"Il Giorno" attesta che la Comense ha avuto problemi fiscali. Certo che, in quel famoso articolo di maggio, Roberto De Ponti del Corriere la sapeva lunga, quando alludeva che anziché gli sponsor, avrebbero bussato quelli della guardia di finanza: non faceva nomi di società, ma la soffiata evidentemente ce l'aveva. Però i 3 milioni e 600 mila in 2 anni devono essere tasse a carico di Pennestrì come privato cittadino, non della Comense: come poteva dover pagare 3 milioni e 600 mila su un budget di meno di 1 milione all'anno? ![]()
Como, 19 luglio 2012 — L’addio alla serie A era stato annunciato lo scorso 6 luglio, quando il presidente Antonio Pennestrì, aveva ufficializzato che la Pool Comense 1872 non avrebbe partecipato al prossimo campionato. Ora sulla società sportiva, di fatto la squadra di basket in assoluto più titolata del panorama cestistico femminile, è arrivata un’altra tegola. L’Agenzia delle Entrate, ha notificato al presidente cartelle esattoriali per un ammontare di 3 milioni e 600mila euro. Sarebbero il corrispettivo, al netto, di tributi non versati negli anni 2007 e 2008, privi del conteggio di mora ed eventuali sanzioni. Solo l’omesso versamento di tasse per due anni.
In particolare, si parla di Iva, Irap (imposta sui redditi delle attività produttive) e Ires, (imposta sul reddito delle società), mai arrivate nelle casse dello Stato. La contestazione, ora formalizzata in cartelle esattoriali, deriva da un accertamento svolto dall’Agenzia delle Entrate lo scorso anno, presso la sede della società sportiva. Dall’esame dei libri contabili e delle documentazioni di versamento dei tributi dovuti, sarebbero emerse le colossali lacune legate alle due annate contestate. Notifica che è arrivata direttamente a Pennestrì, in quanto nelle società sportive dilettantistiche, il presidente è figura di riferimento, chiamato a rispondere personale menti di ogni andamento finanziario e gestionale.
Si tratta della prima fase di un iter destinato a finire davanti alla Commissione Tributaria Provinciale, dove la società – passaggio doveroso e scontato - rappresenterà le proprie ragioni sottoponendole alla valutazione di un organo differente rispetto a chi muove le contestazioni, vale a dire l’Agenzia delle Entrate.
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