La sera milanese di maggio inoltrato sa già di estate in arrivo, con la cappa di calura che aleggia sull'asfalto delle strade intasate di macchine, trattenuta dalle immani distese d'edifici di periferia. Oltrepassati i vialoni della circonvallazione Est - con i loro palazzi pseudo-signorili (nulla a che vedere con quelli realmente eleganti del centro) abitati da piccolo-borghesi compiaciuti di trascorrere la loro esistenza in anonimi alveari che si soffocano a vicenda, vieppiù rabbuiati dai platani che sorgono dagli spartitraffico sepolti dalle auto parcheggiate - si giunge in via Padova, città nella città.
Anche lì, certo, ti circondano l'asfalto e il brulicare di auto; tuttavia i palazzoni popolari, i marciapiedi percorsi da una folla multietnica, i negozietti di alimentari, i locali di kebab e quelli giappo-cino-afro-latino-indiani, suggeriscono un mondo vivo, autentico e pulsante, dove la gente lotta ogni giorno, nel migliore dei casi per guadagnare qualche gradino nella scala sociale, nel peggiore per sopravvivere un giorno di più.Questo è il quartiere del Sanga, che in questo mercoledì da tigri cerca di scrivere una delle pagine più gloriose della sua storia: eliminare una delle squadre più forti che abbiano mai calcato le scene dell'A2, la Crema di Diamanti dalle 31 vittorie di fila. Striscia che è stata brutalmente interrotta in gara-1 di semifinale, nello shock generale, con un 64-81 in casa per mano delle Orange di Pinotti.
Episodio isolato o clamoroso ribaltamento delle gerarchie stagionali? Questo ci chiediamo nell'entrare in un PalaGiordani già esaurito una quindicina di minuti prima della palla a due. Paradossale, viene anche da riflettere, il fatto che mentre queste due squadre si scannano e solo una rimarrà in corsa (dovendo poi sudarsi la promozione in finale contro Udine che nel frattempo chiude 2-0 con Castelnuovo), la loro rivale Brixia, uscita al primo turno, si è già assicurata un posto in A1 tramite lo scambio di diritti con Costa.
Alla palla a due c'è chi manca all'appello: Liga Vente, s'apprende, non sarà della partita (anche se è in uniforme da giuoco), dopo essersi scavigliata sul finire di gara-1. Una tegola che potrebbe indirizzare ulteriormente le sorti verso Milano. Ma passano 3 minuti e la bilancia si riequilibra, con una brutta botta per Guarneri che commette sfondamento (secondo gli arbitri) ma ha la peggio: resta a lungo per terra, viene portata a bordo campo dove con dolore evidente riceve le cure che la rimettono in grado di sedersi in panchina, ma non di continuare la partita.
Intanto, dopo uno 0-5 iniziale per Crema, è il Sanga ad apparire più tonico, con Toffali che sfreccia 3 volte in contropiede con la sua impressionante velocità; massimo +5 per le milanesi. Crema cerca sistematicamente soluzioni ravvicinate, ma Nori e Pappalardo sono imprecise, così come da fuori non trovano la mira né D'Alie né Conte, per la furia di Diamanti che s'indemonia, gesticola, mima azioni e correzioni quasi a ogni errore delle sue.
Poi però Melchiori realizza la sua seconda tripla e, soprattutto, escono due risorse preziose dalla panchina per le ospiti: le bandiere Capoferri (n.e. in gara-1) e Rizzi, che tra fine 1° quarto e metà del secondo collezionano 13 punti in coppia, sbagliando quasi nulla. Poi c'è la pressione difensiva, sulla quale non entro nel merito perché è terreno di scontro ideologico, il che significa che ognuno rimarrà convinto della propria opinione. Dico solo che, sullo stesso campo, Moncalieri, in gara-2 di finale dello scorso anno, mi fece un'impressione di fisicità e di aggressività ben superiore rispetto a quella esercitata dalle cremasche.
Fatto sta che Crema compensa le base percentuali con un cospicuo numero di possessi in più, sicché appena trova feeling col canestro, e si fa apprezzare per alcune circolazioni-palla contro la zona, scappa a +10 (22-32 verso il 16'). Reazione, però, del Sanga, con Zelnyte che inizia a farsi sentire anche in attacco, Madonna con una tripla e 2 liberi, Penz che sulla sirena dell'intervallo realizza magistralmente di rapina per il 31-36.
Dopo l'intermezzo Crema intensifica ulteriormente la razzia di palloni; capitalizza con Nori e D'Alie per il massimo vantaggio (33-45 al 23'), mentre Novati commette il 4° fallo. Zelnyte però regge il reparto-lunghe da sola su ambo i lati del campo, mentre Penz sciorina una serie di canestri dalla media, che valgono il meno 3, incendiando il pubblico che, poco prima, s'infuria con D'Alie che lucra un antisportivo dalla stessa Penz tuffandosi a strapparle palla. E' un gran duello tra le due, in cui l'ultima parola del 3° quarto è dell'olimpica italo-americana, la quale segna gli ultimi 7 punti cremaschi, riportando a +8 le ospiti (47-55 al 30'). Le quali nel frattempo hanno perso Melchiori, pure lei per guaio fisico.
Si riapre tutto di nuovo: triple di Toffali e Madonna in apertura d'ultimo quarto (53-55); ancora boati assordanti, l'ambiente crede nel sorpassone a portata di mano. Invece è lì che il Sanga perde il treno cruciale: sbaglia due volte la tripla del sorpasso; Crema si ricompatta e trova i canestri che, ogni volta, respingono ogni successivo riavvicinamento milanese: colpiscono Nori, la solita D'Alie e una Conte che dopo aver tanto litigato col canestro ne segna due d'oro, cioè una tripla su rimbalzo offensivo (da +2 a +5), poi un'acrobazia allo scadere dei 24", per il 59-65 quando ormai manca poco più di 1 minuto. Toffali (sistematicamente frenata dalla difesa dopo quelle accelerazioni iniziali) sbaglia due liberi ed è la bandiera bianca, per stasera, di Milano. Alla fine è 61-70 e si va a gara-3.
Dl'Alie 20 punti, 10 rimbalzi e 6 assist; decisiva con 16 punti nel secondo tempo e la vittoria nel duello con Madonna (13). Zelnyte chiude con un notevole 37 di valutazione (12 punti, 16 rimbalzi e 7 assist) ma i suoi soli 6 tiri dal campo lasciano qualche rimpianto. Nori 13 punti e Rizzi 10 le altre in doppia cifra per le vittoriose, Penz con 12 per le sconfitte.
Il Sanga non ha ripetuto la prova balistica di gara-1, scendendo da 11/21 da 3 a 6/22. Gli effetti della pressione di Crema, se guardiamo le cifre, hanno prodotto 21 perse per Milano ma erano state 26 in gara-1.
Nel frattempo si chiudeva l'altra serie di semifinale, con il 2-0 di Udine su Castelnuovo. Gara-2, a punteggio bassissimo, si risolveva negli ultimi 3'30", quando, dopo un lungo inseguimento coronato col sorpasso, dal 48-47 l'attacco delle piemontesi s'incartava totalmente, mentre le friulane trovavano due liberi e un'invenzione di Blasigh per il +3, allungando poi dalla lunetta sul fallo sistematico. Finiva 50-55 con 18 di Molnar, 15 di Missanelli e 14 di Blasigh, contro V. Gatti a quota 14, unica in doppia cifra per le sue, dopo averne vanamente segnati 30 in gara-1.
Giusto il tempo di tornare a casa e sentire l'intervista al coach-patron milanese Franz Pinotti, in cui dice (in sostanza) che se gli arbitri lasciano picchiare vince Crema, se fischiano vince il Sanga, e già si pregusta una gara-3 incendiaria. Da capire chi delle infortunate potrà tornare, altrimenti sarà una gara di sopravvivenza. Probabilmente lo sarà comunque, ma meglio se a ranghi completi. Si giocherà molto sulla testa, sulle energie residue. Crema non è più l'ammazzasette di un paio di mesi fa, quella che demolì tutti in Coppa Italia per intenderci; ed è una notizia utile anche per Udine, se le cremasche passeranno gara-3. Milano ha la grande occasione ma bisogna vedere se sarà capace di arraffarla.
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