica e alla delusione di oggi, perdiamo tutto e torniamo a casa con la medaglia di legno, perché di fronte, nella finale 3° posto, c'è una Finlandia che è andata in albergo a riposarsi 3 ore prima di noi e ha tirato i remi in barca dopo 3 quarti, sicché ha speso un decimo rispetto a noi. E' chiaro che qui la strategia più logica è cercare di scappare avanti finché le energie ci sorreggono, poi resistere in trincea quando il serbatoio andrà in riserva.E' quello che succede. La solita difesa è alla base di un 15-8 al 10' e un 31-23 al 20'. Nel 3° quarto però le barriere cedono, le finniche ci fanno 20 punti e impattano sul 43-43 al 30'. Lì le nostre raccattano tutto quello che rimane e vanno sul 59-52 a 3' dalla fine. A quel punto la benza è esaurita; nel finale collezioniamo solo errori; la Finlandia ci rosicchia quasi tutto, fa meno 1 su rimbalzo in attacco a -7 secondi.Timeout, rimessa in zona d'attacco per noi. Che combiniamo? Infrazione di 5 secondi. Palla a loro. Invochiamo tutti i santi e le madonne; ci esaudiscono. Le nordiche sbagliano in entrata; la palla è toccata fuori da noi e hanno un'altra possibilità, ma mancano solo 2" e riusciamo a deviare la palla prima che tirino. Finisce 59-58, siamo bronzo.
Ancora Baldassarre ci guida in attacco (17 punti con 4/9 da 3); Cerè e Giacchetti 9; importanti i 10 rimbalzi di Minora.- In finale 1° posto la Francia conferma il titolo dello scorso anno, mostrando a sua volta di non pagare (o pagare solo in parte) la maratona della sera prima. L'arcirivale Spagna è piegata in volata, anche stavolta con Broliron incisiva; suo il 2/2 del 64-60 a una quindicina di secondi dal termine. Subito dopo, la Spagna sfiora il miracolo con una tripla dall'angolo che potrebbe entrare col fallo, invece gira sul ferro e sui 3 liberi ne viene segnato solo 1. Loubens chiude i conti con due liberi per il +5, poi ritoccato in modo ininfluente da ambo le parti (67-63 conclusivo).E dunque la Francia chiude il suo 2023 europeo giovanile con 2 ori e un argento; per la Spagna nessun oro ma logicamente ha puntato soprattutto sul Mondiale U19 (argento, quasi oro).Nel quintetto ideale, mentre l'mvp è la transalpina Risacher (figlia d'arte dell'ex nazionale maschile Stephane), trova posto per noi Giacchetti, in lacrime appena dopo la sirena con la Finlandia: scelta forse generosa nei suoi confronti e penalizzante per Baldassarre, che ha fatto sicuramente meglio in attacco nelle partite decisive (e anche nel complesso, con 13 punti di media contro i 9,9 della compagna di club). Ma è stata apprezzata, credo, la completezza nelle varie fasi del giuoco, avendo chiuso al 4° posto assoluto negli assist e al 2° nelle palle rubate. Il suo calo offensivo nel finale della competizione può spiegarsi con energie al lumicino dopo aver già giocato l'Euro U18. Certo era curiosa, nella foto delle premiate, la differenza di statura fra la nostra (accreditata di un 1.78 un po' eccessivo) e le giganti che la circondavano: un simbolo, se vogliamo, di quello che siamo riusciti a ottenere lottando per rovesciare un'inferiorità di potenziale.- Considerazioni finali. Chiudiamo la campagna 2023 su una nota alta, che non cancella quelle basse ma conferma il nostro ritmo di una medaglia all'anno (dal 2008 siamo a 15 in 14 estati e mezza; perché "e mezza"? Well, perché il 2020 si è perso del tutto, mentre nel '21 c'era solo il Mondiale U19 per il conteggio; se vogliamo considerare il Challenger U20, in cui fummo oro, saremmo a 16 medaglie; ma era solo un torneo).Il gruppo meno atteso ha ottenuto il risultato migliore: a volte succede. Se le U18 sono quelle che hanno fatto peggio sul piano dei risultati (ma sul piano emotivo, che roba la loro salvezza), la pecca maggiore è forse la partecipazione strutturalmente anonima (cioè era difficile che andasse meglio di così, viste le assenze nostre e il livello della competizione) al Mondiale U19. Le U20 hanno avuto il demerito di perdere con la Lettonia e di sbagliare il tiro per vincere con la Francia, ma se la roulette si fermava sulla casella giusta stavamo parlando di una medaglia del tutto logica.Insomma confermiamo la presenza in tutte le Division A, ci prendiamo il biglietto-Mondiale in palio e arricchiamo la bacheca; solo Francia e Spagna si confermano meglio di noi, se si fa un bilancio complessivo. Le altre, o hanno una squadra in Div. B, o non hanno preso medaglie, o comunque nella sommatoria totale sono dietro.- C'è una morale in tutto ciò? Forse nessuna, ma la questione è quella già più volte discussa: se le sconfitte sono "specchio esatto", "fotografia inequivocabile" di tutto ciò che non funziona nel movimento, allora anche le vittorie per onestà intellettuale dovrebbe essere quantomeno spia di qualche merito alla base (non solo, cioè, un miracolo occasionale del c.t. di turno).
Personalmente sarei per vivere il risultato del momento con meno enfasi, sia nel bene che nel male. Ma è difficile in un'epoca in cui, tanto per fare sociologia spicciola, a differenza di una volta in cui a malapena ci giungevano i risultati coi segnali di fumo, adesso possiamo scrutare in diretta, e rivedere all'infinito, ogni millisecondo delle partite delle nostre azzurrine, e viene da trattare una semifinale 9°/12° posto Under 10 come se fosse la finalissima olimpica. Magari a freddo, ripensando a tutto quanto, ci accorgeremo con sollievo di non essere quei cessi che a volte ci dipingiamo.Naturalmente il discorso vale per le giovanili; la Nazionale senior sarebbe un altro capitolo ma ormai tanto vale guardare al futuro. Ecco, forse la morale del bronzo U16, a tirarla fuori per i capelli, è appunto che quando non ti aspetti nulla possono succedere sorprese piacevoli. Solo che non aspettarsi ancora nulla dopo quasi 30 anni che non otteniamo appunto nulla sarebbe difficile anche per Giobbe, quel tizio della Bibbia che era noto per la pazienza.
Ma intanto viva Lucchesi, viva le sue ragazze di bronzo.