martedì 28 aprile 2026

Finale scudetto, gara-3: Schio #14; Sottana addio con 30 (trofei italici) e lode; gerla vuota per Venezia a parte il guizzo europeo

- La prima stagione di questo forum (2004/05) coincise col primo scudetto vinto da Schio; adesso siamo a quota 14, soltanto uno in meno del record assoluto della Comense, più le innumerevoli Coppe Italia e Supercoppe. Inevitabile, almeno per il qui scrivente e per i qui leggenti, una certa sensazione di "déjà vu", nonostante l'addio di Giorgia Sottana (vedi sotto) sia un momento unico che rimarrà nella memoria.
La grande macchina chiappatrofei di Cestaro continua ad acchiappare; anzi, dopo due stagioni in cui aveva, bontà sua, concesso alla concorrenza la bellezza di uno scudo e due Supercoppe, quest'anno è tornata a spazzolare il piatto completo, come già nel '22 e nel '23 (stando solo all'epoca più recente). Come quasi sempre succede con Schio, c'è poco da eccepire sul fatto che abbia vinto la più forte (31 vittorie in 32 partite stagionali sui 3 fronti italici). Negli ultimi 10 anni, le cannibali vestite d'arancio hanno perso solo con Lucca quando sono state le migliori in stagione regolare: nei due scudi di Venezia era la Reyer ad avere il fattore-campo.

- La particolarità di quest'annata è che, a brevissima distanza, s'è vissuta una sorta di doppia serie finale tra Famila e Reyer (quella europea non lo era formalmente, ma nella sostanza sì: il vero traguardo era andare alla F6, dato che vincerla era utopia), e in entrambe ha prevalso chi nell'arco della competizione aveva fatto meglio della rivale. Anche l'andamento è stato lo stesso, con il colpo esterno in G1, il contro-colpo in G2 e poi la chiusura dei conti in G3 per la squadra col fattore-campo.
Non era lo stesso l'allenatore di Schio nelle due tenzoni: ma sarebbe cambiato l'esito con Lapeña ancora in sella anziché Dikaioulakos, in questa serie-scudetto? A mio parere no. Anzi, Schio s'è complicata la vita, rischiando di smontare i meccanismi che l'avevano fatta sin lì spadroneggiare in Italia. Nel sorprendente cangio c'era però, evidentemente, un messaggio dal vertice societario: l'onta del k.o. europeo non può passare liscia; i due trofei e le 20 vittorie su 20 in stagione regolare erano il minimo sindacale. Mentalità.

-"Non potevo pensare a un finale migliore per la mia carriera", ha detto la Giorgia d'Italia ai microfoni di RaiSport nell'intervista di fine partita, mentre assaporava gli ultimi momenti della sua vita da giocatrice (e cioè, con ogni probabilità, la parte più intensa della sua esistenza), confessando però un rammarico non banale: "In queste due partite [gara-2 e gara-3] abbiamo mostrato una faccia che non abbiamo avuto nel resto della stagione, altrimenti ci saremmo tolti ben altre soddisfazioni"; e ovviamente, visto che in Italia di più non potevano fare, il riferimento è all'Eurolega sottotono, proprio nell'anno in cui, almeno a livello di nomi, Schio sembrava avere più che mai le carte in regola per puntare almeno a una semifinale. Questo alla vigilia, però. Si era poi constatato che la miscela non funzionava abbastanza da consentire sogni di gloria. L'uscita di scena, lì, è stata la più amara possibile: fuori nei playoff si poteva digerire (del resto è la storia di Schio, salvo sporadicissime eccezioni), ma per mano della rivale interna, che era stata battuta 4 volte nei primi 4 confronti, eh no, serviva molto bicarbonato.
Quella gara-3 al Taliercio aveva sancito l'addio di Sottana alla scena europea; lacrime amare allora per lei, nella consapevolezza di chiudere la carriera con uno zero nella casella dei successi internazionali senior. Non voleva, la divina classe 1988, rivivere il dolore d'un congedo da sconfitta; è stata lei, insieme (crediamo) a una sana scossa presidenziale, l'ispiratrice della riscossa scledense; e così ora Sottana si gode il "perfect ending" con il suo trentesimo trofeo senior in terra italica: 9 scudi, 12 Coppe Italia, 9 Supercoppe. Che posto occupa nella classifica delle migliori italiane di sempre? Uno fra le prime 10, ma ci si dovrà ragionare a mente fredda.

- Mvp della serie è stata eletta Laksa. La giuria (composta dai giornalisti presenti, a quanto risulta) sembra aver considerato solo gara-3, perché nelle prime due partite la lettone era stata la peggiore delle sue, almeno in rapporto all'importanza del suo ruolo. Tre punti con 1/8 in G1; 2 punti con un solo tiro in 15' in G2. Ovvero poco più di 7 punti di media; rimbalzi ne ha presi 2 in tutto; ok, 3 assist di media, non male, ma è abbastanza per meritare l'mvp? Non pare.
D'altro canto, non si può dire che qualcun'altra sia stata scandalosamente scippata d'un premio strameritato, perché obiettivamente nessuna scledense ha tenuto un rendimento continuo e sopra le righe sulle 3 gare. Shepard, Conde, Verona, Keys, André? Solo discrete. La più papabile era Zandalasini, ma ha fatto di meglio in altre circostanze. In realtà l'individualità più spicchevole (si dice? Boh) è stata Dojkic, ma non si dà il premio a chi ha perso. Amen.

- Qualche riga su Venezia. L'"highlight" della sua stagione rimane, ovviamente, la qualificazione alle F6 d'Eurolega, mai ottenuta prima, con la goduria storica di aver eliminato Schio. Però la gerla dei trofei stagionali è vuota; e l'ultima festa, quella che rimane più impressa, è stata appannaggio della rivale.
Nel complesso lo staff di Brugnaro aveva costruito un roster più debole dello scorso anno, senza più una fuoriclasse come Kuier,
né un jolly pazzo ma di talento come Berkani, né la vera Villa, quella che lo scorso anno viaggiava in doppia cifra di punti e valutazione media, giocava con grande autorità, era il play titolare in Nazionale, eccetera. L'ex ginnasta brianzola ha perso tutto ciò in quel dannato pomeriggio belga; dovrà riconquistarlo; ma intanto era inevitabile che questa Reyer fosse virtualmente priva di lei. Santucci e Pasa? Brave, a volte anche decisive, ma non in grado di mantenere lo stesso standard di rendimento che aveva la miglior Matilde.
Nel settore-lunghe, Cubaj è ulteriormente cresciuta, ma Holmes e Mavunga (e non di rado anche le stesse Dojkic e Charles) hanno oscillato continuamente tra ficcanza e impalpabilità.
Con tutto questo, la squadra è stata brava in Eurolega a massimizzare i pregi e coprire le pecche; la sua forza è stata la pugnacità del collettivo. Ma in Italia ha mostrato più d'una volta la corda (vedi semifinale di Coppa Italia; vedi la serie con Roseto in cui ha rischiato in ambo le gare); e nel momento della verità, cioè questa gara-3 di finale, non poteva battere Schio solo con Dojkic, un po' di Charles e solo sporadici guizzi dalle altre, a meno che il Famila fosse tornato quello masochista di gara-1; ma non lo era più.
Fra G2 e G3, Venezia è stata davanti i primi due minuti nell'una e il primo minuto nell'altra. Come direbbe il grande La Palisse, difficile vincere se stai sempre sotto. -_-

- La notte è già fondissima; urge la cronaca per chiudere. Rispetto a G2, Schio conferma le due lunghe in quintetto e Conde dalla panca; Venezia s'adegua mettendo Holmes al posto di Pan. Dinnanzi a 2407 spettatori, apre le marcature Dojkic, palesando subito la sua ispirazione, con una tripla da 8 metri abbondanti (0-3). Ma, come appena detto, sarà l'unico vantaggio reyerota. La folata scledense è di quelle possenti e indirizza già la partita: pim-pum-pam dall'arco Zanda-Laksa-Keys; poi ancora una tripla di Laksa, due liberi di Zanardi (utile) ed è 18-6.
Inizia così una logorante rincorsa lagunare. Dojkic è già a 10 punti a fine 1° quarto (frizzante 24-18).
Altra spallata arancione nel 2° quarto. L'attacco venexiàn si pianta, partorendo solo 3 punti in oltre 7'; la carabina di Pan è bagnata; delle tre play non ve n'è una in serata offensiva; pure Cubaj non incide; né tantomeno Mavunga che avrà solo 7 minuti.
Schio vola a +17 (38-21) con Keys. Cubaj e una rispolverata Fassina rianimano la Reyer; al resto pensa la solita Dojkic; all'intervallo c'è ancora vita per le Mazzoniane (42-31) e non era scontato per come si stava mettendo. La chiave per la sopravvivenza dell'Umana, a fronte di percentuali di gran lunga inferiori (Schio 14/25 dal campo, Venè 11/30), e a fronte di un predominio anche a rimbalzo per le Cestariane, sta nelle palle perse avversarie, già 12 contro solo 5.

- A inizio ripresa Schio fatica a ritrovare il brio dei primi 15 minuti; l'imprevedibile Holmes batte due colpi ed è appena meno 6 (46-40). Importanti due liberi di Zanardi e una tripla di Badiane, jolly inatteso, per stornare l'aggancio (51-40); botta e risposta nel finale del 3° quarto, in cui Dojkic s'inventa pure una tripla tabellata più fallo; al 30' è 55-46.
Ultimo quarto della stagione. Continua l'elastico nel punteggio. S'accende, d'improvviso anche se tardi, Charles, e con Dojkic fa appena meno 5 (59-54) con 6' sul cronò: torna tutto in bilico. Ma chi si palesa, provvidenziale, ad avviare quello che sarà il break definitivo? Sottana, la quale realizza l'ultimo canestro dal campo della sua carriera con un arresto-e-tiro sul lato sinistro, "alla Sottana", ovvero di classe e nel momento più cruciale; la segue Laksa con una tripla "catch and shoot" e un'entrata. Il 7-0 fa 66-54 a -4'45", ed è virtualmente il k.o.
Va dato atto a Venezia di provarci fino in fondo, continuando a rubare palloni; ma dopo una tripla tabellata di Pasa e alcuni guizzi di Charles, occasioni dorate per tornare a meno 5 vanno sul ferro ed è la resa; tardivo il meno 4 firmato due volte da Charles dalla lunetta; ambo le volte Schio replica, con Sottana (ultimi punti della carriera) e Verona, e finisce 70-64.

- Nelle cifre finali parla chiaro il 46% dal campo di Schio contro 34% di Venezia; non bastano le sole 9 perse contro 24 a equilibrare la bilancia per la Reyer. Laksa chiude a 17 (7/11 al tiro), unica in doppia cifra per Schio; Keys 9, Verona 8, Zanda 7; dall'altra parte grande Dojkic, 22 (7/13 dal campo), Charles 15, Holmes 9 (ma 4/12); le italiane poco o nulla.

sabato 25 aprile 2026

Finale scudetto, gara 2: Schio cambia musica e suona Venezia. Ora tutto in una partita

- Chissà se è stata la forza della promessa di Sottana ai tifosi ("la riportiamo qui"). Oppure una minaccia di deportazione in Siberia da parte di patron Cestaro in caso di debacle scledense anche in gara-2. :blink: Fatto sta che il Taliercio, pavesato a festa per lo scudetto a un passo, ha dovuto digerire, vieppiù attonito (ma diciamo che in generale l'ambiente sembrava meno carico che nel play-in di Eurolega, va' a capire perché), la prova di forza di una Schio trasformata rispetto all'incolore gara-1.
L'uovo di Colombo per Dikaioulakos è il ripristino di un assetto più razionale, con Keys in quintetto al posto di Conde (ma poi Laksa è stata la sacrificata nel minutaggio) e quindi due lunghe vere in campo, Zanda ala piccola e il resto è venuto da sé, ovvero una difesa che... ha difeso e un attacco che anziché incaponirsi nel tiro da fuori ha cercato sistematicamente soluzioni ravvicinate, sia con le interne che con le esterne. Procacciandosi così 33 tiri liberi contro i miserabili 4 di gara-1; colpendo col 53% da 2, 32 punti in area contro 20, eccetera. Chiaro, non solo una questione tattica ma anche (forse soprattutto) di capoccia, ritrovando coesione, voglia di passarsi la palla, equilibrio ideale tra chi canta e chi porta la croce. Mvp di serata è proprio il collettivo, perché individualmente ci sono state prove buone ma non stellari, con Zanda su tutte (+27 di plus/minus, il migliore) e tante sopra la sufficienza: Verona, Conde, la rispolverata coppia Keys-André.

- E dunque tocca a Venezia finire dietro la lavagna. Non per la sconfitta (in qualsiasi confronto fra le due, Schio è favorita) ma per come si è fatta brutalmente sculacciare in una partita che poteva darle lo scudetto, ma in cui semplicemente ha fatto poco o nulla per raggiungere il traguardo. Al di là del cambio di faccia, tattico e mentale, da parte dell'avversaria, la Reyer non ha messo sul piatto né qualità offensiva né mordente. Volendo azzardare una teoria, forse l'autocombustione scledense in G1 ha illuso le Mazzoniane di potercela fare senza bisogno degli straordinari, ma solo di una prova da 6.5 / 7 in pagella. Nel momento in cui le avversarie hanno sciorinato una prestazione da 7.5, non hanno avuto antidoti, perdendosi poi in nervosismi e spirali d'errori nel momento in cui la partita si è spaccata (a inizio ripresa). Il trio di plays italici Santucci-Pasa-Villa ha totalizzato 1/14 dal campo, ma si fatica a trovare prove sufficienti a parte Mavunga, Dojkic (ma non del tutto), forse Cubaj (la quale però ha il plus/minus peggiore di tutte, meno 20, ed è parsa più polemica che carica).

- Quinta vittoria esterna negli ultimi 6 confronti fra le due titane del nostro basket (ritorno di campionato + G1 e G2 di Eurolega + G1 e G2 di finale): l'eccezione però è G3 del play-in di Eurolega, in situazione speculare rispetto a queste finali. Ovvero, match-point fallito da chi aveva aperto la serie con un colpo (in quel caso Schio), e solitamente in una serie di 3 gare, se hai la tempia dell'avversaria a portata ma non riesci a premere il grilletto, quella col fattore-campo non se lo lascia ciucciare via due volte.
Al di là di precedenti e cabale, la superiorità complessiva del Famila in G2 è stata così netta che si fatica a ricordarsi il solito monito: mai dare per scontato che la partita seguente sarà simile all'ultima disputata. Però, inutile strologare e ciangottare, Schio torna favorita. Forse nemmeno di poco.

- Cronaca, ché la notte è già fonda. Oltre al già citato cambio Laksa-Keys, fra i quintetti d'avvio va annotata la presenza di Pan, a fugare i dubbi sulle sue condizioni dopo il sinistro nel finale di G1. La Reyer inizia 4-0 ma rimarrà l'unico vantaggio della serata; la figlia del grande Randolph punge con 5 punti per il sorpasso (5-9); tripla di Verona, poi 4 liberi di Conde e Zanda ed è già fuga (7-16 al 6'). Cubaj sblocca Venezia con due canestri, ma Holmes pasticcia come e più che in G1; Schio continua a collezionare tiri liberi: già 11/13 a fine 1° quarto, punteggio 13-23.

-2° quarto: Mavunga approccia bene, Dojkic ha spunti ma Villa tituba mentre Conde e Shepard colpiscono da sotto (18-29 al 12'). Comincia il momento migliore di Venezia, che con una tripla dall'angolo di Cubaj e l'unico lampo di Santucci, unitamente a una miglior difesa, ricuce a meno 4 (25-29 al 14'). Elastico: Keys e una tripla di Zanda riallungano a +8 (26-34), Charles con un assist per Mavunga e una tripla in transizione riaccorcia (31-34 al 16').
L'inerzia pro-Venezia s'interrompe su un'azione contestata: Shepard segna su sospetti passi, Cubaj protesta, la pseudo-slovena l'apostrofa, prende tecnico; la Reyer però non capitalizza (maluccio anche dalla lunetta le orogranata); Zanda e un assist di Sottana per André mandano al riposo sul 34-42.

- Nulla d'irreparabile per la Reyer, a patto di rientrare in campo con le zanne di chi deve addentare a morte l'avversaria e strapparle il tricolore. Tutto il contrario. Apre, illusoria, Pan su assist di Charles (36-42), ma subito dopo Schio sciorina 3 minuti di paradiso e Venezia 3 d'inferno. Keys da sotto; Conde da 3; Zanda con 3/3 ai liberi (fallo di Cubaj che protesta ma viene smentita dal replay); André in entrata e poi da sotto su assist di Zanda; Verona in contropiede. La sommatoria fa un break di 0-14 che distrugge ogni residuo d'incertezza sull'esito: 36-56 al 24'.
Non c'è modo che una Reyer così sgonfia possa recuperare, e infatti non succede se non in minima parte (45-61 al 30', 51-65 al 35'); negli ultimi 5 minuti Schio torna ad arrotondare. Finisce 53-74, la plebe arancione al seguito festeggia con ritrovato amore per le sue beniamine.
Non sappiamo se qualcuna di Venezia abbia fatto promesse per gara-3, ma visto come andò a Villa lo scorso anno, scaramanzia lo sconsiglia. :woot:

- Le cifre finali vedono la Reyer con un tragico 16/54 dal campo, appena discreto 16/25 ai liberi; 10 rimbalzi offensivi ma erano stati 19 in G1; Dojkic 11 (ma con 1/7 da 3), Mavunga 10, Pan 8, Cubaj 7; Schio con quasi il 50% dal campo (23/47), cospicuo anche se non eccelso 23/33 in lunetta; Zanda 15 con 2/7 dal campo, 10/14 in luna e 3 assist; Verona 13, Conde 12, Shepard 10.

giovedì 23 aprile 2026

Finale scudetto, gara-1: la coltellata di Venezia. Ma Schio è agonizzante o solo ferita?

 - Nelle sue sedici finali-scudo consecutive (!) è ovviamente capitato a Schio di perdere. Qualche rara volta anche in casa. Ma mai, salvo che la memoria abbia cancellato qualche ricordo, le era capitato di giocare gli ultimi minuti in un silenzio quasi surreale, un clima tra incredulità e irritazione da parte del suo pubblico; o almeno così si percepiva dalla tv.

Quel fattore-campo che tante volte aveva accompagnato rimonte epiche, esaltandosi progressivamente insieme alla squadra, stavolta sembrava averla abbandonata al suo destino, sintomo d'un'empatia perduta. Alla gente di Schio non difetta la competenza: sa riconoscere se le sue beniamine cedono a un avversario superiore (un Fenerbahce, per intenderci) dopo aver lottato fino in fondo, o se s'accartocciano su se stesse, senz'anima, contro una rivale inferiore sul piano del talento ma che di anima ce ne mette eccome.

- E dunque, in questa gara-1 delle finali 2026, più della perentoria affermazione di Venezia, è l'implosione di Schio a fare notizia. Implosione ancora più netta e fragorosa rispetto alla recente debacle d'Eurolega; sia per il collasso brutale avvenuto nel secondo tempo, sia perché stavolta non eravamo in Europa, dove le due compagini s'erano equivalse in stagione, ma nel feudo italiano di Schio, che contando anche Supercoppa e Coppa Italia era a 27 vittorie su 27, tutte in doppia cifra di scarto tranne 3. E anche considerando solo le prestazioni più recenti, si veniva da semifinali in cui il Famila aveva spazzato Derthona con un doppio +16, mentre la Reyer aveva rischiato di perdere ambo le volte con la matricola Roseto.
"All'apparir del vero, tu misera cadesti", avrebbe commentato Leopardi. :p: Cioè, nel momento della verità, contro un'avversaria capace di farne emergere le contraddizioni, Schio ha palesato gli stessi difetti di fondo che ne hanno causato il flop in Eurolega proprio nell'anno in cui sembrava più attrezzata per fare strada: troppi primi violini e poche gregarie (nel senso migliore del termine, cioè di chi si sacrifica per la squadra); troppe attaccanti e poche difensore; troppe che giocano di fino e poche che sanno usare la sciabola. (Tre modi diversi di dire la stessa cosa, in realtà.)
Problemi strutturali che il cambio di manico, evidentemente, non ha risolto. Anche perché, se chi potrebbe giostrare da collante e da guerriera (André soprattutto, ma anche Keys) viene lasciata a sedere in favore di chi sembra più interessata a schermaglie personali e a mettere il broncio se non le arriva la palla a ogni azione...
Ma è chiaro che se hai in squadra Conde, Laksa, Zanda e Shepard, per l'allenatore di turno è difficile rinunciare a farle coesistere tutte insieme, anche se l'ideale con un assetto del genere sarebbe giocare solo nella metà campo offensiva e disporre di due palloni, meglio tre. :shifty:

- Detto questo, okkio! Il più grosso errore che si possa commettere in una serie-playoff (bisogna ripeterselo ogni volta, perché ci si casca sempre) è credere che quello che si è visto in una partita si ripeterà in quella successiva. Il difficile è capire se l'encefalogramma piatto e gli errori sconcertanti di Schio nell'ultimo quarto e mezzo di gara-1 indicano un crollo irreversibile, oppure solo un episodio sì grave, ma che con una testa diversa può essere ribaltato, considerando che il roster del Famila rimane il più attrezzato fra i due (almeno a livello di talento).
All'indomani della sconfitta è circolato sui social delle tricolori un video in cui Giorgia Sottana, pochi istanti dopo la sconfitta, arringa il tifo organizzato di Schio urlando "La riportiamo qui!", intendendo ovviamente la serie. E non dubitiamo che l'immensa GioSkirt farà di tutto per mantenere la promessa, in modo che il suo congedo da giocatrice non sia così amaro. Bisogna vedere, però, se il resto della squadra la seguirà. Giovedì sapremo.

- Passiamo alla cronaca , ché è già la notte della vigilia di gara-2.
Primo quarto godibile, con sorpassi vari e il pepe offerto da scaramucce tra le ex compagne Laksa e Dojkic (18-19 al 10'). Venezia, dopo aver toccato un +5 nella prima frazione, sale a +6 all'inizio della seconda (tripla di una ficcante Charles), ma Schio vive il suo momento migliore con un parziale di 13-0: due triple di Zandalasini, poi Zanardi, poi ancora Zanda e una tripla di Conde: 33-26.
A ricucire è Santucci, che con l'andar della gara si rivelerà l'mvp; ma Sottana le risponde (39-33), poi allo scadere dell'intervallo c'è il giallo (rima) per un canestro di Charles a rimbalzo offensivo, inizialmente annullato previa revisione all'instant replay, poi invece convalidato dopo re-revisione (39-35). :blink:
Proprio Charles è la top scorer al riposo con 13, Santucci 6; di là Zanda 10, Conde 8 e Sottana 7. La Reyer si fa preferire dentro l'area (nonostante la scarsa incisività di Holmes e Mavunga), Schio si giova d'un 6/10 da 3.

- La svolta è nel 3° quarto. Parziale di 0-8: 2 liberi di Santucci, tripla di Cubaj, tripla di Santucci che, da par suo, si gasa e galvanizza tutte quante (41-43). Rincarano la dose Dojkic e Mavunga (43-49). Sprizza allegria e coralità dal gruppo orogranata; c'è tensione in quello arancio: Dikaioulakos richiama in panchina Verona e la cazzia; lei va a sedersi palesemente scocciata; lui le si avvicina per dirle ancora qualcosa. :angry:
Tra fine 3° e inizio 4° periodo entra in scena anche Villa, con tre guizzi da... Villa pre-infortunio, cioè galleggiando nel traffico per trovare conclusioni tabellate da artista del biliardo; il primo di questi suoi spunti, insieme a un lampo di Holmes, fa 47-55 al 30' (allo scadere Verona sbaglia su assist in contropiede di Conde che aveva scippato Villa); gli altri due colpi della Matilde d'Italia si sommano ad altrettanti di Santucci (entrata e gran tripla), mentre Schio si smarrisce in una palude di forzature da fuori e palle perse, anche oltre i meriti di una difesa veneziana che morde, ruba, rende tutto difficile. Sul 51-64 a metà ultimo quarto, la partita è spaccata, inopinatamente fino a un quarto d'ora prima, ma del tutto logicamente per quello che s'è visto nel frattempo.

- Sottana rientra ma ormai mancano solo 4'30"; Shepard, fin lì 2 punti, si sblocca con due canestri da sotto; ma in difesa Schio, anziché aumentare l'aggressività, si rifugia in una zona al lattemiele che manda a nozze Pan (brava anche in difesa su una Zanda che resta a secco per tutta la seconda metà gara): due triple della capitana, relativamente comode per lei, ed è 57-70 a 2' dalla fine. Game over. La stessa Pan, poco dopo, si fa male in una lotta per una palla vagante vicino alla linea laterale; molto spavento ma poi torna in panchina sulle sue gambe. Un tribolo che non guasta la festa di Venezia, 60-71 alla sirena.
Nelle cifre di squadra spiccano i 19 rimbalzi offensivi di Venezia contro 13, e i 17 liberi ottenuti contro 4, entrambi indici dell'intensità superiore delle Mazzoniane, a fronte di percentuali dal campo quasi identiche. Sottana 12 punti, Zanda 10, Laksa 3 con 1/8, Shepard 6 con 3/8; di là Santucci 16 (con 2/4 da 2 e 3/6 da 3), Charles 13, Dojkic 11, Pan 10, Villa e Cubaj 6.

mercoledì 22 aprile 2026

A2 - riepilogo 1° turno playoff & playout: molta lotta ma due soli "upset" (Livorno e Cus Cagliari)

 20 partite in 9 giorni; modalità... asincrona per via della Nazionale U18 che ha fatto posticipare l'inizio di alcune serie, per cui c'era un po' di confusione tra gare-1 che si giocavano in contemporanea con gara-2, e gare-3 con gare-2, ma tant'è, al diradarsi del polverone ci s'accorge che le teste di serie dei playoff hanno passato tutte il turno, tranne Bolzano impallinata da Livorno, peraltro un accoppiamento in cui, rosters alla mano, le toscane erano favorite.

Anche nei playout una peggio piazzata ha avuto la meglio: Cus Cagliari su Moncalieri; ma pure in questo caso non è una sorpresa vera e propria.

Playoff - tabellone 1

- Sanga-Vicenza 2-0. In G1 è mattanza a favore delle milanesi (72-43) con 20 di Toffali; si rompe il naso Marinkovic in uno scontro fortuito con la compagna Olson. In G2 rediviva Vicenza, se la gioca fino in fondo (Kantzy 22+14 rimba) ma il Sanga resiste e vince 59-62 con 28 di Toffali.

- Faenza-Torino 2-0. Ci si attendeva (credo) più incertezza. Invece in G1 le romagnole vincono secco, 67-51 (Zanetti 17), anche grazie all'assenza di Heriaud fra le savoiarde; la francese rientra in G2 (con 19 punti; 18 di Penz) e c'è più equilibrio, ma Faenza, molto bilanciata con 7 elementi fra i 5 e i 12 punti, comanda per tutta la ripresa; Torino rimonta da meno 9 a meno 2 nel finale ma non basta.

- Alpo-Selargius 2-1. Durissima venirne a capo per le veronesi, dopo una G1 autoritaria (71-54 con 24 di Gregori): in G2 nel suo temibile "geodetico" Selargius fa 1-1 dopo un supplementare (72-71; tripla decisiva di Mura; D'Angelo 24+15 rimba; non bastano i 22 rimbalzi di Peresson) e in G3 va vicina al colpaccio, arrendendosi 58-55 con tripla di Gregori a -45"; mvp Soglia, 18+14 rimba.

- Empoli-Umbertide 2-1. Qui era più prevedibile che si andasse a gara-3. Una vibrante G1 vede le tosche piegare le umbre nel finale (77-72; Vente 19+15 rimba; Amatori 19+9). Risposta secca di Umbè in G2 (67-51; Del Sole 17). Ma in G3 si fa male Amatori dopo 5'30" e le umbre non ne hanno più; Empoli chiude con agio, 61-43.

- Semifinali: Sanga-Faenza (Pinotti vs Seletti 3 anni dopo il duello supremo in finale), Alpo-Empoli.


Playoff - tabellone 2

- Matelica-Virtus Cagliari 2-1. In G1 il botto che nessuno s'aspettava, perlomeno non così netto: le sarde stordiscono le marchigiane (testa di serie #1) con un +15 nel 1° quarto e arrivano fino in fondo (52-68 con 15 di Zieniewska e imbragando Pilakouta, solo 2). Spalle al muro, reazione di Matelica rendendo pan per fogazza in difesa (Caglari 16/59 al tiro); Bonvecchio 11. Raddrizzata la serie, Matelica completa l'opera in G3 (55-43), anche grazie all'assenza di El Habbab; peraltro il break arriva solo nell'ultimo quarto (Pilakouta 17).

- Valdarno-Ragusa 2-1. Era la serie più difficile da pronosticare e infatti è stata tiratissima. Thriller G1, risolta da una tripla di Celani che sfata il tabù delle volate per le tosche (74-73 con 26 di Bernardi; vani i 23+15 rimba di Johnson e i 21 della sempiterna Consolini). Rivincita Ragusa in G2 (65-58 ma +12 al 30') con 15 di Johnson contro 19 di De Cassan. In G3 rimonta siciliana nel finale, ma un antisportivo sul meno 3 a -30" taglia le gambe (67-60, De Cassan ancora 19; Consolini 15). Seconda eliminazione di fila al 1° turno per Ragusa dopo la discesa volontaria dall'A1.

- Costa-Alcamo 2-0. Bella lotta ma in ambo le gare lo strapotere atletico delle lombarde (54 rimbalzi offensivi in due gare!) fa la differenza. In G1 ritmi forsennati, Alcamo li regge a lungo ma Costa, pur perdendo Cibinetto per infortunio, allunga a +16 nel 3° quarto, poi resiste nell'ultimo (89-81; Moscarella 23+15 rimb, Teder 20; 13/41 da 3 di squadra; per le sicule Vella 20, Russo 18).
In G2, davanti alla folla alcamese, Costa sempre al comando pur senza break eclatanti (58-65); Alcamo fa 4/25 da 3 mentre Brossman da sola fa 5/9 dall'arco, mostruosa (26+15 rimba); la tedesca + Moscarella + N'Guessan raccattano 45 carambole.

- Bolzano-Livorno 0-2. In G1 le labroniche distruggono le compatriote di Sinner in due quarti (17-41, finale 46-83; Botteghi 22+11 rimba). In G2, con le tribune livornesi finalmente popolate (600 spettatori), c'è più equilibrio ma la Libertas chiude (61-56) con 23 di Miccio.

Semifinali: Matelica-Valdarno (rivincita di Coppa Italia); Costa contro Livorno del suo ex coach Andreoli.


Playout

- Trieste-Milano Stars 2-0. In G1 Trieste domina per 3 quarti; furiosa rimonta milanese (pur senza Baldelli) con un 4-16 nell'ultimo, ma allo scadere Bernetti è beffata dal ferro su rimbalzo offensivo (64-63; Miccoli 21+11 rimba; Vitulova 19, Tibè 14+15 rimba). In G2 torna Baldelli; sorpasso che illude le milanesi nel 3° quarto (Vitulova 22, Policari 17, Tibè 16+12 rimb)a) ma Trieste reagisce e nel finale Miccoli è killer (29 punti; 23 Edwards): 76-81.

- Moncalieri-Cus Cagliari 0-2. Pesante assenza di Colli per le torinesi. In G1 le sarde espugnano, 61-70 (Bovenzi 17, Nasraoui 13+10 rimba+5 assist; non bastano 25 di Pellegrini, 16+17 rimba di Obaseki) e in G2 completano, 67-55 (Nasraoui 22, Olajide 15).

- Secondo turno (chi perde scende): Milano Stars-Giussano, derby fratricida longobardo; Moncalieri-Rovigo.

lunedì 20 aprile 2026

Eurolega, finale: poker Fener (su un menomato Gala), settebello Meesseman. Pubblico clamoroso

 - "Nessuno tifa per Golia", è una frase attribuita a Wilt Chamberlain, il titano per eccellenza nella storia del basket. <_< Per dire che è difficile esaltarsi, da neutrali, quando vince chi ha più strapotere di mezzi. Così è per il trionfo europeo del Fenerbahce, il quarto in assoluto, terzo negli ultimi 4 anni; che si può dire a chi, avendo già Meesseman, Allemand, Gabby Williams e Rupert, può permettersi d'ingaggiare una Bribrì Stewart solo per le Final Six? "Complimenti per i danée, finché durano". :wacko: Anche se, d'accordo, i danée ti portano le giocatrici ma poi bisogna saperle gestire, e il Fener (agevolato dalla scomparsa dei clubs russi) ha imparato negli ultimi anni a farlo bene.
Rimane il rimpianto che nel derbissimo turco il Galatasaray si sia presentato zoppo, soprattutto per l'assenza di Dorka Juhasz, appena incoronata mvp della stagione, ma costretta a saltare il grande appuntamento per l'infortunio patito in semifinale. Le altre assenze di Oblak e Cora erano già state metabolizzate, però è chiaro che quando da 2 diventano 3, sono troppe per poter competere contro il tritacarne Fener. Che d'altra parte ha vinto anche tutti gli altri scontri stagionali (campionato, che da loro è finito già prima delle Final Six, e coppa turca), quindi nulla da eccepire sul fatto che abbia vinto la più forte.

- Le telecamere di RaiSport si sono accese nel secondo quarto (comunque un lusso, prima serata della domenica per una partita senza squadre italiane) su una situazione ancora in equilibrio; il 1° quarto era finito 16-17 per il Fener. C'è un frizzante scangio di canestri; il Gala va avanti 27-25 con una tripla in transizione di Smalls, ma le sue indigene pasticciano reiteratamente; un macigno le 12 palle perse in metà gara. Anche sfortunate le giallorosse per una tripla annullata a Johannès (fallo in attacco della compagna bloccante) e una che entra-ed-esce a Kuier; di là Stewart, come già in semifinale, ha ruggine addosso, e Gabby Williams non è in serata (almeno in attacco), però Allemand, Meesseman e Rupert sono più che bastevoli a fare la differenza.
All'intervallo, sia pure su uno scarto contenuto (32-37), la differenza inizia ad emergere; ancor più a inizio ripresa con due triple di Allemand e un classico piazzato dal mezzo angolo di Meesseman (34-45). Reazione d'orgoglio del Gala con una tripla di Johannès e qualche taglio servito bene dentro l'area (43-48 al 25'), soprattutto per la poco spettacolare ma efficace Elizabeth Williams; ma poi le rimaneggiate istanbulliote della sponda europea sentono il peso della fatica e calano vistosamente in attacco.
Il Fener ne approfitta solo in parte (45-51 al 30'); Kuier con qualche guizzo sontuoso tiene aggrappate le sue (49-53 al 33') che però sono come pugili alle corde, che resistono a tante legnate ma poi arriva quella che le stende; così è con uno 0-8 (tripla di Stewart + scippo di Allemand a Kuier e canestro in contropiede + tripla sempre di Allemand) per il 49-61 a 5' dalla fine, che significa "game over".
Punteggio finale 55-68; per il Gala ne ha 15 E. Williams, 12 Johannès, 10 Kuier, 8 Smalls ma queste ultime tre con percentuali deficitarie; per il Fener 20 dell'imperatrice Meesseman (9/18 dal campo), 13 + 8 rimba + 10 assist per Allemand; 16 per Rupert, molto concreta; 9 per Stewart. Consueta tappezzeria per le turche da ambo i lati ma tant'è, non fa notizia.

- Per il 3° posto vince Saragozza in volata su Girona, 66-63, con 20 punti dell'impagabile Carla Leite, per la gioia d'un pubblico strepitoso, che ha esaurito i 10.828 posti per la terza serata su 3, nonostante le idole locali giocassero la finalina e non la finalona. Quasi 33.000 spettatori totali, quindi, per la kermesse, credo sia record di gran lunga (attendiamo comunicazione Fiba).

- Note spicciole: Allemand viene eletta mvp delle finali; Meesseman vince la sua settima Eurolega ed è record per l'era moderna (quello assoluto resta alla recentemente scomparsa Uliana Semionova con 11); l'Italia allunga la sua astinenza di titoli d'Eurolega a 31 anni; la Francia non trova gloria con il suo unico club presente, Landes (e a ben guardare non vince dal 2004), però, se pensi che, oltre alle numerose indigene di Landes (tra cui Lacan, quintetto ideale della stagione), hanno fornito Johannès al Gala; Williams e Rupert al Fener; Leite, Bankole e Gueye a Saragozza, forse hanno di che essere fieri ugualmente, anzi di più, perché preferiscono produrre giocatrici che gettare milioni per ingaggiare superstars estere come fanno i turchi.

domenica 19 aprile 2026

Eurolega, semifinali: Turchia 2 - Spagna 0. Juhasz mvp ma giocherà la finale?

- Non c'è spazio per le outsiders nell'Eurolega '26. L'anno scorso Praga aveva sorpreso, partendo dai quarti (ai danni di Schio, che se l'era peraltro giocata, il che lasciò più d'un rimpianto) e facendo fuori le due portaerei turche, il Fenerbahce in semifinale e Mersin in finale. Stavolta la finale è tra le due prime della stagione regolare, le due arcirivali d'Istanbul. Era già successo nel 2014 e vinse il Galatasaray (prima corona europea per la terra del kebab); stavolta sembra favorito il Fener e nemmeno di poco (i bookmakers lo danno a 1.20 circa contro una quota fra 3.75 e 4.25 per il rivale). In effetti, una squadra che può permettersi di "noleggiare" Breanna Stewart solo per l'evento, utilizzarla come comprimaria e vincere comunque di 17 punti una semifinale, è uno schiaffo alla miseria. Ma anche sull'altra sponda non è che facciano nozze coi fichi secchi.
C'è però un dubbio legato a Dorka Juhasz, eletta mvp della stagione d'Eurolega (con lei in quintetto ideale: Lacan, Allemand, Rupert e l'onnipresente Meesseman, ovvero 3 del Fener su 5; la scledense Shepard è nel secondo quintetto, la veneziana Charles nel terzo): si è infortunata nel primo tempo della semifinale, potrebbe essere a rischio per la finale e non sarebbe tegola da poco. Ma tant'è, vista la tensione del derby potrebbero contare più i nervi saldi che la caratura tecnica pura (ricordiamo il clamoroso collasso mentale del Fener nella finale casalinga, da ultrafavorito, contro Sopron nel 2022).
Dal nostro punto di vista, tra le due, "Franza o Spagna purché se magna", ovvero non ci cambia la vita chiunque vinca.

- Nella prima semifinale, dinnanzi a 6.707 spettatori, Girona matadora della Reyer chiude avanti il 1° quarto (12-17) ma già dal secondo, con un 25-10, il Fenerbahce prende il controllo della partita; nel 3° periodo arriva un'altra spallata delle turche, da +5 a +16; nell'ultima frazione i chiodi definitivi li pianta, tra tante stelle straniere, l'indigena Uzun con due triple (65-48); termina 76-59 senza che Girona abbia avuto una chance di tornare in corsa.
Bestiale sfoggio di forza da parte delle istanbulliote. Che hanno 14 punti da Meesseman, 13 da Uzun e Gabby Williams, 12 da Rupert e Allemand: un'orchestra perfetta, che tira col 49% dal campo. Stewart solo 3 punti con 1/5. Per Girona ancora in evidenza la svedese Holm (16), ma due che avevano brillato contro Venezia, Coulibaly e Jocyte, si fermano a 8 e 5 punti e non poteva bastare contro le soverchianti forze nemiche.

- La seconda semifinale tra Galatasaray e Saragozza, di fronte al secondo pienone di queste Final Six, 10.828 astanti, è dapprima psicodrammatica, poi quasi epica. Lo psicodramma è quello iniziale delle padrone di casa, paralizzate dalla pressione (a meno di essere vittime, tutte insieme, di un attacco di "yips", fenomeno definito come "perdita inspiegabile di capacità motorie fini, che causa tremori, freezing o esitazione in gesti di precisione"), :blink: per lo sconforto del pubblico e la gioia delle avversarie, che ne approfittano per uccidere, apparentemente, la partita sul nascere: 11-2 al 4' con 3 triple di Johannès; poi 19-2; poi 24-4 a fine 1° quarto. :woot: Una roba pazzesca. Al 10' Saragozza ha 2/17 dal campo, il Gala 5/6 da 2 e 4/9 da 3.
Segnali di riscossa iberica non arrivano subito, anzi il Gala dilaga ulteriormente con Kuier fino a 36-9 con 4' da giocare nel 2° periodo. 9 punti segnati da Saragò in 16 minuti, ripetiamo. A quel punto si sveglia, finalmente, qualcuno fra le saragote, ovvero Hempe e Leite (recuperata dal sanguinolento colpo al viso che l'aveva estromessa nei quarti), le quali, in concorso con un rilassamento del Gala, riporta la partita a un punteggio più dignitoso, 37-20 all'intervallo.
Nel 3° quarto Saragozza ci mette ardore, recupera palloni, ma la mira da fuori continua a essere tragicamente sbilenca (1/17 da 3 al 30') e frustra ogni rimonta; al 30' è ancora cospicuo il vantaggio turco (49-34), nonostante la già citata perdita di Juhasz.

- All'inizio dell'ultima frazione, il "predominio territoriale" di Saragozza si concretizza finalmente in punti e si scende sotto la soglia psicologica della doppia cifra di scarto (49-40); un paio d'occasioni fallite dalle iberiche ridanno però fiato al Gala, che si sblocca con una tripla acrobatica di Johannès e riallunga sul 56-40 al 35'; poi emerge il play Erdogan (solo omonima del dittat... ehm, del democraticissimo presidente turco), che segna una tripla e poi ricaccia indietro un nuovo riavvicinamento (prodotto da Hempe e Leite) servendo un assist schiacciato a terra per Smalls (l'ex veneziana) che segna il 62-51 a -2'35".
A quel punto sembra davvero finita, invece no: Hempe è indomita, segna 5 punti di fila, fa 62-56 a -1'20". Il pubblico ci crede davvero. Il Gala sembra in affanno, sbaglia; Vorackova ha il tiro del meno 4 per Saragò ma sbaglia; Fingall prende il rimbalzo offensivo ma la palla le sfugge a mo' di saponetta.
Ancora una palla persa dal Gala; Leite si lancia ad ariete in entrata contro Kuier (25 centimetri più alta), incredibilmente segna subendo pure fallo, o meglio così sembra. Agli arbitri non sfugge che l'ex rivale di Matilde Villa in un quarto di finale di Euro U20 ha "sbracciato" indebitamente per evitare la stoppata della torre ex Reyer. La folla è inferocita ma non possiamo dare torto alla chiamata, anche se spezza il cuore che s'interrompa così la rimonta del secolo. :cry:
Finisce 63-56 per il Gala, che ha 16 da Johannès, 12 da E. Williams, 12+11 rimba da Kuier, 11 da Smalls, solo 3 in 11' da Juhasz. Per Sara sono 18 di Hempe e 12 di Leite, ma il resto è fra la sufficienza stiracchiata e l'insufficienza; col 30% dal campo dove pensi di andare contro un'avversaria così?