Comincio a inquietarmi, perché ormai doveva essere giunta la nostra ora, visto che le '92-93, le quali inaugurarono la nostra rifioritura giovanile, sono ormai nell'età ideale, e invece nulla, siamo allo stallo. Non al cesso totale, perché c'è anche chi non si qualifica agli Europei o chi esce al primo turno, ma nel limbo.
A dirla tutta, non è che la nostra nazionale abbia avuto una storia granché gloriosa. A parte l'oro pionieristico del '38, come si vede dal palmarès c'è solo il bronzo del '74 (a Cagliari) e l'argento del '95. Arrivavamo un po' meglio di adesso perché c'erano meno paesi in ballo: l'Urss ti demoliva ma era una sola, la Jugoslavia era unita, altre nazioni erano all'età della pietra. Le delusioni erano la norma, giacché a quei tempi arrivare quinte o settime era quasi uguale ad arrivare ultime fra le cestisticamente evolute.
E' chiaro che non si pretende una medaglia ogni edizione, perché non è mai stato nelle nostre corde; però si riusciva, non di rado, ad andare a Mondiali e Olimpiadi, sino a metà anni '90. E' la sommatoria tra digiuno di medaglie europee e sistematiche mancate qualificazioni agli eventi intercontinentali che dura da un tempo inconcepibile. In pratica da 24 anni ogni volta che c'è una partita decisiva per un obiettivo (salvo quelle di qualificazione agli Europei) la falliamo. Se poi per spiegarlo vogliamo far credere che Macchi o Masciadri o Betta Moro fallivano per carenza di fondamentali...
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