martedì 21 giugno 2022

Perché il sistema formativo Usa non può essere applicato da noi

A mio parere c'è un anello che manca nella catena del ragionamento, e cioè il fatto che in America il sistema scolastico consente di svolgere la funzione formativa delle future cestiste, ma è anche fine a se stesso, cioè si regge da sé, grazie all'interesse che suscita o comunque all'abbondanza di finanziamenti che riceve.

Cioè, per spiegarmi meglio: in America tu puoi permetterti di allevare, oltre al supertalento che poi diventerà una giocatrice di mestiere, anche 10-12 oneste ragazze bravine che faranno altro nella vita. Perché comunque la squadra della scuola è importante "qui e ora". Altrimenti sarebbero soldi ed energie a fondo perduto, per tutte quelle che si sa già bene che non diventeranno "professioniste" (a 18 anni è già evidente, figurati a 20 o 21).
Per citare le tue parole: "poche ragazze eccellenti che finiranno in division I, alcune in II, la gran parte continueranno in amatoriale o smetteranno". E da noi chi dovrebbe pagare la formazione di questa gran parte che poi continua in amatoriale o smette, ovvero non rende nulla? Considerando oltretutto che mentre nel maschile girano discreti soldi, nel femminile no: ce n'è pochi anche per le eccellenze, figurati le non eccellenze.
Gli investimenti si fanno per il "core business" e quindi ecco le 17enni di talento lanciate in prima squadra.

domenica 19 giugno 2022

B, playoff naz.: considerazioni sulla debacle lombarda in finale

Albino - La cosa più sconcertante di questa serie è stata che Albino dopo 29 minuti dell'andata era avanti 55-42. Nei successivi 40 minuti, cioè gli ultimi 11 dell'andata e i primi 29 (o 28 e mezzo) del ritorno, ha preso un 25-88. Se avesse beccato pesantemente fin dall'inizio, ci si metterebbe più il cuore in pace; così viene da chiedersi come sia calata la notte dopo 3 quarti davvero ottimi. Che del resto facevano seguito a finali regionali ben giocate e una semifinale altrettanto.

Milano Stars - La stagione col cambio Aramini-Petitpierre fu quella troncata dal Covid ('19/20), quindi Petitpierre gestì solo poche partite, non sapremo mai come sarebbe andata.
Seguì la stagione scorsa, con Petitpierre tutto l'anno, primo posto in stagione regolare e semifinale persa contro Costa.
In precedenza da ricordare la finale promozione persa nel 2019 (allenatore S. Fassina) contro Mantova dopo il primato in stagione regolare.
Primo posto in stagione regolare anche nel 2017, uscendo nei playoff nazionali contro Cavezzo.
Nel 2016 secondo posto in stagione regolare, perso in finale playoff nazionali contro Udine.

Ricapitolando: 4 stagioni primo posto in stagione regolare negli ultimi 6 anni, 3 finali per la promozione perse negli ultimi 7.

A occhio e croce Ancona ha giocato 8 partite meno di MBS in stagione; però c'è da dire che le Stars che hanno liquidato il S. Raffaele in semifinale sembravano tutt'altro che scoppiate. E' vero che a volte la fatica piomba addosso all'improvviso ma non mi sembra che basti a spiegare due partite da 45 punti segnati, per una squadra che ne ha 70 nelle mani.

Giussano - Se dovesse andare in pensione Corno per aver perso la finale, dovrebbero farlo anche molti altri. "Doveva vincere"? Fino a un certo punto. Non era lì per perdere ma se lo stesso obiettivo ce l'ha una squadra che si dimostra migliore, l'obiettivo non lo raggiungi. Poi, se Corno sta antipatico a qualcuno che approfitta della sconfitta per dargli del vecchio balengo, capisco la dinamica ma è fuori bersaglio.

In generale - Non sottovaluto il fattore-stanchezza, ma allora perché le semifinali tutte e tre le lombarde le hanno giocate bene e poi la stanchezza sarebbe venuta fuori improvvisamente in finale?

In ogni caso, meglio avere un campionato regionale equilibrato con talenti diffusi su più squadre, anche se poi non si raccolgono promozioni, che avere un solo squadrone che domina e poi sale in A2. Mica siamo alle Olimpiadi dove bisogna raccattare medaglie contro gli altri per l'orgoglio patriottico.

Investimenti invano? Non è che nelle altre regioni facciano le squadre con due soldi, almeno quelle che arrivano in finale. Detto questo, la Lombardia da anni non passa mai i playoff interregionali di B.

L'occasione migliore stavolta l'aveva Milano Stars. Le altre due hanno perso contro avversarie più forti, soprattutto Albino.

giovedì 16 giugno 2022

Reazione all'aumento delle straniere in A1

Ma quante belle straniere madama Dorè, ma quante belle straniere (canzoncina).

Va precisato: considero la classica "colpa dei troppi stranieri in campionato" una delle manfrine più trite, quando le nazionali fanno fiasco.

In realtà i risultati della nazionale sono in linea di massima indipendenti dalla quantità di stranieri in campionato. Soprattutto se, come nel maschile, i migliori giocano lontano dall'Italia (ultimamente forse un po' meno). Del resto l'argomento del non aver ottenuto risultati migliori con l'abbassamento delle straniere da 4 a 3 è stato cavalcato dai fautori del rialzo a 4.

Nel complesso è vero, perché il pugno di italiane che possono essere utili alla nazionale, diciamo una ventina, lo spazio lo trova anche con 4 straniere. La maggior parte di loro, giocando nei clubs più foderati di straniere illustri, già svolgeva funzione da gregaria e continuerà a svolgerla con minutaggio discreto (anche se vorrei vedere certe giocatrici a metà fra gregariato e protagonismo, come Keys o André, se avranno ripercussioni).

Ma non è che tutto deve essere finalizzato ai risultati della nazionale, che se va bene fa una competizione importante ogni 2 anni. C'è un campionato, 9 mesi all'anno, a cui pensare. E lì togliere ulteriore spazio all'italiana "media", in favore dell'ennesima Bobroczowowskak o Ciribiciaccovic di turno, porta solo danni e nessun vantaggio (forse fa bene alle casse dei clubs se costa meno pagare la quarta straniera che un'italiana in più, ma è tutto da dimostrare e in ogni caso sono conti loro, non dell'utenza), visto che non c'è un aumento tangibile di spettatori o di interesse televisivo (ah ah) mettendo dentro una quarta straniera.

In sostanza le italiane faranno ancora più tappezzeria salvo pochissime. Squadre-utopia come Costa Masnaga avranno ancora meno margine di esistere.

domenica 12 giugno 2022

B, playoff naz.: considerazioni dopo l'andata delle finali

Albino può farcela ma non è un buon segnale il fatto che abbia giocato molto bene per 3 quarti eppure abbia perso... Da questo punto di vista è più incoraggiante la situazione di Milano Stars che ha giocato da cani (almeno in attacco, basti citare il 3 su 40 collezionato da Savini, Ruisi e Lazareska, qualcosa più unico che raro) eppure ha perso solo di 8. Risultato molto simile ma la differenza è che MBS ha giocato male, mentre Albino molto bene per 29 minuti.

Era una cavolata scrivere, come hanno fatto alcuni, che Giussano aveva già un piede in A2. Mi suonava un po' come quelle frasi scaramantiche che lanciano quelli a cui una squadra sta sulle palle, e si augurano che perda, e allora scrivono "la tal squadra ha già vinto", "è fatta", roba così. Per questo dico che la gufata ha avuto successo, se era tale (poi nelle capocce degli altri utenti non posso entrare).

Avendo visto lo streaming un po' artigianale (ma provvidenziale) messo in piedi da Giussano nel secondo tempo, apparentemente c'è stato un calo verticale di energie per le Foxes e all'opposto un cambio di ritmo bestiale per le Lupe (nel duello tra animali), che si è tradotto nel non riuscire più a fare canestro e avere dei buchi difensivi tremendi (per le ospiti) e fare invece canestro sempre (S. Martino, che ha sfruttato lo strapotere di Arado dentro l'area e ha messo 4 triple nell'ultimo quarto).

Poi probabilmente nel finale è scattata l'ansia da recupero in Giussano, che ha forzato soluzioni finendo per peggiorare il danno (9-0 negli ultimi 2 minuti).

Da notare che a fine terzo quarto Bonadeo ha segnato da dietro metà campo. Poteva essere un segno del destino e invece non è stato il segno di nulla, tranne che di 3 punti in più sul tabellone, che facevano comodo ma sono stati solo una pezza estemporanea alla rimonta già in atto per S. Martino.

Paradossalmente se ci si aspettava che S. Martino fosse stanca alla fine, per le fatiche U19, ha invece avuto una partenza lenta e un finale turbo.

Evidente che adesso ci vuole un mezzo miracolo per Giussano, che però era a +12 a inizio 3° quarto, cioè per più di metà partita stava giocando meglio. Se lo facesse per 40 minuti... Certo però che battere di 18 una squadra forte come le Lupe è un compito che andrà oltre l'aspetto puramente tecnico: servirà un assetto da battaglia per 40 minuti.

Nel complesso, rispetto alla sua produttività limitata, l'attacco giussanese ha fatto il suo, anche se con un vistoso calo nell'ultimo quarto. Ma contro avversarie come queste, Giussano difficilmente può arrivare a 65-70. Il problema è stato che la difesa, dopo aver lavorato bene per 3 quarti, è andata in corto circuito, anche per merito di S. Martino che ha fatto sempre canestro. Poi da una parte ci si gasa, dall'altra ci si deprime e il parziale diventa persino esagerato.
Curiosa la somiglianza tra le partite di Giussano e di Albino nel calo finale, anche se lo scarto è ben diverso come peso sul groppone. D'altro canto Giussano avrà il vantaggio del campo mentre Albino dovrà vedersela in trasferta, che se non erro sarà nell'enorme palasport da 7000 posti del capoluogo venezio-giulio.

U19: Costa campione d'Italia, distrutta anche Venezia in finale

Chi ne prende solo 40 contro Costa va premiato eccome. Anche se, secondo me, Costa prima della partita scrive il punteggio finale da qualche parte e poi si diverte a farlo venire fuori uguale.

Il gruppo 2003-04 di Costa è tra i migliori di sempre a livello giovanile italiano nell'ultima era. Se la gioca con Reyer '98-99 e Geas '95-96, ognuno avrà le sue idee su chi sia stato meglio. Sfiga ha voluto che il Covid sottraesse almeno due scudi a Costa.

Venezia ha fatto una bella progressione dopo un inizio di competizione sofferto. Ma del resto era nel girone che si è rivelato più difficile.

sabato 11 giugno 2022

U19: Costa rade al suolo il Geas in semifinale

A inizio ultimo quarto si era sul 73-22, allucinogeno.

Meno male che c'era Moretti per il Geas, circa metà dei punti li ha fatti lei.

Finale 76-34, parziale degli ultimi 8 minuti 3-12 per il Geas

Giusto per fare un po' di storia, la leadership lombarda passò dal Geas a Costa quando le U14 masnaghesi, cioè appunto le 2003-04, vinsero lo scudetto 2017 battendo in finale le sestesi che a loro volta le avevano sconfitte per il titolo regionale.

Da allora la bilancia è sempre stata dalla parte di Costa, che poi a quel gruppo, è uopo sottolineare, ha aggiunto giusto qualche talentuccio da fuori, ovvero Toffali proprio dal Geas, e poi i reclutamenti da fuori regione, che in questa squadra presente a Battipaglia sono Caloro, Piatti, Osazuwa, Serra e Razzoli.

Stavo dimenticando Labanca tra le aggiunte recenti (arrivata da Vittuone).

Le altre da fuori regione, a parte Caloro e Osazuwa, sono prospetti più futuribili che presenti, anche perché sotto età, ma allungano la qualità del gruppo.

Per dire insomma che l'iniziale equilibrio nella categoria U14 tra Costa e Geas è progressivamente diventato una supremazia e adesso un fossato.

Il problema è che in un sistema ideale tu potresti esportare questa supremazia a livello di serie A1, ma il recente abbandono della massima serie da parte di Costa mette a nudo i limiti di questa utopia. Forse il Geas se n'è reso conto da più tempo.
Infatti il Geas anche l'anno prossimo avrà una squadra di A1 fatta di nomi importanti sia stranieri che italiani, e Costa deve rifare tutto daccapo dall'A2. Lo pongo come tema di discussione, non per dire "fa bene l'uno", "fa male l'altro".

venerdì 10 giugno 2022

Censini batte Frantini nel duello-amarcord Geas

Il sentiero della nostalgia è una lunga serie di stradoni di provincia che, nella serata non troppo asfissiante del 9 giugno, mi conduce dalla Brianza occidentale sino alle lande a nord-ovest di Milano, dove in un centro sportivo dall'apparenza recente, ubicato in una zona semi-campestre, va in scena Lainate-Trezzano, semifinale di Promozione lombarda in gara secca. Partita che onestamente non avrei seguito dal vivo se non proponesse un duello d'incredibile fascino "vintage" tra Annalisa Censini e Michela Frantini, ovvero la coppia d'oro del leggendario Geas che salì in A1 nel 2008, le diòscure come Galis e Yannakis nella Grecia campione d'Europa '87, simboli d'eroismo ruspante oltre che di caratura tecnica. :b: Le due s'avvicendarono nel ruolo di capitana del club rossonero.

E ora sono lì, 14 anni dopo, a scannarsi insieme a un manipolo di giovanotte (molte delle quali andavano a stento alle elementari ai tempi di quelle antiche gesta), per andare in finale di Promozione. Come si è materializzato tutto ciò?
Well, Frantini già da inizio stagione è stata arruolata da Lainate, dove ha ritrovato un suo antico allenatore ai tempi di Rho, Anilonti (poi assistente in A1 alla Comense e capo in A2 a Cremona, per chi ha buona memoria di inizio anni '10); a suon di ventelli e trentelli ha trascinato una squadra di giovanissime (più Gaia Cassani, play tascabile ex Vittuone e Canegrate) in semifinale, così come a suon di ventelli e trentelli aveva trascorso gli anni a cavallo del Covid, nelle serie minori e minime (C, Uisp) dopo la sua ultima esperienza di un certo livello (in B a Varese), giocando sempre con la fame cannibalesca di punti di chi abbia qualcosa da dimostrare, anziché un'onorata carriera alle spalle.
Per Censini invece, la quale s'era ufficialmente ritirata dalle scene già nel 2011 (a 32 anni), salvo poi riapparire a Peschiera Borromeo in C (se non erro) ma per breve tempo, si è trattato di un ritorno di fiamma a stagione in corso, ma fa sul serio: s'è arruolata infatti nella Nazionale Over 40 che tra poche settimane giocherà gli Europei di categoria. Anche Censini, a Trezzano, ha trovato un manipolo di giovani, le quali erano già ben piazzate prima del suo arrivo, poi insieme sono giunte appunto a codesta semifinale.
Entrambe le dive, pur ovviamente con gli anni migliori alle spalle, sciorinano una forma fisica invidiabile; ricordiamo che Frantini è classe '83 e Censini '79, se non è indelicato svelare l'età delle signore.
Sembra che la clessidra del tempo sia tornata indietro, anche perché in tribuna, appena giunto nell'impianto, m'imbattevo nei genitori di entrambe le grandi veterane, così come nel marito di Censini, ex arbitro di vaglia. "Ma in che anno siamo?", veniva da pensare, con la testa già confusa da quella sospensione del tempo che è stato il periodo della pandemia.
Periodo che, a giudicare dal pienone di pubblico, è ormai alle spalle. Le tribune hanno solo due o tre file di seggiolini ma sono strapiene; gente assiepata in piedi. Saranno 150 persone, ma sono più o quasi altrettante di parecchie partite di A2 o B dell'epoca pre-Covid. Ma sta succedendo lo stesso quasi ovunque, in queste settimane di apertura delle gabbie. Si ha voglia di respirare agonismo, di partecipare a eventi, chi se ne frega se è Promozione o serie A.

E' comunque una partita che merita attenzione, al di là del duello fra le due glorie. Il quale, diciamolo subito, non è esaltante, per quanto le aspettative fossero semplicemente quelle di rivederle, magari per l'ultima volta, in campo insieme. Frantini tira pressoché tutto quello che le passa per le mani, ma malauguratamente è in una serata in cui non le entra quasi nulla, al di là delle ovvie attenzioni della difesa di Trezzano. Alla fine ho contato un 4/24 dal campo (!) e sono pure arrivato dopo 5' di gioco, in cui immagino abbia preso altri tiri ma senza segnare (come poi ho appurato), quindi ipotizzo un 4/27 o dintorni. E' arrivata a 16 punti finali grazie a un 7/9 ai liberi racimolato di carattere e d'esperienza. Nulla da dire sulla quantità di energie spese, anzi davvero una generosità incredibile nel cercare di prendersi ogni responsabilità correndo avanti e indietro per il campo, il tutto a 39 primavere mentre qualche giovine compagna ciondolava col fiatone, però onestamente ha spaccato i ferri.
Da notare che per Lainate era squalificato Anilonti, causa proteste veementi in occasione del pur superato turno precedente (ah, ecco, va specificato che la formula prevedeva eliminazione diretta fino alle semifinali comprese; poi finale in gara doppia). Il che probabilmente non ha aiutato Lainate a trovare alternative di gioco a "palla a Frantini e speriamo ci pensi lei".
Quanto a Censini, ha giocato un numero limitato di minuti e fatto il suo a livello di gestione-palla, aggiungendo un paio di guizzi per 4 punti a referto; non aveva probabilmente le energie per fare di più. Comunque Trezzano ha preso abbastanza presto il sopravvento, scappando via in progressione (12-15 al 10', 21-32 al 20', 34-49 al 30'). Alcune cose buone sul piano tecnico si sono viste, certo alternate a errori da mani nei capelli ma non peggio di quanto mi aspettassi, considerando la categoria e la posta in palio. Un frenetico corri-e-tira, con ampia dose di legnate su ambo i fronti, in cui poteva scappare la palla persa in qualsiasi momento, ma anche saltar fuori qualche discreto movimento. L'entusiasmo, il collettivo di Trezzano mi sono piaciuti.
Negli ultimi 9 minuti Trezzano, toccato il +17, segna solo 4 punti ma Lainate, nonostante Frantini rompa finalmente il ghiaccio con un paio di canestri da sotto (in assenza perdurante di mira da fuori), non riesce ad avvicinarsi al punto da riaprire la partita, che finisce 46-55 con gran festa per le ospiti e il loro pubblico al seguito. Trezzano quindi in finale, Lainate fuori; Censini batte Frantini.
Il tempo di una foto alle due dive e riprendevo il sentiero della nostalgia per il verso opposto.

Nella foto: Censini e Frantini insieme nel dopopartita.



martedì 7 giugno 2022

Come fa a essere basso il livello delle nostre giovanili?

Nell'ultima estate prima del Covid, cioè l'ultima valutabile (2019), a un certo punto eravamo medaglia d'oro europea in carica in tutte e tre le categorie giovanili. Si può anche dire che vinciamo perché siamo tattici, perchè siamo furbi, perché siamo precoci (?), ma è innegabile che le nostre giovanili producano giocatrici assolutamente all'altezza, altrimenti puoi essere tattico e furbo quanto vuoi ma non vai lontano.

C'è un problema poi di risultati della nazionale maggiore ma le giocatrici giovanili capaci le abbiamo eccome. Per me è un problema di avere dei corretti parametri di giudizio su quello che si guarda. Ricordo commenti sdegnati sul livello di certe nostre nazionali giovanili che poi sono andate a sbancare la medaglia d'oro. In preparazione o dopo un paio di partite venivano dipinte come delle analfabete cestistiche e poi davano la paga a tutte.
Per me c'è un po' il vizio di fondo in tutti gli ambiti (non solo nel basket femminile): che se uno non fa il supercritico, il "fa tutto schifo", "è tutto un cesso", pensa di sembrare o un povero ingenuo o un colluso col sistema, servo di Petrucci (o di Draghi se si parla del governo) eccetera. Ma ci sarà una via di mezzo, dicevo già oggi pomeriggio, oppure o un estremo o l'altro?

sabato 4 giugno 2022

B, playoff naz.: gli accoppiamenti in finale per le lombarde

San Martino per Giussano, Trieste per Albino e presumibilmente Ancona per Milano Stars. Tutti clienti difficili (occhio, non imbattibili) ma è normale, visto che siamo a una finale per andare in A2.

San Martino è una squadra giovane ma più esperta di Basket Roma e con più qualità, Trieste sta dominando da mesi, forse Ancona è la più abbordabile se consideriamo che le altre due rappresentanti del girone emiliano-romagnolo (Puianello e Castel S. Pietro) hanno fatto figura modesta nelle semifinali, e se consideriamo il potenziale delle Stars.
Però tutto da prendere con le pinze. A questo punto della stagione bisogna vedere che cosa una squadra ha nel serbatoio di energie fisiche e mentali, più che fare l'inventario dei nomi nel roster.

Basket Roma eliminata in B, ma vince lo scudetto U15

Impresa di Giussano a Roma, 52-56. Decide un coast-to-coast più aggiuntivo da parte di Bonadeo nell'ultimo minuto. Dall'altra parte Bongiorno sbaglia per 4 azioni di fila, in assenza di Lucantoni e Cedolini uscite per falli. Vinta più col cuore che con la brillantezza ma era difficile diversamente.

Partita farraginosa, carta a sorpresa per Giussano Germani con 2 triple.

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Da Basket Roma a Basket Roma: aveva vinto l'ultimo scudetto ufficiale prima del Covid (U14 nel 2019), vince il primo dopo il Covid. Entrambe le volte di un soffio.

Hassan 25 punti e 23 rimbalzi. Stigazzi, direbbero a Roma.

venerdì 3 giugno 2022

U14, semifinali scudetto: Roma e Trieste piegano le lombarde

Hassan sarà anche fuori categoria ma se Costa fa 9/42 dal campo in 3 quarti...

Finita 45-34 per Roma Team Up, satellite di Basket Roma che, curiosamente, battè Costa U14 nell'ultima partita di finale giovanile disputata prima del Covid (2019).
Per Costa una giornata nerissima in attacco, di quelle in cui la boccia non entra mai.

Per il primo tempo di Ororosa vale lo stesso discorso che per Costa: se fai 18 punti in 20 minuti, con 7/29 al tiro, è dura contro chiunque. Mettiamo la boccia nel paniere, ragazze.

Inizio ripresa decisamente meglio. Ma dopo un'entrata ghiottissima che poteva valere il meno 1, e invece sbagliata, Ororosa incassa la tripla del meno 6. 

Ancora una volta sul più bello, meno 2, arriva una tripla per Trieste, questa pure tabellata. 51-46 a 5' dalla fine.

Erroraccio in appoggio solitario per Oro che poi lascia aperta una vallata in difesa per la penetrazione triestina. 57-48 a 3' dalla fine.

Finita 57-50. Trieste è forte, non c'è dubbio, ma resta la sensazione di un'occasione persa per le bergamasche.

giovedì 2 giugno 2022

Nazionale: sconfitta con la Spagna in torneo

Abbiamo perso 60-49 con la Spagna. Lo scarto in realtà nasconde un andamento più equilibrato del previsto, tant'è che eravamo a meno 5 con 2 minuti e mezzo circa da giocare.

Non che il sorpasso sembrasse realmente possibile, ma non ci siamo fatti asfaltare come si rischiava, stante il nostro organico sperimentale e il loro non proprio al completo ma quasi.
Considerando i nostri limiti, che emergevano ripetutamente, abbiamo fatto una prestazione più che dignitosa.
A essere onesti la Spagna ha giocato in modo tutt'altro che trascendentale. Le uniche a emergere sopra la mediocrità sono state Conde, Ndour e in parte la veterana Dominguez.
Per l'Italia interessante la prova di Penna, parsa rigenerata dopo i guai della stagione: 12 punti, volitiva.
Verona con la solita intraprendenza che non guarda in faccia a nessuno, spigliate anche le più giovani, ovvero Panzera, Natali e Pastrello.
Ora la seconda partita con un Belgio in versione "young" (a parte Vanloo e Linskens, mi pare).