mercoledì 26 giugno 2019

Europei - sensazioni alla vigilia

Il tempo del femminile sembra scorrere più veloce di quello del maschile, mi viene da pensare. Non so se è vero. Sta di fatto che mi sembra ieri quando succedeva tutto il casino in Italia-Lettonia, l'antisportivo di Zandalasini, i Mondiali sfumati e tutti che gridavano al complotto. E sembrava che mancasse una vita al momento della rivalsa, due anni.
Invece sono passati in un amen, e tra 24 ore si comincia con gli Europei 2019.

Non è un momento propizio, per catturare l'interesse. Lo è mai, per il nostro femminile? Forse no, ma meno che mai in questi giorni in cui siamo sotto assedio.
Ti abitui a essere sverniciato dalla pallavolo, quasi ti sei assuefatto, rassegnato, messo il cuore in pace. Ed ecco che arriva un altro concorrente, con inattesa veemenza, a lasciarti semisvenuto.
Mannaggia alla Fiba che ha messo gli Europei nostri in contemporanea con gli ultimi 10 giorni del Mondiale pedatorio. Tutti sembrano avere lì la testa. Sarebbe bello sognare di poter replicare, ma la cassa di risonanza sarà minima, con la Nazionale perennemente "in esclusiva su Sky”. Certo, sempre meglio che non essere trasmessi del tutto; non è un evento per cui le maggiori emittenti si scannerebbero; ma mannaggia, la concorrenza diretta va sui primi canali Rai, totalizza milioni di spettatori.
L’idea che tutti possano vedere le schiaffapalla e le pedatrici sulla Rai, mentre solo gli abbonati di Sky potranno vedere le nostre alfiere, non mi dà pace, mi provoca travasi d’ira, voglia d’offendere il primo che trovo, giusto per sfogarmi.
Lo so che ognuno pensa che il proprio sport sia bistrattato, meriti di più eccetera; ma siamo il basket, non la corsa delle rane; non possiamo rassegnarci a essere uno sport di nicchia.
L’altroieri abbiamo subìto il massimo attacco. Italia-Brasile di calcio donne in prima serata su Rai1. Secondo l’auditel è stata vista da 7 milioni e rotti. Temevo anche di peggio; la finale del Mondovolley 2018 l’avevano vista 6 milioni e passa, ed era all’ora di pranzo. Sono comunque numeri boia. In confronto siamo ridicoli: in questi giorni ci sono le finali scudetto maschili, Venezia-Sassari: il top è stato ieri con poco meno di mezzo milione sommando RaiSport ed Eurosport.

Al di là delle cifre, lo si percepisce in giro, in modo poco scientifico ma molto concreto, fiutando l’aria in quel tipo di persone che dello sport seguono solo quel che passa il convento. L’ultima volta che ‘sta gente qui mi ha detto qualcosa di basket è stato circa 15 anni fa per le Olimpiadi di Atene. L’autunno scorso si sono eccitati per le pallavoliste, ora per le calciatrici. Questo è bucare la superficie. Che significa far notare la propria esistenza a chi non fa parte degli adepti: chi può farlo se non la Nazionale? Pallavolo e calcio femminei ci sono riusciti.
Anzi, per la verità ci siamo riusciti anche noi, a bucare la superficie: nel novembre scorso, quando è scoppiato lo scandalo Crespi-Masciadri e siamo finiti sulla "stampa che conta" per il c.t. associato alla giornata contro la violenza sulle donne. Col contributo di componenti dell'ambiente nostro. Un capolavoro di masochismo: immagine del basket femminile gettata nel fango, proprio quando avevamo combinato qualcosa di buono (qualificazione non scontata agli Europei); il generale destabilizzato alla vigilia della battaglia. Come se potessimo permettercelo perché tanto stiamo così bene…

Si potrebbe obiettare che negli ultimi mesi la querelle è caduta nel dimenticatoio, Crespi appare quello di sempre, ci sono i video promozionali di Sky in cui catechizza con le sue teorie innovative, eccetera. Ho qualche dubbio, però, che dietro le apparenze sia tutto come prima, nel rapporto tra lui e la squadra, tra lui e l'entourage eccetera. E’ evidente che Petrucci non ha sostenuto il c.t., il quale ha i giorni contati se non farà chissà cosa all’Europeo, forse anche se farà chissà cosa. Le giocatrici non possono non percepirlo, in aggiunta magari all’idea che Crespi con Masciadri abbia sbagliato.
Cercando di non farsi prendere la mano dal pessimismo, nei valori del campo ci vedo intorno al 6° posto. Le 4 semifinaliste saranno Spagna, Francia, Belgio e Serbia. Oppure la Russia, che vedo molto bene, con Vadeeva e Musina 21enni prodigio pronte a fare già la differenza. Noi possiamo stare subito dietro, con il Preolimpico da prenderci, appunto primi 6 posti, mica impossibile; e magari col corridoio fortunato nel tabellone, chissà, arrivare in semifinale.
Il girone è vincibile: la Turchia è in declino, la Slovenia in ascesa ma acerba, l'Ungheria anche lei in ascesa e anche matura, ma non più forte di noi. Chi arriva primo passa direttamente ai quarti: fondamentale perché vuol dire che anche se perdi hai una seconda chance per il Preolimpico.
Le partite di preparazione non hanno detto molto. Va dato atto che non abbiamo cercato facili vittorie col Lussemburgo o la Scozia, misurandoci con avversarie di livello. Per quel che conta il risultato, più o meno abbiamo perso con chi dovevamo perdere (Belgio, Russia) e vinto con chi dovevamo vincere (Ucraina, Bielorussia). Il problema è che Zandalasini ha saltato due settimane per acciacchi. Potrebbe non essere in condizione; e in ogni caso abbiamo oliato i meccanismi senza la prima punta dell’attacco.
La verità è che due anni fa siamo arrivati a un passo dai Mondiali perché Zanda vide la Madonna per una settimana consecutiva. Se non è in grado di replicare quel livello, e non l'ha fatto nelle due stagioni trascorse nel frattempo, bisogna crescere in qualcos'altro, ma in cosa? Abbiamo perso Ress, che farà solo la telecronista, e sotto canestro ci rimangono Formica e due ragazze di 20 anni, André e Cubaj. Bene per il futuro, ma il presente non ci vede rafforzati nel solito nostro tallone d’Achille. Sul perimetro siamo sempre col duo F. Dotto-Sottana: pregi noti, difetti altrettanto. Forse Romeo, la novità, può portare il tocco in più. Ma temo che le sue caratteristiche siano un duplicato di quelle di altre, anziché un’aggiunta.

E quindi, per chiudere? Siamo sul solito crinale tra mediocrità e buon risultato, appesi a molte variabili. Ma la certezza è che, salvo clamorose imprese delle nostre, l'evento sarà seguito solo dalla nicchia degli appassionati.

Nessun commento:

Posta un commento