Caitlin Clark era a Milano in questi giorni come testimonial di Prada alla settimana della moda. Altro che i giochi olimpici, questo sì vuol dire essere l'ombelico del mondo.
sabato 28 febbraio 2026
venerdì 27 febbraio 2026
Eurolega (play-in G2) - La zampata di Venezia rimanda tutto alla bella
La Reyer dunque spezza il tabù stagionale al quinto tentativo contro le scledensi nel giorno in cui la tavola sembrava apparecchiata (forse più per motivi psicologici che tecnici) per il trionfo avversario. Se non fosse che è sempre sbagliato proiettare l'esito di un episodio della serie su quello successivo (cioè pensare che i rapporti di forza saranno identici la volta dopo), verrebbe da dire che Venezia è favorita per gara-3.
Dopo due quarti di battaglia a vantaggi minimi da una parte e dall'altra, è nel terzo che la bilancia s'è messa a pendere, senza più raddrizzarsi, dalla parte reyerina. Senza break eclatanti, ma con un lavorìo ai fianchi che ha prodotto quei 5-6 punti di scarto che, con piccole oscillazioni, sono arrivati sino in fondo.
Un episodio-chiave è stata l'uscita per infortunio di André, top scorer arancione nei primi 20 minuti; ma il predominio di Venezia era già scattato. Schio pagava il deficit d'intensità sotto forma di rimbalzi offensivi concessi, di palle perse nei momenti topici, ma pesavano anche tiri liberi lasciati sul ferro, indice forse d'inattesa tensione. Il rientro di Zanda e Badiane non ha portato un valore aggiunto rispetto a gara-1.
Holmes (19 punti) è stata l'individualità che ha più fatto la differenza, colpendo da sotto e da fuori con identica ficcanza, laddove invece nessuna è riuscita a salire in cattedra per il Famila (vanescenti soprattutto Conde e Laksa). Il quale, dopo aver subìto il break, s'arrangiava più di rappezzi occasionali che di vere reazioni. Come nel 4-0 nella stessa azione che leniva i danni da meno 8 a meno 4 a fine 3° quarto (53-57). O una tripla di Zanda per il meno 3 all'inizio dell'ultimo, o ancora un canestro-e-fallo (peraltro sbagliando l'aggiuntivo) di Shepard, 19 punti, per il meno 5 a 5' e rotti dal termine.
Ma la Reyer ha saputo ripartire ogni volta che sentiva il fiato scledense sulla nuca. Non ha avuto effetti tangibili il passaggio a zona delle scledensi. Emblematica la tripla da 8 metri di Dojkic per il 60-68 a 5' dalla fine.
Poco dopo, altra giocata-simbolo, con Santucci che scippa Zanardi a metà campo, con tanto di botta al viso per la bresciana di Schio, che rimaneva al suolo mentre l'emiliana della Reyer depositava in contropiede il +10 (62-72) a -3'30".
Un ultimo sussulto scledense, 66-72 a -2'40", veniva spento con grande padronanza da un giro e tiro di Holmes e da un rimbalzo offensivo di Cubaj (66-76 a -1'40").
Tardivi un paio di lampi dall'arco di Zanda, che peraltro commetteva poi una banale persa su rimessa, segnando la resa. Finale 72-79 e ci si rivede martedì 3 al Taliercio.
Un dato significativo: le prime due marcatrici di ambo le squadre hanno avuto 19 e 13 punti (ovvero Shepard-Zanda per Schio e Holmes-Dojkic per Venezia) ma la Reyer ha avuto 7 giocatrici fra i 4 e i 9 punti, simbolo di una vittoria del collettivo.
giovedì 19 febbraio 2026
Eurolega (play-in G1) - Venezia spreca, Schio punge
L'Eurolega conferma che, a differenza del campionato, qui i valori delle due rivali sono vicini. Anche perché il Famila si presenta senza Zanda e Badiane (tralasciando Panzera, fuori a tempo indeterminato) e con Verona non al meglio.
La Reyer aveva la partita in mano sul 50-38 a metà terzo quarto, con assalti al ferro e tiri dalla media ben riusciti, soprattutto delle sue straniere, ma anche con spunti di Pan e Fassina che spesso sono aghi della bilancia. Schio invece era in stato confusionale.
Nel finale del terzo quarto però entra in scena Sottana che rianima Schio, soprattutto quando Venezia, con due assist di Villa, aveva respinto la prima reazione scledense; ebbene, la veteranissima segna 5 punti di fila e smazza un paio d'assists di cui uno per André allo scadere.
Sul 57-53 al 30' la partita è del tutto riaperta e si ha una sensazione di "déjà vu".
L'attacco veneziano gira a vuoto (contro la zona), fa 2 punti in 5 minuti; Schio pareggia con una tripla di Laksa, poi sorpassa con una di Conde (61-62).
Seguono due minuti e mezzo pirotecnici con scambio di canestri e sorpassi: Charles da 2, poi Keys da 3, poi Charles da 3 (66-65), Cubaj stoppa Shepard con grande tempismo e potrebbe essere la giocata della partita, ma Venezia non la capitalizza. Resta a secco negli ultimi 2'20" pagando, a mio modesto, la mancanza di una leader sicura a cui affidare i palloni decisivi.
Dall'altra parte Verona, fin lì opaca, realizza in entrata (66-67 a -1'30"). Charles prende iniziative senza esito ma anche Schio sbaglia (0/2 in lunetta Shepard, entrata Conde).
Il guaio per Venezia è che arriva in fondo con un solo fallo subito, così Schio mangia secondi commettendo falli tattici; interminabili lungaggini all'instant replay; poi Holmes butta giù Zanardi (silenziosa ma utile) per liberarsi ed è sanzionata di fallo offensivo.
A 2 secondi dalla fine Laksa sbaglia il primo libero e segna il secondo, scelta poco astuta ma Venezia non ha timeouts; riesce solo ad abbozzare un lancio da metà campo con Dojkic, senza speranze.
Quindi 66-68 per Schio che adesso, se recupera le assenti, avrà un triplo vantaggio: del campo, del roster e della botta psicologica che ha rifilato alle avversarie.
Bel pubblico al Taliercio (con ovvio contributo scledense): 2873 spettatori.
Nelle altre partite spicca la vittoria di Saragozza (che alle F6 giocherebbe in casa) sul campo di Praga.
martedì 17 febbraio 2026
Eurolega (play-in) - Vigilia del derbissimo: occhio, l'Europa non è il campionato
Quali prospettive? Se si guardasse solo al campionato, ci sarebbe poca storia. Schio zero sconfitte, Venezia 4; Schio ha battuto due volte Venezia con scarti sempre in doppia cifra (tralasciando la Supercoppa a settembre con organici incompleti, ma anche lì stesso esito); Venezia ha appena perso con S. Martino e vinto a fatica con Brescia.
Eppure l'Eurolega ha detto una storia diversa finora. Stesso bilancio vinte-perse, miglior piazzamento per la Reyer che quindi ha il teorico fattore-campo (teorico nel senso che peserà solo se si va a gara-3). In qualche modo sulla scena continentale le Mazzoniane sono riuscite a esprimere qualcosa in più rispetto al campionato; e il Famila forse qualcosa in meno.
Bisogna vedere se la Reyer riesce a giocare con la testa giusta, senza pensare ai precedenti sfavorevoli di quest'anno. Cioè a trattare Schio come le avversarie europee contro cui si è destreggiata con onore quest'anno, anziché come la rivale che l'ha sculacciata in A1.
In realtà Venezia è una squadra migliore di quello che ha dimostrato in A1 finora; non ha la fuoriclasse sicura come aveva gli anni scorsi con Kuier, né i fattori imprevedibili come Villa (nel senso della miglior Villa al 100% della condizione) e Berkani che ti possono spaiare le carte in qualsiasi momento. E' un po' scolastica, una squadra che esegue ma non crea, per cui non esalta la plebe. Però è bilanciata nei ruoli, profonda, sa difendere molto forte ed evidentemente questo ha funzionato meglio in Europa che in Italia.
Schio invece ha tantissimo talento ed estro ma, soprattutto in trasferta, in Eurolega spesso non ha convinto difensivamente. C'è da vedere in che condizioni sarà Zandalasini, annunciata rientrante ma forse non al meglio. Di là Dojkic era fuori domenica in campionato, ma credo sia stato riposo precauzionale.
In poche parole, favorita Schio ma se Venezia fa 1-0, magari di grinta e di raffa, diventa ovviamente un'altra storia. Cioè, questa gara-1, giocandosi in casa della sfavorita, è più cruciale che se fosse in casa scledense.
*PS: a proposito di Europa: Breanna "Poca panna" (per le avversarie) Stewart torna al Fenerbahce per le Final Six.
venerdì 13 febbraio 2026
Coppe - Ritorno quarti EuroCup, fuori Spreafico
Fatto sta che la giocatrice è un lusso per il livello EuroCup: ha chiuso con 16 punti e 10,5 rimbalzi di media, soprattutto con un bestiale 76,8% nei tiri dal campo senza tentativi da 3. Anche il 79% ai liberi a indicare la mano morbida.
sabato 7 febbraio 2026
Jasmine Keys e le lamentele sul movimento
Jajà Keys in un'intervista a Pianeta Basket:
Se avesse una bacchetta magica come la userebbe per il movimento femminile?
"Il nostro coach della Nazionale, Andrea Capobianco, ha detto "Siamo le uniche persone che si lamentano del proprio movimento". Questa cosa mi ha colpito ed ha cambiato un pò il mio modo di pensare. Anche noi giocatrici dovremmo cambiare un pò l'atteggiamento. Forse farei più cose, progetti col maschile, per la promozione della pallacanestro femminile. Vorrei tanto che un giorno si parlasse solo di basket e non di basket maschile e femminile, come se fossero due cose distinte, due sport diversi. Noi facciamo le stesse cose però guadagniamo un decimo dei maschi. Credo sia importante il modo e quanto si parla del nostro movimento"
Interessante ma non credo che le cestiste siano le uniche a lamentarsi del proprio movimento. Significativo però l'accorgersi che, se all'esterno si trasmette solo la lamentela, non si ricava molto. Giusta la questione di non fare steccati tra maschile e femminile, ma è difficile far superare i pregiudizi al grosso del pubblico che segue gli uomini. Se lo spettacolo è all'altezza, come si è visto in varie partite di coppa questa settimana, è già un buon punto di partenza anche se da solo non basta.
Coppe - le presenze per nazioni fra le "top 8" di Eurolega & EuroCup
Eurolega: Turchia 2 - Spagna 2 - Italia 2 - Francia 1 - Cechia 1
Eurocup: Francia 2 - Spagna 2 - Grecia 2 - Turchia 1 - Polonia 1
Cosa si nota? Che in Eurolega ci avvantaggiamo del fatto che le migliori giocatrici italiane sono concentrate in due squadre, cosa che insieme a un massiccio pacchetto straniere le rende competitive con il top d'Europa. In Francia e Spagna i talenti locali sono molto più distribuiti. Le francesi poi hanno una profondità impressionante: Bourges con una squadra indigena ha quasi buttato fuori Schio ben farcita di forestiere.
In Eurocup invece paghiamo la mancanza di una vera terza forza di livello internazionale, terreno in cui invece Francia e Spagna sono forti. Cresce la Grecia.

