- Eravamo da medaglia, in questo Europeo U20 in Lituania, ma non l'abbiamo portata a casa. E siccome questa è un'estate di vacche magre, ci siamo giocati l'unica vera carta a disposizione per metterci qualcosa al collo, com'eravamo piacevolmente abituati (forse viziati) nell'ultimo quindicennio.
Chiaro, rimane l'apprezzamento per un crescendo finale come squadra e per le prestazioni di alcune singole; e diciamo pure anche per la qualità del gioco in vari frangenti, in cui le nostre erano davvero belle da vedere. Però purtroppo è tutto secondario rispetto alla sostanza di un grande obiettivo mancato per sfumature: per errori fatali nella partita al tempo stesso più bella e più disgraziata della nostra estate azzurra (ovviamente quella con la Francia); e in precedenza per aver perso, in questo caso non per episodi ma per inferiorità nell'occasione, contro la Lettonia.- Si è parlato di "esperimenti" di Mazzon nella prima fase. Ma credo sia stato inevitabile (riusciti o meno che fossero): abbiamo dovuto usare la prima fase come laboratorio per trovare un'identità e un assetto definiti, dopo una preparazione a spizzichi in cui s'era aggiunta strada facendo M.Villa e poi il trio E.Villa-Cancelli-Blasigh dai Mondiali U19, cioè non proprio quattro secondarie nel tessuto della squadra.
Il girone di Vilnius non era infernale ma si è rivelato uno dei due più competitivi, che hanno portato 3 squadre su 4 ai quarti di finale; e anche il peggiore, il Belgio, poi retrocesso, era dignitoso, visto che ha esordito battendo la Lettonia.
Da questa riffa siamo usciti con due vittorie non semplici e una sconfitta costosissima. Partiamo con un 71-54 sulla Turchia che nasconde un andamento in realtà per più di 3 quarti aperto, anche con noi sempre avanti (+4 sia al 20' sia al 30'); verso metà ultimo periodo si scatena M.Villa (21 punti con 8/14 + 4 assist) e cala il sipario; in precedenza soprattutto Ronchi in evidenza (20 con 8/15). Si palesa la nostra maggiore pecca di questa prima fase: i troppi tiri liberi concessi, 33 (27 a segno), contro delle turche non irresistibili.
Ecco poi la fatal Lettonia. In quel momento era difficile prevedere l'argento delle quasi-padrone di casa, però le varie Jasa (29 punti), Sila e compagne hanno ben impressionato. Non abbiamo mai dato l'impressione di poterla vincere, salvo una speranza accesa verso metà ultimo quarto da un avvicinamento a meno 3, firmato da E. Villa e Ronchi, ma presto respinto dalla Lettonia, per il resto avanti in doppia cifra dopo il break del 2° quarto (32-43 al 20', 51-63 al 30'; finale 69-76). Qui abbiamo M. Villa a 20 con 9/18, 8 rimbalzi e 4 assist, non certo male ma forse è stata la sua prova meno brillante, almeno nel confronto con la leader avversaria Jasa; così-così anche Ronchi (14 con 2/10 dal campo anche se 9/11 ai liberi); bene invece Mbengue (13+9 rimbalzi). Ma al di là delle singole è nuovamente una fragilità difensiva a pesare, sotto forma di una mole di tiri liberi concessa alle avversarie (31/42 addirittura).
C'è lo spauracchio-Spagna da evitare negli ottavi (in realtà poi magari la battevamo, giocando come contro la Francia; ma "se mio nonno aveva le ruote...", eccetera),
- La sorte non ci perdona la sconfitta con le lettoni, le quali battono la Turchia finendo in testa, con noi seconde e la Francia in agguato nei quarti: la sensazione cupa - che i fatti confermeranno pur andando vicinissimi alla smentita - è di esserci già fumati la medaglia. Simile a quando abbiamo perso con la Rep. Ceca all'Europeo senior e ci saremmo trovati anche lì la Francia sulla strada in caso di quarti di finale (in quel caso abbiamo risolto il problema facendoci... cacciare prima dal Montenegro, ma è altra storia; l'analogia sta nel pagare carissima una sconfitta evitabile).
Prima di cianciare di Francia, però, andava superato il Montenegro negli ottavi, altrimenti era giusto andare a casa con disonore. Non dispiaceva rifarsi (anche se molto parzialmente) della debacle a Eurobasket senior, di cui era superstite la temibile Lekovic nelle fila avversarie. La quale ha segnato sì 17 punti, ma senza incidere davvero sull'andamento. Ben marcata, anzi braccata, anche M.Villa, intelligente però a lavorare per la squadra (9 punti, 10 rimbalzi, 7 assist) lasciando che le danze realizzative le guidassero le ispirate Ronchi (21 con 11/11 ai liberi), E. Villa (20 con 8/16) e di nuovo Cancelli (12+10 rimba). Una partita condotta con autorità dalle nostre dal 2° quarto in poi, con parzialone di 29-15 nel terzo a chiudere tutto in anticipo; alla fine 79-64. Nota importante, finalmente più tiri liberi guadagnati che concessi (24 contro 16).
- Si era notato insomma un "clic" nell'interruttore della luce delle nostre, rimasto stabilmente sull'"on" contro il Montenegro dopo aver oscillato spesso fra acceso e spento nella prima fase. Che questo bastasse per giocarcela alla pari con la Francia, però, credo fossero pochi a crederlo.
Piccolo segnale di speranza a cui aggrapparsi era il bilancio lusinghiero del nostro gruppo negli ottavi (3 su 4 avanti, come detto) e quello scadente del gruppo della Francia (unica a passare). Ma non sembrava abbastanza.
(fine 1. parte - continua)
Nella foto: la vittoria sul Montenegro ci ha dato una nuova dimensione dopo un'incerta prima fase.

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