Sabato 29 giugno ero a una sagra in provincia di Varese, approfittando di una serata di pausa del torneo di Binzago. Caldo sopportabile.
All'ora di cena, ho seguito in streaming, sul cellulare, gli ultimi minuti della finale scudetto Under 14 tra il Basket Roma e Costa.
Finora non avevamo avuto fortuna, quanto a equilibrio nelle finalissime giovanili, quest’anno: finale U18, 3 settimane fa, dominata da Venezia su Costa; finale U16, la scorsa settimana, stravinta da Costa su Brescia. Mettici pure la finale di Coppa Italiana U20: a senso unico per la Reyer su Battipaglia.
Questa partita invece è appassionante: Roma è scappata in fuga con la possente Lucantoni, aveva 12 punti di vantaggio a fine 3° quarto. Ma Costa, come già fatto nei quarti e ancor più in semifinale con Schio, ha rimontato tutto. Anzi, è andata pure avanti di 4, poco fa. Roma però ha reagito, dimostrando a sua volta una gran personalità.
Ora siamo a 2'30" dalla fine e il punteggio è 60-60. Bestiale: lo scudetto, il sogno di un anno di lavoro, diciamo pure di un'intera giovine vita cestistica per queste ragazze, è sospeso esattamente a metà fra le due squadre, che hanno 150 secondi per tirarlo dalla propria parte.
E sono 150 secondi pazzi. Palle perse, errori da sotto, chiusure difensive generosissime che salvano canestri già fatti. Roma sbaglia un pizzico meno e va 62-60 ma la masnaghese Rotta fa 2/2 ai liberi e pareggia a -32".
Le concittadine della Lupa sbagliano da 3: chi strappa il rimbalzo ha il match-point-scudetto nelle sue mani. Ed è Roma a guadagnarsi una nuova chance. Belluzzo subisce fallo e mette un libero: 63-62.
Timeout Costa, azione ben costruita, circolazione-palla e scarico sul perimetro per Cibinetto, una 2006 dal fisico potente, che 3 settimane fa ho visto trascinare Costa U13 al titolo regionale. Tira per lo scudetto. La parabola che seguo sul telefonino dura meno di un secondo ma sembra una vita.
Ferro. Roma prende il rimbalzo e segna un libero allo scadere. Finisce 64-62.
La gioia delle vincitrici e il dolore delle sconfitte, come sempre nel basket giovanile, sono così intensi e spontanei che ti colpiscono forte anche se hai visto la stessa scena mille volte.
In generale sembra una bell’annata, questa 2005. Già coach Lucchesi l’aveva segnalato, commentandomi le finali U16 per l’ultimo numero di Pink Basket: tante 2005 già in evidenza pur contro le più grandi. Zanardi, Lucantoni ma non solo. In effetti il panorama delle 2003 sembra meno esaltante, tant’è che Costa ha dominato in modo fin troppo semplice e a sua volta Brixia con un nucleo di ’04-05 è arrivata in finale con un certo agio.
La capitale certifica la crescita del suo movimento: oltre al Basket Roma, che a maggio ha vinto anche lo scudetto Join the Game U14, c'erano un bel botto di società in queste finali e in quelle U16. Sotto una scorza di disinteresse per il basket, nella capitale c'è passione. Non è la prima volta che si nota, ma nel femminile è eclatante, negli ultimi tempi. Dicono che Roma della Raggi faccia schifo ma non mi pare proprio.
Quanto a Costa, certo oggi è scornata ma una settimana fa ha vinto a mani basse lo scudo U16. La statistica è bestiale: ha fatto 6 finali scudetto in 2 anni (vincendone 3), cioè tutte quelle disponibili, U20 a parte in cui non era iscritta. Ha almeno 4 annate consecutive, dal 2002 al 2005, in cui è al top d'Italia; poi se vinci o perdi la finale per un tiro ti cambia il palmarès (e l'umore) ma non cambia il senso di un lavoro ben fatto, né la prospettiva futura, perlomeno quella che puoi sperare di avere.
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