Eppure Brittney Griner, il super-totem di Phoenix, è stata fuori in questa partita per problemi a un occhio. Ma Taurasi e l'ex scledense Candice Dupree hanno segnato 24 punti a testa, e Phoenix ha vinto 87-82. Per le sconfitte da segnalare anche i 20 punti di Fowles e gli 11 assist dell'altra ex scledense Vandersloot. Gran partita, questa, ma la serie era già segnata dopo le due mattanze inflitte da Phoenix alle avversarie nelle prime 2 gare. Un pizzico d'Europa tra le campionesse, con la polacca Kobryn come centro titolare in quest'ultima partita (rimpiazzando Griner) e la lèttone Jekabsone in panca, senza entrare.
Con questo titolo, e il logico "mvp" delle finali, Taurasi consolida ulteriormente la sua candidatura a miglior giocatrice dell'era attuale. Se consideriamo che ha vinto 3 titoli Wnba, 5 Euroleghe, 3 Olimpiadi più altri titoli minori e una sfilza di riconoscimenti individuali, :woot: è quasi impossibile non considerarla la numero uno assoluta.
Intanto questo è il quintetto ideale della stagione Wnba: Maya Moore (mvp), Taurasi, Griner, Candace Parker e Skylar Diggins, quest'ultima al secondo anno come Griner, a riprova della capacità Usa di produrre sempre stelle nuove. Per una lega in continua lotta per essere business (condizione indispensabile per esistere a livello professionistico in America), è un aspetto cruciale, così come il fatto che l'audience tv dei playoff ha registrato i migliori dati degli ultimi 7 anni. Certo, si tratta sempre di numeri di nicchia (828.000 spettatori per gara-3 di finale Ovest tra Phoenix e Minnesota, il dato maggiore), ma non credo che la Wnba possa puntare a molto di più.
Sabato 13/9 - Ma parliamo di basket nostrano. Finite le dure settimane di preparazione atletica, entriamo nella fase delle amichevoli pre-stagionali. C'è qualcosa di scontato, ma al tempo stesso piacevole, nel turbinio di comunicati societari e di interviste che circolano in questi giorni. "Buona la prima", "ottime indicazioni", "sensazioni confortanti", punteggi che se si è vinto sono ufficiali, se si è perso "si ripartiva da zero ogni quarto, senza punteggio reale"; le giocatrici nuove sono "entusiaste dell'ambiente", "ho trovato compagne con tanta voglia di fare", "il gruppo è stupendo"; gli allenatori stanno vedendo "grande disponibilità da parte di tutte" eccetera. Ma, appunto, fa parte del rituale e quindi bene così: c'è un rassicurante senso di familiarità in tutto ciò. Per i malumori, gli esoneri e compagnia c'è tempo d'incattivirsi nei prossimi mesi, ora godiamoci quest'aria frizzante di un nuovo inizio.
Domenica 14/9 - Gli Usa hanno vinto i Mondiali maschili e probabilmente faranno il bis agl'imminenti femminili. Ma qui vorremmo dire due parole sulla Francia, fresca di bronzo con gli uomini. (Tra parentesi, grande protagonista è stato Boris Diaw, figlio della grande Elizabeth Riffiod che rivaleggiava col Geas di Bocchi negli anni '70). Il movimento francese è campione d'Europa e appunto bronzo mondiale coi maschi, vice-campione d'Europa e argento olimpico con le donne. Recentemente coach Giovanni Lucchesi ha pubblicato su Facebook un manifesto prodotto dalla Federazione francese in cui si vanta: "Basket - sport femminile numero uno - 1 milione di giocatrici, 185.000 tesserate" e l'elenco degli allori recenti". Ci fa piacere per loro, ma vista l'inevitabile invidia ci chiediamo: cos'è che loro hanno azzeccato e noi no, visto che 30 anni fa forse ci trovavamo in situazioni opposte? :o: Oppure è solo la sorte, che ha favorito loro e punito noi?
Nella foto: grandi protagoniste della stagione Wnba appena conclusa: da sinistra Moore, Griner che festeggia con Taurasi, Delle Donne.

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