martedì 31 maggio 2022

B, playoff naz. (andata semif.): Basket Roma vince di 1 a Giussano

 La chiesa di Robbiano, all'inizio della salita che porta alla zona rurale giussanese, è illuminata dal sole delle cinque del pomeriggio di domenica 29 maggio, orario d'inizio di Giussano-Basket Roma, andata delle semifinali nazionali di serie B.


Per fortuna, dal giorno prima una perturbazione ha abbassato la temperatura di una dozzina di gradi rispetto al caldo estivo della settimana; altrimenti nel piccolo palazzetto robbianese sarebbe stata una sauna, sia per le giocatrici inondate dalla luce filtrante dai finestroni, sia per il pubblico, ammassato come sardelle, con gradinate esaurite e doppia fila in piedi; tra questi spettatori oltre capienza spiccava il campione olimpico della staffetta 4x100 Filippo Tortu, cugino della giocatrice giussanese Foschini, nonché ex cestista lui stesso.

Il Basket Roma tornava in campo dopo la tempesta mediatica dello schiaffo (vero o presunto) rifilato da coach Bongiorno alla play Aghilarre sul finire del primo tempo della finale 3° posto della fase laziale, immortalato in un video che ha messo il basket femminile sotto i riflettori dell'Italia intera, e come successe per il caso Crespi di fine 2019, facendolo di nuovo sembrare un ambiente dove si pratica la violenza sulle donne. La smentita, da parte della giocatrice e della sua famiglia, che si sia trattato di violenza, è servita solo in parte a placare le acque; il coach è stato sospeso in via cautelativa dalla Fip. L'inchiesta federale era in programma il 27 maggio, due giorni prima della partita; al momento non se ne sanno gli esiti.
Fatto sta che coach Bongiorno non è in panchina, sostituito da un assistente. Nello staff romano notiamo anche la grande Debora Danzi, ex serie A1 di lungo corso, compreso un anno qui in Lombardia al Geas. Non c'è neanche Bongiorno junior, la giocatrice classe 2000, impegnata nella Nations League 3x3 con la Nazionale. Curioso: contemporaneamente il padre è sospeso dalla Fip e la figlia sta rappresentando l'Italia.

Il quintetto di partenza per Roma è interamente 2005. Alcune di loro c'erano già 3 anni fa, inizio estate 2019, nello scudetto Under 14 vinto dal club capitolino in finale su Costa. Ricordo di aver seguito gli ultimi minuti in streaming dal cellulare durante una sagra paesana. Ci fu un tiro di Costa per la vittoria, nei secondi finali; la palla rimase sospesa in aria un'eternità, poi colpì il ferro e il Basket Roma fu campione d'Italia. Poi arrivò il Covid a congelare le carriere di tutte, ma in particolare di quelle ragazzine che erano agli albori della loro ascesa e invece hanno dovuto rimanere come dentro un tunnel per due anni, riemergendo ora che ormai sono donne.

Per Giussano è ancora assente il play titolare Rossini: spalla lussata nella prima partita delle finali regionali, poi vinte anche senza di lei. Il suo organico è a sua volta giovane, anche se non come quello avversario; la più esperta è Bassani, mezza lunga classe '94, poi c'è il rinforzo recente Meroni ('99) dall'A2 di Carugate; l'ex-Sanga eccetera Perini ('98); il resto dal 2000 in poi.
Aldo Corno schiera le sue a zone-press, Basket Roma fa una uomo allungata. Il tema tattico vede quindi da una parte Giussano trovare poco spazio per i tiri da fuori (segnerà solo una tripla in tutta la partita, peraltro all'inizio) ma guadagnare molti tiri liberi in avvicinamento a canestro; Roma circolare palla tirando spesso da 3, oppure pescando con efficacia una Fantini dominante dentro l'area.

Fantini è una lunga davvero interessante; è del 2005 come tutto il quintetto romano (Lucantoni, Cedolini, Aghilarre e Benini le altre), e ha una fisicità davvero rara nel nostro basket femminile attuale. Un fenicottero di circa 1.90, dalla tipologia quasi slava o baltica (infatti, non riconoscendola, all'inizio ipotizzavo potesse essere un rinforzo straniero ingaggiato per l'occasione...), :wacko: leggera e di gran verticalità. Lei domina soprattutto il 2° quarto, in cui fa 6/6 da 2. Duella dall'altra parte con Bonadeo, play del 2000 di scuola-Geas che rischia di finire la sua partita già nel 1° quarto, ricadendo male da una tripla, ma la sospetta scavigliatura si rivela non tale e quindi rientra presto, producendo una fiammata da 7 punti di fila, nel 2° periodo.

L'andamento è in equilibrio costante ma con micro-fiammate dall'una e dall'altra parte; da 11-15 per Roma si passa a 20-15 Giussano con un 9-0 a cavallo tra 1° e 2° quarto. Buon impatto della 2001 Colico (figlia del presidente giussanese e nipote dell'ex-A1 Roberta) e della 2004 Biassoni per le padrone di casa, che però faticano a segnare con gli elementi più attesi a farlo, cioè Bassani, la guardia 2000 Pratelli e Meroni (finiranno con 4, 5 e 6 punti). Si ferma quindi la spinta giussanese e torna avanti Roma (20-21), poi un bel testa-a-testa che giunge fino al 30-30 "tennistico" dell'intervallo.

A inizio ripresa uno spettacolare 1 contro 1 di Fantini, che tocca quota 20 punti (ma lì si fermerà!), porta a +4 Roma. Replica Giussano con Ukaegbu, mezza lunga del 2003, anche lei di scuola-Costa, e Meroni, che si sblocca; contro-risponde Lucantoni con due arresto-e-tiro consecutivi, il secondo sulla sirena di fine 3° periodo (40-42). Si è segnato pochissimo in questa frazione; tanta farragine e tensione che sale.

Anche l'ultimo quarto è marchiato da agonismo e vaccate equamente distribuite. Giussano, che è squadra di carattere, aumenta visibilmente il livello d'intensità. Se prima stava concedendo troppi rimbalzi offensivi, ora invece ne strappa tanti a sua volta; ruba palloni e ne trasforma alcuni in contropiede. Poi Bonadeo, generosissima anche se ha più finalizzato che creato gioco, segna in entrata il 51-46 a 4'20" dalla fine.

Lì è il momento-chiave. Visto che non conta la vittoria nella partita singola ma lo scarto nel doppio confronto, potrebbe essere l'inizio di un break che porti Giussano a incamerare un bottino pingue in vista del ritorno, oppure Roma potrebbe riuscire a limitare i danni per ripartire quasi da zero in casa sua.
Si verifica la seconda ipotesi, anzi le ospiti non solo limiteranno i danni ma vinceranno, seppur col minimo scarto. Negli ultimi 4'20" Giussano segna solo un canestro, un'entrata acrobatica di Bonadeo, probabilmente il tiro più difficile tra i 10 o 12 che tenta la squadra di casa in questo frangente, fallendo anche occasioni ghiottissime da sotto.
Roma, che sembrava in difficoltà, riemerge con una tripla di Lucantoni (12 punti nel secondo tempo, determinante come lo era stata Fantini nel primo) e gran rubata + coast to coast di Cedolini. E' costei un'ala a sua volta di fisico notevole, pure lei leggera e "dinoccolata", ma meno efficace di Fantini. Gran giocata però questa sua, per il 51-51 a -2'35".
Segue l'entratona di Bonadeo già descritta, poi un 1/2 di Lucantoni (53-52), infine un ultimo minuto di caos in cui Giussano tira e sbaglia 3 volte, e a 4 secondi dalla fine Lucantoni riparte in palleggio ma subisce un fallo ingenuo che trasforma nei due liberi della vittoria (53-54), ovviamente poco determinante ai fini della qualificazione ma significativa sul piano psicologico, perché consente alle ospiti di festeggiare dopo una settimana così sofferta.
Il ritorno di sabato a Roma promette bene: entrambe hanno margini di miglioramento nella prestazione, bisogna vedere chi ne metterà di più sul piatto.

Marcatrici: Bonadeo 14 e Ukaegbu 10 per la casa, Fantini 20 e Lucantoni 18 per la trasferta.

Nella foto (fornita da Basket Team Giussano): un'entrata di Bonadeo.



sabato 28 maggio 2022

A2: Perisa salva Treviso allo scadere, Vicenza giù

Clamoroso ultimo minuto di gara-3 per scampare all'inferno fra Treviso e Vicenza: Volpato su rimbalzo offensivo, cadendo per terra, segna il 51-50; Vicenza si procaccia 2 tiri liberi con Villarruel e li segna (51-52); Perisa sbaglia in arresto e tiro; Sturma fa 1/2 ai liberi (51-53); Perisa in arresto e tiro dai 45° sinistri, con avversaria addosso, segna la tripla della salvezza a 2 secondi dalla fine (54-53).


PS: Vicenza aveva ancora un fallo da spendere prima del bonus ma non è riuscita.

Serie B: il quadro delle finali regionali

 Cominciano oggi i playoff nazionali di B (andata semifinali). Ecco come sono arrivate le fasi regionali che hanno qualificato le 16 aspiranti alle 4 promozioni.

Qualche nome delle giocatrici-vedettes potrebbe essere sbagliato, mica facile raccattare tutto.

Lombardia - Final four regionale (con formula a girone, 3 giornate) vinta da Giussano del venerabile Aldo Corno: 77-76 dts nella partita decisiva su Albino, magistralmente guidata (in campo) da Giulia Gatti (c'è anche un'altra grande veterana, De Gianni; interessanti le 2004 Rizzo, guardia, e Cancelli, pivot). Per Giussano 3 vittorie su 3 nonostante l'infortunio al play Rossini alla fine della prima partita; l'ha sostituita molto bene il prodotto-Geas Bonadeo. Tra le colonne anche l'ex-Costa Bassani e l'ex-Vittuone Pratelli. Ma debbo dire che Corno è stato bravo a trovare ogni volta delle risorse diverse dalla panchina.
Terza qualificata è Milano Basket Stars, che nome per nome è considerabile la più forte (specie dopo gli innesti del play Diotti da Carugate e della fisicatissima 2004 ucraina Ignatchenko, in aggiunta a gente che ha calcato i parquets di A come Ruisi, Savini, Quaroni, Sforza), ma ha perso in volata le prime 2 partite.

- Triveneto. Girone finale "Oro" a 8 squadre dominato dalla Futurosa Trieste (14-0; Cumbat, Fraile Diaz, Streri, Costanza Miccoli tra le più protagoniste) davanti a S. Martino di Lupari (con tutte le giovani in orbita-A1, cioè Guarise, Peserico, Mini, Fontana, Arado, Varaldi...) e a Marghera (Granzotto, Coccato, Zennaro, Castria).

Reggio Emilia/Marche. Poule playoff vinta dalle Girls Ancona (Horobets, Mataloni) davanti alla Magika Castel S. Pietro (con le ex-Progresso Bologna Rosier e Dall'Aglio; anche D'Agnano e Zuffa); terza Puianello (Rozenberga, Manzini, Boiardi, Martini).

Toscana/mezza Umbria/un quarto di Liguria. Finale regionale vinta dal Jolly Livorno (Orsini, Ceccarini, Garaffoni, Peric, Evangelista), 3-0 su Perugia. Le labroniche hanno perso strada facendo la lunga Garcia Leon per infortunio e l'hanno sostituita con l'argentina Riccotti.

Lazio/Molise/Abruzzo/mezza Umbria. Final Four vinta dalla Stella Azzurra Roma (I. Georgieva, Krasovec, Nikolics, Giordano; insomma tutto il po' po' di vivaio multietnico), 59-49 sul S. Raffaele Roma (De Marchi, Grattarola, Ciaccioni, Panariti, Cupellaro).
Nella finale 3° posto, decisiva per passare, Basket Roma (Fantini, Lucantoni, Aghilarre, Bongiorno, Benini; nucleo giovanissimo con alcune 2005 scudettate U14 nel '19 più altre che si sono aggiunte negli anni successivi) ha impallinato 72-58 la favorita Roseto, per il secondo anno di fila caduta sul più bello. In questa partita è capitato il fattaccio di cui tutta Italia ha discusso in settimana.
Insomma, tripletta de' Roma capoccia, anche se la città nun se ne sarà accorta, presa com'era a festeggiare (almeno la parte non laziale) la vittoria calcistica nella Coppetta delle chiaviche. :sick:

Campania/Calabria. Finale vinta da Salerno, 2-0 a sorpresa, su Battipaglia che aveva vinto la stagione regolare - con l'ossatura giovane dell'A2 - e che per la finale ha invano inserito Mazza e Bona reduci dalla stagione di A1 con Broni; dopo gara-2, finita 46-43 per le salernitane (Orchi, Datsko, Opacic, De Mitri, C.Valerio), c'è stata la famosa sfuriata di Rossini contro le proprie giocatrici, parole di piombo che invece sono diventate di miele dopo la salvezza in A2 pochi giorni dopo; ma questa è un'altra storia.

Spareggio preliminare
- Sono confluite qui 3 squadre che avevano vinto i campionati di:
- Piemonte/3 quarti di Liguria. Finale regionale, o meglio interregionale, vinta dal Granda Cuneo su Pegli: +13 all'andata e +10 al ritorno. Le cuneesi hanno la veterana Domizi come nome più noto; anche Grosso, Ngamene, Di Meo tra quelle più in evidenza. Ci sono elementi che vinsero lo scudetto U14 del 2018.
Sardegna. Finale regionale dominata dalla Virtus Cagliari (Scibelli, Brunetti, Niedwiedzka, Lussu; insomma un organico di... lussu) su Alghero: +23 e +37.
Sicilia. Vittoria del Rainbow Viagrande (sobborgo di Catania, infatti prima la società era nota col nome del capoluogo): 2-1 su Ragusa.
Il gironcino di spareggio ha qualificato per prima la Virtus Cagliari e per seconda Cuneo.

lunedì 23 maggio 2022

Scoppia il "caso Bongiorno": violenza su Aghilarre?

L'allenatore del Basket Roma, Bongiorno, ha tirato un ceffone alla sua giocatrice Aghilarre durante il playoff regionale di B con Roseto? A giudicare da un video postato da Roseto, e che è diventato "caso mediatico" sul web, sì.

Mi auguro che non sia un nuovo caso di sensazionalismo di sciacalli che trasformano venticelli in tempeste, o per raggranellare clics sui loro siti, o per accreditarsi come paladini dei Grandi Valori.

Vero è che se uno prende quella manciata di secondi del video, non è una bella roba, anzi pare violenza in piena regola.

A tal proposito viene in mente che Crespi fu accusato addirittura di "violenza sulle donne" (a mio parere un'esagerazione, ma così fu dipinta da alcuni media importanti) per aver tenuto Masciadri in panchina, questo in una partita che era rimasta aperta fino in fondo.

L'eco è facilmente spiegabile nel contesto di un'informazione online che pubblica qualsiasi cosa possa fare giuoco alla grancassa (e in effetti la violenza sulla donne è un tema di forte interesse attualmente, il che di per sé non sarebbe un male) e lo fa nell'immediato senza verificare né approfondire, perché conta la velocità; e nel contesto di un'utenza social che commenta tutto con toni estremi (o bianco o nero) nel giro di mezzo secondo, a sua volta senza verificare né approfondire.

In poche parole (non lo scopro certo io ma lo vediamo tutti), i mass media rilanciano un video senza aver verificato i fatti, il pubblico lo commenta in base alla prima impressione a pelle e con toni estremi.
Di sicuro ci sarà stata gente che avrà pensato "va' che schifo di ambiente il basket femminile, picchiano le ragazze, col c... che ci mando mia figlia", poco ma sicuro. Ovviamente è per questo che si vorrebbe spegnere l'eco (laddove l'eco sia sproporzionata ai fatti), non certo per consentire violenze nell'omertà.

PS: le parole della giocatrice Aghilarre, che spiega di come la frittata commessa la stesse "mandando in down" e quindi l'allenatore le abbia fatto una lavata di capo terapeutica, mi ha ricordato un episodio delle finali U13 lombarde di 3 anni fa, di cui si era discusso sul forum: Bicio Ranieri che fa uno shampoo (metaforico) a una sua giovane giocatrice che stava appunto svalvolando per qualche minchiata commessa.
Attenzione: differenza non da poco è che Bicio non alzò le mani in alcun modo, fu solo un'urlata che ad alcuni commentatori parve eccessiva. Ma la spiegazione dell'episodio era proprio quella dell'allenatore esperto che s'accorge di dover usare una terapia d'urto per recuperare mentalmente la giocatrice.

PS-2: il clima generale non è piacevole, c'è fame di gente da additare come mostri, vedi il già ricordato Crespi 2 anni e mezzo fa, ma se uno alza le mani fornisce ai cacciatori di mostri la corda con cui impiccarlo.

Se ne fregano del basket femminile tutto l'anno, foss'anche che vincessimo l'oro ai Mondiali (va be', cosa impossibile), ma se c'è un episodio negativo strepitano e si stracciano le vesti come se fosse il centro dell'universo.
Però obiettivamente è difficile contraddire nella sostanza, se si vede un uomo che alza le mani su una donna. Discutere se l'ha centrata o meno, se era uno schiaffo o un buffetto, se la "vittima" è consenziente o meno, finisce per essere un po' lana caprina.

Al tempo stesso non si può accettare la richiesta di Assist-Associazione Nazionale Atlete laddove scrive:

Chiediamo con decisione l’immediato intervento del presidente del CONI Giovanni Malagò e del Presidente della Federazione Pallacanestro, Giovanni Petrucci, perché l’allenatore venga immediatamente radiato e non abbia più modo di esercitare la professione.

perché non si radia un operatore sportivo, impedendogli a vita la professione, reagendo d'impulso a un video di 5 secondi. Guardo il video, tac, caccio una persona dal suo lavoro per sempre? Vorrebbero questo per se stesse, le donne di Assist, qualora toccasse a loro commettere un errore pur grave, oppure perlomeno chiederebbero un'inchiesta approfondita? Pure agli omicidi si concede il processo.

domenica 22 maggio 2022

A2: Crema domina su Sanga in G3; le "bandiere" fisse in panca

Personalmente sul gioco duro di Diamanti non ho nulla da dire; ci sono lì gli arbitri per valutare; e come ho scritto mi avevano fatto più impressione l'aggressività e la fisicità di Moncalieri lo scorso anno, viste entrambe da bordo campo.

Casomai trovo da chiodi una cosa come stasera, mettere dentro due bandiere che hanno fatto la storia di Crema, cioè Caccialanza e Capoferri, una a 3 minuti dalla fine, l'altra a 1'50" (dopo essere state in panchina fin lì), sul +30 abbondante, come a dire: "ok, adesso non potete più farmi danni, entrate pure per il contentino".
Da notare che Capoferri in gara-2 aveva contribuito attivamente a salvare la ghirba a Diamanti nel momento più difficile.

Naturalmente se le due avevano problemi fisici o che, il discorso decade. Fermo restando che ogni coach fa come gli pare, o come pare alla dirigenza.

Occhio, non sto parlando di rotazioni in partite punto a punto o addirittura perse com'è stata gara-1; sto parlando di una situazione come questa gara-3, in cui a metà del terzo quarto c'erano 30 punti di divario e la squadra avversaria era morta e sepolta.

Allora se tu metti due come Capoferri e Caccialanza a 3 e 2 minuti dalla fine, come se fossero due scarsine del vivaio a cui va dato il contentino, il modo di fare mi lascia perplesso. Se non per un fattore umano, quantomeno nell'ottica utilitaristica che se ti si spacca una "titolare" perché l'hai tenuta in campo sul +30 abbondante a 5' dalla fine, qualunque fosse lo scopo (dare una lezione a Pinotti che aveva parlato troppo? Dimostrare che la Grande Crema non molla un centimetro neanche sul +50 a 1' dalla fine?), ti tiri la zappa sui piedi.

B lombarda: Giussano vince le finali, piegata Albino in volata

In B lombarda è campione Giussano di Aldo Corno, 77-76 dopo un supplementare contro Albino guidato da Giulia Gatti e Patta De Gianni. Alle fasi nazionali vanno queste due squadre più Milano Basket Stars.

Partitona. Bisogna dare merito a Corno (tra le varie cose) di aver tirato fuori qualcosa di diverso dalla panchina ogni sera: Colico e Foschini la prima partita, Germani ieri, oggi c'è stata anche la giovane Biassoni con spunti interessanti.
Bravo anche Baroggi a portare la sua squadra al rendimento migliore quando contava, a costo di lasciare qualche partita per strada nel finale di stagione regolare.
Alla fine sorridono pure le Stars, ovviamente non per le prime due sconfitte che potevano essere due vittorie se avessero giocato meglio i palloni decisivi, però l'obiettivo qualificazione c'è.
Varese onestamente è stata un gradino sotto: 3 partite senza mai arrivare a 50 punti. Tutto sommato ha pochi rimpianti, quel che aveva ha dato.

sabato 21 maggio 2022

[A2] cronaca Sanga Milano-Crema (semif. G2)

La sera milanese di maggio inoltrato sa già di estate in arrivo, con la cappa di calura che aleggia sull'asfalto delle strade intasate di macchine, trattenuta dalle immani distese d'edifici di periferia. Oltrepassati i vialoni della circonvallazione Est - con i loro palazzi pseudo-signorili (nulla a che vedere con quelli realmente eleganti del centro) abitati da piccolo-borghesi compiaciuti di trascorrere la loro esistenza in anonimi alveari che si soffocano a vicenda, vieppiù rabbuiati dai platani che sorgono dagli spartitraffico sepolti dalle auto parcheggiate - si giunge in via Padova, città nella città.

Anche lì, certo, ti circondano l'asfalto e il brulicare di auto; tuttavia i palazzoni popolari, i marciapiedi percorsi da una folla multietnica, i negozietti di alimentari, i locali di kebab e quelli giappo-cino-afro-latino-indiani, suggeriscono un mondo vivo, autentico e pulsante, dove la gente lotta ogni giorno, nel migliore dei casi per guadagnare qualche gradino nella scala sociale, nel peggiore per sopravvivere un giorno di più.

Questo è il quartiere del Sanga, che in questo mercoledì da tigri cerca di scrivere una delle pagine più gloriose della sua storia: eliminare una delle squadre più forti che abbiano mai calcato le scene dell'A2, la Crema di Diamanti dalle 31 vittorie di fila. Striscia che è stata brutalmente interrotta in gara-1 di semifinale, nello shock generale, con un 64-81 in casa per mano delle Orange di Pinotti.
Episodio isolato o clamoroso ribaltamento delle gerarchie stagionali? Questo ci chiediamo nell'entrare in un PalaGiordani già esaurito una quindicina di minuti prima della palla a due. Paradossale, viene anche da riflettere, il fatto che mentre queste due squadre si scannano e solo una rimarrà in corsa (dovendo poi sudarsi la promozione in finale contro Udine che nel frattempo chiude 2-0 con Castelnuovo), la loro rivale Brixia, uscita al primo turno, si è già assicurata un posto in A1 tramite lo scambio di diritti con Costa.

Alla palla a due c'è chi manca all'appello: Liga Vente, s'apprende, non sarà della partita (anche se è in uniforme da giuoco), dopo essersi scavigliata sul finire di gara-1. Una tegola che potrebbe indirizzare ulteriormente le sorti verso Milano. Ma passano 3 minuti e la bilancia si riequilibra, con una brutta botta per Guarneri che commette sfondamento (secondo gli arbitri) ma ha la peggio: resta a lungo per terra, viene portata a bordo campo dove con dolore evidente riceve le cure che la rimettono in grado di sedersi in panchina, ma non di continuare la partita.
Intanto, dopo uno 0-5 iniziale per Crema, è il Sanga ad apparire più tonico, con Toffali che sfreccia 3 volte in contropiede con la sua impressionante velocità; massimo +5 per le milanesi. Crema cerca sistematicamente soluzioni ravvicinate, ma Nori e Pappalardo sono imprecise, così come da fuori non trovano la mira né D'Alie né Conte, per la furia di Diamanti che s'indemonia, gesticola, mima azioni e correzioni quasi a ogni errore delle sue.
Poi però Melchiori realizza la sua seconda tripla e, soprattutto, escono due risorse preziose dalla panchina per le ospiti: le bandiere Capoferri (n.e. in gara-1) e Rizzi, che tra fine 1° quarto e metà del secondo collezionano 13 punti in coppia, sbagliando quasi nulla. Poi c'è la pressione difensiva, sulla quale non entro nel merito perché è terreno di scontro ideologico, il che significa che ognuno rimarrà convinto della propria opinione. Dico solo che, sullo stesso campo, Moncalieri, in gara-2 di finale dello scorso anno, mi fece un'impressione di fisicità e di aggressività ben superiore rispetto a quella esercitata dalle cremasche.
Fatto sta che Crema compensa le base percentuali con un cospicuo numero di possessi in più, sicché appena trova feeling col canestro, e si fa apprezzare per alcune circolazioni-palla contro la zona, scappa a +10 (22-32 verso il 16'). Reazione, però, del Sanga, con Zelnyte che inizia a farsi sentire anche in attacco, Madonna con una tripla e 2 liberi, Penz che sulla sirena dell'intervallo realizza magistralmente di rapina per il 31-36.

Dopo l'intermezzo Crema intensifica ulteriormente la razzia di palloni; capitalizza con Nori e D'Alie per il massimo vantaggio (33-45 al 23'), mentre Novati commette il 4° fallo. Zelnyte però regge il reparto-lunghe da sola su ambo i lati del campo, mentre Penz sciorina una serie di canestri dalla media, che valgono il meno 3, incendiando il pubblico che, poco prima, s'infuria con D'Alie che lucra un antisportivo dalla stessa Penz tuffandosi a strapparle palla. E' un gran duello tra le due, in cui l'ultima parola del 3° quarto è dell'olimpica italo-americana, la quale segna gli ultimi 7 punti cremaschi, riportando a +8 le ospiti (47-55 al 30'). Le quali nel frattempo hanno perso Melchiori, pure lei per guaio fisico.

Si riapre tutto di nuovo: triple di Toffali e Madonna in apertura d'ultimo quarto (53-55); ancora boati assordanti, l'ambiente crede nel sorpassone a portata di mano. Invece è lì che il Sanga perde il treno cruciale: sbaglia due volte la tripla del sorpasso; Crema si ricompatta e trova i canestri che, ogni volta, respingono ogni successivo riavvicinamento milanese: colpiscono Nori, la solita D'Alie e una Conte che dopo aver tanto litigato col canestro ne segna due d'oro, cioè una tripla su rimbalzo offensivo (da +2 a +5), poi un'acrobazia allo scadere dei 24", per il 59-65 quando ormai manca poco più di 1 minuto. Toffali (sistematicamente frenata dalla difesa dopo quelle accelerazioni iniziali) sbaglia due liberi ed è la bandiera bianca, per stasera, di Milano. Alla fine è 61-70 e si va a gara-3.

Dl'Alie 20 punti, 10 rimbalzi e 6 assist; decisiva con 16 punti nel secondo tempo e la vittoria nel duello con Madonna (13). Zelnyte chiude con un notevole 37 di valutazione (12 punti, 16 rimbalzi e 7 assist) ma i suoi soli 6 tiri dal campo lasciano qualche rimpianto. Nori 13 punti e Rizzi 10 le altre in doppia cifra per le vittoriose, Penz con 12 per le sconfitte.
Il Sanga non ha ripetuto la prova balistica di gara-1, scendendo da 11/21 da 3 a 6/22. Gli effetti della pressione di Crema, se guardiamo le cifre, hanno prodotto 21 perse per Milano ma erano state 26 in gara-1.

Nel frattempo si chiudeva l'altra serie di semifinale, con il 2-0 di Udine su Castelnuovo. Gara-2, a punteggio bassissimo, si risolveva negli ultimi 3'30", quando, dopo un lungo inseguimento coronato col sorpasso, dal 48-47 l'attacco delle piemontesi s'incartava totalmente, mentre le friulane trovavano due liberi e un'invenzione di Blasigh per il +3, allungando poi dalla lunetta sul fallo sistematico. Finiva 50-55 con 18 di Molnar, 15 di Missanelli e 14 di Blasigh, contro V. Gatti a quota 14, unica in doppia cifra per le sue, dopo averne vanamente segnati 30 in gara-1.

Giusto il tempo di tornare a casa e sentire l'intervista al coach-patron milanese Franz Pinotti, in cui dice (in sostanza) che se gli arbitri lasciano picchiare vince Crema, se fischiano vince il Sanga, e già si pregusta una gara-3 incendiaria. Da capire chi delle infortunate potrà tornare, altrimenti sarà una gara di sopravvivenza. Probabilmente lo sarà comunque, ma meglio se a ranghi completi. Si giocherà molto sulla testa, sulle energie residue. Crema non è più l'ammazzasette di un paio di mesi fa, quella che demolì tutti in Coppa Italia per intenderci; ed è una notizia utile anche per Udine, se le cremasche passeranno gara-3. Milano ha la grande occasione ma bisogna vedere se sarà capace di arraffarla.

domenica 15 maggio 2022

A2: il weekend di playoff & playout

Crazy! Il Sanga non solo vince, ma domina a Crema: 64-81. Certo, è tuttora possibile che la serie si ribalti, ma devono ribaltarsi molte cose rispetto a ieri. Perché non stiamo parlando di una vittoria risicata del Sanga ma di un dominio. Momento chiave, più che il break nel secondo quarto, è stato quando nel terzo Crema ha prodotto il massimo sforzo arrivando a meno 2 con pareggio mancato da Melchiori da sotto. A quel punto Milano ha prodotto una santabarbara con 4 triple e da lì in poi Crema non si è più avvicinata.

Udine 75-66 su Castelnew.

Gianni Valdarno da pronostico su Vigarano.

Nei playout salvezza netta in gara-3 per BC Bolzano (quello di Fall per intenderci) ai danni di Treviso che dovrà scamparla al 2° turno.

Salva anche Capri dopo 2 supplementari a Savona. Cifre pazzesche per Bovenzi: 33 punti, 14 rimbalzi, 8 assist, 52 di valutazione. Anche Rios: 20 punti, 12 rimbalzi, 10 assist, 37 di valutazione. Dall'altra parte Pobozy 30 punti, 14 rimbalzi, 41 di valuta.

sabato 14 maggio 2022

A2: vigilia semifinali-playoff

 Stanno per iniziare le semifinali-playoff di A2.


Che mi aspetto? Nulla, sto a vedere cosa succede.
Al Nord c'è la grande incognita se Milano è in grado di essere bastone fra le ruote delle "imbattibles" di Diamanti, cioè non solo perdere lottando, come nei due scontri di stagione regolare, ma vincere, come lo scorso anno. La cosa interessante è che entrambe sono cresciute di livello rispetto a 12 mesi fa: Crema da ottima a eccellente, Milano da buona a ottima. Individualità bestiali da ambo le parti (basti pensare a D'Alie vs Madonna; Melchiori e Conte vs Toffali e Beretta; Vente e Nori vs Zelnyte e Guarneri; Pappalardo vs Novati) ma ne faccio più una questione di collettivi. Se Crema riesce a imporre la sua mordenza a tutto campo, rapinando palloni e segnando in contropiede 3-4 volte di fila, oppure se buca le zone avversarie con alte percentuali da 3, può dominare; viceversa se Milano impastoia la partita sul gioco a metà campo, non fa correre le avversarie, ipnotizza con variazioni difensive per portare Crema sul terreno di un finale punto a punto in cui potrebbe sentire la pressione, può essere altra storia.
Da capire se le voci sulla partenza imminente di Diamanti, che a quanto pare non sono solo voci, condizioneranno in qualche modo la compagine cremasca, che finora aveva fatto dell'applicazione feroce (oltre che dei valori tecnici che ovviamente non mancano) la sua arma letale, perché di sola supremazia non vinci 31 partite su 31 di cui quasi tutte in modo schiacciante.

L'altra semifinale, Udine-Castelnuovo, sembra apertissima. In stagione regolare è stata più costante Udine, ma in un "matchup" di playoff non appare superiore alle navigate piemontesi. Udine è l'unica squadra fra le 8 qualificate ad aver avuto bisogno di gara-3 per passare.

Al Sud c'è l'altra grande favorita, Valdarno, contro una squadra che parte solo dal #5 della griglia ma sembra arrivata nella condizione migliore, tant'è che ha fatto fuori Firenze con un 2-0 secco.
Poi un Umbertide-Patti in cui si affrontano un collettivo rodato e profondo, quello umbro, con uno più corto e assemblato strada facendo, ma con grandi individualità, quello siculo. Touré, Botteghi, Miccio, Verona, possono ampiamente far saltare il fattore-campo una seconda volta di fila.

Il ritiro di Marcella Filippi

Si ritira la grande Marcella Filippi, eroina dei due mondi, specie quello 3x3 dove ha vinto il titolo mondiale e partecipato alle Olimpiadi.

 "Eroina" non è che voglia dire migliore in assoluto, ma una che gioca più di 10 anni in serie A, diventa campionessa del mondo del 3x3 e va alle Olimpiadi... poco non ha fatto. Non è che se c'è stata gente migliore, allora non si può dire che abbia fatto qualcosa d'importante.

venerdì 13 maggio 2022

Battipaglia: l'ira di Rossini; botta-e-risposta con Bonafede

 Il patron di Battipaglia, Rossini, ha rilasciato queste dichiarazioni in seguito alla sconfitta in finale di B campana (disputata con la sua seconda squadra):

"Quella di quest'anno è senza alcun dubbio la squadra più indecente mai vista a Battipaglia. Dopo la partita di oggi, voglio dire chiaramente ad ognuna delle giocatrici che, se vogliono, sono libere di andarsene via stasera stessa: non vedo alcun motivo per il quale debbano rimanere qui. Spero davvero di retrocedere in Serie B con la compagine impegnata nei Play-Out di Serie A2 per poter finalmente chiudere il capitolo del settore femminile. Quelle viste in questi giorni sono persone e giocatrici indecenti che devono cambiare sport: inammissibile segnare 33 punti in 35 minuti contro una squadra come Salerno. Non ho mai visto giocatrici peggiori di queste, giocatrici che, prive di amor proprio, sono brave solo a lamentarsi: spero che presto vadano via insieme ai loro inutili vittimismi.
Chiedo scusa a tutti i tifosi della Polisportiva (che, anche stasera, encomiabili, non hanno fatto mancare il loro apporto alle ragazze) per aver messe insieme tanta schifezza ed incapacità.
Chiedo, infine, umilmente scusa a Vincenzo Munzio, all'azienda O.ME.P.S. ed a tutti gli sponsor per aver allestita una squadra del genere che, ancora una volta, ha deluso le loro e le mie aspettative".


Ne è scaturito un Interessante botta e risposta tra Rossini stesso e l'ex giocatrice Monica Bonafede, nei commenti sulla pagina FB di Siamo Donne-Basketinside:


Monica Bonafede
Sono anni che insulta le giocatrice che prende , qualcuno gli dicesse che le firma lui !!!!

Giancarlo Rossini
Dovreste essere contenti perché permetto a voi leoni della tastiera di scrivere

Monica Bonafede
mah io metto nome e cognome tanto leonessa da tastiera non mi sento . Io credo che ogni giocatrice dia il massimo quando è in campo! E purtroppo, ripeto ,sono anni che a fine campionato o dopo determinate partite fa delle uscite del genere. Non lo trovo corretto . Dica piuttosto faccia a faccia alle sue giocatrici quello che pensa ,lavori sul futuro senza dover parlare così .

Giancarlo Rossini
io penso di dare molto a loro in cambio non mi aspetto di vincere sempre ma che si impegnano e lottano su ogni palla ed in ogni partita
Chiedo molto o troppo
Ho un colloquio diretto e continuo con loro
Si può anche sbagliare nella vita , e sono il primo ad ammetterlo
Ti invito a vedere le partite di mercoledì e giovedì e dopo lo dici se dopo tanti sacrifici non vai fuori di testa
I miei sfoghi sono per cercare di cambiare qualcosa non per offendere anche se molte persone non lo capiscono
Prenderò atto dei tuoi consigli
Il problema grosso che le giovani d"oggi non sono come le giocatrici della tua generazione
Atri tempi ed altre giocatrici

Monica Bonafede

su questo la penso uguale , (gioco ancora 😂) e sicuramente le generazioni sono diverse , ma io credo che questo atteggiamento non porti a molto , mi permetto di dire SOPRATTUTTO con loro . Tanto ormai è andata quindi che senso ha fare delle dichiarazioni così ? Questo è il mio modesto punto di vista e anzi sono contenta di averlo potuto esprimere praticamente direttamente a lei 🤝 

giovedì 12 maggio 2022

Sull'addio di Costa all'A1

Il comunicato di Costa mi sa che, tradotto, vuol dire: se restavano M.Villa e Spreafico potevamo fare la coppa, ma visto che hanno preferito altri lidi non aveva più senso restare in A1, pigliando 4 straniere e italiane da fuori.

Un esempio da seguire? Sì, ma per chi ha un settore giovanile da valorizzare. Ad esempio, vale la pena, per una società come il Geas, di fare la squadra con 4 straniere che dettano legge, italiane prese da fuori e al massimo la veterana Arturi a far da bandiera e Panzera come unica giovane con spazio mentre le altre vostre giovani come Pellegrini, Milani, Nespoli, e immagino prossimamente Ronchi e Merisio, sverneranno in giro per l’Italia a cercare opportunità di gioco? Il tutto per arrivare quinti o sesti, oppure se va di sfiga noni come quest’anno?

Chiaramente in altre piazze la situazione può essere diversa. Se ne discuteva già una dozzina d'anni fa quando si citava il "modello Geas". Che però non era applicabile dovunque.

In altre piazze anche una squadra fatta di straniere e di italiane prese da fuori può avere il suo perché, se rappresenta una realtà sportiva importante nel suo territorio e se l'alternativa sarebbe il nulla, perché non c'è modo di creare un vivaio competitivo.




martedì 10 maggio 2022

Cestaro scopre l'invisibilità televisiva del campionato

Oggi sulla Gazzetta c'è la classica pagina sul basket femminile; intervistano sua maestà Cestaro il quale tra l'altro dice: "Ritengo il basket femminile uno sport bellissimo, purtroppo non ha ancora la visibilità che meriterebbe (...) Ho già parlato con l'amico Massimo Zanetti della Segafredo, qualcosa andrà fatto. Soprattutto dobbiamo andare di più in televisione, ormai è indispensabile per il nostro movimento. Ne parlerò anche col presidente della Fip, Gianni Petrucci, e quello di Lega Massimo Protani".

Commento: bravissimo, ma se ne accorge adesso che è finita la stagione? Forse gli avevano raccontato che il mitico "canale 411" era visto da milioni, poi ha scoperto l'amara verità.
Sembra che si sia accorto solo adesso del problema, lui che con pochi altri poteva risolverlo prima che si presentasse.

Può darsi che Cestaro abbia tenuto fede al detto "de minimis non curat praetor", ovvero i grandi capi lasciano che siano altri ad occuparsi delle cose di minore importanza; però poi arriva alla fine della stagione e si accorge che ha vinto 3 trofei su 3 ma non l'ha visto nessuno tranne gli aficionados più intimi. E allora magari gli girano i cosiddetti.

lunedì 9 maggio 2022

Perché le italiane vanno salvaguardate

Le presunte "predilette delle societatuncole o paraculate varie" sarebbero i prodotti del movimento italiano. Dobbiamo essere felici se perdono valore, togliendo ulteriormente motivazione a crearle, da parte delle (non molte) società che puntano sul settore giovanile?

Sì, certo, ci sono opportunità all'estero per chi vale e ha motivazioni, ma perché dovrei essere contento se l'Orsili, la Fassina, la Tagliamento di turno (cioè gente cresciuta nei nostri vivai, che abbiamo seguito dai tempi delle nazionali giovanili) vanno via mentre il loro posto in Italia è preso dall'ennesima Chaczorowska, Brobdignag, Grumulovicic, delle quali ci frega poco o nulla?
Tu ragioni dal piedistallo di Schio, dove con 4 straniere avrai una DeShields in più (o comunque una stella internazionale che prenderà il suo posto) fra le 10 in campionato, anziché doverla tenere in tribuna a rotazione, e ti può anche far piacere. Ma se vado a Costa Masnaga, per esempio? Perché non dovrei più vedere un'Allievi in quintetto e al suo posto una Cazzabubbolowski o una Grumbholderhausen? Al Geas devo vedere ancora meno possibilità per le giovani italiane di casa (già adesso c'era solo Panzera, salvo spiccioli per qualche altra) e ancora più spadroneggiamento delle 4 straniere di turno?
Perché alla fine, logicamente, tutti si adeguano, altrimenti è come giocare a handicap.

Non è che stiamo parlando per ipotesi, ma è qualcosa di già ampiamente visto, dato che l'epoca delle 4 straniere l'abbiamo già vissuta in anni recenti. Ed era lampante che solo le squadre di alta classifica, coi danari abbondanti, potevano prendere 4 straniere buone, che facesse piacere guardare.

Nelle squadre di fascia medio-bassa, dove è già tanto se riescono a prendere 2 straniere buone, non fai altro che sostituire mediocrità italiana con mediocrità straniera. Ma se non altro, la mediocrità italiana (ovviamente in rapporto al livello dell'eccellenza; stiamo comunque parlando di giocatrici brave) è il frutto di un lavoro del movimento. Che dovremmo cercare di salvaguardare, non di demolire togliendo spazi in favore di straniere.