- Fatto sta che, a differenza delle finali U17, tutto è stato alquanto prevedibile sino ai quarti compresi.
Molto bella, invece, l'incertezza nelle due semifinali e nella finalissima. L'asso vincente l'ha pescato Costa, che torna così sul trono nazionale dopo 4 anni (2022, scudo U19, l'ultimo della generazione dorata delle Villa, Allievi, Caloro e in precedenza le '02 Nasraoui-Balossi-Spinelli ecc., che però in quell'ultimo alloro non c'erano). Il club delle colline brianzo-lecchesi aveva poi inanellato una serie chilometrica di podi, ben 5 secondi e 3 terzi posti: strameritava quindi di riassaporare il gusto del trionfo assoluto. Lo fa con un gruppo che rispetto ad altri suoi del passato ha meno "stelle", meno prospetti su cui scommettere fin d'ora per un futuro ad alto livello, ma un collettivo compatto, capace di pescare protagoniste diverse quasi ogni volta, tutte pronte a sacrificarsi per l'altra.
Rimane la sensazione che Venezia fosse la migliore quanto a potenziale del roster, perché di prospetti assoluti ne ha probabilmente più la Reyer che le neo-scudettate; ma queste ultime sono state collettivo vero, profondo, tutte per una e una per tutte, nessuna protagonista fissa ma tante intercambiabili.
Frascati è andata a un passo dal suo primo storico scudetto; ha firmato l'impresa delle finali, stendendo la Reyer in una partita epica; le è mancata un'unghia per arrivare fino in fondo, forse pagando il roster un po' più corto dell'avversaria in quegli ultimi minuti della sfida tricolore, in cui muscoli e capocce sono andate in ipossia.
Il Geas finisce fuori dal podio, con un po' di malasorte per gl'infortuni in semifinali; l'astinenza da titoli s'allunga a 12 anni (nel 5 vs 5) o se vogliamo 10 (contando il Join the Game).
Da notare che, come in U17 con Anna Gini, vince una coach donna, stavolta Sara Molteni. Un giorno non farà più notizia, per il momento ancora sì.
- Nel complesso, al netto delle ovvie dosi massicce d'errori dovute all'anagrafe, s'è visto un gioco gradevole anche quando gli squilibri tra le squadre erano netti; queste pischelle d'oggigiorno sono ben addestrate a correre come dannate e tirare senza timori reverenziali; certo, gli amanti del buon vecchio tiro dalla media debbono rassegnarsi che il futuro va verso la sua estinzione (o quasi), giacché "penetrazione o tripla" è il mantra imperante. Non era l'età della pietra quando paventavamo che l'arretramento dell'arco a 6,75 rendesse quasi impossibile alle donne tirare da 3: adesso vedi ragazze di 14 anni che con nonchalance confezionano 10, 12, anche 15 canestri dalla lunga in una partita (totali di squadra, s'intende).
Meno piacevole era quando una squadra si schierava a zona e l'altra sembrava non concepire alternative al martellamento dall'arco, che se le fromboliere non erano in giornata si traducevano in uno "spaccaferro" alquanto monotono.
Almeno a livello di top team, non paiono annate di colosse, purtroppo: se avete visto la foto del quintetto ideale, la "madrina" Madera era più alta di tutte e cinque le premiate, e la Sara nazionale è 1.86. Anche la frascatese Iboudah, che giganteggiava in campo, è evidentemente intorno all'1.82-1.83. Qualcuna però può ancora crescere.
- Riassumiamo le vicende. La fase a gironi ha avuto, come dicevamo, con ben pochi sussulti (classifiche tutte "6-4-2-0") e il primato delle 4 "big" Venezia, Frascati, Geas e Costa.
Un paio di sorprese (almeno rispetto alla prima fase) hanno vivacizzato gli spareggi: Pordenone, netto, ai danni di Faenza (40-64) e Roseto della specialista di giovanili Stazzonelli ai danni del Peperoncino (45-49). Hanno rispettato la classifica il S. Gabriele Milano (76-49 su Livorno) e il S. Giorgio Mantova dell'illustre Riga (60-48 su Moncalieri).
- Quarti di finale. Frascati soffoca l'attacco mantovano (65-27; Iboudah 24+23 rimba, praticamente il prodotto dell'intera compagine avversaria; Nardelli 17); con 0/16 da 3 le virgiliane non avevano scampo di fronte al muro difensivo laziale.
Costa-Pordenone equilibrata per due quarti, poi le lombarde sono scappate via (72-58; Finazzi 17 punti, Touré 8+20 rimba di cui 15 offensivi; di là Vicenzotto 18).
Venezia-S. Gabriele non priva d'interesse, a dispetto del +22 finale (91-69) perché, dopo che all'intervallo sembrava sepolta (+23 Reyer), le milanesi hanno rimontato caparbie sino a meno 5; lì però la Reyer s'è scossa con un 20-0 brutale in pochi minuti (Zotti Pavlovic 20, Zarrillo 18; di là Bricchi 19, Gagliardi 15).
A completare il poker d'assi è il Geas con un 59-43 su Roseto, la quale pur dovendo inseguire, meno 14 a metà gara, non va mai al tappeto se non nei 2 minuti finali quando le sestesi allungano da +7 a +16 (Borchiellini, rinforzo toscano del 2012, 15 punti, Porcelli 10; di là Talamonti 16).
- Semifinali. La prima, Frascati-Venezia, è una seria candidata a "partita giovanile dell'anno" (vedremo cosa succede nelle prossime kermesse U19 e U14), sposando qualità ed emozioni in egual misura. La Reyer parte forte, 14-24 al 10', ma poi non riesce ad azzannare la preda, pagando quella discontinuità già palesata in precedenza (ma non pagata contro avversarie inferiori); Frascati rientra in partita, 39-42 all'intervallo. Le laziali puntano su una frizzantissima Nardelli e sul dominio interno di Iboudah e Hotoi (31 rimbalzi in due) e s'arroccano a zona sfidando le lagunari a bucarle dal perimetro, trappola a cui le orogranata abboccano fin troppo (9/36 alla fine), come dimenticandosi di avere abbastanza talento per non accontentarsi della soluzione perimetrale. Fatto sta che s'arriva al volatone finale, in cui una tripla di Ferri fa +5 per Frascati; accorciano Marinari e Zara (72-71); Hotoi converte una palla vagante su dormita difensiva reyerina (74-71) ma Marinari con classe assoluta pareggia su tripla da rimessa in zona d'attacco, un "catch and shoot" da posizione defilata (74-74 a -10").
Quando ormai Venezia pregusta l'overtime con l'inerzia favorevole, e probabilmente più energie rispetto a un'avversaria meno profonda, ecco la magia di Nardelli dopo il timeout: manda al bar la difesa con una finta, si guadagna spazio per fare arresto e tiro dall'arco e pennella un capolavoro a -2".
- Pure l'altra semifinale, il derbissimo longobardo Costa-Geas, è viva sino in fondo, ma meno brillante nella qualità. Nella fase lombarda ha prevalso il Geas in finale, ma di stretta misura (meno 3 all'andata, +7 al ritorno), per cui il pronostico oscillava intorno al 50-50%. Però dal 2° quarto in avanti Costa prende il controllo (+12 al 20', +10 al 30'), finché sul +17 a 3'45" dal termine (62-45) sembra tutto finito. Non lo è, perché il Geas, nonostante l'uscita di due ragazze per infortunio (Greco e Boninsegna), recupera punto su punto, mentre Costa inanella pastrocchi, culminanti in un antisportivo che concede 4 punti nella stessa azione a Sesto, la quale si riporta inopinatamente a meno 2 (63-61) con 45" sul cronografo. Touré dà respiro alle sue con un libero, il Geas sbaglia due volte la tripla del pareggio, Costa chiude con un doppio 1/2 (66-61; Finazzi 19, Touré 11; di là Boninsegna e Baiguini 12).
- Orco zio, è già notte e quindi veloce con le finali. Terzo posto con poca storia; Geas rimaneggiato, Venezia incazzata nera per la sconfitta in semi; da +8 all'intervallo il parziale è 39-14 nella ripresa, per un severo 74-41 (Marinari 21, Franchin 13, Zarrillo 11 [contro la società che fu di sua madre Roby Colico]; di là Turconi 9).
- Finale 1° posto: altro thriller anche se con più errori rispetto alle semifinali. Le strategie difensive da ambo le parti funzionano: Costa argina con raddoppi e aiuti Iboudah, la quale ci mette anche del suo spadellando dalla lunetta; Frascati fa anche stavolta bunker con la zona e non viene punita, per 3 quarti e mezzo, dalle triple masnaghesi sparate in quantità industriali (43 alla fine) ma con poca mira. Equilibrio costante (19-16 al 10', 29-31 al 20', 44-42 al 30'); nessuna riesce a scappare; c'è un +6 per Frascati a inizio ripresa; le laziali dopo l'intervallo comandano quasi sempre ma non oltre un +6; il sorpasso avviene a 5' dalla fine quando Costa inanella 3 triple cruciali, due di Brusadelli e una di Rech; quest'ultima vale il +3 (52-55) e siamo già nell'ultimo minuto, in cui succede di tutto. Segna Iboudah ma è annullato per passi; Costa s'impappina sul pressing e oltre alla palla persa prende tecnico; Nardelli realizza il libero (53-55) ma poi si mangia in entrata il pareggio; Rech fa 0/2 ai liberi e lascia la porta aperta a Frascati che però perde il pallone della speranza con un passaggio malaccorto di Nardelli (la cui stanchezza era più che legittima, peraltro) e non commette fallo negli ultimi secondi, per la rabbia del suo allenatore, che scaglia la lavagnetta (poi nell'intervista recriminerà sulle scelte arbitrali dell'ultimo minuto, così come all'indomani il suo presidente sui social).
Frascati chiude con 15/55 da 2, 3/13 da 3 e un fatale 14/27 ai liberi; Iboudah ha 14 punti + 16 rimba ma 6/17 da 2 e 2/12 dalla linea; Nardelli 13 con 2/14 dal campo e 9/9 ai liberi; Hotoi 11. Per Costa, 12/35 da 2 e 10/43 (gosh) da 3; solo 1/7 dalla lunetta; Rech e Brusadelli 17 punti.
- In quintetto ideale: Nardelli e Iboudah per Frascati; Finazzi per Costa; Porcelli per il Geas; Marinari per Venezia, non riuscendo però a cucirsi lo scudo nella sua terra d'origine. Troncato del Geas è eletto best coach.
Nelle classifiche individuali, tra chi è arrivato fino in fondo, la coppia Iboudah-Nardelli capeggia nei punti (17.5 e 17.2) davanti all'altra coppia veneziana Marinari-Zotti Pavlovic (16.5 e 13.5); quarta ex aequo Finazzi di Costa (13.5); da segnalare Gnesi di Livorno con 17.8 di media in 4 gare. Rimbalzi: Iboudah domina (17.2). Assist: Zotti Pavlovic (5.2).