sabato 14 maggio 2022

A2: vigilia semifinali-playoff

 Stanno per iniziare le semifinali-playoff di A2.


Che mi aspetto? Nulla, sto a vedere cosa succede.
Al Nord c'è la grande incognita se Milano è in grado di essere bastone fra le ruote delle "imbattibles" di Diamanti, cioè non solo perdere lottando, come nei due scontri di stagione regolare, ma vincere, come lo scorso anno. La cosa interessante è che entrambe sono cresciute di livello rispetto a 12 mesi fa: Crema da ottima a eccellente, Milano da buona a ottima. Individualità bestiali da ambo le parti (basti pensare a D'Alie vs Madonna; Melchiori e Conte vs Toffali e Beretta; Vente e Nori vs Zelnyte e Guarneri; Pappalardo vs Novati) ma ne faccio più una questione di collettivi. Se Crema riesce a imporre la sua mordenza a tutto campo, rapinando palloni e segnando in contropiede 3-4 volte di fila, oppure se buca le zone avversarie con alte percentuali da 3, può dominare; viceversa se Milano impastoia la partita sul gioco a metà campo, non fa correre le avversarie, ipnotizza con variazioni difensive per portare Crema sul terreno di un finale punto a punto in cui potrebbe sentire la pressione, può essere altra storia.
Da capire se le voci sulla partenza imminente di Diamanti, che a quanto pare non sono solo voci, condizioneranno in qualche modo la compagine cremasca, che finora aveva fatto dell'applicazione feroce (oltre che dei valori tecnici che ovviamente non mancano) la sua arma letale, perché di sola supremazia non vinci 31 partite su 31 di cui quasi tutte in modo schiacciante.

L'altra semifinale, Udine-Castelnuovo, sembra apertissima. In stagione regolare è stata più costante Udine, ma in un "matchup" di playoff non appare superiore alle navigate piemontesi. Udine è l'unica squadra fra le 8 qualificate ad aver avuto bisogno di gara-3 per passare.

Al Sud c'è l'altra grande favorita, Valdarno, contro una squadra che parte solo dal #5 della griglia ma sembra arrivata nella condizione migliore, tant'è che ha fatto fuori Firenze con un 2-0 secco.
Poi un Umbertide-Patti in cui si affrontano un collettivo rodato e profondo, quello umbro, con uno più corto e assemblato strada facendo, ma con grandi individualità, quello siculo. Touré, Botteghi, Miccio, Verona, possono ampiamente far saltare il fattore-campo una seconda volta di fila.

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