Ieri Geas-Carugate di coppa di Lega, ottima occasione per cogliere impressioni sulle due milanesi di A2. Ha vinto il Geas 72-59 (18-21, 35-33, 50-43 i parziali), ma lo scarto si è dilatato solo nel finale, mantenendosi tra i 5 e i 10 punti dal 3° quarto in avanti. La differenza l’ha fatta la superiorità sotto canestro di Sesto, con Rios e Calastri prive di avversarie di ruolo.
Carugate sta ancora cercando una lunga per completare la squadra, possibile un arrivo a fine settimana. Comunque, dopo la vittoria con Ivrea e questa sconfitta onorevole, non c’è da essere troppo pessimisti su Carugate: è una squadra che non c’entra niente con l’organico “all star” dell’anno scorso, giocatrici prese da ogni dove si sono messe insieme da 10 giorni, ma la cosa importante è che sembra esserci un’anima combattiva nella squadra, condizione imprescindibile per sperare nella salvezza, visto che i punti nelle mani sono quelli che sono. O meglio, sono concentrati in due giocatrici: Gottardi e Ohanian. Insieme sono una gran coppia di guardie e non sembrano pestarsi i piedi: Silvia ha più varietà di soluzioni, più classe diciamo, la tedesca di colore ha grande energia, due gambe fortissime e un ottimo arresto e tiro, sebbene con uno strano stile di rilascio della palla. Gottardi ha fatto 19 punti, Ohanian 22, iniziando con alte percentuali prima di sentire un po’ la stanchezza. Certo, il rischio è che le difese si concentrino su di loro e finisca lì, perciò sta alle altre inventarsi una pericolosità costante che per ora non sembrano avere, anche se Brioschi sa trovare qualche accelerazione ficcante anche qui in A2, Occhipinti è leggerina ma il senso del canestro sembra averlo (8 punti per entrambe), mentre Scibelli ieri era proprio scentrata (0/4), oltre ad avere poco raggio di tiro e pochi centimetri per giocare sotto. Ma non si può giudicare da una partita, così come per Zamelli (proveniente dalla B2) che sembrava in difficoltà a costruirsi il tiro, anche se forse è acciaccata. Polini si sa che può contribuire in difesa ma non in attacco (peraltro anche lei fatica a difendere sui pivot di ruolo). Mazzanti per ora acerba. Considerando che la manovra è parsa spesso faticosa, e che a rimbalzo dominava il Geas, se Carugate non ne ha prese 20 è merito dell’agonismo che abbiamo già notato, oltre che del talento di Gottardi e Ohanian e di qualche errore di troppo del Geas.
Buone impressioni anche dal Geas. I dati più interessanti sono due: sembra esserci una gran voglia di passarsi la palla, come ha confermato Galli nel dopo partita, e la coppia Rios-Calastri può fare molto bene, sia insieme che in alternanza. In pratica il Geas può giocare 40’ con un pivot vero: non so quante avversarie se lo possano permettere. La cubana non è altissima (1,88), ma ha una tecnica sopraffina e una varietà di soluzioni, in post basso, che rende difficilissimo marcarla. E all’occorrenza la mette anche da fuori. Ieri 21 punti, unico neo lo 0/3 ai liberi. L’espressione “di un’altra categoria”, nel suo caso non è a vanvera, anche se venendo dalla B2 dovrà prendere le misure. Ma stiamo parlando di una che ha giocato i Mondiali '98 con Cuba. :B): Non a caso sono state sue le due azioni più belle della partita: in una, dopo che Scibelli aveva preso un rimbalzo in difesa e le squadre stavano già portandosi nell’altra metà campo, Rios è arrivata da dietro, le ha soffiato la palla e ha depositato a canestro passando da un lato all’altro del tabellone; nel finale, dopo che Gottardi aveva sbagliato la tripla del -2, ha chiuso i conti con un rimbalzone d’attacco, andandosi a prendere la palla ben lontano dalla sua posizione iniziale, per poi realizzare subendo fallo.
Calastri ha costruito lei il break decisivo nel 3° quarto, con 8 punti consecutivi: una rarità per lei, che di solito ha la pecca della continuità. Anche ieri, a dire il vero, ha fallito qualche appoggio di troppo, ma ha dato segnali molto positivi alle voci “mobilità” e “intraprendenza”, sebbene avesse una caviglia un po’ fuori posto. 14 punti con 7/15, senza giocare nemmeno tanto. Chiaro che entrambe vanno riviste contro avversarie più stazzate, ma l’impressione resta molto buona.
Se il gioco sotto funziona, anche le esterne ne traggono vantaggio, avendo più spazi. Crippa ieri ha tirato maluccio (9 con 3/9) ma non ha quasi mai forzato, Frantini (10 con 4/12) era stanca nel 2° tempo, per cui le sono uscite un po’ di conclusioni, ma anche nel suo caso erano quasi tutte buone. Marulli, con l’assenza di Censini, avrà un ruolo più significativo ed è parsa avere voglia di recitarlo, anche se si è fermata a 3 punti. Ponchiroli è un collante di grande utilità, vero elemento di raccordo tra i due reparti, brava a dare una mano a rimbalzo e in difesa quanto pericolosa dalla media, anche se non ha i numeri per essere protagonista in attacco.
Arturi, come già preannunciavano in molti, sarà la vera giocatrice-chiave del Geas di quest’anno: partita Gatti e arrivata Arnaboldi che è qualche gradino sotto (almeno per ora; ma sembra per prima cosa dover smaltire qualche chilo di troppo), le chiavi della squadra sono saldamente tornate in mano sua. Ieri ha gestito nel complesso bene, pur con qualche passaggio sbagliato qua e là (come del resto le altre esterne-Geas); ma l’auspicio è che ritrovi quella pericolosità offensiva che aveva raggiunto prima dell’infortunio di un anno e mezzo fa. Ieri le iniziative le ha prese, ma la mano era freddina, soprattutto da fuori (1/4 sia da 2 che da 3).
Nel dopopartita faceva dispiacere veder Censini in borghese: nella peggiore delle ipotesi tornerà a marzo, il che significa stagione quasi persa. Una guerriera come lei si sentirà come una tigre in gabbia, mentre in un’ottica di squadra diciamo che i mezzi per ridurre il danno ci sono, a patto però che la 20enne Arturi e la 18enne Crippa accelerino il processo di crescita in termini di maturità e leadership, il che non è facile perché un conto è avere talento e un conto è gestire finali infuocati, magari in trasferta e contro squadre di vecchie marpione, senza più l’ombrello protettivo di Censini che si prendeva gran parte delle responsabilità. Difficile prevedere se funzionerà o meno, si può solo sperarlo. Certo è che le rotazioni, senza il Generale, si sono accorciate a 8 giocatrici: pochine, perché è vero che ci sono squadre che s’arrangiano anche in 7, ma quando l’età media è bassa è più difficile gestirsi a organico ridotto.
Ovviamente tutti questi giudizi vanno tarati al fatto che siamo in prestagione e ci sono le fatiche della preparazione atletica nelle gambe, ma l’impressione è che non vedremo molto di diverso quando si farà sul serio.
Una nota a margine: partita godibile, a ritmi davvero alti per essere prestagione con gambe infrollite dalla preparazione atletica; se però il metro arbitrale di ieri è quello che si vedrà durante l’anno, meglio che le giocatrici si portino da casa l’elmetto da football americano. Pare che strattonare l’avversaria, mandarla al tappeto o bozzarla via mentre tira o palleggia non sia più fallo. Il Geas ha tirato i primi liberi dopo 29 minuti, Carugate non ne ha avuti molti di più. Poi nel finale, i furbetti fischiano qualche fallo superfluo per aggiustare le cifre. Peccato.
Altra noterella, così, en passant: sullo scout ufficiale sono indicati 350 spettatori. Evidentemente ognuno dei presenti contava come 5...
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