Mentre già ci si scanna tra passatisti e “presentisti” nel topic sulla Nazionale, qualche impressione su Italia-Russia di ieri. Sensazioni contrastanti perché, se è vero che abbiamo giocato col piglio giusto per 30 minuti abbondanti, pur sbagliando molto, è anche innegabile che ce le siamo fatta un po’ addosso quando contava, il che non è incoraggiante per le prossime due partite, perché se la Grecia di oggi è tecnicamente più abbordabile, agonisticamente ed emotivamente sarà ancora più dura perché ci si gioca quasi tutto.
Con la Russia, al di là della normale tensione della partita d’esordio, in fondo c’era forse meno pressione che nelle prossime due, perché una sconfitta con le iper-favorite la si metteva ampiamente in conto: erano loro ad avere, casomai, tutto da perdere. Si è visto in effetti che, a parte l’inizio giocato piuttosto in scioltezza dalla Russia, per lunghi tratti erano più contratte loro di noi. L’Italia aveva più mordente, più entusiasmo, più grinta, non ha subìto fisicamente, abbiamo visto Ress fare un gran lavoro in difesa e Macchi rifilare un paio di stopponi. Peccato per qualche ritardo di troppo sui loro tagli che ci è costato parecchi canestri facili da sotto.
Nel frattempo Macchi ha retto il peso dell’attacco con 10 punti nel 1° quarto, compresa una triplona allo scadere: è stata lei a togliere paura all’Italia, che però non ha saputo trovare in attacco un’alternativa costante a Chicca: a turno tutte hanno fatto qualcosina ma senza regolarità, non possiamo avere Dacic e Masciadri con queste percentuali. Per Mascia in fondo erano tiri che ci stavano e che non sono entrati, Dubi invece pareva avere in mano una patata bollente, dal modo in cui se ne liberava con tiri fuori equilibrio, senza nemmeno aspettare di essersi girata dalla parte giusta. Certo, è una presenza, ma così non basta. Comunque la difesa (abbiamo costretto la Russia a 23 perse) ci ha permesso di “impaludare” la partita, portandola su un terreno che poteva esserci favorevole, in cui i valori tecnici si erano appiattiti e si giocava d’agonismo e di sprazzi. Nella Russia nessuna pareva davvero in giornata: Stepanova e Korstine si sono svegliate solo alla fine, Schegoleva si è spenta alla distanza.
L’Italia ha perso l’occasione nel 3° quarto, quando per mille volte ha sbagliato il sorpasso nel momento in cui stava mettendo sotto le avversarie con l’intensità. È vero che riuscendo a limitare i danni siamo poi arrivati al pareggio con Masciadri all’inizio dell’ultimo quarto (grazie anche a Sottana che ha fatto chiaramente vedere di non aver paura), ma avremmo potuto arrivare a quel punto con 5-10 punti di vantaggio, invece così c’era da aspettarselo che la Russia prima o poi alzasse il livello e se ne andasse; e infatti dal 44-44 si è spenta la luce per noi. A dire il vero, non è che loro abbiano fatto cose incredibili, hanno solo trovato soluzioni più affidabili (cioè da sotto) rispetto alle nostre, che si sono incartate in una serie incredibile di errori, qualcuno di sfiga ma altri per brutte scelte o semplicemente per difficoltà fisico-tecnica a battere la difesa. Sicché siamo stati a secco per 6’30”, la Russia ha fatto un 10-0 e i giochi si sono chiusi. Che ci fosse un’ampia componente psicologica nel nostro blocco lo dimostra il fatto che, a partita ormai segnata, abbiamo fatto 11 punti negli ultimi 2 minuti, ritrovando Macchi e Zara per chiudere con un dignitoso –5. Insomma un bilancio da bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno, perché bastava non molto di più e ci poteva scappare l’impresa, anche se forse la Russia avrebbe trovato il modo di vincerla, di riffa o di raffa.
Alla fine la “mappa” dei tiri comparsa sullo schermo la diceva lunga sulla chiave della partita: i bollini verdi indicanti i canestri segnati, per la Russia erano posizionati in gran parte dentro l’area, per l’Italia invece erano sparpagliati qua e là, frutto quindi di azioni estemporanee più che di vera pericolosità. Con 18/68 dal campo è arduo vincere, è vero che la difesa della Grecia non sarà dura come quella russa, ma urge trovare altri terminali oltre a Macchi, altrimenti se lei non è in giornata o cala per stanchezza, siamo fritti. Mi sarebbe piaciuto rivedere in campo Zanon dopo che si era presentata nel 1° quarto con un bel canestro al primo pallone toccato, e anche Franchini che, mancandoci una che facesse canestro, poteva servire. Zara un po' confusionaria ma la voglia di essere protagonista e le gambe per farlo mi sembra che ci siano.
L’atteggiamento e la condizione mi paiono ok, temevo peggio. In mattinata avevo letto sulla Gazzetta un’intervista a Ress in cui parlava di stanchezza generale per la lunga preparazione: se il giornalista non ha travisato, è un po’ preoccupante perché lo scopo della preparazione (tanto per dire un’ovvietà) sarebbe quello di arrivare al meglio e non spossati all’appuntamento che conta; ma poi contano i fatti, e Ress in campo si è battuta come un leone, pur mangiandosi alcuni canestri (come tutte, del resto); e in generale non sembra esser stato per stanchezza che abbiamo perso.
Altra impressione, sempre smentibile dai fatti ovviamente, è che ci convenga non arrivare ai finali punto a punto, perché tra gioventù (tre delle 4 lunghe hanno 21-22 anni, tanto per dire), inesperienza in queste competizioni e ansia di vincere a tutti i costi, abbiamo solo da perderci.
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Aggiungo tre osservazioni su Italia-Russia intanto che aspettiamo l’inizio della partita di oggi:
1) Non avrei voluto dirlo, ma ieri ci sarebbero serviti come l’oro una realizzatrice in più, avendo Masciadri con le polveri bagnate, e un play di raziocinio da alternare a Zara che è un play realizzatore: il pensiero va subito a Ballardini e Cirone, ma da qui a dire che con loro ce l’avremmo fatta, ne passa;
2) Bene ambiente e atmosfera, almeno per quanto traspariva dalla tv, l’unico neo è che, con la telecamera posta di fronte alla tribunetta più piccola tra le due che stanno sul lato lungo, sembra che si giochi in una palestrina delle serie minori… Persino quell’ignorante di mia moglie, è stata la prima cosa che ha notato, oltre a certi fondoschiena a suo dire troppo grossi, dopodichè è stata zittita. :roftl:
3) A non pochi sarà capitato di rivedere ieri il basket femminile a 10 anni di distanza dall’ultimo Europeo trasmesso in chiaro, quello del ’97. Secondo me, al di là della qualità del gioco, costoro saranno rimasti colpiti dalla velocità con cui si gioca al giorno d’oggi, davvero bestiale nel confronto col passato, al limite della frenesia. :blink:
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