venerdì 28 settembre 2007

Europei di Chieti: sconfitta contro la Francia e punto dopo la 1. fase

Per ora agli Europei le cose sono andate come si prevedeva. Sconfitte con Russia e Francia, vittoria con la Grecia, quanto basta per passare il turno ed evitare il fiasco totale. Certo, si sperava in un’impresa contro una delle due big, ma razionalmente era difficile crederci. Si è visto contro la Francia: non è tanto questione di giocare bene o giocare male da parte nostra, è questione che le squadre della prima fascia europea sono più forti e soprattutto molto più esperte. Perché si può anche dire che le nostre sanno giocare meglio di così, però se fanno 19/64 al tiro contro la Francia e qualcosa di simile due giorni prima contro la Russia, dipende anche e forse soprattutto dalla forza delle avversarie, non dal fatto che ci siano tremate le mani dalla paura o da non so che altro.
Anzi, l’atteggiamento delle nostre è stato (quasi) senza macchia e senza paura, casomai il contrario, cioè potrebbero ragionare di più (Zara e Sottana docent: la prima andrebbe bene se non dovesse fare il play, la seconda si sta candidando a “Pozzecco in gonnella”, :woot: perché tira fuori cose di genio, come un’entratona in sottomano rovesciato contro la Francia, ad altre di sregolatezza, come un contropiede senza vantaggio numerico concluso puntualmente con stoppata subita), ma comunque meglio così che col braccino corto e gli sguardi pieni di timore.

Il problema è, ripetiamo, che rispetto al top del continente siamo ancora indietro. Non c’è da stupirsene: se una squadra non partecipa da 8 anni agli Europei, vorrà pur dire qualcosa, e cioè che il suo livello è quello che è. Poi avremmo anche potuto tirar fuori il partitone e battere Russia o Francia, ma perdere, sia pure in casa, con due squadre abbonate alle medaglie, è assolutamente logico.
In entrambi i casi ci siamo rimessi a contatto con una fiammata nel 3° quarto, ma l’impressione è che, più che di un successivo inceppamento nostro, siano state loro a decidere di fare sul serio nel finale. Nessuna delle due “corazzate” ha esaltato contro di noi, e questo forse è anche merito di una nostra discreta difesa, ma quando serviva davvero ci hanno messo sotto abbastanza rapidamente, senza sprecare troppe energie, che in una competizione da 9 partite vanno centellinate, e l’esperienza aiuta a farlo, mentre noi di esperienza non ne abbiamo e di classe superiore neanche, o poca. Sì, Macchi sta dimostrando di non essere inferiore alle stelle altrui, ma non è una questione di individualità, ma di squadra. Sia contro la Russia che contro la Francia, Chicca è stata la top scorer assoluta, ma di là si sono divise punti, minuti e responsabilità, perché lì di Macchi ne hanno almeno 3 o 4. Così vedi che una Stepanova o una Gruda arrivano all’ultimo quarto belle fresche e fanno la differenza. <_< Poi si potrà fare chiacchiere da bar sulle convocazioni o le scelte tattiche di Lambruschi, ma al massimo gli si può imputare di non saper far nozze coi fichi secchi...

Per ora dunque siamo in linea con le aspettative, le nostre hanno giocato da sufficienza in pagella, ma qui serve almeno una partita da 8, molto probabilmente 2, perché, dando per probabile una sconfitta nella prossima con la Spagna (in ogni caso, batterla non ci farebbe guadagnare posizioni perché la Spagna è a +4 su di noi), bisogna vincere con Bielorussia e Serbia, oppure battere la Bielorussia con un grosso scarto, perdere di poco con la Serbia e sperare che nessuna delle due vinca con Francia e/o Russia. Un po’ tortuoso. Vincere entrambe quelle partite si può e si deve, per fare qualcosa di più del sei meno meno, se non 5 e mezzo, che altrimenti ci meriteremmo per questo auspicato “Europeo della riscossa”.

L’attacco stitico non mi preoccupa più di tanto, intanto perché la tenuta difensiva c’è e questo è una garanzia maggiore, visto che la brillantezza offensiva va e viene per definizione; e poi perché, a ben guardare, anche le altre partite del nostro girone sono finite con punteggi bassi, il che significa che dipendeva molto dalla qualità difensiva delle avversarie. La Serbia ha fatto una novantina di punti con la Croazia ma dubito che ne farà tanti contro di noi.

Certo, dà fastidio che mentre quelle del volley (che mercoledì peraltro ci han fatto un favore, oscurando sulla Rai il nostro pessimo 1° tempo :fischia: ) strabattono pure la Russia e vanno in semifinale, noi stiamo qui a spaventarci per due nazionucole di pochi milioni d’abitanti, ma nel basket femminile le gerarchie sono queste, e anzi, a rigor di graduatorie Fiba, le abbiamo già sovvertite battendo la Grecia...

Tanto per chiudere il discorso sulla prima fase, è doveroso spendere qualche parola sulla Daciciona, per gli amici Dubi. :alienff: Oddio, a quanto pare di amici ne ha pochi, sembra che stia antipatica ai più, tranne che a Tignuzzo, il quale, pur di certificare che è italiana al 100%, tira fuori i suoi vecchi libri di geografia delle elementari, quando l’Istria era ancora nostra, trascurando il particolare che il 99,9% dei nostri conterranei sono stati cacciati a pedatoni una sessantina d’anni fa, mentre gli altri li hanno slavizzati a forza, che in confronto Mussolini aveva buone maniere. :bleah: Ma questa è accademia: se Dacic sia italiana di origine ce ne frega poco, quel che conta è che è italiana di formazione cestistica, gioca per la nostra nazionale e soprattutto è una delle poche giocatrici nostrane che abbiano combinato qualcosa anche in Europa negli ultimi anni.

Qui vogliamo spezzare qualche lancia in suo favore, perché la ragazzona per certi versi, contrariamente ai più, ci fa simpatia. Purtroppo paga quella faccia un po’ così che hanno anche le sorelle Micovic (dev’essere una tara delle slave naturalizzate), che sembrano provare un gran fastidio a essere lì, e che le devi ringraziare se ti fanno la grazia di giocare per te. :unsure: Però non si può fare un processo alla faccia, e come è assurdo che abbiano processato Bargnani perché non cambia mai espressione, non si può gettar la croce addosso a Dacic per questo. Ci sarà pure del vero in chi la accusa di pigrizia e indisponenza, ma in parte ci sembra anche frutto di un’antipatia “a pelle” che la ragazza purtroppo ispira nei più. La Dubona paga pure il fatto che gli italiani sono un popolo di maschilisti razzisti retrogradi, :angry: che quando vedono una ragazza grande e grossa come lei si danno di gomito e fanno battute che rivelano fastidio e quasi disgusto. Qualcuna mi raccontò che quando usciva con Dacic da qualche parte, c’erano sempre torme di idioti che la fissavano, andavano a misurarsi di fianco a lei e le chiedevano “ma quanto sei alta”? Ora, va bene che uno si abitua, però non dev’essere facile passare la vita sentendosi un fenomeno da baraccone. :sick: Così come sul campo, dove la gente pensa che siccome sei 2 metri per un quintale e passa, devi dominare sempre e comunque, e anche se fai 15 punti e 10 rimbalzi non va bene.

Ecco perché tifiamo, sia pure silenziosamente, perché la Daciciona diventi una grande giocatrice. Innegabile che le prime due partite di questi Europei abbiano fatto venire il latte alle ginocchia in tal senso, però nell’ultima si sono visti segnali di risveglio, in attacco concentrati in pochi minuti del 3° quarto, ma in difesa e a rimbalzo lungo tutto l’arco della gara. La verità è che Dubi è una delle pochissime giocatrici azzurre (forse Macchi è l’unica altra) in grado di tener botta indipendentemente dal livello delle avversarie. Ci spieghiamo: una Ress può dominare fisicamente contro la Grecia, ma contro Russia e Francia va sotto; una Masciadri può fare 30 punti in finale scudetto contro Priolo, ma se le fanno una difesa fisica, sporca e violenta, ne mette ben pochi, come si è visto anche in parecchie partite di Eurolega. Invece Dacic, con la sua stazza, può reggere contro qualunque avversaria. Tra lei e la pur grossa e scafata Dijon, l’altro giorno, era lei a creare più problemi all’altra. Poi può anche sbagliare tutto al tiro, ma l’impressione è che dipenda più da lei che dall’opposizione altrui. Ecco perché l’auspicio è che si sblocchi del tutto e diventi decisiva nelle due partite che dobbiamo vincere.

L’ultimo appello è per il pubblico di Ortona, affinché crei un clima tipo Salonicco dei tempi belli: una polveriera, un’intimidazione incessante, anche antisportiva, contro avversarie e arbitri, boati ed esplosioni per ogni canestro delle nostre. Perché qui, o si fa l’Italia o si muore.

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