Archiviato il 3x3, passiamo al torneo 5 contro 5, dopo la seconda giornata:
Prometteva bene, sembra ancora meglio. Solo Portorico finora è sotto il livello medio; le altre 11 sono tutte competitive. E figa se giocano, detto in modo bruto ma efficace.
La notizia numero 1 è che gli Usa restano le più forti, ma sembrano sullo stesso pianeta della concorrenza, anziché le aliene che eravamo abituati ad ammirare sì, ma con un pizzico di noia perché l'esito finale era già scritto. Stavolta può darsi che le americane abbiano qualche marcia alta da inserire, tenuta finora in fodero; ma né con Nigeria né col Giappone hanno incantato.
La notizia numero 2 è che le asiatiche giocano in modo esaltante. Cina e Giappone paiono essersi evolute a velocità doppia del normale da 5 anni a questa parte; come una civiltà arretrata che improvvisamente recupera il divario. Pur con caratteristiche diverse (la Cina ha più stazza, il Giappone più moto perpetuo e tiro da 3) giocano in modo completo, moderno e con personalità, senza più sembrare impaurite dalle americane/australiane o pronte a farsi fregare dalle più scafate europee. Giusto per fare un confronto, a Rio 2016 la Cina finì quinta nel girone, fuori; il Giappone quarto e perse di 46 con gli Usa nei quarti.
La notizia numero 3 è che la Spagna, recuperata Torrens, sembra aver ripreso il ruolo di prima fila tra le europee, che aveva smarrito nella competizione continentale di giugno.
Andando sul concreto, le classifiche dei 3 gironi dicono che:
- Spagna, Usa, Belgio e Cina sono già passate, avendo 2 vittorie; il piazzamento però è da definire nell'ultima giornata. Usa e Spagna hanno il match-point nel proprio girone se battono Francia e Canadà rispettivamente; Belgio-Cina è spareggio-primato nel gruppo C;
- una tra Serbia, Francia e Australia potrebbe essere l'eliminata a sorpresa, se diventa la peggior terza. Formula-trappola che costringe ad armarsi di pallottoliere e magari premierà chi ha solo la fortuna di trovare un'avversaria che si lascia bastonare. La Serbia (che deve comunque battere la Corea) rischia se il Canadà sgambetta la Spagna (difficile ma non impossibile), la Francia deve evitare un tracollo con gli Usa per proteggere il +21 accumulato grazie al dominio sulla Nigeria; l'Australia al momento sarebbe fuori ma ha una buona occasione di fare bottino grasso col Portorico.
Partite salienti che sono riuscito a seguire:
- Giappone-Francia (1^g.). Sol Levantissimo con il colpaccio sulla vice-regina d'Europa. Che rabbia non avere l'arena piena, ma anzi desolatamente vuota, per un'impresa storica del basket nipponico. Maledetti, quanti contagi temevate a mettere dentro almeno due migliaia d'anime? Paranoici, ipocondriaci, avete buttato milioni per impianti che lasciate deserti.
Ciò premesso, partita in equilibrio costante. Si arriva agli ultimi 4 minuti in sostanziale parità. Gruda fa due giro-e-tiro di fila dal limite sinistro dell'area, 64-66 Francia a 2'15" dalla fine. Ciak segna su rimbalzo in attacco. Ma il Giappone risponde fendendo l'area in entrata, con una personalità, dicevamo, che un tempo si sognava. Poco dopo finta l'entrata, riapre per la tripla di Nagaoka, e bum, 72-68 a 28 secondi. Ci prova ancora Williams, la naturalizzata (o meglio oriunda, avendo madre francese), che ruba e segna a -7", ma il Nippone chiude 74-70 dalla lunetta. Da notare la democrazia dei punteggi per le asiatiche, nessuna più di 12; di là Gruda 18.
- Spagna-Serbia (2^g.). Rivincita iberica per il rocambolesco quarto di finale dell'Europeo, che fu vinto dalle slave all'overtime dopo che la Spagna aveva fallito il libero della vittoria con l'ovina Ouvina. La suddetta, alla vigilia di questa gara, si rende protagonista di uno "scandalo social" in quanto pubblica, senza aver chiesto il permesso (pare), un video di lei e compagne che bevono vodka e si sollazzano con il grande sloveno Doncic, teoricamente proibito dalle norme anti-Covid. Al riguardo siamo della linea "vivi e lascia vivere", ma è da fessi pubblicare, col clima da caccia alle streghe che regna tuttora.
Venendo al sodo, la partita è a due volti. La Serbia la tiene in mano con autorità fino a metà circa del 3° quarto, anche in doppia cifra di margine. A quel punto però scalda la mano Cazorla, mentre fin lì le iberiche erano state freddissime al tiro. E la Spagna sorpassa (59-58 al 30').
Sulla scia la Spagna domina l'ultimo quarto, 26-12. E' Torrens a salire in cattedra con ben 13 punti; anche la neo-veneziana Ndour fa il suo, dopo averne già messi 28 alla prima giornata nella sofferta vittoria sulla Corea (altrettanto sudata quella serba sul Canadà).
E' il turno della Serbia non trovare più la misura al tiro e innervosirsi, ma è gran Spagna come ai bei tempi. Addirittura 85-70 alla fine con 25 della torrida Torrens, 20 Ndour, 17 Cazorla; di là 16 Brooks alias Milovanovic, sparita però alla distanza come il resto della squadra.
- Usa-Giappone (2^g.). Le americane avevano vinto solo di 9 sulla Nigeria; in realtà lo scarto era ben più netto fino al "garbage time", ma le 25 perse degli Usa erano una macchia. Sembra quindi avere la faccia cattiva in avvio, la compagine pluri-campione, che schiera Bird, Taurasi, Stewart, Griner e l'emergente Wilson in quintetto. Sì, uno legge i nomi e dice "ma che stai a di' che non sono più extraterrestri?". Eppure poi si deve giocarla e il Giappone ha paura zero. Assorbe l'ondata Usa in avvio (7-0, 17-9), poi si mette ad alternare in modo spettacolare entrate, tagli backdoor sulla linea di fondo, e soprattutto una grandinata di triple. Sulla sirena del 1° quarto entra il sesto (!) missile ed è un clamoroso 28-30 per il Giappone.
Non può durare così e infatti non dura. Le americane alla lunga ne hanno troppo di più e chiudono 85-69. Wilson con 20 ancora top-scorer, Giappone ancora col collettivo democratico ma non anarchico. Oh, magari alla fine della fiera non combineranno niente, le suddite dell'imperatore, ma che brave.
- Cina-Australia (2^g.). Cangure con le spalle non proprio al muro, ma quasi, dopo il meno 15 col Belgio maturato tutto nell'ultimo quarto sotto i colpi di Meesseman. Cina che aveva riempito la giara col +42 sul Portorico.
La partita è in controllo per le pseudo-comuniste, che a 3'20" dalla fine sono ancora sul 67-57. Lì inizia un clamoroso forcing alla disperata delle Marsupiali, che con una santabarbara di triple cancellano tutto lo svantaggio; gli ultimi due missili sono di O'Hea e valgono il 74-74 a 2 secondi dalla sirena.
Tutto vano. La Cina - anche qui con personalità che non aveva nella decade scorsa - dopo timeout esegue con lucidità la rimessa da metà campo, alza il lob per la 2.01 Li (classe '99) che riceve, subisce fallo e trasforma i due liberi. 76-74 con 20 di Wang ('95) contro 15 di Magbegor ('99). Aria nuova e piacevole. Anche in questo caso può darsi che la Cina si sciolga prima della zona-medaglie, ma crisbio se piace.
