Si sentiva il bisogno di un riepilogo di quella gran caldera che sono state le finali nazionali di B, a una settimana di distanza?
Ne dubito, anche perché è uopo segnalare che "Passo e tiro" ha già pubblicato un suo resoconto, ma avendo ammassato appunti tanto vale metterli insieme.
- Partiamo dal bilancio: questo nuovo "Final Event" è stato un successo o un fiasco? Non dubitavamo che la Fip avrebbe sciorinato numeri massicci; così nel suo ultimo comunicato ufficiale: "Ottimo riscontro dai social. Il profilo federbasket, che ha seguito l’evento con una copertura di oltre 100 contenuti per tutta la settimana, ha fatto registrare 4 milioni di visualizzazioni. Per le live su Youtube, 1.5 milioni di impressions e 40 mila utenti unici durante la sette giorni di torneo".
A mio parere l'idea di base, se era quella di offrire una vetrina unitaria all'evento-finali promozione, con il massimo di mezzi che si potevano mettere a disposizione, anziché lasciarla sparpagliata fra 16 campi, spesso palestrucce di periferia, con dirette streaming sovente precarie, statistiche introvabili eccetera, era idealmente buona.
Idealmente, però; il che significa in un mondo ideale in cui la B femminile è un campionato in cui le giocatrici si dedicano a tempo pieno al basket, seguite da imponenti tifoserie pronte a spostarsi da una regione all'altra per seguire la squadra (come avviene nella B maschile).
Orbene, dato che nel mondo reale la B donne è un po' diversa, non le calza a pennello una formula che obbliga a 3 partite in 3 giorni, poi fino ad altre 3 in 3 giorni (dopo uno di pausa) per chi è arrivato sino in fondo; il tutto in una sede decentrata nel Nord-est (ma non credo che in Emilia o in Toscana sarebbe cambiato molto), dove solo pubblici sparuti si sono recati al seguito, mentre sui campi di casa avrebbero quantomeno radunato 100-200 aficionados, qualcuna anche di più.
Indubbiamente la novità è stata un "plus" per i super-appassionati di settore, che davanti al computer si sono potuti fare una full immersion (a patto di avere ore disponibili anche nei giorni infrasettimanali, cosa non scontata per chi non campa di pallacanestro...) nella confezione di qualità offerta dalle dirette Fip.
Per le dirette interessate, cioè le squadre, e il loro pubblico locale, temo che sia stato un "minus" rispetto al passato, anche se non per per tutte.
- Altra prova che non viviamo in un mondo ideale: non era passata mezz'ora dalla fine dell'evento che già si metteva in dubbio che alcune neopromosse s'iscrivano all'A2. Non sarebbe la prima volta. Il San Raffaele ha lanciato un crowdfunding, obiettivo 8000 euro; mentre su una pagina Facebook di notizie di Cavezzo (la quale se non erriamo ha già rinunciato a un paio di promozioni, sebbene una volta fu per cause di forza maggiore, ovvero un terremoto) si legge, da parte di Enos Malavasi (non so se sia un dirigente o un semplice tifoso): "purtroppo per partecipare ai campionati di A1 e A2 occorrono sponsor con spalle "robuste" per fare fronte a costi che sono notevolmente più elevati rispetto alla B regionale inoltre le nostre ragazze sono tutte dilettanti (alcune di loro studiano e altre lavorano ) pertanto occorrerebbe ingaggiare giocatrici professioniste che logicamente vanno pagate parecchio, inoltre sono previste lunghe trasferte. Ci sono società che hanno partecipato ai massimi campionati e poi sono fallite , io penso che rinunciare a salire di categoria può anche rivelarsi una scelta saggia".
Va bene, tanta saggezza, ma allora (se così fosse, beninteso; ché magari sono solo chiacchiere) perché prendere gente come Tassinari, Giulia Togliani, Marta Verona, ché quelle poi rischi che ti facciano vincere tutto? Perché farsi tutta quella sbatta di 5 partite in 6 giorni al Final Event?
Pensando anche a cosa è successo a Faenza, dove la promozione si è rapidamente ritorta in sciagura, viene in mente la lezione del compianto Natalino Carzaniga, patron Geas d'inizio anni Duemila: quando sai di non poterti permettere la categoria (a meno che arrivi Babbo Natale con i soldi necessari, e non solo per un anno ma anche per quelli dopo), fa' in modo di non vincere il campionato. Non sarà il massimo dal punto di vista sportivo, ma il principio di sopravvivenza deve prevalere su tutto. Vero è che oggigiorno spesso si può rinunciare alla promozione e ripartire dalla stessa categoria, quindi non si mette a rischio la società, però sono strappi che lasciano il segno e svuotano di senso i campionati. Cioè, tu pensa se, dopo tutto l'ambaradan del Final Event, investimenti, dirette, 16 squadre, 180 giocatrici, 6 giorni di partite ecc. ecc., finisce che due neopromosse su tre rinunciano.
- Ma passiamo alle vicende del campo. Nella prima fase, il girone A emerge come il più competitivo (produrrà le due neopromosse dirette) e anche avvincente, inquantoché dopo due giornate tutte e 4 le compagini sono a 1 vinta-1 persa. Frascati ha fatto il colpo su Cavezzo con 16 punti e 29 rimbalzi dell'onnipresente Toyounon (appena vista alla Coppa Italiana U19 dopo aver già furoreggiato alle finali scudo U17) ma ha perso con Marigliano che a sua volta ha perso con Conegliano che da parte sua ha perso con Cavezzo. La bagarre si risolve a favore di Frascati (+17 su Conegliano con 27+11 rimba di Bongo Despaigne) e Cavezzo, peraltro dopo un supplementare su Marigliano (28 punti di Marta Verona poche ore dopo che la sorella Costanza ha esordito in Wnba; esistono famiglie più sfigate, diciamo); e questo è una vera "sliding door" della competizione, perché se Cavezzo fosse uscita lì, tutto poteva cambiare.
Più breve sugli altri gruppi. Il B è vinto da Marghera che s'impone di misura sul S. Raffaele e fa percorso netto; il team romano a sua volta prevale su Lucca e Ravenna.
Nel C passeggia Carugate, +85 in 3 partite di cui +21 su Fasano (con 26 di Albanelli) per il primato; si svelerà il gruppo meno competitivo, complice la menomazione di Pegli per motivi di lavoro; anche Firenze di Marta Rossini e delle giovini del vivaio è malleabile.
Infine il D, che invece è alquanto combattuto, anche se Usmate fa percorso netto (+8 sul Basket Roma nella sfida che vale la vetta); le capitoline passano con una vittoria all'overtime, 72-71, su Castelderthona (21 di Zec contro 20 di Pysmennyk), la quale era stata battuta di un punto anche da Catanzaro (canestro vincente di Paoletti), la quale a sua volta ha perso di uno con Usmate.
- I quarti di finale sono il grande spartiacque; l'unico turno senza appello, giacché nei gironi almeno una potevi sbagliarla, idem in semifinale visto lo spareggio a disposizione per le perdenti. E i risultati ribaltano in tre casi su quattro le posizioni della prima fase.
Giornata nera per le due lombarde, che venivano da un 6 su 6 nella prima fase ma restano con un pugno di mosche. Usmate è trafitta da un caparbio S. Raffaele dopo che, prima con De Gianni poi con Capra, aveva costruito un +8 d'oro a 5 minuti dalla fine; poi però, da una rubata e contropiede di Prosperi, girava il vento con un parziale di 2-13; pesa per le brianzole anche l'uscita per infortunio di De Gianni;
a -6" Laube sbaglia la tripla del sorpasso sul meno 2; il S. Raffa mette un libero; tripla della disperazione di Capra ma non va (50-53; De Gianni 14, Capra 12, Ruisi 11, contro Prosperi 23, matadora assoluta; Ciaccioni 8).
Forse la sorpresa più grossa è però la caduta di Marghera contro il Bk Roma. Anche in questo caso c'è un vantaggio di 8 punti (a 7' dalla fine anziché a 5) gettato alle ortiche, così come alle ortiche va un inspiegabile passaggio a una mano dal basso, sciatto, da Diodati a Gobbo nell'ultimo minuto su punteggio pari; la 2009 Diagne punisce con un canestro dai 6 metri (48-50), non va la replica di Diodati allo scadere (Diodati 13, Gobbo 11 contro Diagne 13 di cui 11 nell'ultimo quarto; Semones e Del Piano 11). Bel riscatto per Diagne dopo quel famoso errore allo scadere della finale 5° posto U16 dello scorso anno, che sembrava averci negato il Mondiale U17, poi recuperato per rinuncia delle serbivore.
Tra Carugate e Cavezzo era accoppiamento scomodo per entrambe. Hanno la meglio le emiliane che dopo l'ultima parità verso metà 3° quarto iniziano a staccarsi; l'attacco delle lombarde tracolla nell'ultimo periodo con un 1/17 dal campo (zona di Cavezzo); Tassinari commette un errore non da lei sciupando un contropiede con un tentato assist dietro la schiena anziché appoggiare comodamente, sicché Carugate si riavvicina a meno 4 ma è illusorio: Cavezzo piazza un 10-0 chiuso proprio da Tassinari con una tripla; finisce 49-59 (Missanelli 12 contro Verona e Tassinari 14, Melloni e Bernardoni 9).
Infine Frascati è l'unica prima classificata a passare; approfitta di una non irresistibile Fasano, cucinandola con un 71-53 (Toyounon 16+18 rimba, Despaigne 9+17 rimba contro Rabchuk 16).
- Semifinali ovvero finali-promozione. Quasi un campionato laziale, con 3 esponenti su 4, anche se l'"intrusa" vince.
Bella partita tra S. Raffaele e Cavezzo. forse la migliore della settimana. Per tre quarti e rotti, le due compagini si sorpassano più volte; alla maggior classe delle cavezzute risponde la gajarda combattività della figlie della Lupa. Poi però sale in cattedra Tassinari; tripla, due liberi, poco dopo un canestro da 6 metri e un'altra tripla, totale 10 punti in uno sprazzo; il S. Raffa resta aggrappato alla partita (meno 5 a 3'15" dalla fine) ma dalla lunetta Cavezzo allunga nel finale (60-70; De Marchi 15, Fletcher e Zappellini 13, Toscano 12 contro Tassinari 27 con 4/7 da 2, 5/9 da 3 e 5 assist, Berona 14, Melloni 9; dato-chiave lo 0/16 da 3 delle romane contro 7/14 delle emiliane).
Più piatta l'altra semi. Frascati decolla dal 2° quarto sul Basket Roma e nell'ultimo mantiene un vantaggio sempre in doppia cifra; chiude 43-58 (Zec e Diagne 8; 18/64 dal campo contro Toyounon 17+15 rimba, Despaigne 11 ma con un tragico 3/16 ai liberi, Barbieri 10).
- Chiusura, vivaddio, con lo spareggio per la terza promozione. Derby romano in cui vince la meno bollita; il Basket non regge più, il S. Raffaele ne ha ancora; sul 43-23 al 20' è già tutto chiuso; finisce 63-46 (De Marchi 14, Prosperi 10, Fletcher 9 contro Diagne 14, Patanè e Zec 9). Il S. Raffo si rifà dunque della sconfitta in finale (contro Milano Stars), 12 mesi or sono; rimandato il ritorno in A2 per le dirimpettare.
Sipario dunque sulla stagione agonistica senior '25/26, sperando che i verdetti del campo siano rispettati; o quantomeno non stravolti del tutto. Chi s'accontenta gode.
- Partiamo dal bilancio: questo nuovo "Final Event" è stato un successo o un fiasco? Non dubitavamo che la Fip avrebbe sciorinato numeri massicci; così nel suo ultimo comunicato ufficiale: "Ottimo riscontro dai social. Il profilo federbasket, che ha seguito l’evento con una copertura di oltre 100 contenuti per tutta la settimana, ha fatto registrare 4 milioni di visualizzazioni. Per le live su Youtube, 1.5 milioni di impressions e 40 mila utenti unici durante la sette giorni di torneo".
A mio parere l'idea di base, se era quella di offrire una vetrina unitaria all'evento-finali promozione, con il massimo di mezzi che si potevano mettere a disposizione, anziché lasciarla sparpagliata fra 16 campi, spesso palestrucce di periferia, con dirette streaming sovente precarie, statistiche introvabili eccetera, era idealmente buona.
Idealmente, però; il che significa in un mondo ideale in cui la B femminile è un campionato in cui le giocatrici si dedicano a tempo pieno al basket, seguite da imponenti tifoserie pronte a spostarsi da una regione all'altra per seguire la squadra (come avviene nella B maschile).
Orbene, dato che nel mondo reale la B donne è un po' diversa, non le calza a pennello una formula che obbliga a 3 partite in 3 giorni, poi fino ad altre 3 in 3 giorni (dopo uno di pausa) per chi è arrivato sino in fondo; il tutto in una sede decentrata nel Nord-est (ma non credo che in Emilia o in Toscana sarebbe cambiato molto), dove solo pubblici sparuti si sono recati al seguito, mentre sui campi di casa avrebbero quantomeno radunato 100-200 aficionados, qualcuna anche di più.
Indubbiamente la novità è stata un "plus" per i super-appassionati di settore, che davanti al computer si sono potuti fare una full immersion (a patto di avere ore disponibili anche nei giorni infrasettimanali, cosa non scontata per chi non campa di pallacanestro...) nella confezione di qualità offerta dalle dirette Fip.
Per le dirette interessate, cioè le squadre, e il loro pubblico locale, temo che sia stato un "minus" rispetto al passato, anche se non per per tutte.
- Altra prova che non viviamo in un mondo ideale: non era passata mezz'ora dalla fine dell'evento che già si metteva in dubbio che alcune neopromosse s'iscrivano all'A2. Non sarebbe la prima volta. Il San Raffaele ha lanciato un crowdfunding, obiettivo 8000 euro; mentre su una pagina Facebook di notizie di Cavezzo (la quale se non erriamo ha già rinunciato a un paio di promozioni, sebbene una volta fu per cause di forza maggiore, ovvero un terremoto) si legge, da parte di Enos Malavasi (non so se sia un dirigente o un semplice tifoso): "purtroppo per partecipare ai campionati di A1 e A2 occorrono sponsor con spalle "robuste" per fare fronte a costi che sono notevolmente più elevati rispetto alla B regionale inoltre le nostre ragazze sono tutte dilettanti (alcune di loro studiano e altre lavorano ) pertanto occorrerebbe ingaggiare giocatrici professioniste che logicamente vanno pagate parecchio, inoltre sono previste lunghe trasferte. Ci sono società che hanno partecipato ai massimi campionati e poi sono fallite , io penso che rinunciare a salire di categoria può anche rivelarsi una scelta saggia".
Va bene, tanta saggezza, ma allora (se così fosse, beninteso; ché magari sono solo chiacchiere) perché prendere gente come Tassinari, Giulia Togliani, Marta Verona, ché quelle poi rischi che ti facciano vincere tutto? Perché farsi tutta quella sbatta di 5 partite in 6 giorni al Final Event?
Pensando anche a cosa è successo a Faenza, dove la promozione si è rapidamente ritorta in sciagura, viene in mente la lezione del compianto Natalino Carzaniga, patron Geas d'inizio anni Duemila: quando sai di non poterti permettere la categoria (a meno che arrivi Babbo Natale con i soldi necessari, e non solo per un anno ma anche per quelli dopo), fa' in modo di non vincere il campionato. Non sarà il massimo dal punto di vista sportivo, ma il principio di sopravvivenza deve prevalere su tutto. Vero è che oggigiorno spesso si può rinunciare alla promozione e ripartire dalla stessa categoria, quindi non si mette a rischio la società, però sono strappi che lasciano il segno e svuotano di senso i campionati. Cioè, tu pensa se, dopo tutto l'ambaradan del Final Event, investimenti, dirette, 16 squadre, 180 giocatrici, 6 giorni di partite ecc. ecc., finisce che due neopromosse su tre rinunciano.
- Ma passiamo alle vicende del campo. Nella prima fase, il girone A emerge come il più competitivo (produrrà le due neopromosse dirette) e anche avvincente, inquantoché dopo due giornate tutte e 4 le compagini sono a 1 vinta-1 persa. Frascati ha fatto il colpo su Cavezzo con 16 punti e 29 rimbalzi dell'onnipresente Toyounon (appena vista alla Coppa Italiana U19 dopo aver già furoreggiato alle finali scudo U17) ma ha perso con Marigliano che a sua volta ha perso con Conegliano che da parte sua ha perso con Cavezzo. La bagarre si risolve a favore di Frascati (+17 su Conegliano con 27+11 rimba di Bongo Despaigne) e Cavezzo, peraltro dopo un supplementare su Marigliano (28 punti di Marta Verona poche ore dopo che la sorella Costanza ha esordito in Wnba; esistono famiglie più sfigate, diciamo); e questo è una vera "sliding door" della competizione, perché se Cavezzo fosse uscita lì, tutto poteva cambiare.
Più breve sugli altri gruppi. Il B è vinto da Marghera che s'impone di misura sul S. Raffaele e fa percorso netto; il team romano a sua volta prevale su Lucca e Ravenna.
Nel C passeggia Carugate, +85 in 3 partite di cui +21 su Fasano (con 26 di Albanelli) per il primato; si svelerà il gruppo meno competitivo, complice la menomazione di Pegli per motivi di lavoro; anche Firenze di Marta Rossini e delle giovini del vivaio è malleabile.
Infine il D, che invece è alquanto combattuto, anche se Usmate fa percorso netto (+8 sul Basket Roma nella sfida che vale la vetta); le capitoline passano con una vittoria all'overtime, 72-71, su Castelderthona (21 di Zec contro 20 di Pysmennyk), la quale era stata battuta di un punto anche da Catanzaro (canestro vincente di Paoletti), la quale a sua volta ha perso di uno con Usmate.
- I quarti di finale sono il grande spartiacque; l'unico turno senza appello, giacché nei gironi almeno una potevi sbagliarla, idem in semifinale visto lo spareggio a disposizione per le perdenti. E i risultati ribaltano in tre casi su quattro le posizioni della prima fase.
Giornata nera per le due lombarde, che venivano da un 6 su 6 nella prima fase ma restano con un pugno di mosche. Usmate è trafitta da un caparbio S. Raffaele dopo che, prima con De Gianni poi con Capra, aveva costruito un +8 d'oro a 5 minuti dalla fine; poi però, da una rubata e contropiede di Prosperi, girava il vento con un parziale di 2-13; pesa per le brianzole anche l'uscita per infortunio di De Gianni;
Forse la sorpresa più grossa è però la caduta di Marghera contro il Bk Roma. Anche in questo caso c'è un vantaggio di 8 punti (a 7' dalla fine anziché a 5) gettato alle ortiche, così come alle ortiche va un inspiegabile passaggio a una mano dal basso, sciatto, da Diodati a Gobbo nell'ultimo minuto su punteggio pari; la 2009 Diagne punisce con un canestro dai 6 metri (48-50), non va la replica di Diodati allo scadere (Diodati 13, Gobbo 11 contro Diagne 13 di cui 11 nell'ultimo quarto; Semones e Del Piano 11). Bel riscatto per Diagne dopo quel famoso errore allo scadere della finale 5° posto U16 dello scorso anno, che sembrava averci negato il Mondiale U17, poi recuperato per rinuncia delle serbivore.
Tra Carugate e Cavezzo era accoppiamento scomodo per entrambe. Hanno la meglio le emiliane che dopo l'ultima parità verso metà 3° quarto iniziano a staccarsi; l'attacco delle lombarde tracolla nell'ultimo periodo con un 1/17 dal campo (zona di Cavezzo); Tassinari commette un errore non da lei sciupando un contropiede con un tentato assist dietro la schiena anziché appoggiare comodamente, sicché Carugate si riavvicina a meno 4 ma è illusorio: Cavezzo piazza un 10-0 chiuso proprio da Tassinari con una tripla; finisce 49-59 (Missanelli 12 contro Verona e Tassinari 14, Melloni e Bernardoni 9).
Infine Frascati è l'unica prima classificata a passare; approfitta di una non irresistibile Fasano, cucinandola con un 71-53 (Toyounon 16+18 rimba, Despaigne 9+17 rimba contro Rabchuk 16).
- Semifinali ovvero finali-promozione. Quasi un campionato laziale, con 3 esponenti su 4, anche se l'"intrusa" vince.
Bella partita tra S. Raffaele e Cavezzo. forse la migliore della settimana. Per tre quarti e rotti, le due compagini si sorpassano più volte; alla maggior classe delle cavezzute risponde la gajarda combattività della figlie della Lupa. Poi però sale in cattedra Tassinari; tripla, due liberi, poco dopo un canestro da 6 metri e un'altra tripla, totale 10 punti in uno sprazzo; il S. Raffa resta aggrappato alla partita (meno 5 a 3'15" dalla fine) ma dalla lunetta Cavezzo allunga nel finale (60-70; De Marchi 15, Fletcher e Zappellini 13, Toscano 12 contro Tassinari 27 con 4/7 da 2, 5/9 da 3 e 5 assist, Berona 14, Melloni 9; dato-chiave lo 0/16 da 3 delle romane contro 7/14 delle emiliane).
Più piatta l'altra semi. Frascati decolla dal 2° quarto sul Basket Roma e nell'ultimo mantiene un vantaggio sempre in doppia cifra; chiude 43-58 (Zec e Diagne 8; 18/64 dal campo contro Toyounon 17+15 rimba, Despaigne 11 ma con un tragico 3/16 ai liberi, Barbieri 10).
- Chiusura, vivaddio, con lo spareggio per la terza promozione. Derby romano in cui vince la meno bollita; il Basket non regge più, il S. Raffaele ne ha ancora; sul 43-23 al 20' è già tutto chiuso; finisce 63-46 (De Marchi 14, Prosperi 10, Fletcher 9 contro Diagne 14, Patanè e Zec 9). Il S. Raffo si rifà dunque della sconfitta in finale (contro Milano Stars), 12 mesi or sono; rimandato il ritorno in A2 per le dirimpettare.
Sipario dunque sulla stagione agonistica senior '25/26, sperando che i verdetti del campo siano rispettati; o quantomeno non stravolti del tutto. Chi s'accontenta gode.
