- Torniamo dalle nostre parti perché, nei giorni in cui iniziava la cavalcata gloriosa delle Under 20, si celebrava l'annuale rito della chiusura iscrizioni ai campionati nazionali, funestata da morti e feriti più della Formula 1 dei vecchi tempi...
"Non si potrebbe sorvolare? Effettivamente no, anche perché le nazionali giovanili esaltano per qualche settimana e poi passano, mentre poi la sostanza di una stagione la fanno i club. Si torna a 12 squadre in A1 e non per scelta ma per doppio azzoppo: Orvieto che si è auto-declassata in A2 (non un club che lascerà grosse impronte nella storia ma era pur sempre una realtà rispettabile degli ultimi anni) e Parma, gravissima perdita, inutile dirlo. L'ultima squadra italiana a giocare le Final Four di Eurolega, tanto per dire una parte di quello che rappresentava. Grandi giocatrici come Griffith, Penicheiro, Zara o Masha Maiorano (si scherza per non piangere troppo... ma poi l'antica idola di questo forum la ritroveremo nell'ultima parte di questa puntata). :wub: Nessuno ha chiesto il ripescaggio al loro posto, ed è un altro fatto negativo: "Dio mi scampi dall'A1", pensano molte società, toccando ferro all'idea di salire per poi svenarsi e crepare.
Ma sono tutte situazioni che viviamo già da anni, inutile pensare ogni volta che sia la fine del mondo. C'era pure andata bene che, per la prima volta dopo 3 anni di fila, non ci si era ritirata una squadra di A1 a stagione in corso... (Faenza nel '13, Chieti nel '14 e Spezia nel '15, tanto per ricordare). Purtroppo, ogni volta che sembra di vedere segnali di ripresa, arriva tra capo e collo la mazzata che ti ricaccia nella depressione. In A2 abbiamo perso un pezzo da 90 come Castel S. Pietro (finalista negli ultimi 2 anni), uno da... 85 come Ariano Irpino (finalista 2015), Viareggio, Ostia, e da ultima, nelle scorse settimane, pure Santa Marinella tanto per non negarci il piacere di un girone zoppo, essendo ormai tardi per un altro ripescaggio".
- Ma di chi è la colpa di tale perdurante moria?
"Domanda trita. Per me delle circostanze. Di cui fa parte anche la Fip, chiaro, ma dare la colpa alla Fip è come dare la colpa al governo per tutte le imprese che falliscono in questi anni di crisi. Ovvero una semplificazione del problema, il classico scarico d'ogni colpa sull'ente pubblico. Per me uno può dare la colpa alla Fip se ne dà altrettanta alla Fipav, visto che crepano altrettante società pallavolistiche di vertice, negli ultimi anni, nonostante nel maschile si siano inventati il blocco delle retrocessioni in A1. E che dire dell'ecatombe di società della Lega Pro di calcio, ovvero lo sport nazionale? Sarà solo colpa della Figc? Sta di fatto che una soluzione all'orizzonte non si vede, salvo la preghiera che Iddio ce la mandi buona in futuro".
- Lasciamo perdere. Per i gironi di A2 anche questo luglio c'è stato un bel balletto: esce la versione uno, qualcuno si lamenta, esce la versione due riveduta e corretta.
"Mi par di ricordare che l'anno scorso fosse andata anche peggio. Credo che si sia cercato di trovare la soluzione che scontentasse di meno. In realtà l'A2 a due gironi da 14 (che sarebbe la formula ideale) è diventata di difficile sostenibilità geografica per l'evidente fatto che, negli ultimi 5 anni suppergiù, il Sud è andato estinguendosi: del Meridione vero e proprio sono rimaste solo Stabia, Salerno e Palermo. Se si pensa che nel recente passato si diceva spesso che il livello del Sud fosse una pista sopra quello del Nord (ed era vero)... Poi che abbiamo? Una laziale, una toscana, una marchigiana, un'umbra e 4 sarde; ma è Centro Italia. E non è solo un problema di numeri ma di qualità: l'anno scorso il girone B, al vertice, era una specie di Nord-bis. Anche qui, come risolvere? Lo sa Buddha, per non dire sempre Iddio".
- Forse è meglio tornare alle nazionali giovanili, che ci si deprime di meno. Parliamo anche delle competizioni minori, come il torneo dell'Amicizia Under 15, in Ispagna a Melilla dall'8 al 10 luglio.
"Oltre che per le ragazze, debuttanti sul palcoscenico internazionale salvo chi aveva fatto il trofeo BAM nel 2015, c'era curiosità per l'esordio da c.t. per Cinzia Zanotti, alla quale auguriamo di ripercorrere le orme di Marina Maljkovic e Valérie Garnier, donne che si sono sfidate nella finale 3° posto alle recenti Olimpiadi. Sarebbe contenta Silvia Gottardi, che nel suo film e sul suo blog auspicava più donne nelle posizioni di comando del basket femminile, anche se trovandomi io a essere un uomo ne sento meno l'urgenza. Diciamo che un'ex campionessa al timone di una nazionale (senza scordare la recente esperienza di Marina Pirani) fa piacere perché troppo spesso perdiamo di vista i grandi del passato, che escono dall'ambiente e non possono più dare il loro contributo.
Sarò più stringato sul torneo in sé, che ha visto l'Italia iniziare benissimo, con un 56-52 sulla Francia, per poi subire un 50-61 dalla Spagna (e ci sta), finendo malaccio con un 23-60 con la Grecia, non so bene per quale blackout collettivo. La miglior marcatrice delle nostre è stata la play siciliana Stroscio, messasi in mostra, se non erro, già al Trofeo delle Regioni dove la compagine isolana è stata finalista a sorpresa. In doppia cifra in almeno una partita anche l'ala Pastrello di Marghera, recente campionessa d'Italia U16, e la 2002 Celli di Costamasnaga. Non è, nel complesso, un'annata finora ritenuta tra le migliori in prospettiva, ma ovviamente è presto per una sentenza vera, anche perché mi risulta che in questo torneo abbiamo patito assenze".
- Altro evento che ha coinvolto ragazze delle giovanili, anche se qui parliamo di show e non di competizione, è stato il "Kobe Bryant Day" a Milano, il 22 luglio. Il grande ex campione Nba ha insufflato in uno stormo di virgulti, tra cui una quota rosa, i princìpi della sua "Mamba Mentality".
"Sì, un po' all'americana ma c'era anche della sostanza, con la presenza di Ettore Messina e altri allenatori di vaglia. Su questo mi affido a quanto mi ha riferito Roberto Riccardi, il responsabile tecnico territoriale per il femminile: "Otto ragazze in campo, scelte dal Centro Tecnico Lombardo tra quelle non impegnate con le nazionali; anche un coach della femminile a lavorare a stretto contatto di gomito con lo staff della Nazionale maschile e lo staff dell'Olimpia Milano: attenzione, partecipazioni, correzioni e interesse anche per tutte le ragazze; insomma un bello spot per il basket rosa". Qualcuno del nostro ambiente ne ha approfittato per farsi una foto con l'eroina del momento Zandalasini, lì presente, più che con Kobe".
- Bello ma torniamo all'agonismo: l'indomani, 23 luglio, iniziava l'Europeo U18 a Sopron con c.t. Giustino Altobelli. Freschi di doppia medaglia d'argento, ci si era fatti la bocca buona ma qui non è arrivato il grande risultato.
"Be', ma non schifiamo certo un settimo posto. Consideriamo che due anni fa, lo stesso gruppo giunse nono. E poi abbiamo notato già gli anni scorsi che la categoria U18 è tradizionalmente la più difficile per noi, qualunque ne sia il motivo. Curiosamente l'U18 è proprio l'unica in cui abbiamo vinto un oro nell'era recente, ma è fuorviante perché in realtà è stata la sola medaglia e la media dei nostri risultati è inferiore a U16 e U20. C'è poi il fatto che la nostra annata portante '98 non è irresistibile, mentre le '99, convocate nel cospicuo numero di 5 (Pinzan, Cubaj, Fassina, Trucco e Del Pero), erano ragionevolmente stanchine per il Mondiale U17 terminato 3 settimane prima, anche se hanno fatto la parte del leone a livello realizzativo.
Cominciamo con una sconfitta di misura contro la Russia, 49-52: le suddite di Putin non usano quaggiù la divina Vadeeva, mvp dell'Euro U16 di 2 anni or sono e già colonna della Nazionale maggiore, ma hanno la sua alter-ego Musina, quintetto ideale nell'Euro U20 appena concluso (complimenti per lo stakanovismo). In evidenza Cubaj con 14 punti; peccato aver sciupato un +6 a 5' dalla fine.
Saltiamo poi a piè pari Israele, 64-49, con 15 di Pinzan e 13 di Cuba-Cuba. Thrilling vincente in chiusura di prima fase, 59-58 con Pinzan a pinzare le turche in entrata a -5 secondi.
Solita formula di quest'estate, con tutte agli ottavi; l'accoppiamento con la Slovacchia non è improbo e infatti la liquidiamo con un ermetico 44-31 (15 punti totali concessi dal 2° quarto in avanti); Pinzan 12 e Cubaj 10.
Il 29 luglio ci proviamo nei quarti contro l'imbattuta Francia, che poi vincerà l'oro, con la Spagna per una volta "solo" argento; bronzo, come in U20, alla Russia, che fa presagire una sua rinascita a livello senior negli anni a venire. Va notato che la Francia in finale ha fatto 74-44 sulle iberiche (anche se il divario s'è creato per la maggior parte nell'ultimo quarto); noi abbiamo opposto ben più resistenza. Stiamo infatti anche avanti all'inizio, poi la Francia prende un marginuccio all'intervallo, che protegge sino alla fine, nonostante la nostra rimonta sino a -2. Perdiamo 52-60; grande Cubaj con 21 punti; Pinzan 10; pochino dalle altre. "Peccato... Ma abbiamo fatto il massimo! Brave comunque", commenta il grande Ezio Parisato, presente in loco. Il divario fisico pesa nel computo dei rimbalzi e dei tiri liberi lucrati.
Le fasi di consolazione a me non consolano, quindi diciamo solo che perdiamo col Belgio 59-64 d.t.s. (Pinzan 17) e battiamo di nuovo le suddite di Erdogan, 57-34 (Cubaj 10) per piazzarci appunto settime. Quindi Pinzan e Cubaj le più in evidenza in questa tenzone; forse Big Lorela s'è trovata più a suo agio da centrone unico rispetto al dualismo con Madera nel Mondiale U17 (pura ipotesi). Finiva così il rutilante mese di luglio".
- Ma come? Neanche una parola sulla competizione regina di luglio per eccellenza, il torneo misto di Binzago che tanto le è caro?
"Non volevo fare il provinciale... Stiamo parlando di Mondiali, Europei, prossimamente di Olimpiadi... non di Brianzoliadi".
- Non si schermisca: è stata come al solito una kermesse di livello assoluto.
"Vabbè, diciamo che la nota più lieta è stata la presenza di 79 giocatrici, perché ogni anno sembra che 'ah, stavolta non ce la facciamo... sempre più difficile trovare le ragazze... ma dove sono finite?', e invece ecco che abbiamo sfiorato il record femminile di partecipanti. E' vero, forse, che sia più complicato arruolare le giocatrici di un certo livello, per il pullulare di competizioni che ormai coprono l'arco dei 12 mesi. Per dire, Giulia Porro, una della dozzina di giocatrici di A1 o A2 presenti quest'anno a Binzago, c'ha mollati a metà torneo per andare ai campionati europei universitari col Cus Bologna. Marcella Filippi ha saltato due partite per le qualificazioni europee di 3 contro 3; lodevolmente poi è tornata per finire il torneo, ma avrebbe legittimamente potuto rinunciare per riposarsi. Beatrice Del Pero avrebbe magari potuto, dopo i Mondiali U17, giocare l'ultima settimana di torneo, ma aveva pure l'U18. A proposito, bello però quando è venuta ad assistere una sera e l'abbiamo fatta applaudire dal pubblico, ricordando all'altoparlante l'argento appena conquistato".
- Parlando invece di chi c'era, quali 'starlettes' han combinato di più?
"Indovinate un po', proprio lei, Masha Maiorano. Dominio assoluto nella classifica marcatrici, vinta per la quinta volta, a oltre 20 di media. Ha superato, prima nella storia, i 1100 punti al torneo (tra le donne la seconda, Big Ale Calastri, ne ha meno di 600...); è diventata prima nelle presenze "all time", e già che c'era ha vinto il torneo con la sua squadra. Nelle ultime due o tre edizioni era parsa un po' opaca, o perlomeno non così scintillante come nei suoi anni ruggenti; stavolta invece, non so come, s'è presentata in forma smagliante e ha dominato. Il suo meglio nei quarti di finale, segnando 33 punti con 7 triple contro l'ex compagna a Costa Bassani. Se gioca così a 34 anni può andare avanti fino a 40...
In finale ha trovato Marcella Filippi per un duello da leccarsi i baffi e quant'altro. Ho sentito gente del pubblico mormorare, prima della partita: "Oh, c'è Maiorano contro Filippi". Ormai sono due icone a Binzago, nonostante il 90% degli spettatori non veda una partita femminile in tutto l'anno. Individualmente quella sera han fatto più o meno pari, tipo 21 punti Marcella e 17 Masha che però ha vinto. Filippi ha avuto il premio di miglior giocatrice per una questione di spartizione salomonica, ma la sua edizione dominata è stata quella del 2015. Stavolta non era al top anche, legittimamente, per l'impegno nel 3 contro 3. Peraltro ha superato i 20 punti sia in semi che in finale, quindi non è che sia stato un premio immeritato il suo".
- Altre?
"Citerei solo Valentina Gariboldi, vera specialista del torneo, che ha sfiorato un paio di volte i 30 punti, la venerabile Clara D'Amico, debuttante a Binzago, purtroppo solo per due partite visto che lavora all'outlet di Serravalle che non è dietro l'angolo; e poi la piccola grande Valentina Ceccato, tascabile classe '98 col viso da ragazzina, che ha compiuto un'impresa inedita vincendo la gara di tiro da 3 punti contro tutti gli altri finalisti uomini. Per il resto molte prestazioni discrete ma nessuna che abbia avuto un rendimento eclatante nell'arco del torneo. Purtroppo hanno dovuto saltare l'edizione Carolina Bossi e Giulia De Cristofaro, le due migliori della nuova generazione. Curiosità: gran mattatore tra gli uomini è stato il figlio del grande Aldo Corno, Alessandro, che s'è presentato insieme alla sorella Claudia.
Segnalerei due spunti tecnici favoriti dal confronto diretto tra il gioco dei maschi e quello delle femmine: 1) spesso un uomo fa un certo movimento verso canestro e segna; la donna fa lo stesso movimento, ben eseguito, ma sbaglia. Semplicemente perchè il canestro per lei è più in alto, e quindi per segnare ci vuole più sforzo fisico e più accuratezza. Sappiamo che tanto non lo abbasseranno mai, ma quando vedi 'sta cosa fa irritare, perché la femmina è punita senza colpe dalla sua fisicità inferiore; 2) il proliferare del tiro da 3 fra gli uomini non ha contagiato più di tanto il gioco delle donne, il che per certi versi è un bene, ma d'altro canto rende ancor più difficile che in passato l'integrazione fra i due sessi cestistici, nel senso che ormai molti maschi giocano "corri e tira" senza troppi ricami, mentre le femmine hanno bisogno di azioni più elaborate, le quali però spesso latitano in quanto la donna fa appena a tempo a portarsi in zona d'attacco che il suo compagno ha già sparato da 8 metri. E' come se il giuoco muliebre fosse rimasto indietro di una decina d'anni rispetto ai cambiamenti avvenuti in quello virile.
Per chiudere con Binzago, segnalo che sul sito http://torneodibinzago.blogspot.it/ trovate un po' di video e altro materiale. In particolare per gli aficionados di Maiorano e Filippi, le potete sentire in viva voce nel video delle interviste finali dei premiati. Grande carisma e classe per entrambe".