Il sentiero della nostalgia è una lunga serie di stradoni di provincia che, nella serata non troppo asfissiante del 9 giugno, mi conduce dalla Brianza occidentale sino alle lande a nord-ovest di Milano, dove in un centro sportivo dall'apparenza recente, ubicato in una zona semi-campestre, va in scena Lainate-Trezzano, semifinale di Promozione lombarda in gara secca. Partita che onestamente non avrei seguito dal vivo se non proponesse un duello d'incredibile fascino "vintage" tra Annalisa Censini e Michela Frantini, ovvero la coppia d'oro del leggendario Geas che salì in A1 nel 2008, le diòscure come Galis e Yannakis nella Grecia campione d'Europa '87, simboli d'eroismo ruspante oltre che di caratura tecnica. Le due s'avvicendarono nel ruolo di capitana del club rossonero.
Well, Frantini già da inizio stagione è stata arruolata da Lainate, dove ha ritrovato un suo antico allenatore ai tempi di Rho, Anilonti (poi assistente in A1 alla Comense e capo in A2 a Cremona, per chi ha buona memoria di inizio anni '10); a suon di ventelli e trentelli ha trascinato una squadra di giovanissime (più Gaia Cassani, play tascabile ex Vittuone e Canegrate) in semifinale, così come a suon di ventelli e trentelli aveva trascorso gli anni a cavallo del Covid, nelle serie minori e minime (C, Uisp) dopo la sua ultima esperienza di un certo livello (in B a Varese), giocando sempre con la fame cannibalesca di punti di chi abbia qualcosa da dimostrare, anziché un'onorata carriera alle spalle.
Per Censini invece, la quale s'era ufficialmente ritirata dalle scene già nel 2011 (a 32 anni), salvo poi riapparire a Peschiera Borromeo in C (se non erro) ma per breve tempo, si è trattato di un ritorno di fiamma a stagione in corso, ma fa sul serio: s'è arruolata infatti nella Nazionale Over 40 che tra poche settimane giocherà gli Europei di categoria. Anche Censini, a Trezzano, ha trovato un manipolo di giovani, le quali erano già ben piazzate prima del suo arrivo, poi insieme sono giunte appunto a codesta semifinale.
Entrambe le dive, pur ovviamente con gli anni migliori alle spalle, sciorinano una forma fisica invidiabile; ricordiamo che Frantini è classe '83 e Censini '79, se non è indelicato svelare l'età delle signore.
Sembra che la clessidra del tempo sia tornata indietro, anche perché in tribuna, appena giunto nell'impianto, m'imbattevo nei genitori di entrambe le grandi veterane, così come nel marito di Censini, ex arbitro di vaglia. "Ma in che anno siamo?", veniva da pensare, con la testa già confusa da quella sospensione del tempo che è stato il periodo della pandemia.
Periodo che, a giudicare dal pienone di pubblico, è ormai alle spalle. Le tribune hanno solo due o tre file di seggiolini ma sono strapiene; gente assiepata in piedi. Saranno 150 persone, ma sono più o quasi altrettante di parecchie partite di A2 o B dell'epoca pre-Covid. Ma sta succedendo lo stesso quasi ovunque, in queste settimane di apertura delle gabbie. Si ha voglia di respirare agonismo, di partecipare a eventi, chi se ne frega se è Promozione o serie A.
E' comunque una partita che merita attenzione, al di là del duello fra le due glorie. Il quale, diciamolo subito, non è esaltante, per quanto le aspettative fossero semplicemente quelle di rivederle, magari per l'ultima volta, in campo insieme. Frantini tira pressoché tutto quello che le passa per le mani, ma malauguratamente è in una serata in cui non le entra quasi nulla, al di là delle ovvie attenzioni della difesa di Trezzano. Alla fine ho contato un 4/24 dal campo (!) e sono pure arrivato dopo 5' di gioco, in cui immagino abbia preso altri tiri ma senza segnare (come poi ho appurato), quindi ipotizzo un 4/27 o dintorni. E' arrivata a 16 punti finali grazie a un 7/9 ai liberi racimolato di carattere e d'esperienza. Nulla da dire sulla quantità di energie spese, anzi davvero una generosità incredibile nel cercare di prendersi ogni responsabilità correndo avanti e indietro per il campo, il tutto a 39 primavere mentre qualche giovine compagna ciondolava col fiatone, però onestamente ha spaccato i ferri.
Da notare che per Lainate era squalificato Anilonti, causa proteste veementi in occasione del pur superato turno precedente (ah, ecco, va specificato che la formula prevedeva eliminazione diretta fino alle semifinali comprese; poi finale in gara doppia). Il che probabilmente non ha aiutato Lainate a trovare alternative di gioco a "palla a Frantini e speriamo ci pensi lei".
Quanto a Censini, ha giocato un numero limitato di minuti e fatto il suo a livello di gestione-palla, aggiungendo un paio di guizzi per 4 punti a referto; non aveva probabilmente le energie per fare di più. Comunque Trezzano ha preso abbastanza presto il sopravvento, scappando via in progressione (12-15 al 10', 21-32 al 20', 34-49 al 30'). Alcune cose buone sul piano tecnico si sono viste, certo alternate a errori da mani nei capelli ma non peggio di quanto mi aspettassi, considerando la categoria e la posta in palio. Un frenetico corri-e-tira, con ampia dose di legnate su ambo i fronti, in cui poteva scappare la palla persa in qualsiasi momento, ma anche saltar fuori qualche discreto movimento. L'entusiasmo, il collettivo di Trezzano mi sono piaciuti.
Negli ultimi 9 minuti Trezzano, toccato il +17, segna solo 4 punti ma Lainate, nonostante Frantini rompa finalmente il ghiaccio con un paio di canestri da sotto (in assenza perdurante di mira da fuori), non riesce ad avvicinarsi al punto da riaprire la partita, che finisce 46-55 con gran festa per le ospiti e il loro pubblico al seguito. Trezzano quindi in finale, Lainate fuori; Censini batte Frantini.
Il tempo di una foto alle due dive e riprendevo il sentiero della nostalgia per il verso opposto.

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