sabato 10 settembre 2016

Intervista di Lucchesi con ombre

Estratti dall'intervista di Giovanni Lucchesi (dopo la sua nomina a "coach of the year" di Fiba Europe da parte di Paul Nilsen) al sito www.basketcerviacesenatico.it. Sorprende che contenga più note tristi che liete, nonostante si parli di un'estate così positiva sul campo.
"Una stagione per alimentare la passione, per reagire ai momenti in cui ti rendi conto che lo sport è altro, è nel tuo cuore, è nella tua testa; ma non è in quella di troppa gente che invece ne approfitta per apparire, per forma e non per sostanza."

Due anni fa quando la chiamai (Madera) nella nazionale U16 98-99, lei solo del 2000, ne sentii di ogni sulla scelta. Come sempre: noi italiani, in particolare, amiamo contestare, andare a cercare l’oscuro anche quando la luce è evidente.

Alla fine tutto torna alla “normalità”. Se vinci sei bravo, se non vinci sei scarso e un altro (colui che critica a prescindere) avrebbe fatto meglio. La sponda del fiume ha solo posti in piedi: troppi aspettano il cadavere del rivale. Gelosia come benzina di una cultura che qui rischia di affossare definitivamente lo sport.

Le emozioni mi danno la spinta a cercarne ancora di nuove e di nuovo. Sono loro che mi spingono a continuare e a tentare di far lo stesso. E spesso devo fare appello a “loro” per non mandare al diavolo tante cose…

A volte mi basta poco per temere che tutto cambi per non cambiare affatto. E se tutto resta immutato, allora il basket femminile continuerà questa sofferenza. I successi o le buone figure delle nazionali giovanili troppo spesso sono morfina per alleviare i dolori del malato. Mentre dovrebbero essere endorfine per i dottori chiamati, per l’ennesima volta, a curare e risollevare il malato. Io non faccio il dottore e vorrei solo essere uno spacciatore sano di endorfina perché finalmente si prenda coscienza della situazione. Altrimenti la chiusura è dietro un paio di angoli, per niente troppo in là."

Cioè, tutto questo in un'intervista di lunghezza limitata e da parte del personaggio forse più stimato dell'intero ambiente... figurati come si sentono quelli che si pigliano solo critiche e siluri.

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