La verità è un misto delle due cose: giochi per vincere, ma speri di avere una parte più importante possibile nella vittoria. Per un professionista (intendo per tali anche le ragazze di A1 e certe di A2) forse l'aspetto di avere un ruolo di primo piano diventa ancora più preponderante, perché è essenziale per la loro carriera... nel senso che puoi anche vincere uno scudetto da gregario, ma poi l'anno dopo ti fanno fuori perché sei servito a poco e magari non trovi più posto in A1... allora, lavorativamente parlando, meglio essere una stella anche se non vinci una mazza.
A tal proposito mi viene in mente che mi fu raccontato di un'importante giocatrice italiana, tuttora in attività, che di uno scudetto vinto all'inizio degli anni 2000 diceva di "non sentirlo abbastanza suo" perché giocava una quindicina di minuti a partita... infatti poi preferì andare a fare la protagonista in una squadra meno forte. Non sarà l'ideale del basket tignuzziano, però è comprensibile.
Tanto per fare qualche nome, invece, mi son sempre chiesto come faccia Masha Maiorano a vivere bene il quarto anno di gregariato in A1. Per carità, è un onore giocare nella massima serie, figuriamoci poi in un club di grande tradizione come Parma; però un istinto da protagonista come il suo dovrà pur sentirsi frustrato a furia di essere costretto a un ruolo di secondo piano. Ahò, attenzione che non sto dicendo che oggi come oggi meriti di più, anzi è già importante aver scalato le gerarchie da nona-decima a settima-ottava, però vedi che dopo una prova come quella con Montichiari, torni nell'anonimato in coppa...
Insomma, stiam parlando di una che al torneo di Binzago ti fa un muso così se la togli due minuti sul +35... Di una che dopo aver vinto il torneo, nel 2005, era visibilmente ingrifata perché non le avevano dato il premio di miglior giocatrice. Di una che vuole essere protagonista anche se esce in compagnia al bar. Quella è la sua vera natura, secondo me. Che io ritengo una sorta di grandezza. E secondo me questa natura frigge nella parte del "soldatino" che entra a partita iniziata, fa un tot di minuti e poi si risiede per lasciare spazio alle straniere, salvo eccezioni. Vero che è grazie a questa sua capacità di adattarsi che si è guadagnata 4 anni di A1, ma possibile che non invidi, almeno ogni tanto, una Michela Frantini, tanto per dire, che è sempre in campo quando si decide la partita, e che ha una parte importante nelle sorti della sua squadra, anche se in A2? Eppure Masha ha sempre detto che a lei va benissimo così. Ha davvero una gran forza mentale.
Attenzione, però: se dico che accetta la situazione non sto dicendo che non voglia essere protagonista. Anzi, tutt'altro. Questa è la qualità che noi Comitato vorremmo vedere in tutte le Favorite. Invece continuano a non arrivare segnali in tal senso da Alessandra Calastri, che anche stasera ha segnato solo 2 punti. Eppure sappiamo bene che le lunghe di Cervia non sono 'sto granché, con rispetto parlando. A inizio stagione si diceva (Galli diceva) che la presenza di Rios poteva aprire spazi interessanti per Calastri. Invece per ora ci sembra che stia andando al contrario: non vorremmo che la nostra si rassegnasse all'idea che la cubana è più forte di lei e quindi le lasci ogni incombenza là sotto, accettando un ruolo "acqua e sapone".
Insisto su questo perché non mi risulta che ci siano altri problemi. Se ci sono, ritiro tutto e mi scuso. Ma se non ci sono, allora voglio, esigo e pretendo (non si sa bene a che titolo, ma fa niente) che Alessandra Calastri vada in campo tutte le volte determinata a essere protagonista e non gregaria. Perché non è possibile che il suo potenziale siano 2 punti a partita. Se Rios ha fatto 26 punti stasera, vuol dire che le occasioni per le lunghe c'erano, e quindi Alessandra deve andarsele a prendere, non aspettare che per grazia divina le vadano incontro. Ahò, lo so che non è facile come dirlo, stando qui seduto al computer. Però se una ha delle qualità riconosciute è lecito che da lei si pretenda di più di 'sta roba.
Nel settembre 2005 ho chiesto a Roberta Colico: chi del Geas attuale può arrivare in A1? E lei ha risposto: Alessandra Calastri. Be', qui nessuno le chiede roba da A1, ma che non accetti questo ruolo miserrimo che sta avendo ora. Non piacerà a Tignuzzo, 'sto discorso, perché secondo lui l'importante è che la squadra vinca, però da parte di Cala ci deve essere questo scatto, ne resto convinto.
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