Se pensassi che il movimento è morto me ne sarei già andato, non essendo necrofilo.
Ma non penso che siamo morti. Siamo feriti, senza dubbio. Come già altre mille volte, in cui abbiamo visto scomparire realtà che fino a ieri erano in cima e facevano fuoco e fiamme e mille proclami di gloria eterna. Ogni volta reagiamo come se fosse una novità e diciamo che tutto è morto, tutto è finito, siamo non alla frutta ma al dessert, ma alla fine si incassano le botte e si riparte.
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