sabato 14 luglio 2012

Diario (112)

Dal 6 al 10 luglio

--> Sticazzi, Comense! Eravamo rimasti alla funesta conferenza stampa del 5 luglio, con l'annuncio che, se l'attività senior era chiusa, quella giovanile continuava. Si presumeva, cioè, che il vivaio andasse avanti come prima. Invece, ieri (lunedì 9), s'è diffusa una notizia-shock, poi confermata dai giornali: la società non ha fatto la riaffiliazione alla Fip, che scadeva anch'essa il 5, di conseguenza oggi è come se non esistesse più. :woot: :woot: Per fare attività dovrebbe creare un nuovo club da zero. E le giocatrici, dalla più grande alla più piccola, sono libere come uccel di bosco (ovviamente Spreafico e Pasqualin potevano già chiedere lo svincolo per via della mancata iscrizione all'A1). Insomma, il vivaio nerostellato è anch'esso raso al suolo. Una svista clamorosa? Pare di no: Stefano Pennestrì, sul "Corriere di Como", afferma che "è stata una precisa scelta della società per fattori di natura economica". Ovvero, evidentemente non c'erano danari neanche per la riaffiliazione. Quanto sono gravi i guai della famiglia di patròn lariani? Certo sono altrettanto gravi, anzi peggio, i guai per il basket comasco. Ci sarà, forse, una diaspora delle giocatrici più pregiate, sia senior che del vivaio (oltre a "Sprea" e "Pasqua" ci sono varie ‘91 non da A1 ma bravine, tipo Mandonico, Bossi, Tunguz, poi le ’95 Smaldone e Mistò, le ’97 Diouf e Rossi, e sicuramente ne dimentico; mentre Maffenini è un caso a parte perché dovrebbe ritornare di proprietà-Cantù, non essendo stato saldato il parametro con cui fu svincolata l'anno scorso), ma molte rischiano di smettere se non c'è un "piano B". Un territorio intero è privo del suo punto di riferimento fondamentale. Le bambine del minibasket e le tredicenni cosa faranno? Si daranno al volley e al nuoto? Viene da piangere. :cry:
Quel che sta succedendo laggiù (o meglio lassù, vista la latitudine nord) è talmente surreale che, dopo il lutto di settimana scorsa, ora prevale lo sconcerto. Lo shock è tale che nessuno sembra avere in mente nulla per salvare il salvabile. Il contesto non aiuta. L'impressione, da parte di uno che non abita in provincia di Como ma solo vicino (cioè io), è che sia un periodo di crisi per la provincia nel suo complesso: il capoluogo sta vivendo una stagione politica convulsa e la classica floridità economica locale sembra un ricordo. Recentemente sono passato dal mobilificio dove avevo comprato una camera: chiuso. Sono passato dal ristorante che m'aveva organizzato il pranzo di nozze: chiuso, al suo posto c'è un locale di slot machines. La stessa Cantù di basket maschile sembra in ridimensionamento. E persino Marco Ranzani, il personaggio radiofonico creato da Linus, quello che faceva la parodia degli stereotipi del “bauscia” brianzolo, mi sa che non se la passa bene. :blink: Questo per dire che intorno alla Comense, tramontato Pennestrì, rischia d'esserci il nulla pneumatico.

--> Nazionale, provaci tu a portare un raggio di sole. La squadra di Ricchini timbra il cartellino in Lussemburgo, e domani (mercoledì) a Latina se batte la Grecia va agli Europei con un turno d'anticipo. Poco da annotare, ovviamente, sulla tenzone lussemburghese, se non che dopo un quarto eravamo... solo a +1 e a metà gara +11 (ma c’erano minuti equi per tutti). Spreafico notevole con 19 punti in 21 minuti, 5/6 da 3, che le sono valsi un titolo elogiativo dal sito Fiba. Lenitivo piacevole per la profuga di Como, che secondo voci sarebbe vicina a Lucca.

--> La Magika Castel S. Pietro ha vinto lo scudetto Under 15, domenica 8. In finale dominato 69-42 l’Arcobaleno Carrè. Santucci e Franceschelli le due individualità di spicco delle neo-campionesse, almeno dal punto di vista realizzativo. In semifinale perdono S. Raffaele Roma e Triestina, mentre il Geas è uscito nei quarti con le future tricolori: sfuma dunque l’utopia di un tris di scudetti, ma obiettivamente qui Sesto non era favorita. Anche se ha legittimato il titolo lombardo (vinto per differenza canestri) risultando l’unica delle 4 della regione a passare il turno: già detto nella scorsa puntata che la Comense ha perso proprio col Geas ma sono uscite subito anche Bergamo e Busto Arsizio. L’impressione, mescolando questi risultati col Trofeo delle Regioni e con l’equilibrio del campionato regionale, è che queste ’97 lombarde, dopo gli splendori delle ’95-96, siano un buon numero di giocatrici capaci, ma che per ora manchi il picco di valore assoluto, sia come individualità che come squadra.

--> Si vocifera che Alcamo potrebbe rientrare in A1 dalla finesta, tramite una deroga ai termini d’iscrizione. Ma è solo un’ipotesi. La data fondamentale dovrebbe essere sabato 14 con il Consiglio federale a decidere ripescaggi e reintegri. Intanto non è che i dubbi intorno ad altri club, in primis Taranto, si siano risolti. Mentre sul Geas trapela che non tutte le italiane senior accetteranno il ribasso dell’ingaggio: le più accreditate per dire no e salutare sarebbero Zanon e Zanoni, mentre Crippa e Arturi rimarrebbero. Certo che Crippa, ormai nazionale fissa, intorno alla doppia cifra di media lo scorso anno, ha l’unica sfiga di essere nata nell’89: dieci anni fa probabilmente i club di A1 si sarebbero sbranati per averla. Ma anche due anni fa, magari, se sono vere le cifre che s’attribuiscono al biennale di Modica con Umbertide, la quale Modica è indubbiamente stata un’ottima giocatrice ma ora vale molto meno di Crippa. E però Modica prenderà circa il quadruplo di Crippa, a meno che il suo procuratore Roberto Galli non s’inventi qualche giuoco di prestigio. :cry:

--> E’ iniziata la settimana decisiva al torneo misto di Binzago. Oggi (martedì 10) sono finite le eliminatorie, domani e dopodomani i quarti di finale, sabato semifinali, domenica 15 le finali. Tutte le informazioni, dai risultati agli ingredienti usati per i pizzoccheri (una delle specialità della gastronomia presente in loco) si trovano qui.
Devo ammettere che l’effetto-palliativo di cui parlavo le volte scorse, cioè che il torneo aiuta a dimenticare la catastrofe nucleare in atto, funziona solo in parte. Perché poi, quando a bordo campo si parla tra addetti ai lavori, è un pianto e stridor di denti. Giocatrici che vagano con aria smarrita, senza avere la minima idea di dove giocheranno l’anno prossimo (ancor meno, di quanti danari porteranno a casa l’anno prossimo), allenatori e dirigenti che scuotono la testa commentando il crac di turno e ripetendo il mantra che “non ci sono soldi”. Anche se, in questi ultimi giorni, si sta finalmente muovendo qualcosa: prima del fatidico 5 luglio, quasi nulla. Ora, perlomeno, qualcuno che contatta gente, che sta mettendo nero su bianco (Valmadrera, Carugate, Cremona, Broni: tutti presenti con qualche dirigente o coach a bordo campo lì a Binzago), che gioca a nascondino con i nomi manco fossero segreti di stato (poi basta che vai a chiedere all’altro gli affari dell’uno, e all’uno gli affari dell’altro, e i segreti già non sono più tali). :ride:
Ma parliamo di basket giuocato in salsa binzaghese, sopportando gli uomini di torno. Purtroppo molte delle ragazze migliori, individualmente parlando, sono già eliminate o hanno poche possibilità di arrivare in fondo. Jessica Genta, che fa parte della squadra meritoriamente più “femminista”, i Black Sheep, ha chiuso in testa la classifica marcatrici della prima fase, con 79 punti in 4 partite e un massimo di 28. In squadra con lei anche Chiara Rossi, non la nota omonima play di serie A ma una più che rispettabile guardia realizzatrice di C a Mariano Comense, e Veronica Minardi, una ’92 siciliana che sta a Milano per studio e in passato giocava in A2 a Ragusa. Sarebbe un elemento interessante per il mercato, perché è un’esterna che ha fatto vedere buone doti (compreso un canestro decisivo allo scadere) e ha solo 20 anni, però sembra che non sia alla portata come cartellino (questo trapelava oggi, poi non so). :unsure: La loro squadra, di cui ha fatto parte anche Silvia Gottardi prima di partire, ieri = lunedì 7, per il suo terzo rally con la GazzaMobile, ha passato il turno (stasera ha giocato con loro pure l’ex nazionale Flavio Carera, che qualcuno di voi ricorderà sicuramente), per cui domani giocano i quarti di finale, ma è difficile che vadano oltre.
Masha Maiorano, invece, è già fuori, ultima nel girone. Giornate molto storte per lei, nonostante l'interessante look con bandana rossa durante le partite: domenica, oltre alla sconfitta che ne ha sancito l’uscita dal torneo, non è andata in doppia cifra per la prima volta dagli anni di piombo, non ha passato le eliminatorie della gara di tiro da 3 e ha perso la possibilità di vincere la classifica marcatrici, inoltre probabilmente sarà superata nella classifica realizzatori d’ogni tempo. Lo so, sembra tutto risibile visto che è un torneo, ma lei, che capisce le cose importanti della vita, ci tiene. -_- E se non altro era utile consolarsi del crac Comense, anziché aggiungere scorni su scorni. Tieni duro.
Eliminate anche Alessandra Calastri, nel frattempo diventata seconda miglior marcatrice della storia di Binzago, e Antonella Contestabile, che nella partita decisiva per passare il turno, dopo aver fatto 20 punti in 3 quarti è stata costretta dai suoi compagni maschi a un allenamento d’atletica senza toccar palla (nel senso che per tutto l’ultimo quarto ha fatto avant’indrè per il campo e non le hanno passato una boccia).
Eliminata pure Giulia De Cristofaro, a nostro parere la sorpresa più positiva (insieme a Minardi) di quest’edizione. C’è un ricambio generazionale in atto: le ragazze nate negli anni ’90 emergono (non male anche le ’91 Carolina Bossi, Stefania Mandonico e Maria Locatelli, e la ’92 Cristina Danese) e lei, che è del ’93, ha fatto vedere buone doti realizzative e anche un certo “caratterino” (un paio di mini-litigate in campo e fuori). :woot: De Cristofaro non ha avuto un ruolo di primo piano né a Carugate né nel Geas U19, però in B qualche volta aveva mostrato sprazzi interessanti, tipo 3 triple di fila o cose così. Per puntare in alto, la figlia d’arte (la madre è Miriam Cogliati) dovrebbe forse asciugare un attimino il fisico.
Potrebbero invece arrivare fino in fondo le ragazze di Valmadrera (Bussola, Cotti e Gariboldi), che hanno fatto 4 vinte su 4 nella prima fase. Mentre s’attende con ansia il possibile arrivo di Marcella Filippi, finora assente per un camp ma che, se la sua squadra giunge in semifinale, sarebbe un rinforzo di lusso. Tra l’altro pare che abbia superato la selezione della Nazionale Basket Modelle. :yes:

--> A proposito del torneo di Binzago, il sito www.canecaccia.com, che non parla di cani ma di basket delle serie minori lombarde e da un po’ di tempo segue anche le squadre femminili bergamasche, ha voluto fare un’intervista al qui scrivente per parlare del torneo. Ma in questa sede riporto la risposta a un paio di domande sulla situazione generale del femminile. Così, tanto per parlare, sperando che le attuali radiazioni atomiche prima o poi svaniscano, perché finché ciò non succede, sembra inutile qualsiasi altro ragionamento.

D.: Secondo te cosa deve fare il movimento femminile per ottenere più' seguito tra il pubblico ed i mass media?
R.: In questo momento, più che di ottenere più seguito la questione è salvare il salvabile... A livello di vertice, perché con la crisi economica sono a rischio tanti club (è notizia di questi giorni la rinuncia della Comense all'A1: ed era appena arrivata in semifinale-scudetto!): anche chi riesce a tirare avanti, fa fatica, salvo poche eccezioni. A livello di base, perché il calo di praticanti purtroppo è costante, soprattutto fuori dalla Lombardia. Difficile indicare soluzioni quando sono almeno 20 anni che si parla di questi problemi ma non si riesce a risolverli.
Non si può, ad esempio, cambiare la testa delle donne italiane medie, sia le madri sia le ragazzine, che attualmente non considerano il basket tra le prime 5 o 6 opzioni quando si tratta di scegliere uno sport da praticare... Non so se eventuali grandi risultati della Nazionale, o l'emergere di un personaggio super, una Pellegrini del basket, potrebbero cambiare le cose: al momento, comunque, non se ne vedono i segnali.

D.: Ma allora non c'è proprio nulla da fare?

R.: Qualcosa sì. E' fondamentale rivitalizzare il reclutamento: lo sanno già diverse società lombarde e sembra averlo capito anche la Federazione, di recente, con il progetto "Basket School". Miracoli non ne avverranno, ma qualche risultato sì. Mi piacerebbe poi, da parte di tutti gli operatori del femminile, che si facesse di tutto per valorizzare ciò che è positivo. Giocatrici valide ce ne sono ancora, così come partite belle e palazzetti pieni (anche se, in proporzione, spesso c'è più seguito nelle serie minori che nelle maggiori): sottolineiamo anche questo, anziché dire in continuazione che tutto è pessimo e in disfacimento, come tendono a fare gli "addetti ai lavori" del femminile, rimpiangendo un passato che non esiste più o ipotizzando cambiamenti e riforme la cui efficacia sarebbe dubbia. Se uno è nel basket femminile e ne parla solo male, perché uno dall'esterno dovrebbe interessarsi e seguirlo? Ma in realtà, al di là del pessimismo diffuso, vedo che molte società fanno un gran lavoro per coinvolgere praticanti e pubblico intorno a sé: e finché ci sono loro c'è speranza.
Infine, spero che da parte degli appassionati del maschile cessi quel disprezzo nei confronti del femminile che spesso purtroppo riscontro. "E' un altro sport", si sente dire. Certo, non ci sono le schiacciate e i rimbalzi presi sopra il ferro, se è questo che uno vuole. Eppure, come ho sentito dire qualche anno fa da Dan Peterson, una volta non c'era "il maschile" e "il femminile" ma solo "il basket": e in fondo, visto che siamo partiti parlando di Binzago, forse la lezione più bella del torneo è proprio questa.

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