lunedì 22 giugno 2026

Final Event di B: la roulette friulana premia Cavezzo, Frascati e S. Raffaele

Si sentiva il bisogno di un riepilogo di quella gran caldera che sono state le finali nazionali di B, a una settimana di distanza? :blink: Ne dubito, anche perché è uopo segnalare che "Passo e tiro" ha già pubblicato un suo resoconto, ma avendo ammassato appunti tanto vale metterli insieme.

- Partiamo dal bilancio: questo nuovo "Final Event" è stato un successo o un fiasco? Non dubitavamo che la Fip avrebbe sciorinato numeri massicci; così nel suo ultimo comunicato ufficiale: "Ottimo riscontro dai social. Il profilo federbasket, che ha seguito l’evento con una copertura di oltre 100 contenuti per tutta la settimana, ha fatto registrare 4 milioni di visualizzazioni. Per le live su Youtube, 1.5 milioni di impressions e 40 mila utenti unici durante la sette giorni di torneo".
A mio parere l'idea di base, se era quella di offrire una vetrina unitaria all'evento-finali promozione, con il massimo di mezzi che si potevano mettere a disposizione, anziché lasciarla sparpagliata fra 16 campi, spesso palestrucce di periferia, con dirette streaming sovente precarie, statistiche introvabili eccetera, era idealmente buona.
Idealmente, però; il che significa in un mondo ideale in cui la B femminile è un campionato in cui le giocatrici si dedicano a tempo pieno al basket, seguite da imponenti tifoserie pronte a spostarsi da una regione all'altra per seguire la squadra (come avviene nella B maschile). :wacko:
Orbene, dato che nel mondo reale la B donne è un po' diversa, non le calza a pennello una formula che obbliga a 3 partite in 3 giorni, poi fino ad altre 3 in 3 giorni (dopo uno di pausa) per chi è arrivato sino in fondo; il tutto in una sede decentrata nel Nord-est (ma non credo che in Emilia o in Toscana sarebbe cambiato molto), dove solo pubblici sparuti si sono recati al seguito, mentre sui campi di casa avrebbero quantomeno radunato 100-200 aficionados, qualcuna anche di più.
Indubbiamente la novità è stata un "plus" per i super-appassionati di settore, che davanti al computer si sono potuti fare una full immersion (a patto di avere ore disponibili anche nei giorni infrasettimanali, cosa non scontata per chi non campa di pallacanestro...) nella confezione di qualità offerta dalle dirette Fip.
Per le dirette interessate, cioè le squadre, e il loro pubblico locale, temo che sia stato un "minus" rispetto al passato, anche se non per per tutte.

- Altra prova che non viviamo in un mondo ideale: non era passata mezz'ora dalla fine dell'evento che già si metteva in dubbio che alcune neopromosse s'iscrivano all'A2. Non sarebbe la prima volta. Il San Raffaele ha lanciato un crowdfunding, obiettivo 8000 euro; mentre su una pagina Facebook di notizie di Cavezzo (la quale se non erriamo ha già rinunciato a un paio di promozioni, sebbene una volta fu per cause di forza maggiore, ovvero un terremoto) si legge, da parte di Enos Malavasi (non so se sia un dirigente o un semplice tifoso): "purtroppo per partecipare ai campionati di A1 e A2 occorrono sponsor con spalle "robuste" per fare fronte a costi che sono notevolmente più elevati rispetto alla B regionale inoltre le nostre ragazze sono tutte dilettanti (alcune di loro studiano e altre lavorano ) pertanto occorrerebbe ingaggiare giocatrici professioniste che logicamente vanno pagate parecchio, inoltre sono previste lunghe trasferte. Ci sono società che hanno partecipato ai massimi campionati e poi sono fallite , io penso che rinunciare a salire di categoria può anche rivelarsi una scelta saggia".
Va bene, tanta saggezza, ma allora (se così fosse, beninteso; ché magari sono solo chiacchiere) perché prendere gente come Tassinari, Giulia Togliani, Marta Verona, ché quelle poi rischi che ti facciano vincere tutto? Perché farsi tutta quella sbatta di 5 partite in 6 giorni al Final Event?
Pensando anche a cosa è successo a Faenza, dove la promozione si è rapidamente ritorta in sciagura, viene in mente la lezione del compianto Natalino Carzaniga, patron Geas d'inizio anni Duemila: quando sai di non poterti permettere la categoria (a meno che arrivi Babbo Natale con i soldi necessari, e non solo per un anno ma anche per quelli dopo), fa' in modo di non vincere il campionato. Non sarà il massimo dal punto di vista sportivo, ma il principio di sopravvivenza deve prevalere su tutto. Vero è che oggigiorno spesso si può rinunciare alla promozione e ripartire dalla stessa categoria, quindi non si mette a rischio la società, però sono strappi che lasciano il segno e svuotano di senso i campionati. Cioè, tu pensa se, dopo tutto l'ambaradan del Final Event, investimenti, dirette, 16 squadre, 180 giocatrici, 6 giorni di partite ecc. ecc., finisce che due neopromosse su tre rinunciano.

- Ma passiamo alle vicende del campo. Nella prima fase, il girone A emerge come il più competitivo (produrrà le due neopromosse dirette) e anche avvincente, inquantoché dopo due giornate tutte e 4 le compagini sono a 1 vinta-1 persa. Frascati ha fatto il colpo su Cavezzo con 16 punti e 29 rimbalzi dell'onnipresente Toyounon (appena vista alla Coppa Italiana U19 dopo aver già furoreggiato alle finali scudo U17) ma ha perso con Marigliano che a sua volta ha perso con Conegliano che da parte sua ha perso con Cavezzo. La bagarre si risolve a favore di Frascati (+17 su Conegliano con 27+11 rimba di Bongo Despaigne) e Cavezzo, peraltro dopo un supplementare su Marigliano (28 punti di Marta Verona poche ore dopo che la sorella Costanza ha esordito in Wnba; esistono famiglie più sfigate, diciamo); e questo è una vera "sliding door" della competizione, perché se Cavezzo fosse uscita lì, tutto poteva cambiare.
Più breve sugli altri gruppi. Il B è vinto da Marghera che s'impone di misura sul S. Raffaele e fa percorso netto; il team romano a sua volta prevale su Lucca e Ravenna.
Nel C passeggia Carugate, +85 in 3 partite di cui +21 su Fasano (con 26 di Albanelli) per il primato; si svelerà il gruppo meno competitivo, complice la menomazione di Pegli per motivi di lavoro; anche Firenze di Marta Rossini e delle giovini del vivaio è malleabile.
Infine il D, che invece è alquanto combattuto, anche se Usmate fa percorso netto (+8 sul Basket Roma nella sfida che vale la vetta); le capitoline passano con una vittoria all'overtime, 72-71, su Castelderthona (21 di Zec contro 20 di Pysmennyk), la quale era stata battuta di un punto anche da Catanzaro (canestro vincente di Paoletti), la quale a sua volta ha perso di uno con Usmate.

- I quarti di finale sono il grande spartiacque; l'unico turno senza appello, giacché nei gironi almeno una potevi sbagliarla, idem in semifinale visto lo spareggio a disposizione per le perdenti. E i risultati ribaltano in tre casi su quattro le posizioni della prima fase.
Giornata nera per le due lombarde, che venivano da un 6 su 6 nella prima fase ma restano con un pugno di mosche. Usmate è trafitta da un caparbio S. Raffaele dopo che, prima con De Gianni poi con Capra, aveva costruito un +8 d'oro a 5 minuti dalla fine; poi però, da una rubata e contropiede di Prosperi, girava il vento con un parziale di 2-13; pesa per le brianzole anche l'uscita per infortunio di De Gianni; :cry: a -6" Laube sbaglia la tripla del sorpasso sul meno 2; il S. Raffa mette un libero; tripla della disperazione di Capra ma non va (50-53; De Gianni 14, Capra 12, Ruisi 11, contro Prosperi 23, matadora assoluta; Ciaccioni 8).
Forse la sorpresa più grossa è però la caduta di Marghera contro il Bk Roma. Anche in questo caso c'è un vantaggio di 8 punti (a 7' dalla fine anziché a 5) gettato alle ortiche, così come alle ortiche va un inspiegabile passaggio a una mano dal basso, sciatto, da Diodati a Gobbo nell'ultimo minuto su punteggio pari; la 2009 Diagne punisce con un canestro dai 6 metri (48-50), non va la replica di Diodati allo scadere (Diodati 13, Gobbo 11 contro Diagne 13 di cui 11 nell'ultimo quarto; Semones e Del Piano 11). Bel riscatto per Diagne dopo quel famoso errore allo scadere della finale 5° posto U16 dello scorso anno, che sembrava averci negato il Mondiale U17, poi recuperato per rinuncia delle serbivore.
Tra Carugate e Cavezzo era accoppiamento scomodo per entrambe. Hanno la meglio le emiliane che dopo l'ultima parità verso metà 3° quarto iniziano a staccarsi; l'attacco delle lombarde tracolla nell'ultimo periodo con un 1/17 dal campo (zona di Cavezzo); Tassinari commette un errore non da lei sciupando un contropiede con un tentato assist dietro la schiena anziché appoggiare comodamente, sicché Carugate si riavvicina a meno 4 ma è illusorio: Cavezzo piazza un 10-0 chiuso proprio da Tassinari con una tripla; finisce 49-59 (Missanelli 12 contro Verona e Tassinari 14, Melloni e Bernardoni 9).
Infine Frascati è l'unica prima classificata a passare; approfitta di una non irresistibile Fasano, cucinandola con un 71-53 (Toyounon 16+18 rimba, Despaigne 9+17 rimba contro Rabchuk 16).

- Semifinali ovvero finali-promozione. Quasi un campionato laziale, con 3 esponenti su 4, anche se l'"intrusa" vince.
Bella partita tra S. Raffaele e Cavezzo. forse la migliore della settimana. Per tre quarti e rotti, le due compagini si sorpassano più volte; alla maggior classe delle cavezzute risponde la gajarda combattività della figlie della Lupa. Poi però sale in cattedra Tassinari; tripla, due liberi, poco dopo un canestro da 6 metri e un'altra tripla, totale 10 punti in uno sprazzo; il S. Raffa resta aggrappato alla partita (meno 5 a 3'15" dalla fine) ma dalla lunetta Cavezzo allunga nel finale (60-70; De Marchi 15, Fletcher e Zappellini 13, Toscano 12 contro Tassinari 27 con 4/7 da 2, 5/9 da 3 e 5 assist, Berona 14, Melloni 9; dato-chiave lo 0/16 da 3 delle romane contro 7/14 delle emiliane).
Più piatta l'altra semi. Frascati decolla dal 2° quarto sul Basket Roma e nell'ultimo mantiene un vantaggio sempre in doppia cifra; chiude 43-58 (Zec e Diagne 8; 18/64 dal campo contro Toyounon 17+15 rimba, Despaigne 11 ma con un tragico 3/16 ai liberi, Barbieri 10).

- Chiusura, vivaddio, con lo spareggio per la terza promozione. Derby romano in cui vince la meno bollita; il Basket non regge più, il S. Raffaele ne ha ancora; sul 43-23 al 20' è già tutto chiuso; finisce 63-46 (De Marchi 14, Prosperi 10, Fletcher 9 contro Diagne 14, Patanè e Zec 9). Il S. Raffo si rifà dunque della sconfitta in finale (contro Milano Stars), 12 mesi or sono; rimandato il ritorno in A2 per le dirimpettare.

Sipario dunque sulla stagione agonistica senior '25/26, sperando che i verdetti del campo siano rispettati; o quantomeno non stravolti del tutto. Chi s'accontenta gode.

venerdì 12 giugno 2026

Mix inizio giugno: Venezia scudo U14 - Derthona Coppa U19 - Italia a picco nella World Cup 3x3 (oro Usa)

 La giornata di pausa di quell'estenuante kermesse che è il "Final Event" di B ci regala una fessura per un riassuntino di altri 3 eventi, quelli della scorsa settimana.


- Venezia si pappa un altro scudetto, quello U14 che tornava in palio dopo 7 anni. Ricordo ancora, ero alla sagra di San Calimero, in un paese del varesotto, e seguii sul cellulare il thriller finale tra Basket Roma e Costa, con le allora bebè Lucantoni e Bernardi (per dirne una per parte); Costa sbagliò la tripla per la vittoria. L'anno dopo arrivò il Covid, poi la riforma delle categorie e i tre scudi ufficiali erano diventati U19-U17-U15. Si faceva la "Coppa Italiana" per le U14 ma non era lo stesso.
Ora invece hanno ripristinato le finali U14 a tutti gli effetti, e in formato magnum, un mappazzone gigantesco da 32 squadre, ospitato a Battipaglia dal re degli organizzatori di finali, Rossini, e definito "sintomo di un diverso e più performante interesse della FIP per la pallacanestro femminile" nel comunicato ufficiale della Federazione. Letto così, ci pare "sintomo", a sua volta, di un'ammissione che prima l'interesse della Fip fosse minore e meno performante (ma presumo non si volesse dire quello). :shifty:
Ma parliamo di campo. In realtà le informazioni che trapelavano, risultati a parte, erano poche o nulle, tant'è che i tabellini, persino quelli delle finali, erano irreperibili, a meno di una colpevole dormita del qui scrivente.
Gli 8 gironi erano divisi in Gold e Silver, evidentemente in base alle gerarchie regionali. Non si giocavano le classiche 3 giornate "tutti contro tutti", ma semifinali e finali all'interno di ogni gruppo, dopodiché tutte e 32 ripartivano dai sedicesimi di finale, accoppiandosi ovviamente in base ai piazzamenti nei gruppi.
Gli ottavi (e di conseguenza le 16 che hanno passato il primo turno a mannaia diretta) sono stati: Costa-Angiulli Bari 52-42; Futurosa Ts-S. Gabriele Mi 57-43; Rovigo-Puianello 54-64; Nole-S. Martino 54-65; Geas-Smit Roma 74-44; Lapolismile To-Castel Maggiore 51-42; Livorno Bk-Don Bosco Crocetta To 31-59; Bk Roma-Venezia 45-57.
Nei quarti: Costa-Lapolismile 72-21; Venezia-Puianello 71-58; Geas-Futurosa 73-61; S. Martino-Don Bosco Crocetta 30-57.
In semifinale, accoppiamento d'acciaio inox tra le superpotenze Costa e Reyer, con vittoria netta per le veneziane (57-76), mentre con punteggio molto simile il Geas ha respinto la rivelazione Don Bosco Crocetta (74-56).
In finale 3° posto, Costa (allenata dal primo mito di questo topic ovvero Masha Maiorano) ha preso il bronzo con un 67-48 sulle torinesi; in finale 1° posto trionfa la Reyer sul Geas dopo una partita abbastanza equilibrata (66-55). Bucando la cortina di ferro informativa da Urss dei bei tempi, si è venuti a sapere che Venezia ha avuto 29 punti a testa da Zotti Pavlovic e Zarrillo, entrambe già apprezzate alle finali U15 (Zarrillo, ricordiamo, figlia della grande Roby Colico, quindi vittoriosa in finale sull'ex squadra della madre).
Si sono giocate anche le finali 5° e 7° posto ma tralascio.
Quintetto ideale: Zotti Pavlovic e Zarrillo (Venezia); Riva (Costa; tra parentesi, abbinamento perfetto tra cognome e squadra) :ride: ; Viganò (Geas); Sturm (Trieste). Allenatrice Gargantini (Geas).

- Quindi per il secondo anno di fila la Reyer si prende due scudi ufficiali su 3 (U17 e appunto U14); Costa si è pigliata l'U15 più il Jr. Wnba U13; il Geas la Next Gen U19. Questo il bilancio stagionale dei 5 allori-top di livello nazionale.

- Sempre il 7 giugno, Derthona ha vinto la Coppa Italia U19, sorta di "finale B" (sempre a 8 squadre) rispetto a quelle Next Gen della settimana prima. Qui si è andati a Roma, come evento di contorno alle finali nazionali U19 maschili. C'erano i due fenomeni del 2009 Toyounon e Pysmennyk; c'erano alcuni elementi visti nel Next Gen Team; e c'erano altre più che discrete giocatrici.
Nei quarti, Frascati-Parma 72-61 (Toyounon 38+25 rimba per 55 di valutazione, my gosh!) :woot: Derthona-Pordenone 75-53 (Pysmennyk 17); S. Martino-S. Raffaele Roma 76-48 (Pilatone 17 contro Russo 27); Senigallia-Bergamo 62-67 (Mbaye e Nardoni 19 contro M. Villa [che non è Matilde ma Margherita] 23 e Felappi 18).
In semifinale, a senso unico il duello fra le squadre delle due fuoriclasse: Frascati-Derthona 55-76 (Toyounon e Catalano 14 contro Pysmennyk 21), già 22-50 all'intervallo. Ancora più mattanza l'altra semi: S. Martino-Bergamo 92-44 (Fantinato 15 e Pilatone 14 contro Felappi 10).
In finale 3° posto, buon podio per Bergamo, 70-57 su Frascati nonostante una Toyounon da 32 punti+21 rimba; per le lombarde 21 di Baldi e 20 di Guerini).
In finale 1° posto, dominio oltre ogni aspettativa per Derthona alias Castelnuovo (doveroso ricordarlo almeno una volta): 91-52 su S. Martino. All'intertempo c'era ancora partita, 41-30, poi non più. Pysmennyk 27 in 29 minuti, Cocuzza 17 contro Moruzzi 12, mentre Pilatone è incappata in una giornata storta, 3/18 al tiro.
Quintetto ideale: Pysmennyk, Toyounon, M. Villa, Pilatone e, unica non semifinalista, Zoffi di Pordenone.

- Chiusura con la World Cup 3x3 a Varsavia. Ha-nà, bo, gurrugù, hailè, buburugùla. :sick: Ma che è, rincoglionimento per l'ora tarda? No, un tentativo di fingere un'interferenza per non dover scrivere nero su bianco che l'Italia (con M. Miccoli, Caloro, Gilli e Palmieri) ha fatto discretamente cagare, perdendo 4 partite su 4, compresa quella con le Filippine (le altre sono state con Cina, Lettonia e Germania), mai con meno di 4 punti di scarto, che nel 3x3 significa non aver nemmeno sfiorato una vittoria.
L'oro è stato vinto dagli Usa che hanno vinto 3 thrillings di fila: nei quarti 18-16 sulla Francia, in semifinale 19-18 dts sull'Azerbaigianni, in finale 21-20 sull'Australia.
Ma torniamo a noi. E' evidente che dall'oro mondiale 2018 & qualificazione olimpica 2020 allo zero di oggi, la progressione all'indietro è da far invidia ai gamberi. L'anno scorso, quando c'era ancora D'Alie a fare pentole e coperchi, abbiamo vinto 1 partita su 4, uscendo comunque nel girone. Nel 2024 non ci siamo qualificati alle Olimpiadi. Nella World Cup 2023 siamo usciti negli ottavi. Ogni anno un po' peggio. Fortunatamente, peggio di così non possiamo fare. O forse sì: non qualificarci nemmeno al Mondiale.
Delle due l'una: o non stiamo più prendendo seriamente il 3x3 come avevamo fatto (lodevolmente) nei primi anni della disciplina, oppure non riusciamo più, nel dopo-D'Alie, a produrre giocatrici di livello mondiale nella specialità. Un peccato perché è disciplina olimpica e gli altri paesi sembrano invece cresciuti.

giovedì 4 giugno 2026

Next Gen U19: Geas campione su Venezia / Jr. WNBA U13: Costa all'ultimo spiro su Firenze

- Lo meritava eccome questo alloro Next Gen U19, il gruppo 2007-08 del Geas, il migliore che la società sestese abbia sfornato dai tempi delle 2002 di Panzera, ma forse anche dai tempi delle mitiche '95-96 di Zanda e socie. Negli ultimi due anni aveva collezionato due secondi posti (perdendo contro Campobasso delle fenomene) e un terzo (senza le '07) in semifinale U17 contro Venezia, quando era la probabile favorita.
Stavolta invece, nella "tre giorni" dell'Allianz Dome di Trieste (location sontuosa anche se forse un po' sproporzionata al pubblico raccoglibile), la più gettonabile per il titolo era, a nostro parere, Costa, non tanto per essere l'unica imbattuta nelle prime due tappe dell'evento, ma per schierare 9 dodicesimi (più il coach) della squadra che aveva appena trionfato nei playoff di A2, e in particolare una Moscarella apparsa d'un altro pianeta contro le senior, figurarsi (ci s'immaginava) contro le coetanee.
Le sestesi di Gabriele Pirola venivano seconde in un'ipotetica griglia, poi Venezia (forte ma, in sostanza, sotto età nei migliori elementi, le 2009) e un Next Gen Team indubbiamente farcito di talenti, ma non squadra vera e rodata, per quanto ben gestita (a nostro parere) da Mara Buzzanca. Le altre quattro compagini erano outsiders.
La roulette, alla fine, si è fermata sulla casella del Geas, la squadra migliore anche se in semifinale i due tiri decisivi sbagliati da Next Gen potevano cambiare la storia, così come Venezia (che a sua volta poteva uscire già nei quarti) se avesse giocato la finale con la stessa qualità con cui ha travolto Costa in semi, poteva vincere. Questo non per strologare coi "se" e coi "ma", casomai invece per dire che è stata una "Final 8" per nulla scontata e abbondante d'emozioni, non prive di qualità tecnica.

Quarti
- Venezia-Faenza: è l'unica partita della prima giornata a offrire emozioni. La Reyer suda varie camicie contro una Faenza che pur inferiore nel potenziale sembra giocare meno contratta, più disinvolta nelle esecuzioni, anche se a sua volta fa fatica a segnare. Vantaggi alterni anche se perlopiù romagnoli; quasi inevitabile il finale in volata. Mosconi con un'improvvisazione in 1 contro 1 brucia la difesa lagunare; Faenza sogna sul +4 a -2'30" (48-52). Ma la difesa reyerina concederà solo un punto da lì in poi. Meggiolaro e D'Este fanno 4/4 in lunetta per il pareggio (52-52).
Si è già nell'ultimo minuto. Milanovic fa 1/2 per le faentine; palla della partita per Venezia. Logicamente la prende Hassan, che attacca l'area trovando però il muro: respinta, riapre con intelligenza sul perimetro e torna fuori a riprendersela. Ripete l'assalto ma stavolta accende i razzi: decolla a centro area superando le avversarie in volo e depositando a canestro per il sorpasso (54-53). :woot: Non conosciamo molte 17enni in Italia (anzi, a rigor d'anagrafe ancora 16enne, essendo nata addì 14/6/09) in grado di produrre un'azione del genere, oltretutto nel momento più importante di una gara a eliminazione diretta. Faenza avrebbe 7" per replicare ma perde banalmente palla: Sablich chiude con 2 liberi (56-53). Non riesce a Seletti il bis delle glorie di A2, di cui qui aveva parte della truppa.
Hassan ha 15 punti (6/12 da 2, 2/8 da 3), Meggiolaro 13, D'Este 10, Zuccon 8+14 rimba; di là Zanetti 15 (7/10) + 10 rimba, Milanovic 11, Cosaro 9, Mosconi 8.

- Geas-Basket Roma: la partita dura un amen, il Geas l'aggredisce con piglio padronale e fa 18-5 al 10', 38-16 al 20'. Le capitoline provano a riaprirla nella ripresa, in parte ci riescono (52-39 al 30') ma non abbastanza da far tremare le lombarde, che chiudono sul 70-54.
Poma e Ostoni 16 punti; Diagne 13, Brandimarte 11.

- Next Gen-Futurosa Trieste: anche la selezione federale impiega poco a sbrigare la pratica, spegnendo le velleità delle padrone di casa (24-10 al 10'); all'intervallo per la verità c'è ancora partita (38-27) ma Next Gen sgomma via fra 3° e 4° periodo (80-51).
Donato 18 punti, Dianda 12, Gorobica e Lokoka 10; di là Bazzara 19, Benich 8.

- Costa-Moncalieri: senso unico e non alternato pure qua. Costa domina, 77-55 dopo il +11 all'intervallo, pur tirando un discutibile (sia esteticamente che sul piano dell'efficacia) 4/38 da 3; il che comunque la dice lunga sulla supremazia del gruppo neopromosso in A2 con 9 elementi su 12 portati qui a Trieste.
Olandi e Moscarella 17, Redaelli 10, Volpato 9; di là Obaseki 13+11 rimba., Corgnati 13, Argirò 11.

Semifinali 1°/4° posto
- Next Gen-Geas: avevamo già proclamato la semifinale U15 Frascati-Venezia come "partita giovanile dell'anno", ma anche questa se la gioca. Forse però è seconda perché gli ultimi tiri sono stati errori e non prodezze. Ma "tanta roba" comunque, come dicono i giovani odierni. L'unico break è all'inizio, per il Geas che scatta a +10; Next Gen però ingrana con le triple delle esterne, che saranno il suo marchio nella sfida, e si rimette in carreggiata già a fine 1° quarto (18-20).
Da lì inizia un duello selvaggio punto a punto. Next anche a +4 nel 2° periodo; allo scadere però una magata di Bettoni con assist per Rovello su rimessa da metà campo con mezzo secondo sul cronometro fissa la parità all'intervallo (39-39).
Continua la feroce altalena di sorpassi nel 3° quarto; e di nuovo è parità al suon di zufolo finale (56-56).
Nell'ultima frazione si segna poco: 2-3 il parziale nei primi 5'; a 2' dal termine è ancora pareggio (63-63); segna Trezzi per il Geas (63-65); Ostoni ha la tripla per chiudere ma va sul ferro; Donato frega tutte a rimbalzo offensivo e ri-pareggia (65-65); Poma perde palla per Sesto ma Pilatone non è killer sulla sirena: overtime.
Nel supplemento il Geas prende il sopravvento (rima): +5 su tripla di Bettoni (67-72). Pilatone replica dall'arco (70-72). Un libero di Ostoni e un canestro di Trezzi ripristinano il +5 Geas (70-75 a -35"); potrebbe essere finita ma Donato segna l'ennesima tripla di Next Gen (73-75); Bettoni fa 0/2 ai liberi e lascia la porta aperta all'ultima chance della Next ma Cocuzza sbaglia dall'arco sulla sirena. Quindi 73-75 dts Geas, che sia pur d'un'unghia fa prevalere il suo essere squadra vera rispetto al mosaico di talenti del team federale.
Si hanno: Donato 25 punti (5/9 da 2, 4/8 da 3, prova realizzativa notevole), Cocuzza 18, Pilatone 11, Lokoka 10; 10/28 da 3 per la Next ma solo 15/51 da 2 contro il roccioso trio di lunghe sestesi, con pochi punti nelle mani ma solide difensore, Minora-De Lise-Appetiti. Per il Geas segnano 19 Ostoni (3/5 da 2, 4/11 da 3), 13 Magni, 10 Rovello, 9 Bettoni, 8 Trezzi.

- Costa-Venezia: non che fosse impossibile una vittoria delle beniamine di San Marco, ma 25 punti di scarto erano davvero improbabili. Non solo per i pronostici pre-evento, di cui sopra, ma anche per quanto visto nella prima giornata. E invece è una cavalcata travolgente per una Reyer gagliardissima contro una Costa sottotono, forse svuotata dalle fatiche-playoff (ma nei quarti non sembrava), in ogni caso stranamente a corto di reazioni alle folate lagunari che hanno prodotto un 28-57 dopo l'intervallo. A metà infatti era +4 Costa dopo, in realtà, l'unico sprazzo positivo delle collinari, visto che era già partita meglio la Reyer (+9 al 10').
Il monologo veneziano dopo la pausa lunga partorisce ujn 12-26 nel 3° quarto e un 16-31 nell'ultimo. Finisce 66-91.
Si hanno Moscarella 15 ma in soli 19' per guai di falli; Olandi 15 pure lei, Redaelli 13. Di là la coppia d'assi 2009 produce 23 Hassan (2/8 da 2 ma 6/7 da 3) e 21 Sablich (2/6, 4/9); l'altra 2009 Bianco Rossignoli 11, Zuccon 10, D'Este 9. La differenza sta in buona parte (ma non solo) nel 12/22 da 3 per le orogranata contro 6/24 per le biancorosse.

Finali
- 3°/4° posto: Next Gen-Costa. Ambo le compagini si confermano sui livelli del giorno prima, ovvero Next Gen gagliarda e Costa con le pile scariche. Le federali dopo il +7 all'intervallo prendono il largo (79-61). Protagonista ancora Donato (25 con 5/7 da 2 e 5/13 da 3), Carosi 15, Lokoka 10; di là Moscarella 16+11 rimba (insomma ancora bene ma non benissimo), Pirozzi 13, Lelli 8; solo 21/75 dal campo per le lombarde che chiudono fuori dal podio.

- 1°/2° posto: Geas-Venezia. Collettivo (10 elementi impiegati dai 10' in su) e qualità delle esecuzioni sono i fattori principali del successo sestese rispetto a una Reyer abbondante di talento ma meno brillante del giorno prima e più legata alle azioni individuali, almeno nei momenti cruciali. La difesa sestese lavora bene sia sul perimetro, limitando le triple avversarie, sia in area, dove il trio De Lise-Appetiti-Minora rastrella rimbalzi e concede pochi canestri facili. Detto questo, però, stiamo parlando di una partita che si è risolta solo nel finale.
La svolta pro-Geas arriva sul finire del 2° quarto, quando da +7 Venezia si passa a +4 lombardo all'intervallo (41-37) grazie a un parziale di 11-0 aperto e chiuso dalle triple di Ostoni e Bettoni. Da lì in poi le rossonere sono sempre avanti, toccando il +9 nel 3° quarto, chiuso però solo a +5 (56-51). All'inizio dell'ultimo periodo, duello di classe fra Ostoni e Hassan con 5 punti di fila a testa; da 61-58 al 33' scatta il break decisivo del Geas con un 8-0; poi Bettoni con un "passo d'incrocio" e Ostoni su rubata e contropiede segnano i due canestri del k.o. (+13 a 3' dal termine, 73-60). L'assalto finale di Venezia e qualche palla persa sestese riducono lo scarto ma nulla più (75-68).
Per le neo-campionesse, 24 punti di un'Ostoni maiuscola (5/8 da 2, 4/8 da 3; notevole anche la sua commozione nell'intervista dopopartita, sottolineando che era la sua ultima volta col Geas prima di partire per l'America), 15 di una Bettoni poco celebrata ma utilissima (7/12), 12 dell'azzurrina '09 Magni (6/12), e ben 26 rimbalzi totali fra Minora, De Lise e Appetiti.
Per Venezia, ne fa 19 Hassan (6/13 da 2, 2/5 da 3) + 10 rimba e 4 assist; poco da eccepire sulla sua prova individuale ma per far vincere le sue avrebbe dovuto fare un "extra" che non è arrivato; 15 di una D'Este che è apparsa migliorata anche se sempre con quel fisico insolito, da "pallavolista" (ma i centimetri non s'insegnano), 12 di Bianco Rossignoli, 10 di Sablich (ma con 0/8 da 3, che è pesato).

- Quintetto ideale: Ostoni (Geas), Olandi (Costa), Obaseki (Moncalieri), Cocuzza (Next Gen) e Hassan (Venezia).

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- Telegrafico sull'altro evento giovanile nazionale della scorsa settimana. Costa Masnaga conquista l'"anello" di campione Jr. WNBA U13 nel "Final Event" a 8 squadre (da 8 regioni diverse). In finale batte l'Affrico Firenze dopo una partita che sembrava incanalata verso le lombarde (19-7 al 10'), poi raddrizzata dalle tosche ma non abbastanza da portarsi a contatto (34-28 al 20', 49-42 al 30'), sinché sul 57-48 a 3'15" dalla fine, dopo una "magata" di una 2014 masnaghese (rimessa da fondo, palla fatta rimbalzare s'un'avversaria, ripresa e depositata a canestro; roba da veterana consumata), sembra pronto a calare il sipario.
Invece Firenze rimonta tutto, trascinata dalla formidabile Montesi (sorella di quella già nota del 2010) che segna 34 punti di cui una tripla clamorosa per il meno 2 (anche questa una giocata da senior); poi c'è anche il pareggio per le fiorentine, mentre Costa è in confusione e sbaglia tutto; a loro volta le toscane si mangiano occasioni d'oro per passare avanti, e a 3" dalla fine la lombarda Illengo guadagna fallo in un'accelerazione a tutto campo, realizzando il libero della vittoria (58-57). Vittoria del collettivo su una singola, almeno in termini di distribuzione realizzativa.

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- Postilla a parte. Il proliferare di eventi giovanili crea un po' di confusione nei titoli da attribuire. Quest'anno ci sono 3 finali nazionali con scudetto vero e proprio (U17 - U15 - U14), due Coppe Italiane (U13 - U19), una finale Jr. WNBA come appena descritto (sempre U13), e poi c'è la Next Gen U19 che è un ulteriore tipo di competizione. A mio immodesto parere, le società, che fanno benissimo a celebrare i traguardi raggiunti, dovrebbero essere precise nel denominarli: se un evento non assegna uno scudetto ufficiale, non si è "campioni d'Italia", così come se si va alla Coppa Italiana U19, non si è "tra le migliori 8 squadre d'Italia", dato che le migliori erano quelle della Next Gen. <_<