lunedì 29 settembre 2014

La week en rose (5)

Sabato 27/9 - Comincia il campionato di B lombarda. Mi limito a qualche pillola, ricordando che con la scomparsa imminente dell'A3, chi vince fa il salto doppio. Varese di Veronica Lovato riparte in pole position dopo il famigerato epilogo delle finali dello scorso anno (classifica ribaltata da uno 0-20 perché Como aveva scritto a referto un vice come capo allenatore; passò così Usmate al posto di Varese). A Como ora Invernizzi fa la dirigente. Il Brixia, neopromosso, è una collezione di nomi nobili del basket di Brescia e dintorni: Colico, Frusca, Marcolini, Aschedamini. Per converso, il Basket Femm. Milano è giovanissimo, perché schiera 8 '97 del vivaio Geas. Doveva esserci anche, a mo' di chioccia, Antonella Contestabile, il cui padre è tra i massimi dirigenti del club (non ricordo se proprio presidente). Ma all'ultim'ora s'è saputo che lui si è dimesso e lei non ci sarà. Correva voce di dissensi interni tra i dirigenti. Ma al BFM smentiscono categoricamente: "No, questione di tempo e distanza. E' ancora uno dei soci". Non ci risulta che Antonella abbia già trovato ricollocazione; in estate il suo nome era stato accostato a clubs di A2 del circondario (segnatamente Carugate), ci sarà un ritorno di fiamma?

Domenica 28/9 - Turbiglione di tornei precampionato e amichevoli. Manca una settimana al via di A1 e A2 (gironi B e C, non l'A), quindi tutto si fa più indicativo. Spezia ha battuto Parma che ha battuto Vigarano. Umbertide ha battuto Venezia. Per l'A2, convince Genova su Torino; Selargius domina il quadrangolare sardo. Il Geas si aggiudica il "Pasquini" di Crema: pollente rimonta su Broni in semifinale, con Laterza alla vendetta dell'ex (20), poi franco 60-48 sulle locali in finale (Barberis 15; occhio a lei, che sta segnando bene in tutto il precampionato). Incoraggiante per il nuovo corso di Cin'Zanotti.
La più contraddittoria è Carugate: male sabato con Crema (60-38, già -20 dopo 3 quarti), bene oggi con Broni, perdendo solo di 1 dopo un supplementare. La differenza? Presumo il modo in cui han giocato in generale, ma oggi c'era Robustelli che ha segnato 17 punti, ieri no. Giocatrice sottovalutata e che invece, magari, può contare anche in A2. Da rivedere, per ora mi par logico che Carugate, matricola, sia la più indietro fra quelle 4 squadre.
Broni ha perso in semifinale Zampieri per grave infortunio. Altrove, anche Calastri k.o. per il Sanga: fortunatamente, dopo timori che fosse grave, pare che sarà questione di un mese.

Domenica 28/9 - Ma eccoci a un trofeo ufficiale, e tanto per cambiare lo vince Schio: battuta Lucca 66-58 nella Supercoppa. L'ultima volta che Schio non ha vinto un titolo in Italia è stato lo scudetto 2012 (Taranto). Poi due triplette e ora è la settima coppa in fila. Discreto pubblico; si è giocato con 2 straniere per parte e non ci pare un'eresia dire che nessuno se n'è rammaricato più di tanto. Non perché la partita sia stata scintillante, ma tanto non è che aggiungendo una Swombrock o una Ciupaciupovic lo spettacolo diventava pirotecnico; :wacko: e allora meglio tenersi le italiane. Il copione è stato quello di tante altre volte: Lucca ci prova sempre, ma Schio è più forte e pur tra alti e bassi dà sempre l'idea di controllare senza rischi. 18-10 il 1° quarto, per instradare; poi sempre sgrulletti di Schio e zampatine di Lucca.
Sembrava spaccarsi tutto sul 47-30 a metà 3°, ma le tosche son tornate a -8, poi addirittura -3 con la piovra Pedersen (19 rimbalzi). Macchi cavava le castagne con un rimbalzone d'attacco, ma poi usciva per 5 falli causa un antisportivo per spintoni su Milic (dubbio). Macchi aizzava il pubblico applaudendo sardonicamente la decisione: quanto basta perché Schio ci mettesse un po' più di durezza e mantenesse le distanze. Macchi top scorer con 13, ma mvp è stata eletta Sliskovic, 11 punti e 9 rimbalzi, molto concreta. Interessante l'inizio di Zandalasini (primo trofeo in A1) con 6 punti nel 1° quarto (poi stop), piacevole lo scambio di canestri allo scadere tra Macchi (fine 2° quarto) e Rossi (fine 3°, da lontanissimo). La differenza fra gli organici comunque era proibitiva per Lucca.
Certo, però, quando vedi Macchi avere ancora una classe superiore alle altre italiane, a 35 anni e pur in declino, c'è qualcosa di amarognolo, perché l'impressione è che potrebbe giocare fino ai 40 senza trovare un'italiana che la mandi in pensione (nel senso di sopravanzare), fra quelle nate negli anni '80-inizio '90. Se consideriamo che Macchi non è mai stata in grado di portare l'Italia ai Mondiali, nè alle Olimpiadi, né a un piazzamento europeo tra le prime 4 o 5, né i propri clubs alle F4 di Eurolega, l'amarognolo diventa vieppiù aspro: una generazione non brillantissima.

Nella foto: Schio festeggia. Scena già vista alcune volte, negli ultimi anni.

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