mercoledì 7 settembre 2016

Intervista di fine estate (6) - Europeo U16, trofeo BAM U14, brevi su A1-A2

- E arriviamo ad agosto, vivaddio. A inizio mese scattano le Olimpiadi, ma il popolo italiano le snobba perché c'è sir Lucchesi (titolo di baronetto conferitogli da Mattarella dopo l'argento mondiale) che torna in pista con le Under 16 a Udine. Sfioriamo la terza medaglia dell'estate.
"Davvero una concomitanza sfavorevole. Per le Olimpiadi, s'intende: chi aveva più voglia di guardare Bolt? In campo avevamo tre delle gloriose di Saragozza: Ianezic, Vella e ovviamente Madera, sovrana assoluta delle 2000 italiche sin da quando le piallò col mattarello al Regioni. Interessante la presenza di una coppia di 2002: Gilli di Mirabello e Panzera del Geas; quest'ultima finirà come quarta marcatrice della squadra, quindi non certo un contorno".

- Partiamo alla grandissima, poi però finiamo in calo perdendo le ultime due partite dopo le prime 5 vittorie. E' così?
" Però, prima, che cavalcata. Iniziamo il 6 agosto spampinando la Russia, 60-43, con una difesa super e Madera a 18+11 rimbalzi cantando "andiamo a comandare", il tormentone dell'estate; notevole Panzera già a quota 13 da debuttante baby sulla scena internazionale che conta. Così già si capisce che possiamo fare bene.
Ci confermiamo l'indomani con la Turchia, roboante 75-47 con Madera ancor più roboante: 26 punti, davanti a Cantone di Vittuone (rima) con 13. Cantone è un'esterna che a suo tempo coach Riccardi lodò per la tenacia con cui lavorò per recuperare da un grave infortunio subìto da giovanissima, a 14 anni. La prima fase termina in grande stile con uno scoppiettante 80-70 sulla Lituania, anch'essa imbattuta sin lì; scappiamo a +16 nel 3° quarto, si riavvicinano le baltiche ma le teniamo a cuccia. Paganini non ripeteva, Madera sì visto che ne fa 26 pure stavolta; e Panzera 16.
Entriamo dunque nella fase a eliminazione diretta (anche qui c'è la nuova e opportuna formula varata quest'anno) con una spinta notevole. Commentava Ezio Parisato in quei giorni, da bordo campo: "Coach Lucchesi ha plasmato una squadra secondo i suoi canoni ed il suo credo cestistico (…) e in effetti in campo si vede una squadra con un'anima che si aiuta, si passa la palla e difende con abnegazione, con intenti comuni (…) è bello vedere lottare per la maglia ed avere la certezza che le ragazze abbian dato tutto anche oltre i loro limiti. Si chiama crescita…".

- Superiamo quindi i primi due ostacoli, però l'impressione è che la brillantezza dell'attacco ci vada scemando rispetto agli shows contro turche e lituane.
"Purtroppo sì, ma stringendo i denti arriviamo in semifinale. Il 10 agosto, negli ottavi, sembriamo poter fare focaccine del Portogallo, volando sul 21-6 in avvio, ma le lusitane sono tenaci e noi sciupiamo troppo dalla lunetta e in generale. Rosicchiando un po' alla volta, le discendenti di Vasco da Gama ci mettono timore sul -4 nel 3° quarto. Ma non sbandiamo ed evitiamo la beffa: 60-51 con 19 di Madera, 14 di Panzera e 12 di Ianezic; mancava Vella per lieve infortunio. Forse tecnicamente non era un ostacolo arduo, 'sto Portogallo, ma psicologicamente era una partita insidiosa perché non potevamo fallire davanti al pubblico di casa provenendo da un 3 su 3 nelle eliminatorie, eccetera.
Scongiurato il fallimento, andiamo a caccia di qualcosa di più e ce lo prendiamo domando la Croazia nei quarti. Partita in trincea, di sofferenza e digiuno offensivo prolungato. Sprofondiamo a -11 in avvio mentre le slave l'imbucano spesso dalla lunga. Lucchesi mescola le carte e trova punti dalla panchina; mettiamo pezze in difesa e limitiamo i danni a -6 all'intervallo. Nella ripresa resta ermetica la retroguardia, anzi ancora di più, e ci scateniamo con un parziale di 18-4 che ribalta la partita. La Croazia si riprende dalla gragnuola e ci fa soffrire fino in fondo, anche perché l'attacco ci si blocca di nuovo (9 punti nel 4° periodo), ma resistiamo, 50-45. Stavolta è Vella la matadora con 19 punti, unica in doppia cifra con Madera museruolata a soli 5".

- A quel punto la marcia s'interrompe e restiamo senza medaglia. Potevamo far meglio, arrivando da 5 vittorie su 5?
"Chiaro che la medaglia di legno (visto che eravamo in giornate olimpiche) lascia sempre qualche rimpianto, ma direi semplicemente che abbiamo trovato le avversarie più forti in fondo. Poi ci sta anche che qualcuna fosse stanca, specie chi era al secondo impegno dell'estate. La sofferenza contro la Croazia era un segnale che il nostro barile era vicino alla raschiatura. Ci siamo ritrovati nel quartetto magico insieme a Germania, Francia e Spagna: le prime due sono parse più forti di noi come potenziale (anche se la Francia l'avevamo battuta in un torneo di preparazione), le iberiche evidentemente ne avevano di più a livello agonistico, tant'è che poi hanno vinto l'oro (tanto per cambiare) con una certa sorpresa degli addetti ai lavori in loco, che si ricordavano di Spagne ben più corazzate in passato.
Alla vigilia della semifinale con la Spagna del 12 agosto c'è dunque una certa fiducia. Partiamo bene, quasi sempre avanti nella prima metà (+4 all'intervallo). A inizio ripresa però incassiamo un parzialaccio di 1-13; l'attacco non gira più e la Spagna trova grandi risorse dalla panchina mentre noi molto meno; altra piaga sono i rimbalzi d'attacco concessi. Tuttavia da -10 le nostre lottano per restare vive e ci riescono, tornando a -1 al 37'. Non basta perché la Spagna riparte nel finale (49-57). Vella 12 e Madera 11 in doppia cifra. Se 50 punti sono bastati con la Croazia, 49 difficilmente potevano con le furie rosse. Anche se, per la verità, nell'altra semifinale la Germania piega la favorita Francia con un difensivissimo 44-43; ma era una partita dal tasso fisico superiore, tant'è che, se non erriamo, Lucchesi stesso l'aveva definita una finale anticipata.
In realtà poi è la Spagna a vincere l'oro, e nemmeno di poco (64-48). Nel frattempo a noi sfugge il bronzo, venendo dominati dalla Francia nel primo tempo (19-40); buona la reazione nella ripresa, arrivando a -10, ma il fosso era troppo profondo. Troppo atletismo francese per noi, anche se Lucchesi ha definito "morbido e poco coeso" il nostro approccio, pur rimarcando il riscatto successivo. Madera ne fa 17 e si pappa il secondo quintetto ideale della sua magica estate (per lei 17,4 punti di media, seconda assoluta, e 10 rimbalzi a gara); Ianezic 10.
Il commento finale di Parisato: "Queste due gare sono la parte agra di questo Europeo, il dolce e' stato tutto il resto con un girone fantastico e gli impegni negli ottavi (Portogallo) e nei quarti (Croazia) archiviati giocando bene di squadra e senza perdere mai la testa ed il bandolo della matassa. (…) Certo avevamo speso molto ma ne valeva la pena per giocarci un sogno. Gia' un sogno perche' ben pochi pronti via si sarebbero giocati un posto nelle quattro top d'Europa per queste ragazze". E con questo, a Dio piacendo, abbiamo finito con le nazionali giovanili 2016.

- Ma che dice? E le povere Under 14 dove le mettiamo? Il trofeo BAM a Slovenj Gradec, con c.t. Giovanni Gebbia.
"Porca tr... ehm, cioè, sacrosanto parlare anche di loro. E' una specie di mini-Europeo, del resto, anche con un novero ridotto di squadre. Non ho mai capito se anche all'estero è chiamato BAM o solo da noi. Ma francamente poco importa. E' andata in modo strano per noi, ovvero abbiamo perso 4 partite su 5, di cui tre in volata, ma ci siamo piazzati quarti. Apriamo infatti il 18 agosto con una sconfitta 60-61 con la Spagna, subendo un libero allo scadere; Celli di Costamasnaga (già vista al Torneo dell'Amicizia) ed Egwoh di Reggio Calabria, quest'ultima listata a ben 186 cm. Da notare, a proposito, che l'unica 2003 del gruppo, Celani, è già sopra l'1.80. Lo stesso giorno c'imponiamo su Israele, 52-45 con 10 di Celli. L'indomani ci basta una sconfitta contenuta con la Serbia, 57-58 (la ferrarese Natali 14 e la goriziana Turel 13) per passare come seconde del girone grazie alla classifica avulsa. In semifinale c'è poco da fare con l'Ungheria, 56-73, ma si mette in luce Turel con 25 punti. Infine ancora una sconfitta al fotofinish, 55-59 d.t.s., nella finale 3° posto con la Croazia; Turel e Natali 12. Premiate Turel come top scorer del torneo e nel quintetto ideale; Natali miglior rimbalzista pur essendo una guardia. Da notare che ovviamente non avevamo le due 2002 impegnate sino a pochi giorni prima nell'Europeo U16.
Risultati a parte, esperienza utile per mettere le prime basi della futura nazionale di quest'annata, dopo un anno di lavoro con l'ex Azzurrina ora Ctfa; ma a tal proposito stavolta Ezio Parisato ha di che recriminare: "Risultato comunque accettabile nella posizione, un po' meno nel modo in cui matura. (...) Mi sarei aspettato di veder mettere in pratica il lavoro fatto per un anno al centro tecnico quasi ogni maledetta domenica, viceversa il lavoro sulle collaborazioni difensive, sui movimenti senza palla in attacco, sul lavoro individuale tecnico e di taglia fuori a rimbalzo è latitato assai e, chi come me vede basket giovanile europeo da un po' sa che senza questa tipologia di gioco è dura rivaleggiare in Europa. Insomma fisicamente ed atleticamente le avversarie europee ci sono superiori, se non usiamo altre armi e sfidiamo le avversarie sul piano individuale non la spuntiamo (quasi) mai".
Insomma, ricapitolando: grande estate per le categorie da U16 a U20, con due argenti e un quarto posto; solo la Spagna ha fatto meglio di noi (ma non nel Mondiale); un po' da rivedere le più piccole, U15 e U14, ma non abbiamo schierato tutto il meglio disponibile. E ora si può parlare delle grandi?"

- Giusto, facciamo una mega-presentazione sull'A1 alle porte.
"No. Quello è l'autunno, stiamo ancora smaltendo gli arretrati dell'estate. Compratevi Basket Magazine appena uscito, lì c'è tutto l'elenco dei movimenti. O aspettate Basketinside col Dany Taglia. Che volete che vi dica? Ragusa ha fatto il mercato più scoppiettante, con le nazionali spagnuole Nicholls e Ndour su tutte, ma deve rifare il gruppo di nuovo, mentre Schio è consolidata. Solo se una delle due sbaglia qualcosa potrà inserirsi un'outsider come Lucca lo scorso anno, evitando la finale che sarebbe più logica. Buona idea allungare la Coppa Italia per compensare le sole 22 giornate di campionato".

- Allora ci dica chi è il re dell'estate fra le lombarde di A2, a lei care.
"Ma d'estate sono tutti re. Che posso dire? Mi pare che tante abbiano fatto belle mosse. Geas con Galbiati (e il ritorno di Gambarini che è come un acquisto), il Sanga con Canova (e tenendo Maffenini, in attesa di scoprire la nuova straniera), Carugate che nel cambio forzato tra Laterza e Correal c'ha probabilmente guadagnato, e che dire di Costa, un colpo dopo l'altro (Rulli, Baldelli, da ultimo Sanchez al posto della latitante Vorlova)? Quanto a Crema e Albino, mi pare che siano state più paciose sul mercato, ma partivano da una bella base che non hanno smantellato. Ma poi come sempre conta chi trova la mescola migliore per gli ingredienti, che avariati non sono di certo, però il lievito lo mette chi gestisce, oltre alla componente culo o sculo. Certi derby saranno all'arma bianchissima, un godimento. Può bastare? Ah, aggiungo che per fortuna c'è solo una promozione in palio."

- Voleva dire purtroppo?
"No, io ci tengo alle società. Salire è un po' morire, dice il proverbio, anzi la storia recente".

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