venerdì 23 luglio 2021

Olimpiadi Tokyo - presentazione (3x3)

 L’Olimpiade del ritorno alla vita dopo (anzi, durante) il Covid. L’Olimpiade più stramba di sempre, che si chiama Tokyo 2020 ma si tiene nel 2021, a ben 5 anni dalla volta scorsa; è la festa dello sport ma si disputa senza pubblico, che è la negazione della festa.

Tra le altre anomalie il debutto del 3x3, e quindi il basket raddoppia. Miracolo dei miracoli, il raddoppio è anche del basket italico, essendo riusciti a qualificarci anche nel 5 contro 5 maschile, per cui stavolta non ci toccherà il triste destino delle ultime 3 edizioni, cioè stare a casa a masticare amaro mentre le altre discipline, soprattutto quella rivale, si coprono di gloria.
Gloria degli, e delle, schiaffapalla che magari ci toccherà lo stesso digerire, così come abbiamo dovuto mandare giù quella del calcio meno di due settimane fa; ma non potremo dire di non aver avuto la nostra occasione. Se non di vincere una medaglia (la vedo dura), quantomeno di farci vedere, per quanto il fuso nipponico non consenta orari da grande platea televisiva.

Esaurito il preambolo, partiamo da dove l'Italia c'è: nel debuttante 3x3 (rima), che a inizio giugno ci ha gratificato tanto quanto gli Europei 5x5 ci hanno poi deluso. In realtà va notato che nel 3x3 andò male il primo assalto preolimpico, almeno tanto quanto andò bene l'inizio degli Europei delle Lardose (cioè delle ragazze del c.t. Lardo), ma poi gli esiti si sono capovolti. Giusto per dire che tra eroi e falliti la differenza è spesso sottile.

Siamo alla vigilia per le donne d'Italia. Domani (sabato 24) ore 10.30 con la Mongolia e 14.25 con la Francia, ore italiane, le prime due partite. Girone a 8 squadre con prima fase "tutte contro tutte", poi le prime due vanno già in semifinale, da terza a sesta si scannano nel barrage per gli altri due posti fra le top 4. Le ultime due prendono l'aereo e vanno a casa.

Penso che le favorite siano Usa Francia, almeno per quello che si è visto nel primo Preolimpico di quest'anno, dove c'erano tutte le più forti (salvo quelle già qualificate per il bizzarro meccanismo di ranking, ovvero Cina, Comitato Russo, Mongolia e Romania, di cui credo solo le prime due siano da piani alti) e noi abbiamo fatto figura modesta. Gli Usa hanno messo insieme un poker di stelle del 5x5 canonico (diciamo appena un gradino sotto il livello da nazionale loro, quindi gente che sarebbe in nazionale in qualsiasi altro Paese), anche se hanno perso un elemento, Samuelson, per Covid alla vigilia; la Francia invece ha delle specialiste della materia, addirittura 4 delle prime 5 del ranking globale.

Ma per com'è fatto il 3x3, cioè partite lampo di 10 minuti massimo (oppure meno se una arriva prima ai 21 punti), tutto è molto aleatorio.

Ci siamo qualificati, ricordiamo, in modo abbastanza epico nel secondo Preolimpico, battendo l'Ungheria in casa sua con un canestro allo scadere di D'Alie (altro che i maschi a Belgrado o peggio ancora i calciatori a Wembley, dove non hanno nemmeno vinto ma pareggiato, sottolineiamo). La carismatica e funambolica tascabile italo-americana, tra le top assolute della disciplina, c'è ovviamente anche ai Giuochi, così come sono confermate Consolini e Rulli.
A completare il quartetto, com’è noto, è stata richiamata la veterana Filippi, che aveva giocato il primo Preolimpico ma era stata sostituita da Rulli nel secondo. Qui torna al posto di Madera, la nostra pivot di stazza, vittima del baco regolamentare sulla mancanza di ranking per poter partecipare (vicenda su cui stendiamo un velo).

Un interrogativo è: se non ci fosse stato il pasticcio regolamentare per Madera, sarebbe andata sicuramente lei a Tokyo? Sarebbe rimasta fuori Filippi come nel secondo Preolimpico? O Rulli come nel primo? Di fatto comunque abbiamo tre quarti del team campione del mondo 2018, più Consolini al posto di Ciavarella.
Una guardia e 3 ali di una certa versatilità, questa è la formula che portò bene ai Mondiali. Pagheremo dazio contro chi ha la bestiona d’area, ma in compenso potremo metterla in difficoltà in difesa. Deve confermarsi il pregio emerso a Debrecen, rispetto a Graz, e cioè la buona guardia sul perimetro per evitare di subire “bombe” per banale lentezza a uscire a difendere dopo la fine della nostra azione.

Insomma, proviamoci, non siamo favoriti ma se becchiamo gli episodi giusti e le occasioni favorevoli si può piazzarci nella fascia 3°-6° e poi giocarci tutto nei 10 minuti di follia che saranno i barrages alias quarti di finale.

Peccato per la mancanza di pubblico perché il 3x3 è particolarmente adatto a creare un'interazione spettatori-giocatori, vista la vicinanza delle tribune al campo bonsai, ma tant'è.
Non ho idea di quanto la Rai intenda mostrare del torneo; spero almeno le partite dell’Italia. Altrimenti bisogna seguire Eurosport/Discovery o arrangiarsi con gli streaming.

Una certezza è che "l'importante è partecipare": non significa che saremo soddisfatti in caso di magra figura, questo no; ma il valore promozionale dell'essere arrivati a Tokyo è stato tangibile fin dal giorno della qualificazione. Non sarà quello che ci riempirà le palestre, ma è già molto rispetto alle nostre vacche magre abituali. Si è parlato più delle ragazze del 3x3 in un mese che di tutta la stagione femminile in 9 mesi.

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